DIECI REGOLE ZEN

a cura di Felipe Guerra

  1. Fai una Cosa alla Volta
    “Quando cammini, cammina. Quando mangi, mangia”
    – Detto zen
    Concentrarsi su un solo compito alla volta permette di dare il meglio di sé. Il multitasking, spesso considerato una qualità, frammenta l’attenzione riducendo l’efficacia del lavoro, così come il godimento del riposo. Fare una cosa alla volta significa immergersi completamente in ogni attività, completandola prima di passare alla successiva.
    Questa pratica non solo aumenta la produttività, ma dona anche una sensazione di pace e soddisfazione. Rallenta, agisci con deliberazione e pratica il single-tasking per mantenere la mente calma e concentrata.
  2. Porta a Termine Ciò che Inizi
    “Non temere di avanzare lentamente; temi solo di fermarti”
    – Detto zen
    La sensazione di aver concluso un compito regala un profondo senso di realizzazione. La chiave è finire quello che si inizia prima di passare a qualcos’altro. Questo non solo riduce lo stress accumulato dai compiti incompleti, ma permette anche di godere appieno del frutto del proprio impegno.
    La costanza e la determinazione sono fondamentali per raggiungere i nostri obiettivi, e spesso il progresso lento ma costante è più efficace del tentare di fare tutto rapidamente. Ogni passo avanti, anche piccolo, è un progresso verso la meta, e mantenere la continuità ci permette di affrontare le sfide con calma e determinazione, accumulando piccoli successi che, col tempo, si traducono in grandi risultati.
  3. Programma il tuo Tempo
    “Il modo in cui trascorriamo le nostre giornate è il modo in cui trascorriamo la nostra vita”
    – Annie Dillard
    Organizzare le giornate in modo equilibrato aiuta a gestire meglio il tempo e a ridurre lo stress. Pianificare le attività importanti e lasciare spazio per il riposo e la riflessione è essenziale. Una buona programmazione permette di affrontare gli impegni con maggiore serenità, evitando il sovraccarico e l’ansia che ne deriva.
    Sviluppa dei rituali giornalieri per dare importanza a ciò che fai, rendendolo un momento di attenzione e dedizione completa. La pianificazione restituisce intenzionalità alle tue giornate, allineando le tue azioni con i tuoi obiettivi e valori personali. Quando pianifichi con attenzione, non solo stabilisci delle priorità, ma crei anche uno spazio per riflessione e crescita. Pianificare consapevolmente le tue giornate ti permette di vivere con maggiore scopo e direzione.
  4. Metti Spazio tra le Cose che Fai
    “È il silenzio tra le note che fa la musica; è lo spazio tra le sbarre che ingabbia la tigre”
    – Detto zen
    Non sovraccaricarti di impegni. Tra un’attività e l’altra, concediti momenti di pausa per ricaricarti e riflettere. Questo spazio ti permette di affrontare ogni compito con rinnovata energia e concentrazione, migliorando la qualità del lavoro e il tuo benessere. Non programmare le attività troppo vicine tra loro. Lascia spazio per eventuali imprevisti e per completare ogni cosa con calma.
    In Giappone esiste un concetto chiamato “Ma” che rappresenta l’importanza degli spazi vuoti e delle pause tra le azioni. Il “Ma” non è solo un intervallo di tempo, ma un principio che enfatizza il valore del silenzio e del respiro tra le attività. Questo spazio vuoto permette di apprezzare e riflettere su ciò che è stato fatto e prepararsi a ciò che deve venire. Integra momenti di “Ma” nella tua vita e crea equilibrio tra produttività e tranquillità.
  5. Dedica Tempo al tuo Riposo
    “Medita per venti minuti ogni giorno, a meno che tu non sia troppo occupato. In tal caso medita per un ora”
    – Detto zen
    Il riposo è essenziale per il benessere del corpo e della mente. Assicurati di dormire a sufficienza e di ritagliarti momenti di relax durante la giornata. Un corpo riposato è più efficiente e una mente serena è più creativa.
    Prendersi cura del proprio riposo è una delle chiavi per una vita equilibrata e produttiva. Anche brevi momenti di meditazione o di semplice contemplazione possono fare una grande differenza.
  6. Liberati dal Senso di Colpa
    “Non puoi avere un domani migliore se continui a pensare a ieri”
    – Detto zen
    Il senso di colpa è un peso inutile che ci impedisce di vivere pienamente. Accetta i tuoi errori, impara da essi e poi lasciali andare. Perdonati e concentrati su ciò che puoi fare ora per migliorare.
    Liberarsi dal senso di colpa è un atto di amore verso se stessi. Apre la strada a una vita più leggera e serena. Imparare a vivere nel presente e a lasciare andare il passato è una lezione fondamentale della saggezza Zen.
  7. Sorridi e Aiuta Altre Persone
    “A volte la tua gioia è la fonte del tuo sorriso, ma a volte il tuo sorriso può essere la fonte della tua gioia”
    – Thich Nhat Hanh
    Un sorriso può fare miracoli, sia per te che per gli altri. Sii gentile e disponibile; aiutare gli altri ti riempirà di gioia e ti farà sentire parte di una comunità. L’atto di sorridere e aiutare crea connessioni positive e promuove un ambiente di pace e collaborazione.
    Dedica tempo a servire gli altri, sia che si tratti di familiari, amici o estranei, e vedrai come questo arricchirà la tua vita.
  8. Pulisci Casa come Meditazione
    “La giornata di un monaco inizia con la pulizia. Non lo facciamo perché è sporco o disordinato. Lo facciamo per eliminare la sofferenza dai nostri cuori”
    – Shoukei Matsumoto
    Trasforma le attività domestiche in momenti di meditazione. Pulire e mettere in ordine la casa può diventare un rituale rilassante che ti aiuta a liberare la mente e a creare un ambiente sereno.
    La pulizia diventa così non solo un dovere, ma un’opportunità per praticare la consapevolezza. Metti la tua mente completamente nel compito, fai tutto lentamente e con attenzione, e noterai una nuova calma interiore.
  9. Pratica la Gratitudine
    “Accontentati di ciò che hai; gioisci per come stanno le cose. Quando ti accorgi che non ti manca nulla, il mondo intero ti appartiene”
    – Lao Tzu
    Essere grati per ciò che abbiamo ci permette di apprezzare di più la vita. Ogni mattina appena ti svegli, o la sera subito prima di dormire, prenditi qualche minuto per riflettere su ciò per cui sei grato/a. Questo ti aiuterà a mantenere un atteggiamento positivo e aperto, incrementando il tuo benessere emotivo e la tua soddisfazione.
    La gratitudine ti aiuta a vedere il mondo con occhi nuovi e a valorizzare ogni piccolo momento.
  10. Vivi in Modo Semplice
    “La bellezza dello Zen si trova nella semplicità e nella tranquillità, nel senso dell’armonia totalizzante delle cose”
    – Thich Thien-An
    La semplicità è una fonte di serenità. Riduci il superfluo nella tua vita, concentrati su ciò che è veramente importante e goditi le piccole gioie quotidiane. Vivere in modo semplice ti permette di dedicare più tempo ed energie a ciò che conta davvero per te.
    Eliminando il superfluo, crei spazio per oggetti e attività che ti portano vera gioia e significato. Quando possiedi meno, sei spinto/a a scegliere solo ciò che contribuisce positivamente alla tua vita. Ogni cosa che possiedi diventa una fonte di bellezza e soddisfazione, piuttosto che un peso da gestire.
DIECI REGOLE ZEN
DIECI REGOLE ZEN

ESSERE GUIDATO DA DIO STESSO

a cura di Ayn Kha

“La fase più vera e più alta del culto è vedere Dio e ricevere la guida dal suo stesso essere. Coloro che raggiungono questo grado, scelgono per sé quello che Dio sceglie per loro. Tutto il loro carattere è trasformato da Dio. Poiché sono amici di Dio, non fanno discriminazioni tra le persone ma considerano tutti come amici. Ovunque vadano, vanno da Dio. Ovunque arrivano, arrivano a Dio. Tutto quello che fanno, lo fanno per Dio. Qualsiasi servizio svolgono, lo svolgono in Dio.”

Junayd (910 d.C.)

ESSERE GUIDATO DA DIO STESSO
ESSERE GUIDATO DA DIO STESSO

La Kabbalah è una mappa reale del processo creativo

a cura di Lelio Antonio Deganutti

L’Intervista a Emanuele Magnanti, nuovo responsabile della Libreria Aseq di Roma e raffinato studioso di Kabbalah

Nel centro di Roma, la Libreria Aseq è da decenni un faro per chi cerca percorsi di conoscenza non ordinari. In questa conversazione, Magnanti ci guida nel cuore vivo della Kabbalah, mostrandone la dimensione creativa, concreta e profondamente attuale.

In che modo la Kabbalah agisce come processo creativo nell’essere umano?

Più che agire come processo creativo, la Kabbalah — e in particolare la mappa dell’Albero delle Sefirot — è essa stessa una rappresentazione reale e dinamica del processo creativo. Questo processo non è un evento isolato, ma un atto che accade istante per istante: creare la realtà significa interpretarla, ed è un atto continuo, incessante. L’Albero della Vita fornisce una struttura concettuale che ci aiuta a comprendere e attraversare questo fluire creativo.
La parte “non rivelata” dell’Albero (le tre Sefirot superiori: Keter, Hokhmah, Binah) rappresenta il pensiero puro, l’intenzione, il movimento sottile dell’origine. La parte “rivelata” (le Sefirot inferiori) costituisce il dispiegarsi dell’intenzione nell’esperienza, nella forma, nell’azione. Questo ci riguarda profondamente: ogni atto della coscienza umana è un atto creativo che attraversa quei passaggi.

Quali strumenti pratici suggerisce nei suoi libri per applicare i concetti cabalistici alla vita quotidiana?

Ottima domanda, perché ogni percorso spirituale autentico deve trovare una sua incarnazione concreta nella vita quotidiana.
Nel mio primo libro propongo due strumenti principali. Il primo è il conteggio dell’Omer, un esercizio antico che dura 49 giorni, tra Pesach e Shavuot, nel calendario ebraico. È un percorso di autoanalisi sulle sette sefirot rivelate per sette settimane, ogni giorno si lavora sull’interazione tra due qualità interiori (es. l’amore nell’amore, la forza nell’amore, la bellezza nella forza, ecc.).
Il secondo strumento è più semplice e si basa sui tre pilastri dell’Albero: la colonna della severità, quella della misericordia e quella dell’equilibrio. Osservando i propri comportamenti fisici, emotivi e mentali, si può comprendere se si è sbilanciati verso la rigidità, la dispersione o se si sta cercando un centro. Questo lavoro quotidiano aiuta a costruire una coscienza integrata.

Perché ha scelto un approccio moderno e pratico alla Kabbalah?

Sentivo l’urgenza di trasmettere questa disciplina millenaria in modo accessibile, comprensibile, senza però banalizzarla.
La Kabbalah è alla base di tutta la spiritualità giudaico-cristiana: basti pensare che si fonda sui primi cinque libri della Bibbia — la Torah — testi sacri per l’ebraismo, ma anche fondamento dell’Antico Testamento cristiano. Eppure oggi è sconosciuta ai più, trattata come qualcosa di esoterico o elitario.
Il mio intento è quello di restituirle una funzione universale, di strumento per la comprensione di sé, della propria interiorità, del mondo. Non si tratta di fede cieca, ma di sapere esperienziale: un linguaggio spirituale raffinato, ma praticabile, con cui rileggere la propria vita alla luce di un ordine profondo.

Secondo lei, come si coniuga la fede cristiana con la Kabbalah?

In maniera naturale. Il ponte tra ebraismo e cristianesimo è la figura del Cristo. Nei Vangeli Gesù è chiamato “rabbì”, insegna al Tempio, dialoga con i dottori della Legge e cita costantemente la Torah.
Il famoso “Ama il prossimo tuo come te stesso”, ritenuto un comandamento cristiano, è tratto dalla Legge mosaica.
Da cristiano, avvicinarsi alla Kabbalah non è una deviazione, ma un approfondimento. È una possibilità di entrare nei testi sacri con maggiore consapevolezza, per coglierne il significato simbolico e iniziatico.
Il cristianesimo ha universalizzato un messaggio, spostandolo da una dimensione tribale a una cosmica. Ma le radici sono quelle. Basta andare a Messa: la prima lettura è quasi sempre dall’Antico Testamento. Dunque, c’è un filo rosso che unisce tutto. Conoscerlo è un atto di maturità spirituale.

È un autodidatta o ha avuto dei maestri?

Direi entrambe le cose. C’è stata una sorta di auto-iniziazione, o meglio di riconnessione interiore. Il primo incontro con la Kabbalah è stato folgorante, come il ricordo di qualcosa già noto.
Poi ci sono stati anni di studio personale, affiancati da incontri con rabbini e morot (maestre spirituali). Non seguo una scuola specifica, ma ho ricevuto molte ispirazioni e indicazioni da più fonti.
La Kabbalah non è un sistema dogmatico: è una via di esplorazione viva, che si adatta al tempo presente. La mia intenzione, nei libri e nelle conferenze, è divulgare questo sapere senza tradirlo, perché credo che oggi l’essere umano abbia profondamente bisogno di strumenti di senso che connettano interiorità e spiritualità.

Tratto da: Totapulchra

La Kabbalah è una mappa reale del processo creativo
La Kabbalah è una mappa reale del processo creativo

L’ITALIA È ATTIVAMENTE AL FIANCO DI ISRAELE?

a cura di Resistenza Popolare

Il nostro Paese oltre a fare affari d’oro con il genocida sionista, partecipa di fatto attivamente al massacro in corso, essendoci ben 1000 soldati italiani, nell’esercito sionista.

Con ben 1000 soldati l’Italia contribuisce allo sterminio del popolo Palestinese, a dichiararlo è direttamente il ministro Tajani, come se fosse la cosa più normale e ovvia del mondo: “In Israele – ha spiegato Tajani – ci sono 18mila italiani, 1.000 sono nell’esercito israeliano, stanno facendo il servizio di leva”. Si tratta di “persone che vivono in Israele, di religione ebraica ma hanno anche il passaporto di origine”, ha aggiunto il ministro.

Notizie del genere pesano ancora di più sulla coscienza di tutti gli italiani, il nostro Governo continua imperterrito a supportare i sionisti cercando di convincere il Popolo che sia una cosa giusta, nonostante la maggioranza del Popolo italiano sia contro l’entità sionista.

Se ci fosse un governo serio e con veri valori, a chi fa il servizio militare per uno Stato genocida andrebbe revocata la cittadinanza e vietato l’ingresso in Italia, solo così si potrebbe dire di aver fatto qualcosa per evitare il genocid1o in atto. Questo sarebbe solo il minimo che potrebbe fare.

L'ITALIA È ATTIVAMENTE AL FIANCO DI ISRAELE?
L’ITALIA È ATTIVAMENTE AL FIANCO DI ISRAELE?

Restiamo Umani

Videoconferenza del canale YouTube CASA DEL SOLE TV, trasmesso online in live streaming il giorno 25 luglio 2025.

“Faranno il deserto e lo chiameranno pace. Il silenzio del «mondo civile» è molto più assordante delle esplosioni che ricoprono la città come un sudario di terrore e morte.” Vittorio Arrigoni. con Margherita Furlan, direttore di Casa del Sole TV, Moni Ovadia, attore, Angelo D’Orsi, storico, Antonio Mazzeo, giornalista, Valentina Ferranti, antropologa. In studio Jeff Hoffman.

Restiamo Umani

IL SETTARISMO DEVIANTE DI TUTTE LE RELIGIONI

a cura di Franco Giovi

Per analogia, ricorda qualcosa?

“Il Buddismo in Oriente è in declino perché il Dharma si è diviso in differenti scuole in ostile contraddizione tra loro.

Ci sono individui che, invece di praticare i metodi insegnati nei sutra e nei trattati, si abbandonano a interminabili disquisizioni prive di concretezza e di risultati pratici.

Altri si limitano a imparare a memoria i sutra senza sforzarsi di comprenderne il significato profondo.

Molti sono coloro che adorano il Buddha, ripetendo i mantra, spinti dalla speranza di raccogliere meriti per sé, senza sapere che la Lode del Mondo ci insegna a tenerci lontani dalle illusioni e non attaccarci ai meriti, che sono anch’essi illusori.

I moderni studiosi dei sutra, invece di studiarne il significato, hanno più interesse a raccogliere dati storici, linguistici, geografici che non hanno nulla a che fare col il Dharma del Buddha che trascende spazio e tempo”

UPASAKA LU K’UAN YU (Hong Kong, 1964)

IL SETTARISMO DEVIANTE DI TUTTE LE RELIGIONI
IL SETTARISMO DEVIANTE DI TUTTE LE RELIGIONI