di Franco Marino
Quando si va dal Pronto Soccorso, la prima cosa che bisogna fare รจ essere chiari nel dire cosa c’รจ che non va. Dire “Non sto bene”, da solo, non serve a niente. ร ovvio che non si stia bene se si va in ospedale. Bisogna, invece, capire cosa c’รจ che non va e quale problema risolvere. Ed รจ la stessa ragione per cui molte discussioni su molte questioni vanno a ramengo: molti sono abili a dire, come la canzone “ร tutto sbagliato, sta andando tutto al contrario”, ma poi non sanno dire dov’รจ esattamente il “dolore”. E questo vale anche per la giustizia: molti si lamentano della giustizia italiana, pochi sanno dire esattamente quali sono i problemi. Col risultato che poi si rischia di far passare soluzioni semplicistiche e qualunquistiche come salvifiche.
La polemica sulla separazione delle carriere rischia di trasformare una proposta che, almeno sulla carta, avrebbe una sua logica, nell’ennesima “riforma del secolo” che se la raccontano solo i titolisti dei giornali e i politici in cerca di gloria. Siamo di fronte, tanto per cambiare, all’ennesima imitazione sciatta di un modello americano, ma senza la minima intenzione di importare anche le condizioni che lo rendono praticabile. Negli Stati Uniti i giudici rispondono agli elettori e alla politica, qui da noi rispondono solo a se stessi e alla loro corporazione, una specie di massoneria in toga.
Ora, separare la carriera di chi accusa da quella di chi giudica, in teoria, avrebbe senso perchรฉ eliminerebbe quella promiscuitร tra pubblico ministero e giudice che genera una mentalitร di casta, cementata da corridoi condivisi, pause caffรจ e la stessa mensa, dove il contraddittorio processuale evapora in una complicitร silenziosa. Ma pensare che basti questo a salvare il povero cristo finito sotto accusa รจ una pia illusione, roba da populisti da talk show. I numeri delle assoluzioni, checchรฉ ne dicano i fan della riforma, dimostrano che la situazione non รจ la catastrofe che si racconta: Berlusconi, per dire, รจ stato assolto piรน volte di quante ne abbia perse, e la maggior parte dei “mostri” di Mani Pulite sono usciti dal tritacarne senza condanna. Gratteri e De Magistris? Accusati regolarmente di perdere processi a raffica. Insomma, separare i poteri รจ sacrosanto, ma spacciare la storiella che oggi si venga condannati solo perchรฉ giudici e PM mangiano insieme, mi si passi il napoletanismo, “รจ ‘na strunzata”. E per fortuna.
Per come la vedo io, le malattie del sistema giudiziario sono due, spesso interconnesse tra loro. Il primo รจ un problema che investe il cittadino privato, che รจ la lentezza esasperante dei processi, mentre il secondo ha a che fare con un problema geopolitico piรน complesso: il fatto che la politica possa essere facilmente messa sotto processo da una magistratura – giudicante e inquirente – praticamente onnipotente, che consente ad un giudice di godere di un potere assoluto facendolo sentire un semidio sceso in terra. Circostanza che influisce, peraltro, anche sul cittadino privato.
Il primo problema nasce dal fatto che le leggi sono spesso poco chiare, col risultato che si sposta tutto l’asse sull’interpretazione del giudice, il quale puรฒ letteralmente inventare un reato anche dove non esiste, fondando il tutto sulla propria visione del mondo. E a quel punto la sorte dell’imputato dipende dalla lotteria: o gli capita la fortuna di un giudice fiscale che valuti le prove a tuo favore e che dica “Il tuo comportamento รจ stato discutibile ma il reato non c’รจ e quindi ti devo assolvere” – come รจ avvenuto nel caso del signore di mezza etร accusato di avere avuto rapporti sessuali consenzienti con la ragazzina di cui ho parlato giorni fa – oppure gli capita la sfortuna di un giudice ideologico che se ne frega totalmente del diritto e la mette sul piano morale. E a quel punto le cose si complicano enormemente.
Questo introduce il secondo punto, quello piรน grave: perchรฉ mai i magistrati e i giudici sono cosรฌ onnipotenti? La ragione รจ geopolitica e nasce dall’esigenza, da parte dei paesi che vinsero la Seconda Guerra Mondiale, di tenere sotto scacco i paesi sottoposti alla loro influenza. Sull’ipotesi che Mani Pulite fosse una sorta di golpe contro il Pentapartito, hanno scritto in tanti, ma vera o meno che fosse, il fatto incontestabile รจ che in nessun altro paese occidentale รจ consentito di mettere sotto processo la classe politica con questa facilitร . L’onnipotenza di magistrati e giudici รจ un unicum in Occidente: in nessun altro paese democratico un pubblico ministero gode del potere che ha in Italia, dove puรฒ praticamente decidere da solo se rovinare la vita a una persona senza dover rispondere a nessuno del proprio operato.
I media hanno fatto il resto, rappresentando il magistrato come un eroe del Bene contro il Male, quando in realtร non dovrebbe essere altro che un burocrate che applica la legge, giusta o sbagliata che sia. Quando una mia carissima amica, avvocatessa, mi disse tutta orgogliosa che la nipote vuole fare il magistrato antimafia, le risposti brutalmente che in questo modo sua nipote si candidava a divenire l’ennesima fanatica che popola i palazzi di giustizia. Perchรฉ รจ questo che produce un sistema dove il magistrato รจ visto come un salvatore: fanatici convinti di avere una missione superiore invece di semplici funzionari dello Stato.
La separazione delle carriere, in fin dei conti, non risolve nessuno dei due problemi fondamentali che ho descritto. ร una misura che, presa da sola, rischia di essere la classica foglia di fico: buona sulla carta, ma del tutto insufficiente se non accompagnata da una revisione profonda del ruolo, sia morale che materiale, che il magistrato ricopre oggi in Italia. Siamo di fronte all’ennesima scimmiottatura di un modello americano che, perรฒ, ci ostiniamo a importare senza le condizioni che lo rendono efficace oltreoceano. Finchรฉ il pubblico ministero continuerร a godere di una sostanziale impunitร per i danni che puรฒ provocare, finchรฉ il giudice potrร interpretare la legge a suo piacimento senza dover rispondere della ragionevolezza delle sue sentenze, finchรฉ il sistema premierร chi fa piรน arresti e condanne invece di chi garantisce davvero la giustizia, continueremo a girare in tondo, cambiando solo la carta da parati.

