La guerra dei leoni

di Marcello Veneziani

09 Giugno 2025

Da quando è stato eletto un Papa che ha deciso di chiamarsi Leone, altri leoni più bellicosi sono scesi in campo per sbranarsi tra di loro. C’è una storia grande che riguarda un Paese grande, Great America. E c’è una storia piccola che riguarda un Paese piccolo, ma solo di statura, l’Italia. Sto parlando del leone Donald Trump e del leone Elon Musk, e da noi, nel nostro piccolo, del conflitto pubblico tra Leoni padre, di nome di Silvio, e Leoni figlio di nome Simone, seguace di un altro più famoso Silvio, defunto. Storie diverse, imparagonabili, le due, sia per le dimensioni che per le motivazioni, ma che in vario modo ci toccano, e ci riguardano.
Dunque, la storia grande, quella stars and stripes, riguarda l’uomo più potente del mondo contro l’uomo più ricco del mondo. Scontro tra Titani. Entrambi leonini, abituati a esercitare il ruolo di re della foresta, esuberanti, un po’ pazzi, e uso la modica quantità nel definirli, per pura cortesia. Prima sodali, e grandi alleati, poi i rapporti sono precipitati, degenerati, fino alla rottura, qualche insulto, poi la probabile tregua. Li vedevi, il Lion President che parlava, seduto o al microfono, e il Lion Magnate che restava in piedi come un passante o un imbucato nella Sala Ovale o sul palcoscenico, spesso con un figlio a cavacece sul collo, cercando di attirare su di sé l’attenzione. Un’immagine spiazzante, che non aveva precedenti, curiosa e assai informale. Però quando li vedevi in faccia, li sentivi parlare, ma soprattutto conoscevi i loro curriculum e i loro temperamenti, la previsione sorgeva spontanea, anche senza bisogno di chetamina: ma quanto potranno durare insieme i due? Da una parte l’uomo che guida il mondo nel nome della Grande America e curiosamente annuncia di volersi dedicare al suo Paese e non al ruolo di arbitro mondiale ma tra paci che non si fanno, guerre che continuano, dazi che si annunciano, oggi più che mai è lui a dare la carte al mondo, e tutti anche magari per litigare devono vedersela con lui. Altro che ritorno a casa, in versione domestic, casereccia.
Dall’altra c’è un uomo che sta cambiando il mondo coi suoi satelliti, che vuole conquistare i pianeti, modificare il cervello umano, l’imprenditore più geniale e inquietante che ci sia sulla faccia della terra e forse nello spazio. Come pensate che potessero sopravvivere a lungo insieme? C’è poi da considerare un altro fattore, sicuramente decisivo. Da quando Musk è sceso in campo politico ha avuto solo guai, odio universale, linciaggi e boicottaggi, mal di Tesla paurosi (dai giganti della concorrenza fino ai Fratoianni). insomma ha capito che la politica non fa per lui, gli procura solo guai, soprattutto nella posizione di parafulmini di Trump. Fosse almeno lui il Presidente della Repubblica… Il mondo tifa perfino contro i suoi razzi, oltre che contro le sue auto e i suoi satelliti, tanto è l’odio planetario che ha accumulato. Poi c’è chi gli morde le caviglie anche nel suo stesso campo, pensate a Steve Bannon che vorrebbe cacciarlo perché extracomunitario, sudafricano e imbucato negli States. Insomma, era inevitabile. Certo, queste alleanze che si rovesciano, fanno molto male, e Trump non solo ha mezzo mondo e tre quarti d’occidente contro, ma persino i suoi presunti amici, Putin, Netanyahu e Musk, gli stanno creando guai a non finire. E magari dovrà rivalutare gli europei, i sudamericani e persino i cinesi e gli iraniani.
Non so come finirà, ma la previsione di molti è che il dissenso clamoroso rientrerà ma poi la freddezza subentrerà e non farà bene a entrambi per risalire la china. Alcuni prevedono o meglio sperano che la vicenda possa persino compromettere Trump e c’è chi invoca il terzo incomodo, il più silenzioso e felpato gattone, che sta lì acquattato nel suo ruolo di vice, J.D.Vance. Però non era possibile pensare che due Titani potessero durare a lungo in amicizia, uno seduto e l’altro in piedi, prima o poi sarebbe avvenuta una collisione.
Ora dopo aver parlato dei Gulliver, trasferiamoci a Liliput, e rientriamo nel piccolo di casa nostra. Dunque, un giovane Leoni fa il suo discorsetto alla kermesse di Forza Italia; un discorsetto che non rispecchia certamente la posizione politica del governo e dei partiti che lo sostengono, e soprattutto dei loro elettori, inclusi quelli di Forza Italia. Ma che magari non dispiace a Marina e Piersilvio Berlusconi, oltre che al nuovo alleato, Fedez. Attacca Vannacci ma in realtà sta attaccando suo padre, che la pensa come il Generale, è paracadutista e si riconosce in Dio, patria e famiglia. Antichi dissapori, conflitti trascinati nel tempo, il ragazzo dice dall’infanzia, si concretizzano in un parricidio appena dissimulato: si parla a nuora per parlare a suocera.
Suo padre decide di esplicitare il conflitto latente e di rispondergli pubblicamente, dalle colonne de Il Tempo; forse fa male, o forse no, non sono in grado di dire. Ma il risultato è che il Leoni padre difende Vannacci e attacca il Leoni figlio a mezzo stampa. Insomma i leoni si sbranano in pubblico senza pietà, il cucciolo attacca il vecchio leone, poi il padre Leone attacca il cucciolo. Parricidio rituale contro sacrificio rituale del figlio, entrambe figure contemplate nella storia sacra e nella mitologia, oltre che nella psicanalisi e in altri ambiti più vicini a noi. Sono conflitti assai frequenti e molti di noi padri ne sanno qualcosa, dolorosamente. Ruotano intorno a famiglie sfasciate, o maltenute insieme, genitori separati, figli coccolati ma sbandati, a volte viziati e soprattutto fragili e perciò aggressivi. Stiamo allevando una generazione di vetro, più trasparente e più frangibile delle precedenti, ma quando i figli vanno in pezzi le loro schegge poi feriscono. Non stabiliamo la regola che i figli progressisti, liberal e radical attaccano i padri conservatori, tradizionalisti e nazionalisti; a volte i conflitti sono a ruoli invertiti, i padri sono vecchi sinistrorsi, i figli sono giovani destrorsi. Ognuno ha diritto alle sue opinioni, anche se quelle del giovane Leoni andrebbero meglio coltivate nel versante opposto a quello in cui milita; mi sembra più vicino alla Schlein che al mite monarchico Taiani o al vecchio missino Gasparri. Berlusconi probabilmente non sarebbe stato con nessuno dei due, né col padre né col figlio ma avrebbe cercato di sedurli, di fare gag e avrebbe invitato il ragazzo a guardare più le ragazze che i Vannacci.
Comunque la partita doppia dei leoni, quella americana e quella nostrana, è una partita interna all’emisfero destro della politica italo-occidentale, e per questo tocca ancor più chi si riconosce in questo versante. Indica che ci sono molti problemi da affrontare, esuberanze di temperamento da smussare con realismo e umiltà, e anche senso autocritico, ci sono molti atteggiamenti da portare a coerenza. Ma se vogliamo trovare un peccato comune e un minimo comun denominatore in questa partita doppia, trovo una chiave di lettura: troppo individualismo, troppe creste alzate, troppo gallettismo (da non confondere col gallismo). Che è una malattia globale, soprattutto occidentale, assai frequente a destra ma in fondo trasversale. Giù la cresta, mettetevi talvolta nella criniera dell’altro prima di attaccare e giudicare. E poi non porta bene il detto Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora, giustamente Massimo Troisi diceva che preferiva vivere cinquant’anni da Orsacchiotto (ma nemmeno a quell’età poi giunse). Insomma non è detto che si debba vivere da leoni o da pecore, si può vivere da gazzelle, da fenicotteri, da zebre e da giraffe, senza mettere limiti al tempo. Siate più inclusivi, almeno da un punto di vista zoologico.

La Verità – 8 giugno 2025

La guerra dei leoni
La guerra dei leoni

LA VIA MAESTRA DEL VUOTO ASSOLUTO DI DIO ALTISSIMO

di Vincenzo Di Maio

Il vuoto assoluto di Dio Altissimo è ciò che la creazione divina esprime per mano diretta di Dio sulla terra, un vuoto che permea ogni cosa nel cosmo con la benedizione del verbo divino.

Stiamo parlando di un livello di maestria e dominanza che è stato sempre seguito dai saggi e dai maestri ascesi di tutte le epoche come di tutti i luoghi in cui sono apparsi, in questa quanto in quella sacra religione tradizionale, i quali come Gesù il Messia hanno trasceso il tempo e lo spazio per attraversare la soglia della morte, superandola come soggetto divino integro, che adesso attende la fine dei tempi ultimi astrologicamente concepiti come fine di un ciclo cosmico di creazione, al fine di poter ritornare in gloria per la battaglia finale.

Pertanto la Via Maestra del Vuoto Assoluto di Dio Altissimo è una via che assolve la funzione di purificazione da ogni attributo estraneo alla ascensione personale, tale che dischiude l’involucro arcontico imposto alla nascita per distruggerlo e risalire così nel cielo dei santi immortali.

In questo modo, colui o colei che si prefigge di liberarsi da questo ostruzionismo favorisce altrettanto la liberazione di altri accolti che attendono tale dono celeste, una liberazione che nei tempi ultimi che stiamo vivendo concerne l’intero pianeta terrestre di Urantia e riguarda in particolar modo il cammino del nostro Salvatore Promesso dall’escatologia profetica delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche che troveranno nell’Uno la soluzione finale agli antagonismi inutili e farraginosi delle rivalità religiose, al fine di unire l’umanità trascendendo ogni ostacolo che opprime lo sviluppo autentico della vera umanità.

Così per queste ragioni, non bisogna pretendere che il Salvatore Promesso sia visibilmente appartenente ad una delle sacre religioni tradizionali, in quanto lui stesso apparirà a volto coperto come era d’uso nei tempi antichi dell’umanità precedenti all’ultimo diluvio universale, poiché allora come oggi e come sarà domani, soltanto ai pochi eletti dell’umanità provenienti da tutto il mondo con spirito pneumatico sarà concesso l’onore di appartenere al nuovo olimpo celeste come anche di conoscere il vero volto di Dio.

LA VIA MAESTRA DEL VUOTO ASSOLUTO DI DIO ALTISSIMO
LA VIA MAESTRA DEL VUOTO ASSOLUTO DI DIO ALTISSIMO

IL QUADRO METAFISICO DELLA SFIDA ULTIMA

di Vincenzo Di Maio

Secondo il Primordialismo Visionario sulla terra vi è il Kristos della Verità, quale guida occultata da Dio Altissimo per condurre la triade degli angeli terrestri verso la salvezza e l’Anti Kristos che è l’istigatore dell’errore che conduce la triade dei demoni verso la perdizione, sorretto da Satana.

Un dualismo occultato dalla legge dell’Uno.

Poi ci sono gli angeli extraterrestri guidati dal Messia Gesù come da tutti i santi immortali ascesi e i demoni extraterrestri guidati da Lucifero il rettiliano e le sue armate volanti.

Infine gli angeli ultraterrestri guidati da Mikael e i demoni ultraterrestri guidati da Satana in persona.

IL QUADRO METAFISICO DELLA SFIDA ULTIMA
IL QUADRO METAFISICO DELLA SFIDA ULTIMA

Santa Caterina Emmerich e il Ponte Occulto tra Oriente e Occidente

 di Lelio Antonio Deganutti

8 Giugno 2025

Santa Caterina Emmerich e il Ponte Occulto tra Oriente e Occidente: Visioni, Profezie e il Ritorno del Cristo Vincitore

Santa Caterina Emmerich, mistica agostiniana vissuta tra il XVIII e il XIX secolo, è nota per le sue visioni mistiche straordinarie, che hanno suscitato l’interesse non solo dei credenti ma anche degli studiosi di esoterismo, simbolismo e teologia profetica. Le sue visioni, raccolte e trascritte da Clemens Brentano, spaziano dal racconto dettagliato della Passione di Cristo a scenari apocalittici e cosmologici, intrecciando elementi della tradizione cristiana con riferimenti sorprendenti a mondi lontani e misteriosi, come Agartha e il mitico Prete Gianni.

L’Ordine Agostiniano e l’Eredità Spirituale

Appartenente all’Ordine degli Agostiniani, come Papa Leone XIV – figura simbolica e profetica che nella visione escatologica rappresenta il successore spirituale di Leone XIII – Caterina Emmerich incarna una spiritualità fortemente ascetica e profetica. La sua vocazione si colloca in una linea spirituale che, partendo da Sant’Agostino, attraversa i secoli con un’attenzione profonda al mistero del male, alla battaglia escatologica e al destino ultimo della Chiesa e dell’umanità.

Papa Leone XIV, nella sua evocazione mistica, appare come il pontefice della soglia, colui che guida la Chiesa nel tempo del discernimento finale, dove la verità è minacciata e la luce sembra vacillare. In continuità spirituale con Leone XIII – il papa che lanciò l’“Esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli” – Leone XIV è visto come l’ultimo Leone, il custode della fede nel tempo della prova.

Visioni e il Mondo Nascosto di Agartha

In alcune visioni, dai toni simbolici e fortemente metaforici, Santa Caterina sembra alludere all’esistenza di civiltà nascoste e antichi regni dimenticati. Il riferimento a un “regno sotterraneo di luce”, governato da un re giusto e saggio, ha spinto diversi interpreti a collegare le sue immagini al mito di Agartha: la leggendaria città sotterranea situata, secondo la tradizione esoterica, nell’Asia centrale, centro di una sapienza primordiale custodita dai “Re del Mondo”.

In queste descrizioni, Agartha diventa non solo simbolo di un sapere occultato, ma anche ponte spirituale tra l’Oriente dimenticato e l’Occidente cristiano. Non si tratta tanto di geografia, quanto di una connessione interiore tra il cuore dell’uomo e i poli sacri del mondo, dove l’attesa del Ritorno si fa universale.

Il Prete Gianni: un’Eco Orientale del Cristianesimo Perduto

La figura del Prete Gianni, re-sacerdote cristiano che avrebbe governato un vasto impero cristiano in Asia, ritorna nelle visioni come simbolo di una cristianità perduta ma mai estinta. In Emmerich questa figura assume un valore archetipico: un cristianesimo orientale separato ma fedele, testimone silenzioso della verità nei secoli bui, pronto a riemergere alla fine dei tempi come alleato del Cristo vincitore.

In questa luce, il Prete Gianni potrebbe essere considerato un precursore del Leone XIV, un segno che l’Oriente non è perduto, ma attende anch’esso la pienezza della rivelazione.

Oriente Occultato e la Parusia

Le visioni della Emmerich parlano di un mondo invisibile che sostiene la storia visibile: un Oriente spirituale occultato, ma presente, che sarà chiamato a rivelarsi pienamente nel tempo della Parusia, il ritorno glorioso di Cristo. Questo ritorno non è solo la fine del tempo, ma la restaurazione di una verità universale che ricongiunge ciò che è stato separato: Oriente e Occidente, spirito e materia, visibile e invisibile.

Il Cristo che ritorna secondo Emmerich non è solo giudice, ma Re cosmico, vittorioso, che unisce i popoli, rivelando il senso ultimo delle storie umane e delle religioni, dissolvendo le menzogne dell’Anticristo e portando a compimento la battaglia della luce contro le tenebre

L’opera e le visioni di Santa Caterina Emmerich si prestano a molteplici letture: teologica, mistica, escatologica, simbolica. Esse propongono una visione del mondo dove la storia visibile è solo una parte del dramma cosmico in atto, dove il ritorno di Cristo si prepara anche attraverso il risveglio di antiche sapienze e il ricongiungimento delle radici separate.

In questa cornice, la figura simbolica di Papa Leone XIV si staglia come il pontefice della restaurazione, colui che riunisce le correnti disperse della cristianità, riconosce i semi della verità nel cuore delle civiltà dimenticate, e prepara la Sposa alla venuta dello Sposo.

In tempi di crisi e disorientamento, il messaggio profetico della Emmerich ci invita a non dimenticare che il divino agisce anche nel silenzio, nell’occulto, nel mistero, e che Oriente e Occidente sono destinati a riconoscersi fratelli sotto la corona del Re che viene: il Cristo vincitore.

Tratto da: Giornale Sera

Santa Caterina Emmerich e il Ponte Occulto tra Oriente e Occidente
Santa Caterina Emmerich e il Ponte Occulto tra Oriente e Occidente

L’EQUILIBRIO DELLA VITA

a cura di Felice Esposito

“Non voglio matriarcato, né patriarcato, né maschilismo, né femminismo.
Non voglio uguaglianza, perché non siamo uguali, e questa è la magia.
Voglio equità affinché entrambi ci rispettiamo e siamo liberi.
Nell’Universo sta scritto e la saggezza ancestrale lo sa.
La Donna è un essere che è stata fatta per Creare, l’Uomo è stato fatto per sostenere, per contenere questa Creazione, perché…
L’Uomo è Azione e la Donna è Creazione.
Il mascolino e il femminino danzano nel Cosmo, nella Natura e questo è l’equilibrio della vita.
Le donne sono coloro che educano gli uomini, i figli, i nipoti. La donna è la prima scuola, dato che la prima educazione che si riceve è quella materna. La donna ha la conoscenza dei misteri della creazione; lei conosce il mistero dell’origine della vita perché lei stessa è donatrice della vita attraverso la concezione. Se la Donna è sana può formare una famiglia e una comunità sana. Per cui la donna è colei che deve ricostruirsi per poter avere una società più giusta, equilibrata, saggia e armonica.”

Maria Quiñelén, Lawentuchefe (Donna Medicina Mapuche)

L'EQUILIBRIO DELLA VITA
L’EQUILIBRIO DELLA VITA

QUEL GRADO SPIRITUALE NASCOSTO

a cura di Giuseppe Aiello

Ibn Arabi scrive:

“Quanto ai più elevati tra gli uomini spirituali, i più grandi tra loro, quando viene loro affidata una missione, riescono a nascondere il loro grado spirituale agli altri, per apparire in un’apparenza che non tradisca il privilegio divino di cui godono; in questo modo, sanno combinare l’attributo della chiamata ad Allah con quello dell’occultamento del proprio grado spirituale.

Poi esortano gli esseri umani (ad esempio) citando gli hadith e le letture di libri sottili, così come con storie edificanti sui maestri spirituali, e in questo modo la gente comune li conosce solo come “narratori”, ma non come se stessero parlando dei propri stati personali causati dal loro grado di Suprema Prossimità”.

QUEL GRADO SPIRITUALE NASCOSTO
QUEL GRADO SPIRITUALE NASCOSTO

LA VERA NATURA DI BUDDHA

di Karma Tutob Gyatso

Ricorda la luce limpida, la pura luce bianca chiara da cui proviene tutto nell’universo, a cui tutto nell’universo ritorna; la natura originale della tua mente. Lo stato naturale dell’universo non manifesto. Lasciate andare alla luce chiara, fidatevi, fondetevi con essa. È la tua vera natura, è casa.

Guru Rinpoche

LA VERA NATURA DI BUDDHA
LA VERA NATURA DI BUDDHA

PREDESTINAZIONE E SALVEZZA

di Chiara Rovigatti

Assodato che non esiste la libera scelta ma la predestinazione perchè altrimenti si negherebbe l’onniscienza di Dio, il risultato porta a considerare che, ad esempio, che si aiuti o meno una persona, i karma sono legati solo per il fatto che si sia in contatto. Ormai il link è in atto: il nostro karma col suo ed il suo con il nostro. Come sono legati quelli che abbiamo con chiunque entriamo in relazione anche non direttamente visto che niente e casuale: pensiamo ai social network, i vicini di casa, i passanti per strada,…

È una rete immensa perchè tutto è entangled, non locale come si afferma nel buddismo.

Quindi non c’è differenza fra direttamente o presunto indirettamente. Sempre karma è.

In fin dei conti, se ci pensiamo, il karma è globale e nessuno se ne può chiamare fuori pensando di essere più o meno in relazione personalmente. Questo non ci rende meno esenti. Penso che l’eventuale coinvolgimento parziale e personale sia dovuto alla nostra perdita totale e unica di coscienza a seguito della Caduta che ci ha reso parzialmente ciechi, facendoci credere di essere più o meno coinvolti. La colpa è stata unica, ma crediamo che non tutti siamo toccati nella stessa maniera.

Per questo penso che i contatti, che siano o meno intensi, contino in fondo poco perchè di incarnazioni sulle spalle ne abbiamo forse centinaia e chissà quante volte ci siamo incontrati con la stessa persona a diversi modi di coinvolgimento: a volte rari, a volte intensi. Secondo me bisogna considerare invece la visione di insieme, ma non ci è purtroppo possibile.

Quindi, qualsiasi cosa si faccia per emendarci comunque non decidiamo noi per via della predestinazione. In fin dei conti anche il tikkun (la cabalistica rettificazione) non ha gran ragione di essere proprio perchè la nostra “decisione” di fare o non fare è già decisa a monte da Dio dato che quello che ci imbroglia è il non avere la visione d’insieme perchè questa è facoltà solo di Dio che decide per noi.

Alla fine tutti i nostri sforzi sono fatica inutile e fasulla…

Cristo pure lui era “predestinato” dal Padre che gli ha assegnato la Missione pur conoscendone il risultato finale incompleto, altrimenti che onniscienza sarebbe?

In fondo la vera condanna che abbiamo è quella di non sapere e di dover faticare per un risultato, di salvezza o colpa, già scritto.

Beh nostro Padre è stato davvero geniale!

Per concludere, pensiamo alla sottile dannazione del tikkun: sudiamo per un risultato già scritto a monte.

Il lila di Dio è machiavellico, e ce lo siamo meritato!

PREDESTINAZIONE E SALVEZZA
PREDESTINAZIONE E SALVEZZA

LA VIA IMMORTALE DEL TAOISMO

di Felipe Guerra

Il Taoismo è una filosofia che vede nella vita reale il punto di partenza per qualsiasi cosa. Nel processo di raggiungimento dell’obiettivo finale di diventare immortali, ci si impegna a costruire il mondo reale come un meraviglioso paradiso terrestre. Il Taoismo ha sempre sottolineato che la “via immortale” è inseparabile dalla “via umana”.

I taoisti devono accumulare meriti e virtù nella vita sociale e diventare un modello di riferimento socialmente riconosciuto per l’essere umano, in modo da poter sperare di diventare persone illuminate e libere.

L’antico detto “Non abbandonare la routine quotidiana finché l’innato non è dipinto” significa che dovresti essere nel mondo e trascenderlo, rimanere nella vita e sublimare la vita.
Si può vedere che il Taoismo ha prestato grande attenzione alla vita reale delle persone fin dall’inizio e ha una nobile tradizione, che è quella di insegnare alle persone a vivere meglio.

Nel processo di sviluppo a lungo termine, il taoismo ha sempre avuto come scopo la salvezza di sé stessi e degli altri. Si dice: “Coloro che apprezzano la longevità (intesa non solo come lunga vita ma come espressione della fusione della persona con la coscienza cosmica; Tao) dovrebbero iniziare da sé stessi, poi dalla loro città natale e infine dal mondo. Dovrebbero essere armoniosi nell’aspetto e nel gusto, ed essere in armonia con il Tao. Se uno desidera solo vivere per sempre, rimane a lungo nell’inazione, evita superiori e subordinati, non si cura della lealtà e della pietà filiale, non si preoccupa di aiutare gli altri, ed è parziale per le buone azioni e va contro il Tao, allora ha perso la sua virtù.

Anche se riesce ad abbandonare i piaceri di sé e dimenticare i piaceri dell’aspetto e del gusto, sarà come un albero morto e cenere. Qual è il valore di questo? Coloro che praticano il Taoismo dovrebbero essere a proprio agio senza pesi, armoniosi e costanti. Eterno ed immortale, significa, colui che aiuta in tutti i modi tutti gli esseri.

Questo tipo di longevità è importante. La longevità è difficile da Arrivano, ed è dovuto alla lealtà, alla pietà filiale, alla benevolenza e alla rettitudine. Coloro che sono leali, benevoli e giusti beneficeranno tutte le cose e le loro vite saranno prolungate.

Questo passaggio mostra chiaramente che i taoisti devono accumulare meriti e virtù nella vita per avere la speranza di diventare immortali. Se si preoccupano solo della propria longevità e abbandonano la vita sociale, non saranno diversi da alberi morti e ceneri e perderanno il loro valore come esseri umani.
Wang Changyue (22), un famoso maestro taoista della dinastia Qing, disse: “Se vuoi coltivare la via dell’immortalità, devi prima coltivare la via dell’umanità; se non hai coltivato la via dell’umanità, la via dell’immortalità è lontana”. Huang Shang, un maestro taoista di alchimia interiore della tarda dinastia Qing, disse: “La via è nell’etica e la virtù è nel cuore. Non devi praticare da solo e sederti da solo a cercare l’elisir dell’immortalità”.

Solo adempiendo bene alle responsabilità sociali di essere un essere umano, diventando una persona utile alla società e una persona di elevata moralità, si può parlare di coltivare l’immortalità e di seguire la via.

Ge Hong (15) stabilisce più specificamente: “Se si desidera diventare un immortale terreno, si devono compiere trecento buone azioni; se si desidera diventare un immortale celeste, si devono compiere milleduecento buone azioni. … Se non si sono accumulate abbastanza buone azioni, anche se si prendono elisir, non servirà a nulla”.

LA VIA IMMORTALE DEL TAOISMO
LA VIA IMMORTALE DEL TAOISMO