di Luca Rudra Vincenzini
Nei Tantra esistono diversi sistemi all’interno delle compagini più grandi: bauddha, śaiva, śākta, vaiṣṇava, saurya, gāruḍa, gāṇapatya, etc. Un aspetto meno conosciuto delle qualità (tattva) del Trika è l’associazione di tempo (kāla) e spazio (kalā) come categorie creative di Śiva e Śakti, ossia rispettivamente la coscienza ordinatrice e la realtà ordinata. Lo schema è più o meno lo stesso: le categorie (tattva) sono divise in pentadi, nella pentade il primo elemento è Śiva, l’ultimo è Śakti, la triade al centro sono le funzioni operative per lo scambio dialettico tra i due (idealismo indiano).
In tale ottica Śiva è spesso presentato come Kālabhairav, il terribile signore del tempo, e la Śakti come la Dea che si fa a pezzi, si parcellizza (kalā) nel cosmo disperdendosi in esso (memoria del mito dello smembramento vedico del macantropo). Nuovamente, Śiva è la successione temporale eterna, che da un senso alla manifestazione (creazione, mantenimento, riassorbimento, velamento e rivelazione), e la Śakti è la creazione fatta di parti, esattamente 16 (ṣoḍaśī) per il sentiero di Śrī Vidyā, ossia le 15 fasi lunari (tithi) a partire dalla luna nuova (amāvasyā) con l’aggiunta di quella piena (pūrṇimā). Questo per fare quadrare il calcolo lunare con le 16 sillabe del mantra (ṣoḍaśākṣarī) di Śrī Vidyā e le 16 vocali (svarāḥ) dell’alfabeto sanscrito (13 canoniche più anusvāra, anunāsika e visarga).
Nella tradizione śākta, espressamente nel Krama del Kāśmīr, sono invece le 13 versioni di Kālī (12+1 Kālasaṅkarṣinī) a rappresentare il tempo in tutte le sue varianti e Śiva è a loro sottoposto. Nota è l’immagine di Śiva (śiv-giacere), sottomesso dalla Śakti (śak-potere), a subire l’egemonia della Dea ed esserne asservito contro la propria volontà.
Ora aldilà degli elementi numerologici e di quelli di genere, emerge un aspetto molto importante, ovvero che tempo e spazio, all’interno delle qualità contratte (aśuddha-tattva) della cascata creativa (del Sāṃkhya e del Paramādvaitavāda), sono la sine qua non della creazione; Māyādevī crea attraverso queste coordinate.
Anticipando Immanuel Kant di diversi secoli, lo ŚK intuisce che non ci può essere creazione al di fuori delle categorie di spazio e tempo.

