di Federico Fringuel Federici
Guardatevi attorno, ascoltate i dialoghi che ci avvolgono, ascoltate cosa si dice e cosa ci viene detto e soprattutto come ci viene detto. Siamo dentro una narrazione che usa una logica illogica, che ribalta i concetti ed il loro vero significato, di continuo, senza sosta e senza soluzione di continuità.
Questo scenario è già stato immaginato, se ne è parlato tanto, si sono fatti film su quello scenario immaginato dopo la seconda guerra mondiale e immortalato in un celebre romanzo.
In quel libro c’erano tre slogan utilizzati dal potere, slogan illogici utilizzati per far capire quale fosse il livello di “bispensiero” nella fantasiosa società descritta nel romanzo e veniva spiegato anche il perché, questo modo di ragionare venisse propagato e ampiamente utilizzato.
Sembrava impossibile ipotizzare un mondo del genere, troppo lontano dalla realtà vissuta dalle popolazioni, si pensava che gli anticorpi del totalitarismo fossero ormai ben radicati nella collettività occidentale ma, ascoltando i deliri giornalieri dei “notiziari”, sembra che sia proprio quello il mondo verso cui stiamo andando a grandi passi.
C’è anche il cartello che sembra avvisarci, ma noi non ci facciamo caso, siamo troppo impegnati a fare altro.
Benvenuti nel mondo “libero”…

