“Ṣadr al-Dīn Muḥammad Shīrāzī (1572–1640), più comunemente noto come Mullā Ṣadrā, fu uno dei massimi pensatori della filosofia islamica in epoca tarda ed è oggi considerato tra i più celebri filosofi musulmani. Iksīr al-ʿĀrifīn, ovvero L’Elisir dei Gnostici, occupa un posto singolare tra gli scritti di Ṣadrā: esso rappresenta infatti una rielaborazione e un ampliamento di un’opera persiana precedente, il Jawidān-nāma (Il Libro dell’Eterno) di Afḍal al-Dīn Kāshānī, ossia Bābā Afḍal. Il tema fondamentale dell’elaborazione di Ṣadrā è emblematico della filosofia islamica: l’importanza della conoscenza di sé nel cammino individuale dell’“Origine e Ritorno” dell’anima—la sua provenienza da Dio e il suo inevitabile ritorno a Lui. Tutto, afferma Ṣadrā, è coinvolto in questo processo, liberandosi a poco a poco dal mondo materiale per ritornare alla propria essenza trascendente — fino a giungere a un compimento finale, in cui ogni cosa nell’universo fa ritorno a Dio e trova la felicità eterna. La filosofia, secondo Ṣadrā, è lo strumento più diretto per accedere alla conoscenza di sé — e dunque il miglior mezzo per orientarsi lungo questo viaggio”
Per gli appassionati del rapporto tra religione e scienza:
<<Dai tempi della Rivoluzione islamica, numerosi fatti hanno coinvolto la nazione: la guerra imposta di 8 anni, sfide militari, politiche, colpi di Stato e simili. In 45 anni la Repubblica islamica è riuscita sempre ad avere la meglio sui nemici.
L’Iran islamico è fondato sulla religione e sulla scienza.
Nella costruzione della Repubblica islamica, 2 elementi, la religione e la scienza, sono le due pietre miliari. Per questo, la religione della gente e la scienza dei nostri giovani hanno sempre indotto il nemico a ritirarsi. Sarà così anche in futuro.
Quello che all’imperialismo mondiale, guidato dal governo criminale dell’America, non piace è la religione e la scienza del popolo dell’Iran.
Il governo criminale d’America è contrario al fatto che voi siate uniti sotto la bandiera unica dell’Islam e del Corano, ed è irritato dalla scienza che il popolo dell’Iran ha raggiunto.
Ayatollah Khamenei, 29 Luglio 2025>>
RELIGIONE E SCIENZA: PIETRE MILIARI DELLA CIVILTA’
La strategia della tensione in Italia un operazione della CIA e dalla NATO, sono loro i veri padroni da 60 anni.
La CIA decide chi governa l’Europa. “La caduta di Berlusconi è stata preparata con una serie di rivelazioni sensazionali sulla sua vita personale, compreso un attacco della CIA attraverso la discarica di documenti conosciuta come Wikileaks.” Berlusconi preso di mira e rovesciato dalla CIA?
Negli anni ’70 “il ministro degli Esteri Aldo Moro, insieme al presidente Giovanni Leone, si recò negli Stati Uniti, ma Kissinger gli disse che in nessun caso la sinistra doveva andare al governo“. Operazione Gladio – WikiSpooks
Durante gli anni ’50 e ’60, l’Italia ebbe il terzo più veloce tasso di crescita economica del mondo. Secondo Bill Emmott: “Nuove società imprenditoriali si formarono, nuove idee sbocciarono, l’Italia divenne un centro d’avanguardia nella progettazione, nel cinema e nella moda… Ma poi vecchi demoni tornarono a tormentare l’Italia… una forma mortale di violenza politica. Circa 500 persone morirono in sparatorie, attentati e altre tragedie nel corso dell’ultimo decennio e mezzo dal 1970, mentre estremisti di destra e sinistra combattevano una battaglia.” Bill Emmott, direttore di The Economist 1993-2006. Il buono, il brutto e il bunga bunga: come l’Italia cadde in coma!
– Quando non sapevo nulla, aborrivo il criminale, il peccatore e l’impuro, poiché ero io stesso pieno di delitti, peccati ed impurità.
Quando però fui purificato e i miei occhi si dissigillarono, allora mi inchinai in spirito davanti al ladro e all’assassino e adorai i piedi della prostituta poiché vidi che queste anime avevano accettato il terribile fardello del male e drenato, per tutti noi, la porzione maggiore del veleno ribollente dell’oceano del mondo.
Se vi dicessi che siete melanconici perché il vostro umore flemmatico nella mente cosmica non è bilanciato con l’umore sanguigno impedendo alla bile gialla di scorrere con quella nera nell’intelletto attivo, rendendovi così incapaci di sintonia con le sfere, pensereste che sono una specie di mago tra Cornelio Agrippa e Paracelso, che si rifà ad esoteristi magico-ermetico-cabalistici tardo rinascimentali.
Insomma, un ciarlatano.
Ma se invece vi dico che siete “clinicamente depressi” perché “l’equilibrio chimico” dei “neurotrasmettitori” nel vostro “cervello” è sbilanciato, rendendovi incapaci di “relazionarvi” con i significati profondi, allora penserete che vi stia dicendo qualcosa di molto serio, empiricamente verificabile, e scientificamente fondato.
(Ed anzi comprereste da me dei rimedi farmaceutici, che tra le altre cose causano suicidio, deliri di grandezza, e sono stati prescritti praticamente a qualsiasi ragazzo che sia stato poi coinvolto in sparatorie.)
Eppure sto dicendo la stessa cosa.
Gran parte dello scientismo funziona così: si usa un lessico che suona scientifico all’orecchio dell’ignorante (depressione clinica, chimica, equilibrio, neurotrasmettitori) per banalizzare concetti non si sa nemmeno come definire, e che ultimamente non possono essere che filosofici (perché dire che qualcuno soffra di questa o quella “malattia mentale” è un po’ come dire che Dio ha l’appendicite).
Ma soprattutto per aver ragione.
Perché la scienza ha sempre ragione–non lo sapevate?
Questo peraltro è vero per gran parte della storia della “arte lunga”. Chi fa il fisico o l’ingegnere può limitarsi a risultati ottenuti manipolando simboli algebrici (una forma di intelligenza decisamente inferiore, al punto che un software la può emulare) e negarne i presupposti filosofici, ma la storia della medicina è appunto una storia di paradigmi di comprensione dell’umano.
Questi paradigmi (dall’equilibrio degli umori dell’antichità ai cinque “elementi” al “meccanicismo” secentesco, alla riduzione alle “molecole attive” di fine 900, eccetera) sono in ultima analisi metafisici, ma da duecento anni spacciati come ovvi e “scientifici”.
Il commissario Apostolos Tzitzikostas dichiara al ‘Financial Times’ che i carri armati NATO da 70 tonnellate farebbero crollare ponti e resterebbero bloccati nei tunnel europei. Bruxelles spenderà 17 miliardi per adattare strade e ferrovie alla “mobilità militare”. Direzione Russia, ovviamente.
Mentre prepara i binari per i tank, la UE firma accordi-capitolazione con gli USA, pagando dazi e comprando energia e armi americane.
Altro che “più forti insieme”: siamo ridotti a protettorato bellico ed economico. Un sistema che non si può riformare: è tempo di liberarsene, e in fretta.
Quante volte leggiamo notizie di persone – a prescindere dalla loro religione o visione del mondo – che magari notoriamente non conducevano una vita esemplare, o semplicemente non erano credenti e “ignoravano” Dio, ma che si rendono protagonisti di un gesto esemplare – ad esempio salvare vite umane – che però costa loro la vita? –
In molti casi restiamo stupiti, celebriamo il gesto eroico, ma in fondo non sappiamo veramente cosa scatta nel cuore delle persone in quegli istanti…
…solo Dio lo sa.
A volte Egli salva una persona ispirando nel suo cuore un’unica, decisiva buona azione, che magari in pochi minuti riscatta una vita intera di peccati e di negligenza, dandole un “senso”, anzi “il senso” ultimo del Ritorno al Signore in uno stato purificato.
“Dell’amore sono proprie la profondità e la fedeltà del sentimento, senza le quali non di amore si tratta, ma di puro capriccio. Il vero amore stringerà sempre legami duraturi e responsabili. Gli è necessaria la libertà solo per la scelta, ma non per la realizzazione. Ogni amore vero e profondo è un sacrificio. Si sacrificano le proprie possibilità, o meglio, l’illusione di avere delle possibilità. Se esso non pretendesse questo sacrificio, le nostre illusioni impedirebbero l’espressione del sentimento profondo e responsabile, ma in tal modo però ci verrebbe anche sottratta la possibilità di fare esperienza del vero amore..”
I corvi ricordano tutto. Ma questa storia vi lascerà senza parole.
C’è un racconto che gira da tempo, e ogni volta che lo sento mi vengono i brividi.
Un corvo, ogni alba, poggia un sassolino sul davanzale di una finestra. Era il loro patto: un sasso per una noce.
Pensateci un attimo. Non parliamo di un semplice scambio o di un’abitudine. Parliamo di un PATTO. Come se questo intelligentissimo volatile avesse compreso il valore di una promessa reciproca.
Ma quello che accade dopo vi toccherà il cuore…
Ora, ogni mattina, puntuale come il sole, il corvo continua a lasciare il suo piccolo dono sul davanzale. Anche se non c’è più nessuno a dargli la noce. Anche se la finestra resta chiusa.
Resta solo il suo dono. La sua fedeltà.
Non è incredibile? Mentre noi umani spesso dimentichiamo le promesse fatte, questo corvo continua a onorare un patto che ormai esiste solo nella sua memoria.
Forse la vera fedeltà non ha specie. Forse sono gli animali a insegnarci cosa significa davvero ricordare con il cuore.
“Dopo l’accordo genuflesso di Ursula von der Leyen con il presidente Trump persino in qualcuno dei tradizionali trangugiatori di panzane europeiste di Repubblica/Corriere è iniziato ad albeggiare un dubbio.
Che quello che plana all’orizzonte sia l’uccello padulo?
Che quella minestra marroncina e maleodorante che mi hanno somministrato per anni sia davvero quello che sembra?
Ma è solo un momento di incertezza.
Si riprendono subito e si inalberano pronti a chiedere “più Europa!”, “più produttività!”, “più competitività!” e “meno sprechi!”. Che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ca**o!
La soluzione per questa generazione di tragici babbei è sempre la stessa: una dose maggiore della stessa ricetta predicata per decenni e che ci ha accompagnato giù per la scarpata. Ma questa volta facendo sul serio!
Ora, questo gruppo sociale di beoti rappresenterà forse il 25% della popolazione, ma costituisce la guardia pretoriana che difende la roccaforte del potere reale, quello che ci sta facendo a pezzi. Questi non hanno alcuna condizione di particolare privilegio, non partecipano della divisione delle prebende che avviene tra le oligarchie, ma nutrendosi come piccoli pellicani dei rigurgiti ideologici delle élite, le difendono a spada tratta, accusando i critici con l’usuale armamentario (sovranisti, populisti, comunisti, fascisti, rossobruni, complottisti, ecc. ecc.).
Quando si guarda alla von der Leyen e ci si lamenta del fatto che abbiamo assistito ad una “capitolazione” si dice una cosa in parte giusta, ma in parte assai fuorviante. Qui non c’è stata nessuna capitolazione perché gli interessi che si volevano tutelare sono stati tutelati.
Per parlare di una capitolazione dovremmo assumere che la von der Leyen, la Kallas, la Meloni, la Picierno, la Lagarde (apropos: girls power!) siano lì a rappresentare gli interessi europei.
Ma questo è un completo fraintendimento.
Questi soggetti sono membri di una ristretta élite che si muove in diretta prossimità con grandi oligarchie economiche transnazionali (quelle che, tra le altre cose, gestiscono l’informazione), i cui interessi semplicemente sono del tutto indipendenti da quelli dei popoli europei.
Poi, di volta in volta, a seconda di quale interesse particolare sia stato promosso, verrà inserito il gettone nel jukebox di qualche economista a ore che vi spiegherà autorevolmente come fare gli interessi di questa o quella multinazionale sia esattamente nel tuo interesse di operaio, impiegato, professore, barbiere, ecc.
Fidatevi degli esperti e cacciate la grana, poche storie.
Quello che sta avvenendo in Europa non è nessuna “capitolazione”, ma è un processo ben noto, un processo che è stato visto per lungo tempo in America Latina, dove ristrette oligarchie hanno mantenuto posizioni di straordinario privilegio occupando gli snodi dei traffici cruciali con gli USA.
Nel linguaggio marxista (che continua a fornire strumenti utili, nonostante la cattiva reputazione acquisita) si usava contrapporre la “borghesia nazionale” alla “borghesia compradora” (comprador bourgeoisie). Mentre la borghesia nazionale, pur rimanendo ovviamente legata ai propri interessi di classe, operava conservando un interesse nella prosperità del proprio paese (e dunque, magari in maniera indiretta, veicolando alcuni benefici all’intera popolazione) la borghesia compradora svolge la funzione di agente per organizzazioni estere, di solito multinazionali, promuovendone gli investimenti locali e mediandone i proventi. Il CEO della filiale italiana di una multinazionale farmaceutica, lo “sviluppatore” immobiliare internazionale che risiede a Milano, ecc. non dipendono in nessuna misura per il proprio benessere economico dalle sorti dell’economia e della società italiana.
Ma sono proprio questi soggetti ad essere rappresentati da Ursula-elmetto-dorato nei consessi internazionali.
L’esito naturale di questo processo di “sudamericanizzazione” è la distruzione della classe media, e la creazione di un’élite economica che di fatto vive al di sopra della legge (perché quando le differenze economiche sono enormi all’interno di una società, tutti sono ricattabili e il potere economico si trasforma senza difficoltà in qualunque altro potere).
Naturalmente, se qualcuno nota che l’esistenza di una borghesia con interessi nazionali, o di una politica attenta alla sovranità economica, o di una società che preservi una qualche identità culturale, pur non essendo il paradiso in terra, sono comunque meglio che venire smembrati da oligarchie remote, ecco che immediatamente si scatenano i cani da guerra dei giornali e dell’accademia, pronti a riempirsi la bocca con accuse di “sovranismo”, “nazionalismo”, “sciovinismo”, ecc.
Con la guardia pretoriana di quel 25% di semicolti che si avventa a comando sui malcapitati.
E niente, va bene così.
Solo risparmiateci le sceneggiate d’improvvisa sorpresa rispetto al fatto che “non si sono fatti gli interessi europei”, che “questa è un’inaspettata capitolazione”, ecc. No, questa è l’unica direzione chiara e manifesta in cui stiamo andando da decenni.
Dunque tornate pure a occuparvi di Schwa, che il pilota automatico funziona benissimo.”