UNA METAFISICA INDOARIANA DI LOTTA E AZIONE

di Carlo Weiblingen

Legati saldamente insieme da sangue e anima, gli Indogermani si sono così estesi, già alcuni millenni prima dell’inizio della nostra era, dalle rive del Mare del Nord e del Mar Baltico, attraverso le grandi pianure dell’India settentrionale, fino ai mari dell’Oriente e del Sud. E tanto potente è la tensione geobiologica di questo spazio, quanto lo è quella delle forze spirituali e intellettuali dei popoli che per millenni vi hanno vissuto e operato per quasi diecimila anni. Non deve dunque sorprendere il fatto che, nei due punti focali di questa vasta area – quella indoariana e la Germania – , si venga a scoprire anche nelle concezioni religiose e nelle forme di pensiero un’inconfondibile parentela che affonda le proprie radici in profondità.

La Bhagavadgītā sulla quale si basa la trattazione qui esposta della “Metafisica della Lotta e dell’Azione” , rappresenta il significativo tentativo di mettere in relazione, in una tensione creatrice, i due poli vitali dell’essenza indogermanica: da un lato, l’introspezione nelle profondità creatrici dell’anima e del mondo, e, dall’altro, l’orientamento verso una vita di azione e lotta. Ciascuno di questi poli si è affermato autonomamente nei rispettivi centri focali dello spazio indogermanico. Si arriva qui persino a sostenere, ed ampiamente a dimostrare, che vive e agisce rettamente solo colui che riesce a trovare una ritmica unità della vita tra il silenzioso raccoglimento interiore e il volgersi al mondo e all’opera. Questa , se ben compresa, è la questione centrale della Bhagavadgītā. Benchè la Bhagavadgītā insegni anche un cammino di contemplazione, il suo fine ultimo è l’opera, l’azione. All’inizio e alla fine di quel componimento risuona la severa richiesta: “Combatti!”. Tuttavia, secondo l’insegnamento del poema, la giusta lotta è possibile soltanto attraverso la profonda comprensione dell’essenza dell’opera, dell’origine e del senso ultimo dell’azione.

Noi non siamo chiamati a decifrare il senso della vita e degli eventi, bensì a scoprire e a compiere l’azione che ci è richiesta, così da dominare attivamente l’enigma dell’esistenza. Qualunque tentativo di fronteggiare la vita attraverso uno schema morale o concettuale non fa altro che ostacolare la forza dell’azione.

“NESSUNO PUO’ RESTARE NEMMENO PER UN SOLO ISTANTE SENZA AGIRE, POICHE’ CIASCUNO E’ SPINTO ALL’AZIONE DALLE ‘ENERGIE DELLA MATERIA COSMICA’ CHE PROVENGONO DALLA NATURA PRIMORDIALE E CHE DETERMINANO IL SUO AGIRE” (III,5).

[J.W.Hauer, Una Metafisica Indoariana di Lotta e Azione, THULE ITALIA Editri

UNA METAFISICA INDOARIANA DI LOTTA E AZIONE
UNA METAFISICA INDOARIANA DI LOTTA E AZIONE

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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