GLI INTERESSI INGLESI SULLA CINA

di Consuelo Rottoli

Xi Jinping ha guadagnato tutto dalla guerra in Ucraina.

Londra è il principale hub finanziario per yuan fuori dalla Cina, la City ha enormi interessi economici in Cina.

In un mondo dominato dal dollaro

Wall Street domina, la Federal Reserve detta regole e la City è subordinata.

In un mondo multipolare con USD + RMB + EUR, la City è l’intermediario necessario e UK diventa la “Svizzera globale” con più potere e profitti.

La City non è esattamente “il governo britannico”. I suoi interessi sono di massimizzare flussi finanziari globali, non necessariamente la potenza britannica.

La City ha come obiettivo essere il ponte finanziario tra Cina e Occidente mentre lo yuan si internazionalizza.

Perciò ha interesse a indebolire l’egemonia USA ma non troppo, rafforzare la Cina ma non troppo, e creare tensioni che generano flussi di capitale.

La guerra in Ucraina serve perfettamente questi obiettivi.

I paradisi fiscali britannici sono usati massicciamente da oligarchi russi e capitali cinesi.

Il 40% delle transazioni yuan fuori dalla Cina passano per Londra.

Londra gestisce più trading di yuan che qualsiasi città occidentale e le Banche cinesi hanno importanti filiali a Londra (ICBC, Bank of China, etc.)

Cameron e Osborne cercarono di fare di UK il “migliore amico occidentale della Cina”.

L’internazionalizzazione dello yuan arricchisce la City, se lo yuan diventa valuta di riserva globale sfidando il dollaro, enormi volumi di trading passano per Londra e la City si posiziona come intermediario tra blocco dollar e blocco yuan con profitti per banche, asset managers, assicurazioni.

La City ha già guadagnato dalla crisi Russia-Europa e ha storicamente finanziato tutti, inclusi nemici della Corona. Ricordiamo i prestiti alla Germania nazista negli anni ’30 (tramite BIS – Bank for International Settlements) e i prestiti all’Impero Ottomano contro UK.

La finanza è apolide e va dove ci sono profitti.

Il rischio è che se la Cina diventa egemone, potrebbe non aver bisogno di Londra.

Shanghai e Hong Kong potrebbero sostituire la City. Inoltre il capitale cinese è semi-controllato dallo stato e non liberamente mobile come quello occidentale.

Ma la City accetta il rischio perché vuole un mondo multipolare e finanziariamente complesso.

Più attori, più intermediazione, più profitti.

Il Caos geopolitico offre opportunità grazie ai capitali in fuga, ai profitti dai paradisi fiscali per aggirare le sanzioni e a quelli generati dal riposizionamento dei capitali delle aziende.

Per ottenere questo la City fa pressioni per massimizzare la complessità finanziaria e influenza i politici britannici con donazioni e revolving doors.

È sufficiente che il governo UK ascolti la City più di considerazioni strategiche di lungo termine.

E certamente la Grand Loggia d’Inghilterra tiene molto alla City..

Boris Johnson ha sabotato i negoziati Russia-Ucraina (Istanbul, aprile 2022) secondo alcuni report.

UK ha armato l’Ucraina prima e più di altri europei e questo ha accelerato la rottura Russia-Europa, avvantaggiando la Cina.

Il Regno Unito (e la City) si trova storicamente diviso tra pragmatismo economico non volendo perdere opportunità lucrative e le pressioni atlantiche per sostenere le posizioni di USA e alleati sulla Cina.

La City vorrebbe beneficiare economicamente del mercato cinese mantenendo però autonomia e gestendo i rischi. È un equilibrio difficile in un contesto geopolitico sempre più polarizzato.

GLI INTERESSI INGLESI SULLA CINA
GLI INTERESSI INGLESI SULLA CINA

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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