USA: NATIONAL SECURITY STRATEGY

a cura di Termometro Geopolitico

7 dicembre 2025

Stavo raccogliendo tanti begli appunti e idee sulla visita di Putin in India, e su quello che poteva significare per i rapporti con i paesi amici, dalla Cina al Pakistan, e gli USA ti pubblicano così, alla chetichella, la nuova strategia nazionale di sicurezza. E allora via tutto e leggiamocela (la allego al link 1, sono 33 pagine), soprattutto la parte che ci interessa di più, ovvero quella che riguarda l’Europa in generale e l’Ucraina in particolare (anche sul resto c’è da ragionare eccome, ma magari in seguito).

Non mi piace fare quello che dice “ah, io l’avevo detto!” (non è vero, mi piace moltissimo e lo faccio ogni volta che posso) ma insomma, l’avevo detto: il continente europeo è diventato irrilevante per gli USA, la guerra in Ucraina una spesa che non garantisce risultati, e la Russia è certamente un competitor, ma non è e non è percepita come una minaccia strategica. E infatti nel documento troviamo (pp. 1-2) l’ammissione che “le elite” (ovvero, mi par di capire, i democratici, perché non è che l’amministrazione Trump sia fatta da sottoproletari) “ha sovrastimato la capacità dell’America di finanziare simultaneamente uno stato massicciamente welfare-regolatorio-amministrativo e un massiccio complesso militare, diplomatico e di assistenza estera”; “hanno consentito agli alleati di scaricare i costi della loro difesa sul popolo americano, e a volte di risucchiarci in conflitti e controversie centrali per i loro interessi ma periferiche o irrilevanti per i nostri”. Il Presidente Trump, quindi, ha apportato (p. 2) “correzioni necessarie e benvenute”, che possiamo riassumere così (p. 5): l’emisfero occidentale (ovvero il continente americano) deve restare sicuro e stabile, senza interferenze esterne e l’area dell’Indo-Pacifico deve restare “libera e aperta”. I pilastri di questa politica sono (pp. 8-10) “focalizzazione sugli interessi nazionali”, “pace attraverso la forza”, “predisposizione al non interventismo”, “realismo flessibile”, “primato delle nazioni” (nel senso che sono loro gli attori fondamentali e non le organizzazioni transnazionali), “sovranità e rispetto”, “bilanciamento dei poteri” e tutto il resto dell’agenda sovranista (niente migrazioni, “competenza e merito” eccetera).

Sulla politica estera, enfasi sul continente americano dal punto di vista politico, militare ed economico – l’America è loro e la possono gestire solo loro, gli “attori non-emisferici” (una definizione meravigliosa) non sono più i benvenuti, e qui si parla ovviamente della Cina (non è chiaro che succede agli attori sferici o poliedrici). Riguardo l’Asia, bisogna (p. 19) “vincere il futuro economico, prevenire il confronto militare” e il primo passo è ribaltare la precedente politica accondiscendente verso la Cina, “ribilanciare la relazione economica americana” (p. 20) nei suoi confronti e aumentare la deterrenza militare, e ci sia aspetta che (almeno dal punto di vista economico) anche i paesi alleati, tra i quali noi, facciano lo stesso (p. 21).

Per quanto riguarda l’Europa, si vola. Il primo obiettivo (p. 25) è “promuovere la grandezza europea”, perché ultimamente stiamo perdendo colpi in termini di stagnazione economica e insufficienti spese militari (ah, ecco da dove viene l’idea di riattivare le nostre economie con la spesa militare, allora. Mi pareva strano potesse averlo pensato von der Leyen tutto da sola). La campana a morto, comunque, suona sulla questione russo-ucraina (pp. 25-26): “come risultato della guerra della Russia in Ucraina, le relazioni europee con la Russia sono ora profondamente attenuate, e molti europei considerano la Russia un rischio esistenziale. Gestire le relazioni europee con la Russia richiederà un investimento diplomatico statunitense significativo, sia per ristabilire una condizione di stabilità strategica sulla massa territoriale euroasiatica che per mitigare il rischio di conflitto tra la Russia e gli stati europei. È un interesse centrale degli Stati Uniti quello di negoziare una rapida fine delle ostilità in Ucraina, per stabilizzare le economie europee, prevenire involontarie escalation o allargamenti del conflitto, e ristabilire la stabilità strategica con la Russia, e inoltre assicurare la ricostruzione dell’Ucraina a guerra finita per assicurare la sua sopravvivenza come stato autosufficiente […] l’amministrazione Trump si trova in disaccordo con i governanti europei che hanno aspettative irrealistiche sulla guerra”, e la colpa è dei governi instabili e che “sovvertono i processi democratici”.

Però, bontà loro, poiché sono “sentimentalmente attaccati” all’Europa, vogliono far di tutto perché i nostri governi si riformino – “il nostro scopo dovrebbe essere quello di aiutare l’Europa a correggere la sua attuale traiettoria, e il come è scritto a p. 26: “ristabilire condizioni di stabilità all’interno dell’Europa e di stabilità strategica con la Russia, “rendere l’Europa capace di stare in piedi da sola e operare come un gruppo di nazioni sovrane allineate, incluso assumersi la responsabilità primaria della propria difesa”, “aprire i mercati europei alle merci e ai servizi americani e assicurare un equo trattamento dei lavoratori e delle imprese statunitensi”, “rafforzare le nazioni sane dell’Europa centrale, orientale e meridionale attraverso legami commerciali, vendite di armi, collaborazione politica, e scambi culturali ed educativi” e, rullo di tamburi, “porre fine alla percezione, e prevenire la realizzazione, della NATO come di un’alleanza in perpetua espansione”.

Mi pare tutto abbastanza chiaro. Gli ordini sono arrivati, la servitù esegua.

Link1: https://www.whitehouse.gov/…/2025-National-Security…

di Francesco Dall’Aglio

USA: NATIONAL SECURITY STRATEGY
USA: NATIONAL SECURITY STRATEGY

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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