Personaggi del mondo trumpiano, come Laura Loomer, Sean Davis, o ancora il vecchio Steve Bannon, hanno criticato l’elezione di Leone XIV, definito “marxista e globalista” o anche “marionetta marxista come Bergoglio”.
[La destra americana è davvero convinta che esista un potere occulto mondiale “marxista”, o fanno finta di crederlo?].
Questo conferma ancora una volta che Prevost è stato ben lungi dall’essere il candidato americano desiderato e “comprato” da Trump.
Dunque, sappiamo della donazione di 14 milioni elargita al Conclave e alla Chiesa (atto trasparente e legittimo, non una mazzetta a singoli cardinali), e che questo nella diplomazia sottobanco avesse il fine a suo modo di “ammorbidire” il ‘Sacro Collegio’ è una cosa più che verosimile (per quanto si trattasse di una donazione legittima).
Il punto è che se questa era la strategia di Trump per influenzare in anticipo il Conclave si è rivelata rozza: fra il venditore yankee e la scaltrezza millenaria di un’istituzione chiusa come la Chiesa (che vanta tra l’altro il migliore servizio segreto al mondo) non ci può essere storia.
A margine è girata l’osservazione che la stramba uscita di Trump autorappresentosi come l’Arcano V dei Tarocchi, alias il Papa, pochi giorni dopo la morte di Bergoglio, volesse alludere a questa sua sperata acquisizione di una sua marionetta a pontefice. Può essere solo oggetto di speculazione, però ex post questa idea prende un suo senso. Ciò detto, se fosse vero, questa sua boutade, connessa con la fissa comunicativa tutta “QAnon” di disseminare online simboli e prove anticipatorie, potrebbe addirittura essergli costata l’intera operazione. In altri termini, se anche fosse vero il tentativo di ingerenza trumpiano, questo gesto anticipatorio potrebbe avere “bruciato” il suo candidato in pectore, che poteva essere solo il cardinale Dolan, arcivescovo di New York e trumpiano.
Non sappiamo, per definizione, che ordini di scuderia e accordi si siano svolti fra Santa Marta e la Cappella Sistina, ma la convergenza dei voti dei cardinali, compresi quelli americani, non è andata al candidato trumpiano, ma ad un altro, per quanto per metà statunitense (ha passaporto peruviano da vent’anni).
Questo dimostra che la Chiesa, per quanto storicamente abbia nel passato subito le ingerenze di poteri temporali esterni vari e dipendenti dalle epoche (nobiltà romana, Impero etc.) è ancora una potenza solida e quando vuole relativamente impermeabile verso influenze esterne (altro che “Massoneria” nella Chiesa, pretesto polemico dei conservatori contro il cambiamento).
La Chiesa è ancora – ci piaccia o no – uno dei grandi poteri al mondo e sa a farsi rispettare anche rifilando un pacco al Presidente (il Potus, vi ricordate?).
Piuttosto vale considerare che da Giovanni Paolo I gli italiani, che pure sono ancora la maggioranza relativa nel collegio cardinalizio, non riescono a eleggere un cardinale italiano, segno non solo delle divisioni interne ma anche della perdita di centralità dell’Italia nelle dinamiche della Chiesa “universale”.
L’Unione Europea appare smarrita e impotente, intrappolata tra retoriche belliche e fedeltà burocratica, mentre la realtà geopolitica la travolge. Il sogno europeista si infrange: decisioni caotiche, panico neoliberale e subalternità agli USA segnano il suo declino politico ed economico.
Il canto del cigno del mostro di Bruxelles*
L’Unione Europea emette gli ultimi rantoli vitali, ormai definitivamente espulsa dagli avvenimenti storici. Si sovrappongono i giuramenti di fedeltà dei burocrati agli enti sovranazionali di loro competenza, senza che questi abbiano alcun legame con il territorio di provenienza o con un’immaginaria nazione europea, e i proclami dei Capi di Stato e di governo noncuranti dei reali interessi delle loro popolazioni.
Un cortocircuito schizofrenico scaturito dal panico improvviso che ha colto la classe dirigente neoliberale, abituata a vivacchiare con le imposizioni costituzionalizzate dei vincoli di mercato.
Privati del pilota automatico, nei giorni in cui torna preponderante la centralità della decisione politica, gli alti funzionari del castello europeo si disperdono tra sguardi smarriti e frenetiche riunioni d’emergenza che restano sorde e afone perché prive di alcuna influenza.
Una dissociazione clinica non derivata solo dai tratti psicotici delle personalità in questione, certo selezionate, data la natura paranoica e demenziale degli organi che presiedono, con accurato riguardo alla loro potenziale sociopatia, ma connaturata all’impianto ideologico dell’Unione Europea. Occorre ogni tanto ricordare perché la UE non è assimilabile a quello che vorrebbe ancora essere l’ONU, ormai sminuito a involucro non deliberante grazie all’impunità legalizzata di Israele che può ignorare nel sangue le sue risoluzioni.
Il cosiddetto “sogno” europeo, immagine fantasmagorica dell’europeismo venduto come merce, si infrange nell’improvvisa apparizione della realtà sulla quale si è sempre basata la genesi ideologica dell’Europa unita: da un lato la costituzionalizzazione dell’economia di mercato, requisito essenziale della prassi neoliberale, tesa a spoliticizzare la società e a depotenziare il conflitto di classe, con l’elevazione del consumatore a esempio virtuoso di cittadinanza attiva, e dall’altro l’argine all’attrattiva sovietica, non tanto minacciosa per le sue mire militari, ma soprattutto per il fascino esercitato su gran parte della popolazione occidentale.
Il vecchio armamentario propagandistico incentrato sulla narrazione antisovietica è stato rispolverato allorquando la Russia si è rifiutata di assecondare le provocazioni occidentali, rese manifeste dalle attività espansionistiche della Nato.
L’applicazione letterale dei vademecum russofobi ha generato quel fanatismo bellico talmente spinto dal non considerare i reali interessi degli stati europei, in primis della Germania che sostanziava la propria prosperità economica attraverso lo scambio commerciale con la Russia.
A seguito delle farneticazioni della stampa e dei funzionari europei sulla necessità di una guerra a oltranza con il “mostro” Putin, sulla crisi dell’economia russa a seguito delle sanzioni e sulla certa vittoria bellica grazie ai rifornimenti di armi alle pattuglie dei coscritti ucraini, l’Unione Europea si ritrova oggi in stato ipocinetico, costretta a muoversi zoppicando solo grazie a un corrimano, immobilizzata dall’atto di forza degli Stati Uniti d’America che, in quanto legittimi promotori dell’ostilità bellica, concordano le condizioni di resa dell’Ucraina direttamente con la Russia.
Il suolo ucraino così sarà spartito con la restituzione delle terre abitate dai russi alla casa madre e con il resto messo a disposizione del capitalismo predatorio a stelle e strisce che lo piegherà ai propri interessi di profitto.
Nel frattempo, i tecnocrati europei, ipnotizzati dal fervore guerresco e riuniti in manieristici conclavi dove possono ululare alla luna, straparlano di armamenti, di difesa comune, di prosecuzione delle battaglie fino alla vittoria, quando il conflitto si è chiuso da mesi con l’inevitabile vittoria russa.
E, nel surrealismo politico tipico dell’era neoliberale, l’azionista di maggioranza della consorteria burocratica Mario Draghi annuncia in grande stile le condizioni di riscatto dell’Unione. Manco a dirlo il patto di stabilità potrà essere soprasseduto solo per ciò che concerne la corsa agli armamenti ma senza un intervento della Bce, che, al contrario, dovrà continuare a tenere i rubinetti ermeticamente chiusi, In più, auspica più deregulation e meno dazi interni così da stimolare una nuova ondata colonizzatrice statunitense e foraggiare più delocalizzazioni, lì dove il costo del lavoro asseconda la fame da schiavitù.
Insomma, con determinazione, si vorrebbe proseguire nell’incantato percorso che ha portato al disastro politico, economico e sociale del trentennio europeista. In una sorta di autismo filosofico i proponimenti programmatici in gestazione non si discostano dai protocolli istituzionali immaginati dai pensatori nostalgici dell’Impero austroungarico, che delinearono la codificazione normativa del pensiero neoliberale.
A ogni sconquasso provocato da quelle politiche si risponde con una recrudescente riproposizione delle stesse ricette, in quella che Federico Caffè definì la spirale neoliberista. Con l’arrivo di Trump difatti non si è chiusa l’era della dittatura dei mercati, anzi, si è provveduto a un’accelerazione del progetto capitalista di sostituzione della classe politica.
Sotto questo aspetto la dottrina esistenziale della Silicon Valley fungerà da trait d’union tra il tecno-autoritarismo di Trump, il cosmopolitismo totalitario dell’esportazione democratica e il rigorismo di bilancio dei tecnocrati europei.
Quel progetto di emancipazione individualista, così affine all’ideale piratesco della frontiera che non concepisce regole, comunità e classi, svilupperà un nuovo ordine concettuale al quale anche i democratici più sognatori si adegueranno. Soprattutto in Italia, luogo nel quale il Partito democratico rappresenta comunque l’asse centrale dell’equilibrio politico mercantilistico.
Non sarà difficile trovare, col tempo, un Trump progressista così come a suo tempo si trovò in Clinton un Regan affrancato dalla retorica neo-puritana.
Sicuramente ciò a cui assistiamo è il canto del cigno del fanatismo europeista, quell’ideologia oscurantista che ha contribuito in maniera decisiva a spogliare le popolazioni dalle garanzie sociali previste dalle costituzioni, a spoliticizzare le società nel nome di un’arbitraria giustizia di mercato a difesa degli investitori privati e a privatizzare i beni pubblici, protetti un tempo dalle dinamiche di profitto dell’economia di mercato.
Non resta che contrastare con tutte le forze a disposizione la riorganizzazione autoritaria del variegato mondo liberale che vedrà destra e sinistra, come sempre, unite nel reprimere qualsiasi tentativo di riscossa popolare ispirato all’orizzonte socialista e progettare, riabilitando una cultura d’opposizione sociale e politica, la conquista dello Stato.
Il che non equivale a concorrere, in quota parte, a futuri o possibili esercizi di governo nella logica dell’alternanza liberale.
È possibile pensare per migliaia di anni, è possibile scrivere biblioteche intere, inventare milioni di teorie e tutto questo nel sonno, senza alcuna possibilità di risveglio. Al contrario, queste teorie e questi libri inventati e scritti da gente addormentata, avranno semplicemente l’effetto di trascinare altri uomini nel sonno, e così di seguito. Non vi è niente di nuovo nell’idea del sonno. Fin dalla creazione del mondo, è stato detto agli uomini che essi erano addormentati e che dovevano svegliarsi. […]
E così vanno le cose, senza che gli uomini abbiano la minima idea di tutto quel che perdono a causa del loro sonno. Ogni cosa vi prende parte: l’involontaria imitazione degli adulti da parte del bambino, le suggestioni volontarie o involontarie e la cosiddetta ‘educazione’. Ogni tentativo di risveglio da parte del bambino è stroncato sul nascere. Quanti sforzi più tardi per svegliarsi! E di quanto aiuto si avrà bisogno allorquando migliaia di abitudini, che spingono al sonno, saranno state accumulate. È rarissimo potersene liberare. Nella maggior parte dei casi, fin dalla prima infanzia, l’uomo ha già perso la possibilità di svegliarsi: egli vive tutta la sua vita nel sonno e muore nel sonno. Inoltre, molta gente muore assai prima della morte fisica.
Le possibilità dell’uomo sono immense. Non potete neppure farvi un’idea di ciò che un uomo è capace di raggiungere. Ma nel sonno nulla può essere raggiunto.
Nella coscienza di un uomo addormentato, le sue illusioni, i suoi ‘sogni’, si mescolano alla realtà. L’uomo vive in un mondo soggettivo al quale gli è impossibile sfuggire. Ecco perché non può mai fare uso di tutti i poteri che possiede e vive sempre soltanto in una piccola parte di sé stesso.
(P.D. Ouspensky – Frammenti di un insegnamento sconosciuto)
Il Tao Te Ching (7) afferma: “La purezza e la tranquillità sono la giusta via per il mondo”. Sebbene tutte le cose nell’universo siano complesse e infinite, alla fine torneranno al loro stato originale di silenzio e nulla. Il Tao Te Ching dice: “Tutte le cose tornano alle loro radici. Tornare alle radici si chiama tranquillità. Questo si chiama ritorno al destino.”
Sebbene le persone provino gioia, rabbia, tristezza e felicità, torneranno anche loro alla natura originale, alla tranquillità e chiarezza. Pertanto, il “Tao Te Ching”(7) propone di raggiungere il massimo del vuoto e mantenere l’immobilità assoluta; inteso come silenzio interiore durante la meditazione.
Anche il taoismo ha un classico che tratta specificamente di purezza e tranquillità: il “Classico della purezza e della tranquillità”(10).
Il testo dice: “Il limpido è la fonte del torbido, e il mobile è la base dell’immobile. Se le persone riuscissero a essere sempre limpide e immobili, il cielo e la terra sarebbero loro”.
Se riesci a mantenere uno stato mentale limpido e calmo verso tutto ciò che ti circonda, sarai in grado di comprendere la via del cielo e della terra. Ogni forma di vita cresce dallo stato di “immobilità” e rigenera le sue funzioni vitali a partire da tale stato. Un seme o un germe sboccerà silenziosamente in un fiore e crescerà fino a diventare un alberello.
Per preservare la vita e la vitalità umana sono necessari anche riposo e recupero, per questo il taoismo raccomanda di considerare la natura come base e la tranquillità come fondamento. Se una persona riesce a sforzarsi di essere vuota e tranquilla nella vita, cioè a sforzarsi di raggiungere il massimo del nulla e della solitudine, a mantenere quel livello di tranquillità e inazione, e ad abbandonare la complessità degli affari mondani e a lasciare che la mente ritorni alla tranquillità, allora naturalmente avrà una vita felice e pacifica e avrà anche gli elementi fondamentali della vita e della salute.
Solo la tranquillità e la pace possono conformarsi alla verità ultima. Huangdi (l’imperatore giallo) (11) una volta chiese ad un saggio quale fosse la verità ultima del monte su come coltivare sé stessi e raggiungere la longevità.
Il saggio rispose: “L’essenza della verità ultima è oscura e confusa; la verità ultima è fioca e silenziosa. Non vedere né sentire, mantieni lo spirito immobile e il corpo sarà naturalmente eretto. Devi essere immobile e limpido, non affaticare il corpo e non scuotere lo spirito, allora potrai raggiungere l’immortalità. Gli occhi non vedono nulla, le orecchie non sentono nulla, il cuore non sa nulla, la dea custodirà il tuo corpo e il corpo raggiungerà l’immortalità”. Vale a dire che non è necessario vedere o sentire, ma basta concentrarsi sull’essere lucidi e silenziosi, e il corpo si muoverà naturalmente verso la strada giusta. Devi essere calmo e lucido, non affaticare il corpo e non scuotere lo spirito, allora potrai raggiungere l’immortalità in modo naturale. Quando gli occhi non vedono e le orecchie non sentono, la mente non pensa (non si è influenzati dai propri sensi). Lo spirito si fonderà naturalmente con il corpo e il corpo raggiungerà l’immortalità. Non vacillare nella tua determinazione e non lasciarti influenzare da fattori esterni. Usare troppo la mente è la causa principale dei disastri.
Qui il saggio disse a Huangdi che lo scopo del Tao è la longevità e che per raggiungere la longevità la cosa più importante è “abbracciare lo spirito con tranquillità”, cioè lasciare che la mente ritorni alla tranquillità. Come possiamo raggiungere la pace e la tranquillità? Significa non raggiungere “nulla da vedere con gli occhi, nulla da sentire con le orecchie e nulla da sapere con la mente”.
Laozi (5) una volta avvertì: “I cinque colori rendono le persone cieche; i cinque suoni rendono le persone sorde; i cinque sapori rendono la bocca delle persone insensibile; la caccia rende i cuori folli”. Perciò Laozi disse: Solo mantenendo “purezza e tranquillità” si può “fare del bene al mondo”. Lo stato di tranquillità è l’obiettivo che tutti dovrebbero perseguire ed è la perfetta incarnazione della grande via. Solo comportandosi in questo modo e mantenendo una buona salute si può raggiungere il successo.
La tranquillità fa bene alla salute mentale e fisica.
La salute della vita dipende innanzitutto dalla mentalità e dalle emozioni di una persona, che nella coltivazione taoista costituiscono il suo carattere. Raggiungere la pace della mente e la tranquillità dello spirito attraverso l’auto-coltivazione porterà benefici alla salute fisica e mentale.
Il silenzio può rendere pacifici i cuori delle persone, il silenzio può rasserenare lo spirito delle persone, il silenzio può rendere le persone calme e lucide.
Quando lo spirito è calmo, il cuore è in pace; quando il cuore è in pace, lo spirito è completo. Se una persona riesce a essere calma, pacifica e tranquilla, avrà raggiunto un elevato livello di standard morale. Vivrà una vita naturale e pacifica e non sarà disturbato da fattori esterni. Non importa quale sia l’ambiente in cui vive, non sarà mai preoccupato o angosciato. Se vuoi vivere liberamente, devi prima avere un cuore libero. Se vuoi essere calmo e composto, devi prima avere un atteggiamento calmo e composto nei confronti della vita. Anche se ti trovi in un ambiente difficile e devi perseguire il profitto per sopravvivere, non puoi rinunciare al tuo carattere morale per fama e fortuna. Dobbiamo approfondire la nostra coltivazione e lasciare che la nostra tranquillità interiore resista alle tentazioni esterne. Una persona dal cuore calmo riesce spesso a vedere oltre l’apparenza superficiale e a cogliere direttamente l’essenza, riuscendo così a prendere decisioni e prendere giudizi corretti. Zhuangzi (12) disse anche che la tranquillità, il silenzio, l’inazione, il vuoto e la tranquillità sono il fondamento del cielo e della terra e l’essenza della moralità. Un saggio tranquillo e inattivo è semplice e accomodante. Solo quando è semplice e accomodante può essere tranquillo e indifferente. Le preoccupazioni e gli spiriti maligni non lo invaderanno.
Pertanto, egli può essere moralmente perfetto senza perdere il suo spirito e la sua energia. Solo così potrà liberarsi dai disastri e dai gli impegni materiali.
Quando si è vivi, si è spensierati e si fluttua nel mondo; quando si è morti, si è silenziosi come se si stesse riposando, senza pensieri e progetti, brillanti ma non ostentati, onesti ma senza accordi precedenti, senza sogni nel sonno e senza tristezza nella veglia, rinfrescati per tutto il giorno; l’anima non è mai stanca, pura ma non confusa, determinata ma non mutevole, indifferente e inattiva in accordo con la natura, questo è il modo migliore per nutrire lo spirito e proteggere l’energia. Per raggiungere la verità ultima, bisogna avere un cuore puro e in pace, e questo è ciò a cui spesso ci riferiamo con il detto: “Senza tranquillità, non si possono raggiungere obiettivi di vasta portata; senza indifferenza, non si possono chiarire le proprie ambizioni”. Mantenere la tranquillità mentale significa custodire nel proprio cuore la verità, la bontà, la bellezza, la positività e l’ottimismo.
Il capitolo 31 del Tao Te Ching (7) afferma: “La tranquillità è la cosa migliore”.
La tranquillità può aiutare a curare le malattie.
Il signor Chen Yingning ha riassunto nel suo libro: “Domande e risposte sul metodo terapeutico degli esercizi silenziosi”. Per tutte le malattie causate dalla perdita dell’essenza originale, come vertigini, gonfiore cerebrale, vista offuscata, tinnito, palpitazioni, timidezza, insonnia, incubi, confusione emotiva, smemoratezza, pesantezza nella parte superiore del corpo e leggerezza in quella inferiore, muscoli sottili, nutrizione insufficiente da piccole quantità, indigestione da grandi quantità, intolleranza alla fatica sul lavoro e mancanza di interesse per la vita, questi sintomi sono difficili da curare assumendo farmaci e gli esami fisici non possono determinare dove si trovi la malattia. L’unico modo per il paziente è riprendersi facendo esercizi tranquilli da solo.
Non molto tempo fa ho letto un articolo sul giornale che parlava degli effetti terapeutici della meditazione.
L’articolo sostiene inoltre che la meditazione è comoda, facile e gratuita e apporta grandi benefici alla mente e al corpo. È utile per rafforzare il sistema immunitario, regolare il cuore e la pressione sanguigna; può alleviare efficacemente il dolore cronico e contribuire a curare il cancro.
Perché gli esercizi statici possono essere utili nel trattamento di alcune patologie? Il taoismo crede, sia in teoria che in pratica, che quando la mente è calma, lo spirito è chiaro; quando la mente è calma, lo spirito è concentrato; quando la mente è vuota, lo spirito è custodito; e quando la mente è vuota, lo spirito è vivo. La chiave è la parola “spirito”. Quando c’è lo “spirito”, il corpo sarà sano.
Ecco perché quando si descrive la propria salute si dice sempre che una persona è di buon umore.
Così, nei tempi antichi, c’era un uomo di nome Guo Bokang che incontrò un immortale che gli insegnò l’arte della preservazione della salute e lo avvertì: “Quando sei malato, il tuo cuore lo sa, e quando il tuo corpo è malato, il tuo cuore può guarirlo; quando la mente è calma, anche il corpo è calmo, e quando la mente è eccitata, si manifesterà anche la malattia”.
A questo proposito, il signor Chen Yingning ha anche affermato: Le persone hanno nel loro corpo una naturale capacità di resistenza alle malattie, ma a causa della debolezza fisica o di altri ostacoli, questa capacità di resistenza alle malattie non può essere esercitata.
Lo scopo dell’esercizio statico (meditazione seduta o in piedi) è quello di aiutarlo a eliminare gli ostacoli, ripristinare i suoi istinti e far emergere la sua forza originale.
Si spera che allora la malattia guarisca gradualmente.
La tranquillità può aiutare a far crescere la saggezza.
In “Seduto e oblio”(testo taoista) si legge:
“La mente è la padrona del corpo e la guida di tutti gli spiriti. Quando è ferma, nasce la saggezza; quando è agitata, nasce la confusione”.
La “saggezza” si ottiene da un lampo di ispirazione nella quiete. Pertanto, negli insegnamenti taoisti esiste un principio pratico di “conoscere la propria mente e vedere la propria natura”, che considera la purificazione della mente come primo metodo.
Sostiene che bisognerebbe mantenere la mente lucida e tranquilla in ogni momento, e non lasciarsi oscurare da tutti i tipi di illusioni; dagli affari mondani.
Bisognerebbe sempre essere come il vuoto, liberi e a proprio agio. Si dice nel taoismo: “Finché sei libero dalla mente, libero dai pensieri, non sei attaccato a nulla, sei chiaro e calmo, senza nulla che ti disturba dentro e fuori, allora vedrai la tua natura.”
La cosiddetta mente libera dai pensieri e distaccata significa che la mente non è macchiata dalle condizioni esterne. Tuttavia, mantenere una mente lucida è solo il primo passo per coltivare la propria natura.
Yin Zhiping della dinastia Yuan disse: “Quando i desideri materiali sono completamente eliminati, la natura di una persona è vuota. Questo è ciò che i maestri Zen (13) chiamano vuoto e silenzio; che poi è la purezza e la tranquillità.
Per questo motivo il “Tao Te Ching”(7) afferma che “la pesantezza è la radice della leggerezza e la tranquillità è la maestra dell’irrequietezza”.
La pesantezza può frenare la leggerezza e la tranquillità può dominare l’irrequietezza. Se sei frivolo, perderai le tue radici, sarai disprezzato dagli altri e sarà difficile essere rispettato.
Se sei impaziente, perderai l’iniziativa e sarà difficile realizzare qualsiasi cosa. Solo restando immobili, come l’acqua, si può diventare limpidi.
Nel suo libro “Guida taoista alla preservazione della salute”, il signor Xiao Tianshi afferma: “È importante che le persone abbiano una mente calma e uno spirito limpido”.
Quando la mente è calma, ci si sente a proprio agio e nulla può disturbarci.
Quando lo spirito è limpido, si è luminosi e limpidi e niente può allontanarci dalla nostra vera natura.
Osserva ogni cosa in un momento di calma e troverai naturalmente il controllo su ogni cosa; osserva ogni cosa con chiarezza e troverai naturalmente la primavera in ogni cosa. Le parole “tranquillità” e “pace” possono giovarti per tutta la vita.
Praticare il taoismo e la tranquillità non serve solo a preservare la salute, ma soprattutto perché “la tranquillità può aumentare la saggezza, la quiete è fondamentale per sperimentare il Tao (2).
Nel conflitto in corso con il Pakistan, l’India ha appena subito una delle peggiori perdite aeree della sua storia. Un colpo devastante che non ha solo scosso Nuova Delhi, ma ha anche scosso gli ambienti della difesa globale. Per la prima volta in assoluto, il Pakistan ha schierato caccia e sistemi di difesa aerea di fabbricazione cinese in una vera battaglia contro l’India. I risultati sono stati sconcertanti: cinque dei velivoli indiani più avanzati e costosi sono stati abbattuti. Non si è trattato solo di un attacco contro l’India, ma è stato un duro colpo al prestigio della tecnologia militare occidentale.
Negli ultimi giorni, l’industria della difesa cinese è stata catapultata sotto i riflettori mondiali, mentre le azioni delle aziende di difesa occidentali sono crollate.
Gli eventi del conflitto
L’India ha lanciato una grande offensiva aerea chiamata “Sindhur”. Tra gli obiettivi presunti campi di miliziani in Kashmir e intorno a Muzaffarabad. È stata una campagna rapida e aggressiva che ha coinvolto caccia francesi Rafale, MiG e Sukhoi russi, droni israeliani Heron, missili SCALP e bombe a guida di precisione.
L’attacco ha causato la morte di almeno 26 pakistani, tra cui una bambina di tre anni, e 46 sono rimasti feriti. Oltre al dramma delle vittime, la notizia è che non un solo aereo indiano è tornato dalla missione. Infatti, il Pakistan ha annunciato rapidamente l’abbattimento di tre caccia Rafale, un MiG-29, un Su-30 e un drone Heron. Si tratta di velivoli di prima qualità, l’orgoglio dell’aeronautica militare indiana. Altra notizia, questa è la prima volta che un caccia Rafale viene abbattuto in combattimento diretto, un duro colpo per la Francia e per il produttore Dassault Aviation. Vale la pena ricordare che questi aerei non sono stati abbattuti da F-16 americani o da sistemi russi, ma da armi cinesi.
Nel conflitto ancora in corso, il Pakistan ha schierato sistemi di difesa aerea cinesi all’avanguardia come HQ-9B, HQ-16, LY-80 e ha utilizzato caccia da combattimento cinesi tra cui J-10C e JF-17 Thunder, tutti prodotti dalla cinese Chengdu Aircraft Corporation. Non è andato perso un solo jet pakistano. Non è stata distrutta una sola batteria di difesa aerea cinese. Un’operazione impeccabile, con zero perdite militari.
Lo stesso giorno dell’attacco, le azioni della francese Dassault Aviation crollarono dell’1,6%. La fiducia degli investitori nella tecnologia di difesa occidentale è stata scossa. Nel frattempo, le azioni della cinese Chengdu Aircraft sono salite del 18% in un solo giorno.
“Gli stregoni e le streghe credono che ci siano altri mondi, oltre quello in cui siamo nati”, rispose. “Ma solo chi ha immagazzinato abbastanza energia può viaggiare e muoversi in questi mondi.” “Come sono diversi gli altri mondi?” domandai.
“Il mondo in cui siamo nate è concreto ed è determinato da materia organica governata da leggi fisiche”, disse. “È organizzato in modo lineare e oggettivo in termini di tempo e spazio. Ma avendo abbastanza energia possiamo attraversare i confini che separano i mondi. E possiamo arrivare a un mondo in cui l’energia è inorganica, non lineare ma circolare, sempre presente e senza tempo. Un mondo che non è composto di materia, ma di energia e consapevolezza. E si può entrare negli altri regni solo diventando senza forma e di fatto astratti. In sostanza, ci trasferiamo nel corpo di sogno e viaggiando in questi mondi facciamo il volo astratto. Per cui, non sprecare energia invidiando oggetti solidi che non potrai portare con te, che ti tirano giù e ti fanno restare nei paraggi. Usa l’energia che hai per forgiare il corpo energetico, affinché tu possa fare il volo astratto.”
Il sistema Putin non solo resiste, si rafforza. Ieri, a Mosca, si sono celebrate due vittorie. Una, storica, sul nazismo. L’altra, contemporanea, su un Occidente ottuso e arrogante che pensa sempre di essere dalla parte giusta della storia. Quell’Occidente accecato dalla cupidigia del neoliberismo e che vagheggiava una rivolta antiputiniana perché le sanzioni avrebbero messo in ginocchio la Russia. Quello stesso Occidente che si nutre della subalternità degli USA al punto da continuare a sostenere una guerra per procura americana, da cui perfino Trump pare voglia sganciarsi (nonostante continui a mandare aiuti militari). La risposta nell’Europa Orientale è stata in quella sontuosa parata militare alla quale, per la prima volta nella storia, ha partecipato un leader cinese, nazione storicamente per nulla amica della Russia. Militarmente parlando, tra i cingoli dei carri armati che sfilavano è rimasta stritolata la protervia anglo-americana che tanto si era data da fare, prima con il ‘regime-change’ del 2014 ad opera della Casa Bianca, poi con il leader GB Boris Johnson volato a Kiev nell’aprile 2022 per convincere Zelensky a ritirarsi dai negoziati di Ankara perché con il loro appoggio avrebbero non vinto, ma stravinto la guerra. Dopo 3 anni di propaganda in cui ci volevano far credere che i russi smontassero le lavatrici ucraine per prelevarne le schede elettroniche da usare per i loro sistemi d’arma, che fossero a corto di munizioni al punto di usare pale e picconi per difendersi, ecco la verità sputata in faccia al mondo. La Russia è viva e vegeta. La Cina è sua amica. Ora, più che mai, urgono autentici negoziati di pace per il bene dell’Italia, dell’Europa e del Mondo intero. Tanto la guerra ormai l’Occidente l’ha persa.
Videoconferenza del canale YouTube CHIESA TAOISTA D’ITALIA, trasmessa online in live streaming il giorno 12 Maggio 2025.
In questo video il venerabile maestro Vincenzo Ieso, affronta un tema dell’etica taoista: il Wuwei 無為. Un principio diffusamente mal interpretato perché letto solo letteralmente come “non azione” e interpretato come “seguire il flusso”, “lasciare andare le cose” ecc. In realtà è un modello spirituale che affonda le radici nella mistica. Per la prima volta ne espongo le premesse, le ragioni e le fonti testuali taoiste di riferimento nonché la sua portata sociale e religiosa universale.
“Quando il Trono sarà ricoperto d’oro ma svuotato di luce, allora il Leone uscirà dalla fornace.”
Antico Dettato dell’Ars Regia
Nel cuore della Notte del Mondo, quando i sette sigilli del Cielo saranno infranti dall’arroganza dell’uomo, il Trono del Sommo Pontefice non brillerà più della luce divina, ma dell’oro fuso del commercio spirituale. Le vesti del Santo saranno intessute di vanità, e dalla sua bocca non sgorgherà il Verbo, ma il vino dell’inganno.
Il Papa, figura d’un tempo guida dell’anima collettiva, sarà allora simbolo d’una religione svuotata, formalizzata, priva del Fuoco. I suoi anelli peseranno come catene, e la Tiara sarà triplice maschera: dell’Impostore, del Politico e del Mercante.
Ma in quell’ora di oscurità spirituale, dal Crogiolo dell’Abisso sorgerà il Leone Rosso.
Egli non sarà uomo, né re, né profeta nel senso comune. Sarà il Figlio della Trasmutazione, nato dalla fusione di zolfo purificato e mercurio redento. Il suo sangue arderà di conoscenza antica e la sua pelle porterà il sigillo della Fenice. Non parlerà al popolo, ma agli Iniziati. Non cercherà seguaci, ma alleati nel silenzio delle stelle.
Il Leone Rosso camminerà sulla Terra quando:
Il sale della terra sarà insipido e calpestato dai potenti.
Il drago verde si sarà destato nelle viscere dell’uomo.
Il tempio sarà divenuto mercato e il mercato, tempio.
Il suo sguardo incenerirà la menzogna, ma non con l’ira: con la verità trasparente come il cristallo di rocca. Egli non distruggerà il Papa, ma lo disvelerà: mostrerà ciò che si cela dietro la maschera dorata, e il popolo vedrà che il trono era vuoto da secoli.
Allora si compirà la Profezia:
La Luna verserà il suo latte sulle pietre,
Il Sole nero partorirà la Rosa,
E il Verbo tornerà a farsi Carne nel cuore degli uomini liberi.
Il Papa cadrà non per colpa del Leone, ma per peso delle sue stesse menzogne.
Il Leone Rosso, tuttavia, non regnerà. Sarà solo Specchio e Fiamma.
Chi lo vedrà, potrà scegliere: trasmutarsi o perire nel piombo della propria ignoranza.
LA PROFEZIA DEL LEONE ROSSO E IL TRONO DELLA MENZOGNA
In una valle tranquilla, ombreggiata da montagne antiche, viveva una volta un maestro taoista di nome Yin. Ogni mattina, Yin si svegliava prima del sorgere del sole, calpestando a piedi nudi la terra umida di rugiada, percependo il silenzioso ritmo del battito della natura.
Fu in questi momenti di quieta comunione con il sussurrio del vento, la danza della nebbia e il dolce mormorio di un ruscello lontano che Yin scoprì la profonda verità: la vita scorre non con la forza, ma con una pacata accettazione.
Un giorno, un viaggiatore turbato di nome Jian giunse al villaggio. Gli occhi di Jian erano gravati dalla stanchezza di un mondo che sembrava troppo rumoroso, troppo caotico e troppo inflessibile. Egli cercò la guida del maestro.
Yin ascoltò, annuendo lentamente come se ogni parola di Jian fosse una nota in una melodia incompiuta.
Poi, sorridendo dolcemente, il maestro invitò Jian a unirsi a lui per una passeggiata lungo uno stretto sentiero montano.
Mentre si inoltravano tra enormi pini e fiori selvatici vibranti, Yin iniziò una lezione senza parole. Condusse Jian a un ruscello che gorgogliava e si inginocchiò alla sua riva. Posando una mano nell’acqua fresca, Yin sussurrò: “Ascolta, Jian. L’acqua non si precipita né fatica; segue semplicemente i contorni della terra, tracciando il suo cammino nel tempo. Si adatta, eppure possiede la forza necessaria a scolpire la pietra. Proprio come il ruscello, lasciati andare al flusso della vita.”
Jian rimase stupito dalla saggezza contenuta in quella semplice osservazione. Il ruscello non combatteva contro le rocce lungo il suo percorso le aggirava; a volte erodendo dolcemente i loro bordi, altre volte scivolando con grazia intorno agli ostacoli. Yin proseguì dicendo: “Nella quiete dell’accettazione risiede la forza. Abbracciando il corso naturale delle cose, troviamo il nostro slancio.”
Il loro cammino li condusse in un prato baciato dalla luce dorata del sole, dove le ombre si muovevano dolcemente, come il fluire del pensiero. Qui, Yin narrò antiche parabole del Tao: racconti di imperatori che rinunciarono alle loro corone, di guerrieri che scoprirono la forza nella resa e di poeti che trasformarono il silenzio in versi. Ogni storia portava lo stesso gentile monito — la vera armonia della vita emerge quando abbandoniamo il bisogno di controllare il torrente del cambiamento e, invece, impariamo a muoverci con esso.
Jian cominciò a vedere i suoi fardelli trasformarsi. Nella morbidezza della brezza e nella persistenza senza tempo dell’acqua, imparò che ogni ostacolo era semplicemente una curva in un fiume serpeggiante un invito ad adattarsi, a modificarsi e, infine, a trovare la liberazione nell’accettazione del presente così com’è.
Il percorso stesso divenne un capolavoro di momenti che si rivelavano, dove ogni passo era allo stesso tempo una domanda e una risposta, e ogni silenzio comunicava più delle parole.
Quando il crepuscolo scese sulle montagne, dipingendo il cielo con tonalità di ambra e indaco, Jian sentì emergere una pace che non aveva mai conosciuto prima.
Comprese che il Tao non era una dottrina distante rinchiusa in antichi scritti, ma una forza vivente e pulsante in ogni sussurro della natura. In quell’equilibrio tra il dolce cedimento e la silenziosa persistenza, scoprì l’arte di vivere.
Questa storia, nata dalla semplicità, ci ricorda che le nostre vite sono come il flusso incessante di un ruscello in costante movimento, sempre in trasformazione, eppure profondamente in sintonia con l’ordine naturale.
In ogni increspatura, in ogni momento di quiete, il Tao parla, invitandoci a lasciar andare le nostre ambizioni e a cogliere la bellezza di far parte del grande arazzo nel continuo svolgersi della vita.
Possa tu, come Jian, trovare la saggezza nel dolce mormorio della natura, e possa ogni passo che intraprendi condurti sempre più vicino al fluire senza sforzo del tuo vero sé.