PLATONE E I POETI

di Giuseppe Aiello

Tempo fa lessi un articolo su alcune riflessioni di Severino concernenti la filosofia di Leopardi, in cui si parla del fatto che secondo Platone “i poeti mentono” e dunque andrebbero scacciati dalla Città.

Non è certo la prima volta che leggo una cosa del genere…d’altronde in tutte le civiltà tradizionali – anzi in tutte le civiltà tout court, anche quella moderna e occidentale – ci sono restrizioni e temi “sensibili” (in questo periodo sappiamo quali…)

A ogni modo, si è capito almeno a chi alludesse Platone?

Oppure si fa come per gli artisti, dicendo che Platone odiava o disprezzava gli artisti?

NO.

Platone non odiava gli artisti in generale, ma giustamente disprezzava quelli naturalisti, oggi diremmo esponenti dell’arte moderna e profana, che si limitavano a riprodurre ciò che di per sè era già una riproduzione contingente e limitata (ombra delle idee, per cui l’arte diventa l’ombra di un’ombra…), oppure a riprodurre e diffondere in quantità industriale le proprie fantasie e immaginazioni individualistiche.

Lo stesso dicasi per i Poeti (oggi aggiungeremo i romanzieri, cantanti e scrittori da strapazzo, i best seller etc).

PLATONE E I POETI
PLATONE E I POETI

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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