di Giacomo Gabellini
29/11/2025
Il piano da 28 punti per porre fine al conflitto russo-ucraino continua a far discutere. Nei giorni scorsi, «Bloomberg» ha pubblicato la trascrizione di una presunta telefonata confidenziale di cinque minuti intercorsa tra l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e il consigliere diplomatico del Cremlino Yuri Ushakov.
Dalla trascrizione emerge che Witkoff avrebbe fornito al proprio interlocutore russo indicazioni in merito alla postura da adottare nei confronti del presidente Trump, e perfino riguardo al tipo di proposta diplomatica da predisporre.
Cosa ci dice il “caso Witkoff”
Lo scoop di «Bloomberg» intacca l’immagine di Witkoff, le cui quotazioni in seno all’amministrazione Trump sono in forte aumento assieme a quelle del segretario alle Forze Armate Daniel Driscoll.
Sembra invece irreversibilmente tramontata la parabola del generale Keith Kellogg, la cui fuoriuscita dall’amministrazione Trump prevista per gennaio, scrive il «Kiev Independent», «lascia l’Ucraina senza il suo “campione statunitense” in un momento di crisi».
Di qui i pesanti interrogativi sollevati sul chi e il perché abbia trasmesso alla stampa il contenuto del colloquio tra Witkoff e Ushakov, regolarmente condotto su canali governativi crittografati.
Sono in molti a ipotizzare che il “caso Witkoff” si inscriva in un aspro confronto interno alla classe dirigente repubblicana tra due fazioni principali, facenti rispettivamente capo a personaggi antitetici come il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente Jd Vance.
La posizione del Cremlino
Per il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, «le richieste di licenziamento nei confronti di Witkoff in seguito alle fughe di notizie mirano a sabotare le iniziative finalizzate a una risoluzione della crisi in Ucraina».
Il consigliere Ushakov ha rincarato la dose, affermando che anche attraverso il “caso Witkoff”, «gli europei si stanno intromettendo inutilmente nel negoziato».
Ha inoltre specificato che Mosca non ha ancora discusso i dettagli del piano di pace con nessuno; che bisognerebbe evitare di trarre conclusioni affrettate sul fatto che la guerra in Ucraina si ormai agli sgoccioli; che la Russia valuta positivamente alcuni aspetti del piano di pace degli Stati Uniti, ma altri richiedono una approfondita discussione; che il Cremlino ha ricevuto ufficiosamente diverse versioni del piano di pace degli Stati Uniti, cosa che può creare parecchia confusione; che esponenti di spicco dei servizi di sicurezza russi si sono incontrati con le loro controparti ucraine ad Abu Dhabi per discutere di «questioni molto delicate».
Le delucidazioni fornite da Ushakov collimano con le dichiarazioni rese giorni prima del “caso Witkoff” dal ministro degli Esteri Lavrov, secondo cui la rimozione dal piano originario dei «punti di intesa fondamentali che il presidente Putin pensava di aver raggiunto con il presidente Trump nel vertice in Alaska dello scorso agosto, porterà a una situazione fondamentalmente diversa».
La Russia, sottolinea Lavrov, potrebbe rifiutare il piano di pace statunitense modificato se questo non dovesse soddisfare le richieste di lunga data di Mosca. «Dopo Anchorage, quando pensavamo che queste intese fossero già state formalizzate, si è verificata una lunga pausa. E ora la pausa è stata interrotta dall’introduzione di questo documento contenente temi che, ovviamente, richiedono chiarimenti».
L’Europa rilancia
Il cancelliere Merz, dal canto suo, ha confermato che «affinché venano avviati veri negoziati, a Putin deve essere chiaramente dimostrata l’inutilità delle sue azioni militari. Ed è per questo che dico: non indeboliremo il nostro sostegno all’Ucraina. Sosterremo il popolo ucraino per tutto il tempo necessario. E vogliamo rendere disponibili i beni russi congelati proprio a questo scopo. Putin deve capire che non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra a scapito dell’ordine europeo di libertà e pace».
Il Capo di Stato Maggiore delle forze armate francesi, generale Fabien Mandon, si è spinto ben oltre. L’alto ufficiale francese, molto vicino al presidente Macron, ha dichiarato che i cittadini francesi «devono essere pronti a perdere i loro figli» nell’ambito di una possibile guerra contro la Russia. «Disponiamo di tutta la conoscenza e la potenza economica e demografica per dissuadere la Russia, ma se la Francia non sarà pronta a perdere i suoi figli e a sopportare un prezzo economico a causa di un cambiamento nelle priorità, allora siamo in pericolo», ha aggiunto.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha invece sostenuto, nel corso di una intervista rilasciata alla «Frankfurter Allgemeine Zeitung», che, «tradizionalmente, abbiamo indicato il 2029 come possibile orizzonte temporale, ma le valutazioni attuali parlano anche del 2028. Alcuni analisti militari ritengono che potremmo aver appena vissuto la nostra ultima estate di pace».
La stampa ucraina, nel frattempo, sostiene che l’agenzia anti-corruzione di Kiev ha in serbo nuove, esplosive rivelazioni riguardanti il colossale scandalo che ha investito elementi chiave dell’entourage del presidente Zelensky. In particolare, le ultime indagini inchioderebbero il fidatissimo capo dell’amministrazione presidenziale Andriy Yermak.
Tratto da: Il Contesto

