SHAKTI NIPATA: LA DISCESA DELLA GRAZIA

di Luca Rudra Vincenzini

Nel tantrismo si distinguono diversi modi per ricevere la discesa della Grazia (śakti-nipāta) da un siddha-guru: il tocco (sparśa), lo sguardo (dṛṣṭi), la parola (vāc) o l’insegnamento (upadeśa), il pensiero (dhī), in meditazione (dhyāna), in sogno (svapna) e tutte prevedono la volontà (saṅkalpa) da parte del maestro di canalizzare la grazia da sopra la corona (dvādaśānta) e trasferirla al/alla discepolo/a.

Ora l’iniziazione (dīkṣā) si divide in quella in cui il discepolo è presente davanti agli occhi (pratyakṣa-dīkṣaṇe) e quella in cui è assente lontano (paratra). Ergo il parametro del trasferimento è che l’insegnante entri nello stato di coscienza, se permanente è un siddha se transitorio è un adhikārin, quindi hanno valore il potere psichico del maestro e la ricettività del discepolo che ne accoglie l’energia mentale (che la riceve a causa dei neuroni specchio). Per entrambi ha ruolo centrale la comunione del pensiero (anusaṃdhi) che si manifesta come volontà (icchā) di realizzare in atto l’Assoluto.

SHAKTI NIPATA: LA DISCESA DELLA GRAZIA
SHAKTI NIPATA: LA DISCESA DELLA GRAZIA

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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