ASCESI E ASCETISMO

a cura di Giuseppe Aiello

“Il termine «ascesi» come lo intendiamo noi qui, è quello che, nelle lingue occidentali, ha maggiore affinità con il sanscrito Tapas:

è vero che questo contiene un’idea che non è direttamente espressa nell’altro, ma quest’idea, a rigore, si trova ad essere racchiusa nel concetto che dell’ascesi ci si può fare.

Il senso primitivo di Tapas è in effetti quello di «calore»;

nel caso in questione si tratta evidentemente del fuoco interiore che deve bruciare le cosiddette «scorze» dei Kabbalisti, cioè in definitiva distruggere tutto ciò che nell’essere è d’ostacolo ad una realizzazione spirituale;

vi è quindi qualcosa che caratterizza, nel modo più generale, qualsiasi metodo preparatorio a tale realizzazione, metodo che si può considerare come una purificazione preventiva in vista del conseguimento di qualunque stato spirituale effettivo.

Ogni vera ascesi è essenzialmente un «sacrificio», sacrificio che, in tutte le tradizioni e sotto qualsiasi forma si presenti, costituisce l’atto rituale per eccellenza, quello nel quale si riassumono in qualche modo tutte le altre forme.

Quel che nell’ascesi viene gradualmente sacrificato in questo modo, è l’insieme delle contingenze di cui l’essere deve giungere a sbarazzarsi, trattandosi di altrettanti ostacoli che gli impediscono di innalzarsi ad uno stato superiore;

ma se egli può e deve sacrificare queste contingenze, è perché esse dipendono da lui, e di lui in qualche modo fanno parte ad un titolo qualsiasi.”

René Guénon, Iniziazione e realizzazione spirituale

ASCESI E ASCETISMO
ASCESI E ASCETISMO

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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