a cura di Ilaria Bifarini
“Mettiamo tutto online per semplificare.”
Bellissimo.
Peccato che poi servano 6000 password, 4000 controlli, codici che scadono, app che non funzionano e procedure più complicate della vita reale.
Non è sicurezza.
È paura istituzionalizzata.
Paura di hacker.
Paura di multe.
Paura di assumersi responsabilità.
E chi paga?
Sempre l’utente.
Ogni nuovo sistema nasce per “proteggere”, ma finisce per:
• rallentare
• complicare
• scaricare la colpa su chi lo usa
“Se è successo qualcosa, non hai seguito la procedura.”
La verità è semplice e scomoda:
chi progetta questi sistemi non li usa davvero.
Non vive le conseguenze.
Non perde ore.
Non resta bloccato fuori dal proprio account.
Così aggiungono livelli su livelli finché tutto diventa inutilizzabile, ma formalmente “a norma”.
La tecnologia potrebbe semplificare la vita.
Invece la stiamo usando per costruire burocrazia digitale, più fredda e più disumana di quella di carta.
E no, se ti sembra tutto assurdo non sei tu.
È il sistema che ha scelto la paura al posto dell’intelligenza.
– Filippo Pagliai

