a cura di Giuseppe Aiello
Secondo René Guénon, in cui oggi 7 gennaio 2026 ricorre l’anniversario del suo ritorno al Signore, questi sono i sette punti fondamentali da evitare nella propria vita per mantenere un saldo e solido equilibrio spirituale:
- L’INDIVIDUALISMO SPIRITUALE
Per Guénon, l’idea di una “spiritualità fai-da-te” è una deviazione tipicamente moderna.
Il cammino iniziatico non può nascere dall’individuo isolato, ma richiede:
- una tradizione vivente,
- una trasmissione regolare,
- un’autorità spirituale legittima.
L’individualismo conduce inevitabilmente all’illusione, perché l’io profano non può essere misura del Principio.
2. LA PSEUDO-INIZIAZIONE
Guénon denuncia con estrema fermezza:
- società esoteriche spurie,
- gruppi occultisti,
- correnti “iniziatiche” prive di catena tradizionale autentica.
Queste realtà imitano esteriormente l’iniziazione ma ne sono prive nella sostanza, producendo solo, nel migliore dei casi, suggestione mentale o inflazione dell’ego, nel peggiore, pericoli e intrusione dal mondo sottile, che postano a disgregazione e disfunzioni a livello interiore
3. LA CONFUSIONE TRA “SIMBOLO” E “IMMAGINAZIONE”
Un altro pericolo sottile è:
- prendere i simboli in senso psicologico, morale o fantastico,
- anziché come veicoli di conoscenza metafisica.
Quando il simbolo viene ridotto a immagine mentale, perde la sua funzione di apertura verso il sovra-individuale e diventa oggetto di fantasia soggettiva.
4. L’ATTACCAMENTO AI “POTERI” (siddhi, facoltà sottili)
Guénon insiste sul fatto che:
- i poteri psichici non sono segni di realizzazione spirituale,
- il loro perseguimento è una deviazione pericolosa.
Essi possono: - arrestare il cammino,
- rafforzare l’ego,
- esporre a influenze sottili disordinate.
La vera realizzazione non è potere “orizzontale”, ma conoscenza “verticale”.
5. IL MORALISMO E IL SENTIMENTALISMO RELIGIOSO
Guénon distingue nettamente tra:
- religione intesa come via iniziatica,
- e religione ridotta a emozione, etica sociale, sentimentalismo o consolazione psicologica.
Quando la dimensione dottrinale e metafisica viene meno, la religione resta inerme contro le derive moderne, e il praticante resta sul piano individuale.
6. L’ORGOGLIO SPIRITUALE e L’ILLUSIONE DI “ESSERE ARRIVATI”
Uno dei pericoli più sottili:
- credersi realizzati,
- identificarsi con stati transitori,
- assumere un ruolo di guida senza legittimazione.
Per Guénon, l’orgoglio spirituale è spesso più pericoloso dell’ignoranza, perché si maschera da conoscenza.
7. LA SOCIETA’ MODERNA E CONTEMPORANEA COME AMBIENTE OSTILE ALLA REALIZZAZIONE
Infine, Guénon avverte che il mondo moderno:
- favorisce la dispersione e la disintegrazione (sia a livello individuale che di comunità)
- distrugge il senso del sacro,
- rende estremamente difficile la concentrazione interiore.
Il cercatore deve quindi essere doppiamente vigile, perché l’ambiente stesso è disintegrante.

