L’assedio degli Usa e dei sodali attorno all’Iran restaurerà la dinastia Pahlavi?

di Cinzia Romani

Il ruolo infelice delle donne sterili ripudiate dal Reza Scià e la presenza femminile nelle recenti dimostrazioni.

Il naso a pera dei Pahlavi si affaccia dai media internazionali. E’ quello del figlio dell’ultimo scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, che sedeva sul Trono del Pavone prima degli ayatollah. Ma se Ciro Pahlavi, 50 anni di esilio dorato tra Parigi e New York, ha scarse possibilità di tornare da leader in Iran, perché i giovani iraniani, anima dell’attuale rivoluzione, detestano i vecchi arnesi, c’è chi ricorda il tris di donne intorno al deposto Scià . E mentre le ragazze iraniane per strada gridano “Donna. Vita. Libertà”, bruciando le foto di Khomeini e pagando con la vita il proprio dissenso, torna in mente il vecchio modello di donna persiana, la sottomessa per eccellenza, la ripudiabile ove sterile.

Soraya dagli occhi tristi

In Italia, negli anni ’60, sui rotocalchi spopolava Soraya, la principessa che nei suoi grandi occhi verde-smeraldo raggrumava ogni malinconia. Ripudiata da Reza Pahlavi, che l’aveva sposata nel 1951, al palazzo Golestan di Teheran – lei, in abito da sposa Dior: 37 metri di lamé argentato, 20 chili tra diamanti e perle, 20mila piume di marabù; lui, in alta montura monarchica -, perché incapace di sfornare l’erede maschio, alla povera Esfandiary non restò che emigrare ai bordi del jet-set internazionale. Dimenticabili certi suoi film italiani, pompati dalla favola della principessa inconsolabile, scaricata nel 1958, con un annuncio radiotelevisivo, durante la cui registrazione lo Scià pianse. Così dicono.

Ufficializzato il divorzio, Soraya ebbe una storia col regista Franco Indovina, morto in un incidente aereo di Palermo nel 1972 [che non-incidente poi si è rivelato, NdR]. Troppa tristezza portava male? Alcol e barbiturici ebbero la meglio e Soraya, mezza tedesca e cattolica, finì la sua vita di mondana giramondo nella casa parigina di Avenue Montaigne. Invano aveva tentato di rivedere lo Scià, malato di cancro.

Prima della Esfandiary-Bakhtiari, sul Trono del Pavone, lato femminile, c’era stata un’altra ripudiata per incapacità di scodellare un  maschio, la figlia del Re Fuad I e sorella di Re Farouk, Fawzia d’Egitto. Paragonata all’attrice Vivien Leigh per via degli occhi azzurri e del fare da diva hollywoodiana, l’infelice sposa di Reza (matrimonio nel 1939) era cresciuta nel lusso cosmopolita del Cairo, rifiutandosi d’imparare il persiano: la sua lingua favorita era il francese  e fece in tempo a partorir  una femmina, Shanaz, prima di tornare in Egitto da divorziata. La “Venere del Nilo”non aveva mai amato la corte di Teheran, piccina, per lei, e soffocante con quel mantra dell’erede maschio che dal suo ventre non usciva.

Farah Diba, imperatrice moderna

Un ripudio via l’altro e si arriva a Farah Diba, l’imperatrice moderna, che nel 1959 divenne moglie e partner politica dello Scià. Laureata in architettura, indossò spesso il tamburello e i tailleur come Jackie Kennedy, fondò il Museo d’Arte Contemporanea di Teheran e acquistò opere di Picasso, Pollock e Warhol. Tutt’altro che  sottomessa, puntò ad emancipare le donne dando il via alla “Rivoluzione Bianca”, come lei stessa scrive nel libro La mia vita con lo Scià.

L’unico figlio vivente di Farah è appunto quel Ciro dal naso a pera, corteggiato dagli Usa per fare il pupazzo nell’Iran che ora brucia. Gli altri due, Alì Reza e Leila sono morti suicidi, con grande strazio della “Shahbanu”, oggi 87enne, l’ultima imperatrice di un Iran che chiede cambiamenti. Più donne libere e coraggiose alla Rubina Aminian, la studentessa di moda freddata a Teheran da una pallottola mentre manifestava contro il regime, e meno piume di pavone, perle e veli sugli occhi tristi.

Tratto da: Barbadillo

L’assedio degli Usa e dei sodali attorno all’Iran restaurerà la dinastia Pahlavi?
L’assedio degli Usa e dei sodali attorno all’Iran restaurerà la dinastia Pahlavi?

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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