Barbaramente assassinato quattro anni dopo assieme a dodici ufficiali a lui fedeli, rimane uno dei più grandi leader africani di sempre:
“Le masse popolari in Europa non sono contro le masse popolari in Africa. Ma quelli che vogliono sfruttare l’Africa sono gli stessi che sfruttano l’Europa. Abbiamo un nemico comune.” – Thomas Sankara
COLORO CHE SFRUTTANO GLI AFRICANI SONO GLI STESSI CHE SFRUTTANO GLI EUROPEI
Ispirarsi a Kurt Gödel in modo semplice, per capire il mondo e Dio:
Quando in un sistema non si trova una soluzione, non significa che la soluzione non c’è, ma va cercata in un sistema più ampio, più esteso di quello iniziale.
Questo postulato è di fondamentale importanza per spiegare il trascendente con facilità. Se il mondo – o la realtà, o Dio – sembra non avere logica, non significa che è illogico, ma che la logica va trovata altrove, su un piano più alto, a cui non è facile accedere.
La morte, o la malattia, o il male, o altre mille cose sembrano insolubili. E lo sono: qua. Ma vi un luogo al di là del mondo dove c’è la soluzione. È una certezza della fede, ma anche dell’intelletto che, da Platone, giunge fino a Gödel.
QUANDO LA LOGICA VA CERCATA ALTROVE PER TROVARE DIO
Molti parlano di illuminazione immaginandola come una luce che scende dall’alto e porta via ogni ombra. Ma la verità è che quella luce nasce solo quando trovi il coraggio di stare in piedi anche mentre la terra si apre sotto di te. Quando accetti di scendere negli strati più profondi di te stesso, là dove le paure non hanno ancora un nome, dove il respiro rallenta e il silenzio pesa come pietra. Non voglio insegnarti a fuggire da quel luogo. Voglio accompagnarti a restarci, a respirare dentro quel buio fino a quando ciò che ti sembrava un nemico inizierà a mostrarsi per ciò che è davvero… una parte di te che chiede ascolto. Perché non esiste ombra che non custodisca anche un dono. E non esiste chiave che non apra un passaggio verso una versione più vera di te. Forse cerchi salvezza… Io ti parlo di verità. E la verità non ti salva: ti cambia, ti libera, ti riporta a casa
Nei testi gnostici, Sophia, nella sua essenza pura (Sapienza), dimora oltre le sette sfere planetarie, al di sopra dei POTERI ARCANI – gli Arconti – che rallentano il lavoro di ascesa dell’Anima. Queste sette sfere, identificate con i PIANETI visibili, includono anche i due luminari: la Luna e il Sole. Una riflette una luce che non è propria, custodendo la memoria e le maree interiori; l’altro irradia e guida, ma porta anche l’immagine di un’identità che l’anima crede di possedere, imitando il vero centro. Ciascuna di queste potenze è una SOGLIA: se l’anima non è pronta, trattiene; se ha compiuto il lavoro, apre il varco verso la sfera successiva. Solo oltrepassando e trasfigurando questi passaggi si giunge al Sole spirituale e alla Matrice pura, appartenenti alla Luce increata del Padre.
Come è scritto: «La nostra battaglia non è contro carne e sangue, ma contro i Principati, contro le Potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebra» (Ef 6,12). Queste potenze, nella CADUTA, hanno assunto la capacità di ingabbiare, frenare e drenare l’Anima, tessendo TRAME GEOMETRICHE che rispecchiano l’ordine decaduto: incastri di gradi, intersezioni di segni e risonanze prodotte dal moto dei pianeti, riflesso distorto di armonie superiori. In questo disegno, ogni esperienza – che sia un incontro, una parola, un gesto o una circostanza – può farsi specchio: non solo riflesso nell’altro, ma risonanza di una parte di noi che ancora attende di essere riconosciuta. Ciò avviene solo quando Achamoth, l’emanazione di Sophia che agisce nel mondo inferiore per sostenere le scintille, fa emergere quel riflesso dal profondo perché possa essere visto e integrato.
In questa prospettiva, le geometrie della caduta non sono semplici CONFIGURAZIONI ASTRALI, ma campi di prova in cui il movimento dell’Anima si intreccia con le leggi cosmiche. Nei sistemi iniziatici, la LEGGE DEL 7 descrive queste sette potenze archetipiche primarie come forze che agiscono imprimendo un movimento specifico e scandendo un ritmo preciso, che determina così la sequenza e la qualità dei passaggi interiori. La LEGGE DEL 12, invece, rivela le dodici modalità attraverso cui queste stesse potenze si dispongono nello spazio e nel tempo, tracciando direzioni, orientamenti e confini. L’una rappresenta la corrente che muove, l’altra la struttura che ordina: e quando si incrociano generano 84 combinazioni di base, RADICI di infinite sfumature di esperienza, che si manifestano nei rapporti, nei luoghi, negli eventi che viviamo. Dunque il “già tutto scritto” nella Gnosi non è rassegnazione, ma la comprensione che gli incastri geometrici nati dalla caduta PROIETTANO figure destinate a ripetersi. Queste geometrie, governate da frequenze e rapporti di pieni e vuoti, operano in un SISTEMA BINARIO che imprigiona la Coscienza. Nella verità superiore, infatti, il Figlio è “generato non creato” (Simbolo niceno, cfr. Gv 1,1-3), e ciò che è generato nella luce del Padre non appartiene all’emanazione imperfetta della caduta, che imita e distorce la pienezza originaria. Il percorso di risalita consiste nel riconoscere l’ILLUSIONE, rompere lo schema, accordandosi nuovamente alla Sorgente che è prima di ogni tempo e di ogni forma.
Nella rete della maglia energetica della CADUTA, ogni filo del tessuto illusorio è un legame, ogni nodo una prova. Finché reagiamo in modo automatico, siamo trattenuti nella matrix; quando riconosciamo il CODICE archetipico che stiamo interpretando, possiamo integrarlo, liberando energia e scegliendo consapevolmente come muoverci nel disegno. RICONOSCERE le trame che ci imprigionano non è un esercizio teorico, ma un atto di RESPONSABILITÀ spirituale. LIBERARSI dalle geometrie della caduta significa rispondere a un appello interiore che non può essere ignorato. Non importa se sappiamo con certezza di custodire o meno la scintilla: se i segni, gli incontri e le parole ci indicano il cammino, siamo già chiamati a percorrerlo.
Come ricorda il Vangelo: «Il servo che conosce la volontà del padrone e non agisce di conseguenza riceverà molte percosse… A chi fu dato molto, molto sarà chiesto» (Lc 12,47-48).
I tempi che ci attendono, “precessionando” verso l’Acquario che riversa le sue acque, portano un moto di risveglio che tocca il collettivo, ma non l’intera umanità: riguarda coloro che, sentendo il richiamo, scelgono di compiere il lavoro fino in fondo. Fingere di non sentire è un TRADIMENTO: ciò che oggi non viene trasmutato resterà incompiuto.
Tra quotidiani massacri e ipocrita diplomazia il mondo sta “spegnendo” la Striscia di Gaza. In un nuovo disastro nella Striscia di Gaza, pacchi di aiuti “umanitari”lanciati da un aereo si sono schiantati contro un campo profughi, distruggendo tende e causando vittime e danni materiali ai residenti.
Le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie hanno ripetutamente avvertito che i lanci di aiuti non possono soddisfare i bisogni della popolazione di Gaza e che l’unica soluzione sostenibile è aprire i valichi di terra per gli aiuti umanitari.
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa), afferma che i lanci di aiuti effettuati da diversi Paesi sulla Striscia continuano “nonostante gli avvertimenti di diversi organismi internazionali che li ritengono costosi e inefficaci”.
Dalla prospettiva del Primordialismo Visionario, la sacra dote dei poteri mistici è una dominanza temporale e spirituale attribuita alla nascita alle genti pneumatiche dell’umanità presenti in tutti i popoli del mondo, con il fine di guidare le proprie nazioni e le proprie comunità verso la salvezza delle anime, attraverso l’ausilio delle genti psichiche superiori e delle genti psichiche inferiori che vengono richiamati all’ordine divino di pascolare i greggi delle genti iliche maggiori, le quali sono totalmente succubi delle terribili genti iliche minori, che cercano ogni giorno di trascinarli senza amore in un incubo di vita.
Questa sacra dote, o meglio questo reale e concreto sacerdozio segreto, guida ogni giorno i popoli del mondo verso l’ordine dell’armonia cosmica attraverso una gerarchia angelica terrestre, una gerarchia spirituale che discrimina le ingiustizie sociali, mondiali e cosmiche definite dal disegno divino di Dio Altissimo, al fine di togliere persone innocenti alla macchina della distruzione della Devianza Originaria fin dai tempi più remoti e originari della Tradizione Primordiale, una manipolazione continua multilivello della realtà che oggi ha raggiunto proporzioni geografiche mai viste prima, dove la sofferenza assume i più disparati segni tangibili di questa realtà concreta.
Quindi, questi eroi del risveglio che ancora oggi cercano di condurre i popoli sulla retta via, al fine di sottrarre gli innocenti alla macchina della distruzione delle tradizioni antropologiche, sono angeli terrestri appartenenti ognuno ad una delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche che spesso sono anche persone laiche di grande spiritualità che applicano nella loro vita i fondamenti etici, morali e spirituali della propria religione di appartenenza e che cercano ogni giorno anche di scoprire le radici originali della propria tradizione religiosa, proprio come ad esempio il cristianesimo originario non prevedeva solo il celibato monacale ma anche un sacerdozio nuziale con una o più mogli, un sacro matrimonio in cui tutti i membri di questa comunità familiare sono testimonianza attiva della volontà di Dio Altissimo, proprio come in altro modo è riconosciuto nella poligamia islamica, nella poligamia induista, nella poligamia buddhista e nella poligamia taoista.
Così quindi, anticamente ai primordi della tradizione, come anche alla prossima riaffermazione definitiva della Tradizione Primordiale, la poligamia viene riconosciuta come valore tradizionale e viene praticata per rendere manifesti i disegni divini di applicazione dei valori tradizionali religiosi della propria appartenenza animica e dei valori tradizionali imperiali della propria appartenenza cosmica.
Difatti, senza scomodare le altre sacre religioni tradizionali rivelate e autentiche, secondo il buddhismo tantrico le vere sacerdotesse della Luna in realtà sono le mogli del Sole proprio come ogni Buddha possiede una consorte Yogi ed un numero non specificato di Dakini.
Basta leggersi il libro tibetano dei morti per sapere che in tempi immemori prediluviani, il mondo era unificato dalla reggenza imperiale del Buddha del Sole e della Luna e il cosmo era sorretto da loro attraverso il potere del Buddha.
Un pò come se il governo imperiale spettasse al re sacerdote con le sue mogli sacerdotesse di cui l’imperatrice consorte ne era il fulcro centrale.
Il re sacerdote dispone e le regine sacerdotesse pongono.
Questo è il vero principio universale.
Pertanto passando dalla macrosociologia ad una prospettiva microsociologica la poligamia, che non è un obbligo morale rispetto alla monogamia, possiamo dire che l’uomo eroico come Ulisse ha cura di preservarsi per raggiungere la sua amata Penelope che lo attende sempre e nonostante tutte le avversità, una virtù maschile e femminile che fa del desiderio una potente arma contro il mondo materiale, la quale se posta in termini di poligamia significa che le spose si uniscono in nome di una sorellanza nuziale per difendersi dal maligno, una visione del matrimonio in genere che non è una semplice scelta ma un dovere divino di realizzare l’amore eterno sulla terra, attraverso la coniugazione del verbo di Dio sublimato nell’unione nuziale.
Così la poligamia diventa una componente tradizionale importante che va sostenuta non soltanto in tutti i Cinque Sacri Continenti del nostro pianeta Urantia, ma promossa soprattutto nella civiltà cardinale della Vecchia Europa, ancora frammentata, divisa e autodistruttiva da forze che impediscono di permettere una rigenerazione demografica delle nazioni europee.
Samsara è un termine sanscrito che significa “vagare” o “fluire attraverso”, riferendosi al ciclo di nascita, morte e rinascita, un concetto centrale in diverse religioni orientali come l’Induismo e il Buddismo. Indica il ciclo continuo di sofferenza in cui gli esseri sono intrappolati, spinti dal karma e dal desiderio. La liberazione dal Samsara, nota come nirvana nel Buddismo o moksha nell’Induismo, è l’obiettivo finale e rappresenta uno stato di pace perfetta e libertà dalla sofferenza.
Nel Buddhismo, il Nirvana è il fine spirituale supremo, uno stato di liberazione dalla sofferenza e dal ciclo delle rinascite (samsara). È spesso descritto come uno stato di perfetta pace e felicità, raggiunto estinguendo il desiderio e ponendo fine al sé. Il Nirvana non è un luogo, ma uno stato dell’essere, caratterizzato dall’assenza di sofferenza, avidità, odio e ignoranza.
Un tempo, gli uomini e le donne non dormivano come noi.
Non c’era l’idea di “otto ore filate”. Nel Medioevo, la notte si divideva in due respiri: il primo sonno e il secondo sonno.
Quando il sole calava e il cielo diventava velluto scuro, le persone si ritiravano presto, lasciandosi cullare dal silenzio. Dopo quattro o cinque ore, gli occhi si aprivano da soli: non era inquietudine, era abitudine. Quella pausa notturna era un piccolo mondo segreto.
Alla luce tremolante di una candela si pregava, si sfogliavano libri consunti, si sorseggiava vino speziato.. Alcuni attraversavano la strada per bussare alla porta dei vicini, altri restavano in cucina a raccontare storie ai figli, con le mani intorno a una tazza calda. Era il cuore della notte, eppure la vita scorreva lenta, intima, profonda.
Poi, quando l’orologio invisibile dell’oscurità lo decideva, si tornava a letto. Il secondo sonno portava fino all’alba, dove il canto del gallo segnava l’inizio del giorno.
Per secoli fu così, documentato in diari, racconti e perfino nei manuali di medicina.
Poi arrivò l’Ottocento, con i lampioni, le fabbriche, il rumore delle città. Le ore centrali della notte persero il loro fascino e la gente imparò a dormire “tutto d’un fiato”.
Nel Novecento, quasi nessuno ricordava più che il sonno, un tempo, era spezzato in due atti, come un’opera teatrale scritta dal buio.
Oggi lo chiameremmo insonnia.
Allora… era semplicemente il modo più naturale di vivere al passo con la notte.
“Questi sono alcuni essenziali orientamenti per la battaglia da combattere, soprattutto con riguardo per la gioventù, a che essa riprenda la fiaccola e la consegna da chi non è caduto, imparando dagli errori del passato, sapendo ben discriminare e rivedere tutto ciò che ha risentito, ed ancor oggi risente, di situazioni contingenti.
Essenziale è non scendere al livello degli avversari, non ridursi ad agitare semplici parole d’ordine, non insistere oltre misura su quel che dello ieri, anche se degno di essere ricordato, non abbia valore attuale ed impersonale di idea-forza, non cedere alle suggestioni del falso realismo politicante, tara di ogni partito politico”