Imparare dalla donna: il sapere che l’uomo ha vinto ma non compreso

di Lelio Antonio Deganutti

19 Dicembre 2025

L’uomo europeo contemporaneo vive una crisi che non è economica, politica o identitaria, ma gnoseologica: non sa più come conoscere. Accumula informazioni, domina tecniche, produce sistemi, ma ha smarrito la via del senso. E questa perdita ha una genealogia antica, inscritta nel mito fondativo della civiltà occidentale.

Uno dei miti più rivelatori, e meno compresi, è quello di Marduk e Tiamat.

Marduk e Tiamat: l’uccisione che non cancella la madre

Nel mito babilonese, Marduk – giovane dio maschile, ordinatore, solare – sconfigge Tiamat, il grande principio femminile del caos primordiale, delle acque, della potenza generativa indifferenziata. Ma il dettaglio decisivo è questo: Marduk non distrugge Tiamat.
La uccide, sì, ma poi si copre della sua pelle e con il suo corpo crea il cosmo.

Questo gesto è rivelatore: il principio maschile non elimina il sapere femminile, lo ingloba senza riconoscerlo. Ne trae potere, struttura, ordine, ma ne nega l’autonomia, la voce, la sapienza originaria.

È l’archetipo di ciò che l’uomo occidentale ha fatto per millenni: ha vinto il femminile, ma non ha imparato da esso.

Il sapere femminile non è debolezza, è profondità

La donna saggia – non la caricatura ideologica, non la proiezione erotica, non la funzione sociale – incarna una forma di conoscenza radicalmente diversa da quella maschile:

-non procede per astrazione, ma per relazione

-non separa, ma connette

-non conquista, ma riconosce

-non domina il tempo, ma lo attraversa

Il sapere femminile è circolare, incarnato, simbolico, capace di tenere insieme contraddizioni senza annullarle. È un sapere che non ha bisogno di distruggere per creare.

L’uomo moderno, invece, è figlio di Marduk senza memoria di Tiamat: organizza il mondo, ma non lo sente più vivo.

La rimozione del femminile e la sterilità dell’uomo europeo

Il maschio europeo oggi è spesso:

-iper-razionale ma disorientato

-performante ma vuoto

-informato ma non sapiente

Ha ereditato strutture senza averne compreso l’anima. Ha la pelle di Tiamat addosso – linguaggi, simboli, culture – ma non ascolta più la sua voce.

Questa rimozione produce:

-incapacità di relazione profonda

-paura del limite e della dipendenza

-violenza simbolica o reale

-regressione infantile mascherata da forza

Non è un caso che la crisi del maschile coincida con la perdita di figure femminili sapienti, non ideologiche, non addomesticate.

Imparare dalla donna non significa sottomettersi

Questo è il punto più frainteso. Imparare dalla donna non significa diventare donna, né rinunciare alla propria forma maschile. Significa fare ciò che Marduk non ha avuto il coraggio di fare: riconoscere la fonte.

Il maschio maturo:

-ascolta prima di agire

-integra prima di ordinare

-accetta il non-sapere come soglia

-riconosce che la conoscenza nasce dal grembo del reale, non solo dalla mente

La donna saggia non chiede potere: offre orientamento. Ma solo a chi è capace di riceverlo.

Un vademecum per i maschi europei di oggi

1. Riconosci che non tutto si conquista: alcune verità si ricevono.

2. Cerca donne sapienti, non conferme narcisistiche.

3. Impara il silenzio: il femminile parla nei tempi lenti.

4. Non temere il caos: è matrice, non nemico.

5. Integra, non saccheggiare: ciò che non riconosci ti divora.

6. Ricorda Tiamat: senza la madre, l’ordine diventa deserto.

Oltre Marduk: verso un nuovo patto simbolico

La civiltà occidentale non ha bisogno di nuovi eroi, ma di uomini capaci di alleanza simbolica con il femminile. Non per rovesciare il mondo, ma per salvarlo dalla sterilità.

Il vero atto rivoluzionario oggi non è abbattere Tiamat, ma toglierle la pelle dalle spalle e guardarla negli occhi.

Perché solo chi riconosce la fonte può generare futuro.

Tratto da: Tota Pulchra News

Imparare dalla donna: il sapere che l’uomo ha vinto ma non compreso
Imparare dalla donna: il sapere che l’uomo ha vinto ma non compreso

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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