a cura di Etna Da Roma
L’acqua, accanto ad aria, terra e fuoco, è uno degli elementi fondanti della natura ed è riscontrabile nel suo valore materiale e simbolico-rituale in tutte le tradizioni religiose.
Nelle società secolarizzate è sottoposta ad un costante processo di desacralizzazione, dal momento che è percepita quasi esclusivamente nel suo aspetto utilitaristico. Ma come dispositivo simbolico continua ad avere molte accezioni, generalmente raggruppate in: vita, morte, rinascita e purificazione.
L’acqua, per le popolazioni arabe tra cui si è diffusa la religione islamica, non presenta soltanto la funzione materiale di sussistenza ma costituisce soprattutto un fondamento di ordine spirituale e simbolico che sostanzia il ciclo vitale degli individui.
Nel Corano il termine “acqua” ( ماء ), ricorre più di 60 volte, presentandosi nella sue svariate forme (pioggia, rugiada, sorgente, mare, fiume, ecc.): i riferimenti dunque sono numerosi. Anzitutto è posta come uno tra gli innumerevoli e straordinari elementi di cui Iddio ha fornito l’universo. È un “segno” su cui è chiamata a riflettere la gente “dotata d’intelletto”.
Il Corano si riferisce a un uditorio costituito da genti prevalentemente nomadi, dedite alla pastorizia transumante, ma forse proprio per questo maggiormente abituate ad un contatto diretto con la natura.
“Ma guardi dunque l’uomo il suo cibo! Versammo l’acqua a fiumi dal cielo, spaccammo in solchi la terra e dentro facemmo germinare il grano e uve e verdure e ulivi e palme e orti folti di piante e frutti e pascoli a godimento vostro e de’ greggi.” [Cor 80:24-32]
“Iddio ha creato tutti gli animali dall’acqua, e ve ne sono di quelli che camminano sul ventre e di quelli che camminano su due zampe e di quelli che camminano su quattro zampe. Iddio crea quel che vuole e Dio è su tutte le cose potente.” [Cor 24:45]
“Ed è Lui che ha creato l’uomo dall’acqua traendone discendenza maschile e femminile: il tuo Signore è potente.” [Cor 25:54]
“Guardi dunque l’uomo di che cosa fu creato: fu creato di liquido effuso ch’esce di fra i lombi e le costole.” [Cor 86:5-7]

