INIZIAZIONI: NON ESISTONO INIZIAZIONI ESTERNE

di Chiara Rovigatti

Una piccola precisazione su questo argomento così attuale soprattutto in questi ultimi tempi, dove sorgono “iniziatori” a dottrine antiche con la stessa facilità con cui un capo di stato assegna commende e cavalierati o un papa nomina beati e santi.

Che sia chiaro nessun umano pur saggio che possa essere, ma proprio nessuno si può arrogare il diritto di avere peculiarità interiori tali dal poterlo affermare: perchè ciò che è sacro viene trasmesso solo dal sacro e interiormente. La Porta può aprirla solo Lui perchè un umano, anche se considerato “santo” e dotato di certe facoltà, è sempre intaccato da quella Caduta che solo Uno non subì: ma si trattava della Seconda Persona della Trinità fattasi uomo per una precisa Missione.

E lo posso affermare con cognizione di causa in prima persona perchè nella mia lunga esistenza ed inesausta ricerca ho ricevuto una marea di iniziazioni (Massoneria, AGSACAC di Samael Aun Weor, Reiki, …) per rendermi conto che in realtà non ho fatto che sporcarmi ulteriormente peggiorando ed allungando il mio karma.

Padre, ma quanta pazienza devi avere con me?…

INIZIAZIONI: NON ESISTONO INIZIAZIONI ESTERNE
INIZIAZIONI: NON ESISTONO INIZIAZIONI ESTERNE

NON CONTRO IL MALE MA A FAVORE DEL BENE

a cura di Andrea Cecchetto

  • Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio (Vangelo secondo Matteo, 5, 38-39).
  • Occhio per occhio fa sì che si finisca con l’avere l’intero mondo cieco (Mahatma Gandhi).
  • Non parteciperò mai a manifestazioni contro la guerra. Chiamatemi quando organizzerete una manifestazione per la Pace! (Madre Teresa di Calcutta).
  • Coloro che combattono, non per Dio in se stessi, ma contro il diavolo negli altri, non riescono mai a migliorare il mondo, ma lo lasciano com’era, o qualche volta peggiore di com’era prima che cominciasse la crociata (Aldous Huxley).
NON CONTRO IL MALE MA A FAVORE DEL BENE
NON CONTRO IL MALE MA A FAVORE DEL BENE

IL FIUME

a cura di Carlo Weiblingen

“Sognavo di andare al Monte Kailash, dimora del dio Shiva.

Ed ecco che andai al Monte Kailash. Lì stava Shiva danzante. Egli m’insegnò a danzare e a dimenticare. Da allora sono come un fiume. Non mi trattengo più. E un giorno danzo nella luce e l’altro nell’ombra. Perchè luce ed ombra soltanto stanno dentro di noi.

Dal sacro Monte Kailash, nel Transhimalaya, oltre la linea delle piogge, discesi all’estremo del Capo Comorin, dove le acque di tre antichi mari si congiungono.

E oggi so che in ambo gli estremi vi sono templi.”

[Miguel Serrano – Le visite della Regina di Saba]

IL FIUME
IL FIUME

EVOLA: LA PIETRA NERA E L’ISLAM

a cura di Hanieh Tarkian

“L’omphalos, la pietra sacra, non è una ingenua figurazione della forma del mondo; il suo significato in greco di ombelico riconduce in genere – come si è detto – all’idea di “centro”, di “punto di stabilità”, in relazione, anche, con ciò che si può chiamare la geografia sacra: la “pietra sacra” appare spesso ritualmente in luoghi scelti – non a caso – come centri tradizionali in relazione ad un dato ciclo storico o ad un dato popolo – e ciò, col significato soprattutto di “fondamento dall’alto” quando, come spesso fu il caso, la pietra è “dal cielo” ossia un aerolito. A tale riguardo siano ricordati il lapis niger dell’antica tradizione romana e the stone of destiny, la pietra fatidica parimenti nera delle tradizioni celtico-britanniche, importante per la virtù, ad essa attribuita, di indicare i re legittimi. È lo stesso ordine di idee per cui in Wolfram von Eschenbach il Graal, come misteriosa pietra divina, ha anche il potere di rivelare chi è degno di rivestire la dignità regale”

(J. Evola, Rivolta contro il Mondo Moderno).

È molto interessante al riguardo il fatto che a La Mecca, presso la Ka’bah, luogo sacro per i musulmani, vi sia la Pietra Nera, che secondo le tradizioni islamiche Adamo ha portato con sé dall’Eden (quindi è una pietra paradisiaca) e riguardo a cui il Profeta disse: “La pietra nera è la “mano destra” di Dio sulla terra, chi la sfiora è come se sfiorasse la “mano” di Dio”. Inoltre si narra che quando si manifesterà il Mahdi presso la Ka’bah, si appoggerà alla pietra nera.

EVOLA: LA PIETRA NERA E L'ISLAM
EVOLA: LA PIETRA NERA E L’ISLAM

TAOISMO: UN REGNO SPIRITUALE TRANQUILLO E PACIFICO

di Felipe Guerra

La vita sostenuta dal taoismo è una vita artistica. Le persone vivono poeticamente sulla terra, vivono una vita poetica e si godono la vita senza restrizioni e appagamento. Il taoismo guida le persone a guardare al vasto mondo naturale e al lungo fiume della storia, e a trascendere il giusto e lo sbagliato, i guadagni e le perdite, l’onore e la vergogna di un momento o di un evento. Ciò richiede una mentalità calma e pacifica, indifferente alla fama e alla fortuna, e che accetti le cose come vengono.

Non forzare ciò che è passato, non evitare ciò che è arrivato, non essere felice per una vita materiale ricca, non preoccuparti di una situazione povera e semplice, non essere a disagio per i desideri personali, non essere emotivamente instabili e non incolpare gli altri per le disgrazie personali, e perseguire costantemente un elevato regno spirituale. Questo pensiero taoista può guidare le persone ad affrontare con calma i colpi di scena della vita, a sopportare coraggiosamente le inevitabili battute d’arresto e difficoltà, in modo da mantenere l’equilibrio psicologico e costruire una personalità sana. Che si tratti di un perdente o di un vincitore nella vita, si può sempre vivere in modo poetico e sano.

TAOISMO: UN REGNO SPIRITUALE TRANQUILLO E PACIFICO
TAOISMO: UN REGNO SPIRITUALE TRANQUILLO E PACIFICO

STIRB UND WERDE!

a cura di Gianluca Reale

“Goethe ha condensato in una parola la sua saggezza, il suo messaggio di vita: Stirb und werde! Muori e diventa! Muori: cioè non legarti a nessuna forma conchiusa e definita in quanto tale, non attribuire a nessuna forma conchiusa e definita un valore definitivo, muori ad ogni forma conchiusa e definita quando ne hai spremuto il succo di vita ch’essa conteneva per te. Diventa: cioè resta disponibile per tutte le metamorfosi ascendenti, realizzati come impeto creatore che di forma in forma ascende verso una chiarezza sempre più lucida, un’attività sempre più pura, un’armonia sempre più piena, una gioia sempre più intensa.

E finchè non hai questo: Muori e Diventa!”

STIRB UND WERDE!
STIRB UND WERDE!

ALEXANDRA DAVID-NEEL: VIAGGIATRICE DELL’INVISIBILE

di Lelio Antonio Deganutti

10 Giugno 2025

Alexandra David‑Néel: Viaggiatrice dell’Invisibile, Donna dell’Iniziazione, Donna oltre ogni ruolo
Alexandra David‑Néel non fu soltanto un’esploratrice. Fu un’iniziata, una filosofa, una ribelle dello spirito. Nata in un’epoca (fine Ottocento) in cui alle donne era precluso quasi tutto ciò che oltrepassava i confini del salotto o del confessionale, Alexandra scelse invece l’altrove: non l’esotico da cartolina, ma l’invisibile.
Il suo viaggio non fu mai solo geografico: fu un percorso iniziatico, volto a decifrare il linguaggio sottile delle realtà interiori, dove il confine tra materia e spirito si fa permeabile.
Fu buddhista e anarchica, cantante d’opera e orientalista, ma mai racchiusa in una sola definizione. Il suo sguardo, acuto e sacro, violava ogni frontiera imposta — di genere, di religione, di sapere — per fondare un nuovo paradigma: la donna che non cerca il permesso per conoscere, per accedere, per essere.

Lhasa: il centro del mondo sottile
Nel 1924 Alexandra entrò a Lhasa, la capitale del Tibet, camuffata da pellegrina mendicante, violando così il divieto assoluto imposto agli stranieri. Fu la prima donna occidentale a riuscirci.
Ma il suo obiettivo non era la conquista coloniale di un luogo geografico. Ciò che cercava a Lhasa non era una meta, ma una soglia.
Il Tibet per Alexandra era il cuore vivente di un sapere arcaico, una terra dove lo spirito non era metafora ma sostanza, dove la mente si esercitava non per dominare, ma per svanire. Era la prova estrema per chi cerca il reale oltre il reale. Lì incontrò lama, asceti, yogin, pratiche di tummo e di morte rituale, insegnamenti orali, viaggi interiori.
Nel vuoto gelido dell’Himalaya, Alexandra divenne partecipe del silenzio delle montagne, divenne ella stessa simbolo vivente di un sapere trasmesso non per istituzione, ma per risonanza.

Ponte tra i mondi: scritti iniziatici
I suoi scritti — Mystiques et magiciens du Tibet, La connaissance transcendante, Initiations lamaïques — non sono semplici reportage. Sono testi di soglia, libri-labirinto da attraversare più che da leggere, dove ogni pagina è insieme racconto, insegnamento e sfida all’identità ordinaria.
Alexandra non trascrive, trasmette. Chi la legge senza ascoltarla, fallisce. Le sue parole sono impregnate di simbolismo, sottilmente rivoluzionarie. Non addomestica mai il mistero: lo lascia bruciare come un incenso antico, e lo porge a chi è pronto a respirarlo senza paura.
Il suo linguaggio è iniziatico perché invita, inquieta, non consola. Chi vuole comprendere deve disfarsi: delle proprie certezze, del proprio io rigido, delle categorie duali. E deve accettare che il sapere autentico passa dal non sapere.
Alexandra David‑Néel non fu solo una donna che viaggiò in oriente. Fu una soglia vivente tra visibile e invisibile, tra occidente e oriente, tra sapere e intuizione. Non cercò la luce esterna, ma l’illuminazione senza palco, quella che si ottiene attraversando l’inferno interiore con occhi aperti e cuore spoglio.
Oggi, leggerla è ancora un atto iniziatico. Un invito. Un viaggio.

Tratto da: Nuovo Giornale Nazionale

ALEXANDRA DAVID-NEEL: VIAGGIATRICE DELL'INVISIBILE
ALEXANDRA DAVID-NEEL: VIAGGIATRICE DELL’INVISIBILE