di Salvatore Penzone
Il Sionismo sembra essere il male di questo secolo ma in realtà è solo il nuovo volto di una mostruosità che nella storia ha sempre imperversato, a volte restando sotto traccia, altre volte mostrandosi in tutta la sua furia devastatrice pronta a distruggere ogni forma di convivenza e a calpestare la sacralità della Vita, come quando ha preso il volto del Nazismo che pensavamo fosse stato sconfitto. E Invece no. È sciamato in tutte le direzioni: nei governi nazionali, nelle istituzioni e nelle strutture di governo internazionale, perché il suo obbiettivo è sempre stato quello di arrivare a possedere l’intero pianeta.
“Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi” dichiarava Amschel Rothschil agli albori del dominio della finanza. Una dichiarazione che oggi assumerebbe un senso più ampio e compiuto: se il mondo si sottomette al dominio della finanza sarò io a legiferare su tutte le nazioni.
Ma oramai tutto è diventato palese perchè motrice di questa mostruosità, negli ultimi tre secoli, è stata appunto l’oligarchia finanziaria con la Corona Britannica a rappresentarla.
È lei che si è fatta impero e ha governato le politiche coloniali del XVIII, XIX secolo e poi, allargando il suo orizzonte con la globalizzazione liberista, ha dato vita al progetto di un unico governo mondiale con a capo i Grandi Fondi di Investimento e il braccio armato degli USA diventato il guanto di ferro che nascondeva la sua mano.
È così che la perfida Albione ha governato il mondo, lo ha fatto da dietro le quinte, usando le altre nazioni e i popoli che di volta in volta diventavano strumento utile a scardinare il governo legittimo e poi loro stessi terreno di conquista per una ideologia della disumanità che negli ultimi tempi aveva assunto la maschera del politicamente corretto per dare vita alla fase successiva.
Con Soros, vate della “società aperta” e della “cancel culture”, si sollecitava la Banca Mondiale, il FMI e la governance globale a sostituire il dollaro con la valuta cinese come valuta di riserva mondiale con l’intento di fare della Cina la nuova base operativa e abbandonare gli USA al loro destino.
La Cina comunista si prestava a diventare l’asse portante di un mondialismo autoritario e distopico. Con Xi Jinping invece la Cina si è rialzata sulle sue gambe, quelle che ne hanno fatto una grande e antica civiltà. Il confucianesimo che non l’aveva mai veramente abbandonata torna ad essere riscoperto come un’etica di Stato capace di fermare la corruzione indotta da coloro che avevano favorito il trasferimento in Cina dell’industria statunitense.
Sono quindi dovuti tornare sui loro passi e rilanciare gli Stati Uniti d’America come strumento di un dominio imperiale nudo e crudo, non più mascherato da quel soft power che aveva caratterizzato la strategia del dominio culturale come veicolo del progetto mondialista.
Con Trump, con ancora maggiore evidenza, si scopre che gli States non sono mai stati veramente sovrani perché sempre nelle mani della finanza sionista e delle lobby a essa collegate. Tant’è che tutti i tentativi fatti in questo senso sono stati fermati sul nascere ad incominciare da Lincoln per finire con Kennedy.
Divide et impera il motto, mentre menzogna e inganno sono state la prassi e la legge del dominio sionista. È così che si è messo al comando dell’intero mondo.
Oggi con il massacro dei palestinesi, la mostruosità fa un passo avanti dalla prospettiva apocalittica, vuole far passare il genocidio dei popoli come prassi comune nella politica delle relazioni tra gli Stati, non avendo timore di mostrare al mondo la natura nefanda del suo dominio, la qual cosa sembra essere stata accettata da tutti i governi dei paesi occidentali oramai tutti asserviti al mostro.
Anche la Russia deve vedersela con la sua influenza. Il sionismo askenazita non ha mai lasciato quella terra anche se Stalin cercò di liberarsene favorendone il trasferimento nello Stato di Israele.
I Rus’ di Kiev, sotto la guida del principe Svjatoslav I, nel X secolo sferrarono una serie di attacchi contro il Khaganato dei Khazari portando al collasso l’impero Khazaro. Da allora il sionismo ha un conto aperto con i Russi. Il Patriarcato ortodosso di Mosca ne ha tenuto traccia, tant’è che nel 2015 è riuscito ad ottenere la riapertura delle indagini sull’eccidio della famiglia imperiale dei Romanov perpetrato durante la Rivoluzione di Ottobre.
Fu l’oligarchia askenazita a favorire durante l’era Eltsin, la demolizione dell’economia e dello Stato da parte di Stati Uniti e Inghilterra, facendo sì che le sue ricchezze fossero trasferite nelle loro mani e convertite in dollari grazie all’integrazione con il sistema finanziario occidentale. Come sappiamo Putin ha ripristinato il ruolo dello Stato e la sovranità fiscale, ha messo in galera gli oligarchi corrotti che praticavano l’evasione, mentre con gli altri ha patteggiato ma ha preteso che non ci fossero più fughe di capitali e che gli investimenti fossero fatti nella società e sul territorio della Russia. Ciò nonostante costoro esercitano ancora un’indubbia influenza rappresentando quella parte della società russa più pronta ad inasprire il conflitto che l’Europa vuole portare avanti ad ogni costo. Entrambe le parti vorrebbero allargare la guerra e dal lato russo ci sono quelli che vorrebbero che Putin desse una risposta con le armi nucleari, come Sergej Karaganov controllato molto da vicino da Putin.
Ma non bastano persone ai posti di comando come Putin e Xi Jinping, solo i popoli, con il loro rifiuto della disumanità, possono evitare una Terza Guerra Mondiale. L’ombra del Sionismo non deve attecchire nel nostro animo.

