NON VOTARE E’ DAVVERO UNA FORMA DI PROTESTA?

​di Marco Nassisi

Riconosco un punto: È assolutamente vero che la politica ci ha spesso deluso. È facile sentirsi disillusi, arrabbiati e pensare che ‘tanto non cambia nulla’. Questo senso di frustrazione è reale e capisco chi si ritira in questo modo.

​Ma qui subentra la riflessione che voglio condividere con voi:

​Quando scegliamo l’astensione, pensiamo di protestare contro ‘il sistema’. In realtà, stiamo solo regalando silenziosamente la nostra influenza a chi, invece, il voto lo esercita.

​Non votare non ferma il treno che sta viaggiando; permette semplicemente che siano solo gli altri a decidere la sua destinazione e chi sta al comando. È un atto di rinuncia, non di resistenza.

​Il nostro voto, anche se dato al ‘meno peggio’ o a un piccolo partito, è l’unico strumento democratico che abbiamo per mettere un freno a ciò che non vogliamo o per dare una spinta a ciò in cui crediamo. Perdere il potere di scegliere è il vero prezzo della disillusione.

NON VOTARE E' DAVVERO UNA FORMA DI PROTESTA?
NON VOTARE E’ DAVVERO UNA FORMA DI PROTESTA?

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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