AL DI LA’ DEGLI OCCHI

di Luca Rudra Vincenzini

“Parokṣapriyāḥ iva devāḥ”, “gli Dèi hanno caro, in vero, ciò che è aldilà degli occhi”, Aitareya Upaniṣad, Ṛgveda Saṃhitā (Rudra).

Ora questo riferimento a ciò che è oltre lo sguardo, indi: oscuro, velato, indiretto, non percepibile attraverso i sensi, è reso anche dal termine idandra, epiteto di Indra il re degli Dèi, ossia: colui che ha visto quello (idam-dṛś). Il sunto è che non solo gli Dèi amano e vivono ciò che per gli esseri umani è oltre il normale orizzonte visibile, idam nella metafisica indiana richiama anche l’esperienza dello stato trascendente, ma altresì il fatto che i deva, dalla radice dīv-risplendere/illuminare, rischiarano la visione del divino (darśana), anche nei “labirinti” semantici ed interpretativi dei passi oracolari contenuti nei testi sacri. Se uniamo questa sfumatura di significato al fatto che i mantra seminali (devabīja) sono la divinità in forma sonora, se ne evince tutta la potenza magica delle formule sacre: i mantra sono porte sulla realtà trascendente, mezzi per accedere alla visione del mistero che appare davanti agli occhi ma che il più delle volte sfugge…

AL DI LA' DEGLI OCCHI
AL DI LA’ DEGLI OCCHI

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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