Gaza Riviera: il modello del piccolo emirato dietro il sogno immobiliare post-genocidio

di Marquez

7 Luglio 2025

Il piano per una “Gaza Riviera” – analizzato dal Financial Time ed elaborato dal think thank di Tony Blair, ricalca i modelli di sviluppo urbano degli Emirati e dell’Arabia Saudita: lusso, grattacieli e assenza di cittadinanza piena. Un’idea che ignora il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi.

Gaza Riviera, sogno immobiliare post-genocidio

Non desta particolare sorpresa il coinvolgimento del think tank di Tony Blair nella progettazione della cosiddetta “Gaza Riviera”. Ciò che merita invece maggiore attenzione è il modello stesso su cui si fonda questa visione: l’idea di trasformare Gaza in un hub immobiliare artificiale, svuotato della sua popolazione autoctona e privo di autodeterminazione, richiama dinamiche già ampiamente consolidate altrove nel Medio Oriente.

Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, esplicitamente indicati come esempi da seguire, incarnano un paradigma urbano in cui lo sviluppo è affidato a megaprogetti iper-moderni, ma strutturati su gerarchie socio-economiche rigide, spesso a scapito della cittadinanza piena per ampie fasce della popolazione residente.

Il ruolo del Tony Blair Institute nel progetto “Gaza Riviera”

Il Financial Times, nel suo articolo pubblicato il 6 luglio 2025, rivela che il Tony Blair Institute (TBI) ha partecipato allo sviluppo di un piano post-bellico per la Striscia di Gaza, denominato “The Great Trust”.  Il progetto, guidato da imprenditori israeliani e modellato attraverso strumenti del Boston Consulting Group (BCG), includeva idee come una “Trump Riviera” e l’“Elon Musk Smart Manufacturing Zone”. Il piano prevedeva perfino compensazioni per mezzo milione di palestinesi affinché lasciassero Gaza.

Due dipendenti del TBI hanno preso parte a gruppi di messaggistica e chiamate durante la fase di elaborazione del progetto, anche se l’istituto ha poi precisato di non aver né scritto né ufficialmente sostenuto il piano. Un documento interno, tuttavia, includeva un’esplorazione simile di rinascita urbana tramite isole artificiali e infrastrutture commerciali, senza però includere la proposta di trasferire la popolazione palestinese.

BCG ha negate responsabilità formali, licenziando due partner coinvolti, sostenendo che il progetto fosse stato condotto senza l’approvazione dei vertici.

Il paradigma delle petromonarchie: il modello “senza cittadinanza piena”

Emirati Arabi e Arabia Saudita incarnano da decenni un modello economico-sociale caratterizzato da strutture urbane verticali e rigidamente gerarchiche. I lavoratori esterni — migranti o “non-cittadini” — svolgono ruoli essenziali nell’edilizia e nei servizi, ma spesso senza diritti politici o rappresentanza. Città come Dubai appaiono “perfette” in apparenza, ma la realtà è quella di un sistema duale: elite locali e manodopera straniera, con accesso differenziato alla cittadinanza e alla ricchezza.

Queste stesse idee, filtrate e promosse anche da portaborse di fondazioni europee liberal, hanno costruito un modello urbanistico ed economico che ora si vorrebbe replicare nella devastata Gaza: rinascere, sì, ma in un contesto urbano con protagonismo zero per i palestinesi locali.

Il sostegno arabo: ambivalenze e interessi

Di fronte al contro-progetto statunitense, l’Arab League ha avanzato un piano alternativo da 53 miliardi di dollari per ricostruire Gaza senza spostamenti di popolazione. Approcciato da Egitto, Giordania, Emirati, Arabia Saudita e Qatar, questo piano prevede:

  1. Un comitato amministrativo tecnico legato all’Autorità Palestinese per i primi sei mesi.
  2. Palestinesi ospitati in alloggi temporanei all’interno della Striscia (container, prefabbricati) per almeno 1,5 milioni di persone.
  3. Fasi successive di ricostruzione a partire da 2025, con desalinizzazione, nuovi alloggi e infrastrutture come porte, porto commerciale e perfino un aeroporto.
  4. 53 miliardi dilazionati su 5 anni, supervisionati da un trust gestito, almeno in parte, da Banca Mondiale .

Ma il piano ha lacune evidentissime: chi governa dopo? Che ruolo ha Hamas? Dove trovano finanziamenti reali? Molto resta sospeso, e la supervisione internazionale appare incerta .

Autorità Palestinese: aspirazione a Emirato-amministrazione

In questo puzzle, l’Autorità Palestinese (ANP) mira a trasformarsi in una sorta di emirato amministratore. La proposta della Lega Araba affida temporaneamente a tecnocrati controllati dall’ANP la gestione di Gaza e delle fasi iniziali, consolidando così il suo potere politico e burocratico, senza però affrontare la rappresentanza democratica o l’autodeterminazione della popolazione locale.

Il capitalismo globale: non solo occidentale

È fondamentale riconoscere che chi trae vantaggio dal genocidio non è solo l’Occidente. Le petromonarchie arabe, attraverso fondazioni e investimenti, puntano a consolidare un controllo urbano-economico su Gaza. Gli Emirati, ad esempio, hanno già discusso pubblicamente il loro ruolo nella ricostruzione e nella governance temporanea dell’area . Allo stesso tempo, i fondi di carità sauditi hanno versato centinaia di milioni in aiuti immediati : è un legame ambiguo — assistenza sì, ma modulata dentro una logica di dipendenza e controllo.

Non sorprende che un’istituzione come il Tony Blair Institute partecipi al dialogo su un progetto urbanistico privato per Gaza, se consideriamo come il capitalismo reale operi da tempo in modulazioni socio-politiche di esclusione. Il tema centrale non è tanto la presenza internazionale, ma l’assenza di una popolazione autoctona che sia protagonista e cittadina di diritto pieno.

Se la ricostruzione parte da un modello di “Riviera artificiale”, attraversata da gerarchie e dipendenze, allora Gaza—come altrove nel Golfo—rischia di diventare un territorio “di servizio”, privo di cittadinanza e autodeterminazione. Ed è questo il vero nodo da affrontare, ben al di là del mero coinvolgimento di Tony Blair o Trump.

Tratto da: Kultur Jam

Gaza Riviera: il modello del piccolo emirato dietro il sogno immobiliare post-genocidio
Gaza Riviera: il modello del piccolo emirato dietro il sogno immobiliare post-genocidio

IL CUORE IMPERATORE

di Felipe Guerra

Le funzioni del cuore:

Nella medicina tradizionale cinese (MTC), il Cuore (心, Xīn) è considerato l’“Imperatore” degli organi Zang, con funzioni che vanno ben oltre la pompa meccanica della visione occidentale. Ecco le sue principali funzioni secondo la MTC:

  1. Governa il Sangue (主血, Zhǔ Xuè):
    Controlla la circolazione del sangue attraverso i vasi.
    È responsabile della trasformazione del Gu Qi (energia alimentare) in Sangue (Xue).
    Un Cuore forte assicura un colorito sano, labbra rosate e un buon nutrimento di tutti i tessuti.
  2. Ospita lo Shen (藏神, Cáng Shén):
    Funzione più importante e unica della MTC.
     Lo Shen rappresenta la mente, la coscienza, lo spirito vitale, la chiarezza mentale e la vita emotiva.
    Un Cuore armonioso si manifesta con: lucidità mentale, buona memoria, sonno ristoratore, stabilità emotiva, espressione gioiosa e occhi luminosi (“lo Shen brilla negli occhi”).
    Uno squilibrio del Cuore può portare a: insonnia, sogni agitati, ansia, confusione mentale, depressione, isteria o psicosi.
  3. Si apre nella Lingua (开窍于舌, Kāi Qiào Yú Shé):
    Lo stato del Cuore si riflette nella lingua:
    Colore: una lingua rossa pallida indica deficit di Sangue/Xue; una punta rossa molto acceso indica Calore/Cuore.
    Forma: ulcere sulla punta suggeriscono Calore/Cuore.
    Mobilità: difficoltà nel parlare o balbuzie possono essere legate allo Shen disturbato.
    Governa il senso del gusto e la fluidità del linguaggio.
  4. Controlla i Vasi Sanguigni (主脉, Zhǔ Mài):
    La forza e il ritmo del Cuore determinano lo stato delle arterie e dei vasi.
    Un polso regolare, forte e armonioso (specialmente a livello del polso sinistro, posizione “Inch” – Cun Kou) riflette un Cuore sano.
    Palpitazioni, polso irregolare o debole indicano spesso uno squilibrio del Cuore.
  5. Manifesta il suo stato sul Volto (其华在面, Qí Huá Zài Miàn):
    Il colorito del viso, specialmente il rossore delle guance, è un riflesso diretto dello stato del Sangue e dell’energia Yang del Cuore.
    Un viso roseo e luminoso indica un Cuore forte e Sangue abbondante.
    Un viso pallido suggerisce deficit di Sangue/Xue; un viso cianotico indica Stasi di Sangue; un viso troppo rosso può indicare Calore/Cuore.

Aspetti energetici chiave:

  • Elemento: Fuoco.
  • Stagione: Estate.
  • Emozione: La Gioia (喜, Xǐ). Un eccesso di gioia (eccitazione frenetica) o una mancanza di gioia possono danneggiare il Cuore. L’emozione patologica più associata è però l’ansia/agitazione.
  • Sapore: Amaro (in piccole quantità tonifica il Cuore, in eccesso lo danneggia).
  • Liquido Corporeo: Sudore (un’eccessiva sudorazione spontanea può indicare deficit di Qi/Yang del Cuore).
  • Relazione con altri organi:
    Intestino Tenue (小肠, Xiǎo Cháng):
     Il suo organo accoppiato Yang. Il Cuore invia il “Fuoco” necessario per separare il puro dall’impuro nell’intestino.
    Pericardio (心包, Xīn Bāo): Considerato il “Ministro” o “Protezione” del Cuore, lo protegge dagli attacchi patogeni esterni e dagli shock emotivi. Condivide molte funzioni con il Cuore, specialmente riguardo alla circolazione e alla protezione dello Shen.

Sintomi comuni di squilibrio del Cuore in MTC:

  • Palpitazioni, aritmie.
  • Insonnia, sogni agitati.
  • Ansia, irrequietezza, attacchi di panico.
  • Memoria scarsa, confusione mentale.
  • Discorso confuso o incoerente.
  • Lingua con punta molto rossa, ulcere sulla lingua.
  • Polso debole, irregolare o troppo rapido.
  • Sudorazione eccessiva, soprattutto notturna.
  • Colorito pallido o eccessivamente rosso.

In sintesi: Nella MTC, il Cuore è il centro vitale della persona, integrando funzioni fisiologiche (circolazione) con la sfera psichica, emotiva e spirituale (Shen). La sua salute è fondamentale per il benessere fisico, mentale ed emotivo generale. La sua funzione di governare lo Shen lo rende un organo di primaria importanza in tutte le condizioni psico-emotive.

VIDEO CORSI ON LINE:

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IL CUORE IMPERATORE
IL CUORE IMPERATORE

IL VERO VOLTO DEL NEMICO DELL’UMANITÀ

di Vincenzo Di Maio

L’umanità intera, al di là delle particolari condizioni antropologiche distintive delle nazioni e delle civiltà, ha un nemico comune interno, esterno e ulterno, che trascende le apparenze, le appartenenze e gli apparentamenti per apportare odio e distruzione in ogni paese come un morbo pestilente che minaccia le fondamenta di ogni società.

Non parliamo di relazioni internazionali ma bensì di nemici interni alla società che portano solo morte, perversione, guerra e distruzione per il beneplacito di quel manipolo di ultramiliardari sionisti e giudei che, come affermava il grande Henry Ford, sono all’incirca cinquanta persone che comandano il mondo comprando a destra e a manca, la volontà di uomini destinati a servirli per un modello capitalista inculcato nei secoli come modus vivendi privato di spiritualità e temperanza.

Essi sono i figli di Satana, i sabotatori dell’Ordine Divino e i portatori del Caos, sono esseri spregevoli venduti al miglior offerente che non ci pensano due volte a sacrificare anche i propri simili per etnia, cultura, razza o religione, al fine di sporchi interessi di potere che presumono di essere mandati da Dio Altissimo a farlo, una autoproclamazione insulsa che tiene in ostaggio la politica, trasformandola in un mero teatrino di pupazzi che riempiono gli schermi televisivi al loro posto, delle volpi transnazionali che vogliono dirigere il mondo verso l’assurdità e la meschina offesa di Dio e del Cielo.

Inutile fare partito di un lato o dell’altro, oppure fare inutili personalizzazioni, la questione è trasversale e ci riguarda tutti.

Pertanto prima che il mondo vada in rovina attraverso una finale guerra totale mondiale, dentro e fuori alle nazioni, bisogna focalizzare su questo nemico e renderlo inerme tagliando direttamente la testa al toro.

IL VERO VOLTO DEL NEMICO DELL'UMANITÀ
IL VERO VOLTO DEL NEMICO DELL’UMANITÀ

FRANCO FREDA E “LA DISINTEGRAZIONE DEL SISTEMA”

Videoconferenza del canale YouTube PROGETTO RAZZIA, trasmessa online in live streaming il giorno 27 dicembre 2023.

Parliamo del fenomeno del Nazi-maoismo ed in particolare del noto testo di Franco Giorgio Freda: La Disintegrazione del Sistema.

FRANCO FREDA E “LA DISINTEGRAZIONE DEL SISTEMA”

1968: il Socialismo Nazionale del cosiddetto Nazimaoismo

Documentario del canale YouTube AZIONE PROMETEO, trasmesso online il live streaming il giorno 22 dicembre 2013.

Agli inizi il movimento studentesco non era espressione della sinistra. Studenti di destra, sinistra e indipendenti avevano nutrito un certo distaccamento dai partiti. Sia i missini che i leninisti cacciavano inizialmente i rappresentanti del MSI e del PCI. Iniziava a nascere un dibattito tra la classe giovanile con l’emergenza di nuove dottrine. Successivamente il sistema distruggerà il movimento studentesco utilizzando la riproposizione del fascismo-antifascismo e quei pochi movimenti veramente indipendenti si fonderanno in quello che sarà Lotta di Popolo. Allora la stampa demonizzerà questa nuova dottrina con un termine tendente al ridicolo: i Nazimaoisti.

1968: il Socialismo Nazionale del cosiddetto Nazimaoismo

L’Iran ha cambiato le regole del gioco

a cura della Redazione

05-07-2025

Iran – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è caduto vittima dell’enorme miscela di inganni e adulazione che solo il regime israeliano è stato così malvagio e meschino da inviargli. In gran parte su istigazione di Israele, gli Stati Uniti hanno condotto gli attacchi contro tre impianti nucleari in un Paese firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare e i cui impianti sono sottoposti alla più rigorosa supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.

Naturalmente, l’esercito degli Stati Uniti era già stato pesantemente coinvolto nella guerra israeliana contro l’Iran, iniziata il 13 giugno, in tutti i settori, dall’assistenza nel targeting al costante rifornimento dell’arsenale del regime israeliano. Ma, violando lo spazio aereo iraniano e lanciando attacchi contro i tre impianti nucleari iraniani, gli Stati Uniti si sono trasformati in complici diretti dell’aggressione. Le implicazioni per l’America non possono essere sopravvalutate. Il leader iraniano, l’ayatollah Sayyed Ali Khamenei, aveva avvertito gli Stati Uniti, che unirsi alla guerra israeliana contro l’Iran avrebbe causato all’America “danni irreparabili”.

Il regime israeliano aveva dato per scontato che, conducendo contro l’Iran una campagna militare in realtà carente ma con l’aspetto di una campagna a tutto campo, gli Stati Uniti si sarebbero trovati di fronte al fatto compiuto e sarebbero stati inevitabilmente coinvolti. Se così fosse stato, l’America avrebbe fatto per Israele ciò che Israele non avrebbe mai potuto fare da solo: rovesciare il governo iraniano.

Si trattava di una cospirazione che Israele riteneva impeccabile. In realtà si è rivelata una scommessa destinata a mandare Israele in bancarotta.

Iran stretto attorno alla bandiera

Il popolo iraniano, persino coloro che a volte erano stati critici nei confronti del governo iraniano, ora si stringe attorno alla bandiera. La solidarietà tra la popolazione sta fiorendo. I venditori offrono la loro merce a prezzi scontati. I medici specialisti offrono servizi gratuiti. La rabbia contro gli aggressori stranieri ribolle tra la popolazione iraniana. Nel frattempo, non mancano cibo, medicine o altri beni essenziali. La gente si riversa nelle strade per dimostrare la propria solidarietà con il governo e le Forze Armate.

I territori occupati da Israele si stanno trasformando in macerie. Gli israeliani se ne stanno andando a frotte. I Paesi arabi, che da tempo temono Israele, ora si rendono conto di quanto l’esercito del regime di Tel Aviv stia lottando contro gli attacchi iraniani. I leader occidentali chiedono all’Iran di “moderazione”.

Stretto di Hormuz, il collo di bottiglia nel Golfo Persico

In tutto ciò, l’Iran non ha ancora fatto ricorso alle numerose carte che detiene. Lo Stretto di Hormuz, il collo di bottiglia nel Golfo Persico attraversato quotidianamente da gran parte delle spedizioni internazionali di petrolio, è sotto il controllo iraniano. Usando questa carta, ed è solo una, l’Iran può causare danni che si faranno sentire fino alle stazioni di servizio in tutta l’America.

L’Iran ora ha non solo più opzioni a disposizione per rispondere, ma anche una maggiore determinazione di fronte a quella che considera una guerra esistenziale.

Ali Shamkhani, stratega militare e consigliere dell’ayatollah Khamenei, rimasto gravemente ferito ma poi ripresosi da un tentativo di assassinio da parte di Israele il primo giorno di guerra, ha dichiarato domenica qualcosa di molto importante: “Anche supponendo che gli impianti nucleari colpiti dagli Stati Uniti siano stati completamente distrutti, la partita non sarebbe finita, perché il materiale arricchito, il know-how interno e la determinazione politica rimangono. Ora, l’iniziativa politica e operativa – con il diritto alla legittima difesa – è detenuta da chi sa giocare d’astuzia ed evitare il fuoco indiscriminato. Altre sorprese arriveranno”.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

L'Iran ha cambiato le regole del gioco
L’Iran ha cambiato le regole del gioco

La variante impazzita può distruggere il sistema?

Videoconferenza del canale YouTube LA CASA DEL SOLE TV, trasmessa online in live streaming il giorno 5 luglio 2025.

Più o meno un secolo fa il film Metropolis metteva in scena il neo fordismo che ci ha accompagnato attraverso i decenni, fino alla quarta rivoluzione industriale premeditata da Klaus Schwab e da chi ne fa le veci. La buona notizia è che una variante a sorpresa può mandare in tilt anche il sistema più complesso. Dal film “Metropolis” a “Nirvana”, quali suggerimenti?. Ne parliamo con Valentina Ferranti, antropologa, scrittrice. Intervista a cura di Jeff Hoffman.

La variante impazzita può distruggere il sistema?

Nuovo dis-ordine mondiale tra Intelligenza Artificiale e paura diffusa

Videoconferenza del canale YouTube CASA DEL SOLE TV, trasmessa online in live streaming il giorno 4 luglio 2025

Per l’AIEA Teheran nascondeva qualcosa. Ma i documenti non si basavano su osservazioni oggettive, bensì sulle conclusioni del software d’intelligenza artificiale Mosaic. Questo software, progettato per individuare complotti terroristici analizzando un’infinità di dati, non si è limitato all’analisi, ma ha presentato segnali di allerta come certezze. Per la prima volta un’IA, progettata per individuare anomalie, è stata utilizzata per descrivere come realtà la preparazione della bomba atomica. Il software Mosaic è prodotto da Palantir Technologies, società di cui i principali clienti sono CIA, Pentagono, FDI e Mossad, ma anche la Direzione generale della Sicurezza interna (DSGI) francese. È di proprietà di Peter Thiel, amministratore del Gruppo Bilderberg, cittadino sudafricano, statunitense e neozelandese. I sionisti revisionisti, cioè i discepoli di Vladimir Jabotinsky – da non confondere con i sionisti tout court, aderenti alla corrente di Theodor Herzl – oggi, dopo quindici anni, sono riusciti a infiltrarsi nell’AIEA, di cui Israele non è membro, e a influenzarne il direttore, Rafael Grossi. Israele ha lanciato senza indugio l’operazione Leone Nascente (Rising Lion). Il presidente statunitense Trump ha battuto i pugni sul tavolo e gli aerei israeliani ancora diretti in Iran hanno dovuto interrompere la missione e tornare alle basi. È quindi possibile che nei prossimi mesi un leader israeliano riceva cattive notizie, dopo che, distrutto il programma di ricerca nucleare iraniano, The Donald ha privato il primo ministro israeliano Netanyahu dell’argomento usato per vent’anni a giustificazione della sua «guerra dei sette fronti». Come sta cambiando il mondo tra paura e iper tecnologizzazione? Ne parliamo con Margherita Furlan, giornalista e Valentina Ferranti, antropologa.

Nuovo dis-ordine mondiale tra Intelligenza Artificiale e paura diffusa

LO PSICOLOGO COME STRUMENTO DI CONTROLLO NEOLIBERALE

Di Claudia Candeloro

Prendersela con la psicologia oggi è come prendersela con la religione nel medioevo: il rischio di essere accusati di lesa maestà è altissimo.

Tuttavia, è un rischio che voglio correre.

Gli psicologi sono diventati i sacerdoti del neo-liberismo.

Cinquant’anni fa, se avevi un problema personale ti rivolgevi (gratis) al prete o, in qualche caso meno frequente, al sindacato o al partito.

Oggi se hai un problema, la soluzione che ti danno è una: vai (a 100 euro all’ora) dallo psicologo.

Mi sembra una delle manifestazioni più evidenti dello spappolamento della comunità: il problema è tuo, te lo risolvi a pagamento, la comunità espelle qualsiasi altra soluzione (ribadisco, gratuita) con la quale essa si possa fare carico del problema individuale.

D’altro canto, lo psicologo è lo strumento con il quale ti fanno capire che l’unica cosa importante al mondo è che quello che devi stare bene sei sempre e solo te, che la cosa importante è seguire solo i tuoi istinti e desideri.

Se, nel fare questo, fai un danno ai sentimenti di qualcun’altro o al tuo ambiente sociale, pazienza, sei tu la priorità.

Andranno anche gli altri dallo psicologo.

Personalmente, lo trovo uno degli strumenti peggiori con il quale si impone il neo-liberismo e l’individualismo nei rapporti interpersonali.

Temo che, per sconfiggere una tale macchina infernale, qualcuno deve iniziare a nominare questa cosa ad alta voce

Inizio io.

La psicologia è l’oppio dei popoli al tempo del neo-liberismo.

LO PSICOLOGO COME STRUMENTO DI CONTROLLO NEOLIBERALE
LO PSICOLOGO COME STRUMENTO DI CONTROLLO NEOLIBERALE

IL SIGNIFICATO DI ESSERE BUONI

di Daniel Santoro

IL PROBLEMA È CHE VOLETE UN GESÙ TOTALMENTE BUONO, PRIVO DI MACCHIA, INFALLIBILE E BUONO COME UN AGNELLO!

IL MAESTRO NON HA MAI DETTO DI ESSERE BUONI, MA DI PREDICARE PER IL BENE E NON HA MAI DETTO DI FARE I BRAVI, NON HA MAI DETTO CHE I BUONI ENTRERANNO NEL REGNO!

IL TERMINE UTILIZZATO, CARI MIEI, È ESSERE GIUSTI! ED ESSERE GIUSTI NON VUOL DIRE ESSERE BUONI A PRESCINDERE!

PUOI ESSERE UN BUONO, MA SE TI TIRI INDIETRO DI FRONTE AD UN INGIUSTIZIA, QUALSIASI ESSA SIA, NON FA DI TE UN ESSERE SUPREMO, MA UN ESSERE EGOICO E SE PENSI CHE ZAPPANDO SOLO IL TUO ORTO SEI APPOSTO COSÌ, SEI LONTANO ANNI LUCE DALLA GRAZIA DI DIO!

NON PARLATE DI RIBELLI E RIBELLIONI SE NON AVETE GIUDIZIO, LA LUCE È ANNI AVANTI DAI VOSTRI CONCETTI! LA LUCE È GIÀ ARRIVATA ALLA FINE ED È LEI A DETERMINARE IL PRINCIPIO E LA FINE..

LA FINE È IL PRINCIPIO E LA LUCE È GIÀ A CASA CHE ASPETTA CHI DICE CHE NON NE FARÀ MAI RITORNO..

BRANCOLATE NEL BUIO ACCECATI DALLA LUCE!

ILLUSI…

IL SIGNIFICATO DI ESSERE BUONI
IL SIGNIFICATO DI ESSERE BUONI