di Stefano Bernacchi
Ciò che percepiamo oggi non è il proseguimento del vecchio mondo, ma la sua eco: una proiezione residua che lentamente si dissolve. La linea temporale della realtà tridimensionale, quella basata sulla densità e sulla separazione, è già crollata. Le strutture che un tempo la sostenevano non sono più ancorate alla rete cosmica, e ciò che resta è soltanto un ponte temporaneo — una realtà di transizione.
Questa dimensione-ponte esiste per permettere a ciascuno di noi di adattarsi al nuovo livello di coscienza. Non è un errore, né un collasso casuale: è un processo di risveglio. Il vecchio sistema, costruito su potere, manipolazione e paura, non poteva sopravvivere in un campo vibrazionale che ora risuona su frequenze più elevate. Le fondamenta della terza dimensione si sono dissolte, e con esse tutto ciò che si reggeva sull’illusione del controllo.
Come nel film Matrix, l’umanità sta iniziando a intravedere la natura della propria prigione invisibile. La “matrice” non è fatta di fili o macchine, ma di pensieri, abitudini, paure e programmi collettivi che per secoli hanno definito ciò che credevamo reale. Molti scelgono ancora la “pillola blu” — la sicurezza dell’illusione — ma sempre più anime sentono la chiamata della “pillola rossa”: la verità che libera, anche se inizialmente sconvolge.
Il risveglio non consiste nel fuggire dal mondo, ma nel vederlo per ciò che è: un sogno condiviso che possiamo riscrivere da dentro.
Ecco perché assistiamo al crollo dei sistemi che un tempo sembravano indistruttibili: governi che si disgregano, economie che si destabilizzano, media che perdono la capacità di guidare la percezione collettiva. L’inganno non trova più terreno fertile. Le maschere cadono, e la verità — quella che era rimasta celata sotto strati di apparenze — emerge con forza.
Molti cercano ancora di trattenere ciò che sta svanendo: lavori, relazioni, convinzioni o ruoli che non risuonano più con le nuove frequenze. Ma ciò che non vibra in armonia con la nuova energia non può restare. Persone e situazioni si allontanano spontaneamente, e questo non è un errore: è il naturale riallineamento dell’anima.
Non siamo qui per riparare il vecchio mondo, ma per dare forma a quello nuovo.
Proprio come Neo, siamo chiamati a ricordare chi siamo veramente: non semplici comparse in un sistema, ma esseri di luce capaci di creare realtà. La libertà non si conquista con la lotta, ma con la consapevolezza.
Quando riconosci che la “matrice” è solo un riflesso del pensiero collettivo, puoi scegliere di non alimentarla più.
Abbiamo scelto di incarnarci in questo momento di trasformazione planetaria, sapendo che la struttura 3D si sarebbe dissolta. Il nostro compito è mantenere la luce, radicare la pace e aprire la via a una coscienza più ampia.
I segni del cambiamento diventeranno sempre più evidenti: eventi sincronici, manifestazioni improvvise, incontri con anime affini che “ricordano”. La Nuova Terra non è un sogno lontano — esiste già, vibra attorno a noi. Stiamo solo attraversando le ultime ombre che separano la mente dal cuore, l’illusione dalla verità.
Non si tratta di una fine, ma di un inizio maestoso.
Un nuovo ciclo sta nascendo, fondato sull’amore, sull’unità e sulla consapevolezza.
La nuova realtà è già qui — e tu ne sei parte attiva.
Come dice Morpheus in Matrix:
> “Io posso solo mostrarti la porta. Sei tu quello che deve attraversarla.”
E ora quella porta è davanti a noi tutti.

