di Franco Marino
Io amo il calcio e, da patriota, spero che il calcio italiano torni ad essere il movimento che il mondo intero guardava con rispetto e dove venivano i piรน grandi campioni di quegli anni, e che i calciatori italiani tornino ad essere le icone che erano un tempo, invece di inseguire fantomatici complotti sul sabotaggio dei giovini, che spesso l’unica qualitร che hanno รจ di essere giovani.
Bisogna essere tuttavia onesti senza scadere nel reazionarismo. Se il calcio italiano รจ stato cosรฌ potente, ciรฒ lo dobbiamo ad alcune storture del sistema, tra cui l’indebitamento e le collusioni tra il sistema bancario e quello sportivo.
Quell’intreccio, anche e soprattutto per motivi geopolitici, non รจ piรน ripetibile.
Il calcio italiano puรฒ tornare quello che era soltanto imparando la cultura dei piccoli passi, delle scelte oculate, della meritocrazia.
E per come la vedo io, c’รจ solo un uomo che questa cultura ce l’ha, non soltanto in senso calcistico ma anche imprenditoriale: Aurelio De Laurentiis.
Oggi piรน che mai il calcio italiano deve fargli ponti d’oro, fottersene di eventuali accuse di conflitti di interessi e dargli la gestione totale e completa del calcio Italiano.
Se sarร cosรฌ, il calcio italiano tornerร quello di una volta e, soprattutto, in maniera pulita.

