di Mike Plato
Ho la netta sensazione che un’erronea e voluta male interpretazione della meccanica quantistica e in particolare del Principio di Indeterminazione di Heisenberg abbia dato la sensazione ad ego predisposti di credere e far credere (vedi Malanga) che noi OSSERVIAMO e CREIAMO, che il nostro osservare i fenomeni li crei. Di qui l’arroganza estrema di affermare NOI SIAMO DEI CREATORI.
Questi soggetti che credono o fanno credere non hanno chiaro un concetto base, anzi 2:
1) NOI NON ABBIAMO SUFFICIENTE POTERE PER PLASMARE LA MATERIA, IL NOSTRO POTERE è RIDICOLO. Peraltro la materia è lenta, lentissima, ovvero lenta è la vibrazione che la mostra in quanto materia. col potere che abbiamo i cambiamernti possono verificarsi dopo eoni. lasciamo perdere
2) NON SIAMO NOI IL VERO OSSERVATORE, NON L’UOMO ESTERIORE, MA QUELLO INTERIORE. LUI, IN QUANTO LOGOS, HA LA CAPACITA DI PLASMARE LA MATERIA o LUCE ASTRALE (che è lo stesso) E OTTENERE MUTAZIONI NEL TESSUTO DELLA REALTA. SUO è L’OCCHIO, NON NOSTRO !
Ma quando qualcuno dice VOI SIETE DEI E CREATORI si sta arrogando un potere che non ha e mai avrà.
Infatti come dimostra il paradosso del gatto di Schrödinger l’osservatore è parte integrante di qualsiasi esperimento. Esso fu un esperimento mentale ideato nel 1935 dal fisico Erwin Schrödinger per illustrare un’apparente assurdità della meccanica quantistica.
Ecco i punti chiave per comprenderlo:
- Il concetto: Un gatto viene chiuso in una scatola d’acciaio con un contatore Geiger, una fiala di veleno e una singola particella radioattiva. Se la particella decade, il contatore attiva un meccanismo che rompe la fiala, uccidendo il gatto.
- La sovrapposizione: Secondo la meccanica quantistica, finché la scatola non viene aperta (ovvero finché non avviene un’osservazione), la particella si trova in una sovrapposizione di stati: è contemporaneamente decaduta e non decaduta.
- Il paradosso: Di conseguenza, anche il gatto si trova in una sovrapposizione di stati: è contemporaneamente vivo e morto. Solo l’atto dell’osservazione (aprire la scatola) costringe il sistema a “collassare” in uno dei due stati definiti.
Questo paradosso mette in evidenza le difficoltà di applicare la meccanica quantistica a oggetti macroscopici e ha portato a discussioni significative sulla natura della realtà e dell’osservazione.

