PER IL CULTO LUNISOLARE PLANETARIO

di Vincenzo Di Maio

Dopo i fatti avvenuti a Treviso in merito ad una visita scolastica all’interno di una moschea islamica, bisogna comprendere il senso del recupero della Tradizione Primordiale nei valori civili e imperiali del culto del Sole e della Luna.

La migliore cosa da fare a scuola è conoscere, e proprio in nome della virtù e della conoscenza, bisogna far conoscere tutte le religioni del mondo nelle scuole di ogni ordine e grado, anche visitando i luoghi di culto di queste religioni, ascoltando catechismi di varia estrazione e rispettando i luoghi secondo propri usi e costumi.

Ciò che invece andrebbe aborrito è la richiesta di far pregare secondo loro indicazioni, in quanto ogni bambino nasce e cresce in una famiglia appartenente ad una o due precise religioni, una usanza di favoreggiamento del dialogo che potrebbe fare riemergere i misteri del Culto Solare nelle scuole di tutto il mondo, quale culto civile di tutte le nazioni, etnie e tribù, un culto popolare addetto a tutti i luoghi di culto religioso, poiché il Sole Cosmico più lontano nell’universo è il centro del Loto del Limite dietro cui risiede l’artefice divino della vita cosmica, una entità suprema e generale che risulta essere centrale in tutti i culti religiosi particolari del mondo, denominato da essi in modi diversi ma doverosamente inerenti allo stesso unico principio unificante.

Allo stesso modo e secondo lo stesso criterio va ripreso anche il valore femminile del Culto Lunare, quale culto dell’Altra Metà del Cielo che fa riemergere il senso nascosto dello sposalizio tra il Sole e la Luna, il valore dell’invisibile e del fascino nel mistero.

In questo modo troveremo la strada per raggiungere il senso appropriato della Tradizione Primordiale: la via del ritorno a casa…

PER IL CULTO LUNISOLARE PLANETARIO
PER IL CULTO LUNISOLARE PLANETARIO

LA PERCEZIONE

di Felipe Guerra

La percezione del proprio corpo nella Medicina Cinese! È un concetto affascinante e profondamente diverso dalla visione occidentale. Invece di un corpo visto principalmente come una macchina biologica fatta di organi separati, la Medicina Cinese lo concepisce come un sistema olistico e dinamico, strettamente interconnesso con la mente, le emozioni e l’ambiente circostante.

Ecco alcuni aspetti chiave di come la Medicina Cinese vede la percezione del proprio corpo:

  • Unità Corpo-Mente-Spirito (Shen): Non c’è una netta separazione tra il fisico e il mentale. Le emozioni influenzano direttamente gli organi e il flusso di energia (Qi), e viceversa. La consapevolezza del corpo include anche la percezione delle proprie emozioni e dello stato mentale. Lo Shen, che potremmo tradurre come “spirito” o “mente”, risiede nel cuore e si manifesta attraverso la vitalità, la chiarezza mentale e la capacità di connessione.
  • Flusso di Qi (Energia Vitale): La percezione del corpo è intimamente legata alla consapevolezza del flusso di Qi attraverso i meridiani, una rete di canali invisibili che percorrono il corpo. Un flusso armonioso di Qi si traduce in una sensazione di benessere, vitalità e assenza di dolore. Blocchi o squilibri nel flusso di Qi si manifestano come disagio, dolore o malattia. La pratica di discipline come l’agopuntura, il Tai Chi e il Qi Gong mira proprio a influenzare e armonizzare questo flusso.
  • I Cinque Organi (Zang-Fu) come Sistemi Interconnessi: Gli organi non sono visti come entità isolate con funzioni puramente fisiologiche. Ogni organo (Cuore, Fegato, Milza, Polmoni, Reni) è associato a specifiche emozioni, funzioni mentali, tessuti, sapori, colori e stagioni. La percezione di un disagio in un’area del corpo può essere interpretata in relazione allo squilibrio di un organo specifico e alle sue connessioni con gli altri sistemi. Ad esempio, la rabbia può essere percepita come tensione nel collo e nelle spalle, collegata al Fegato secondo la Medicina Cinese.
  • I Sette Sentimenti (Qiqing): Le emozioni sono considerate risposte naturali agli stimoli esterni, ma se eccessive o prolungate, possono perturbare il flusso di Qi e danneggiare gli organi interni. La consapevolezza delle proprie emozioni e la capacità di gestirle sono quindi parte integrante della percezione del proprio stato di salute.
  • Le Sostanze Fondamentali: Oltre al Qi, la Medicina Cinese riconosce altre sostanze fondamentali che costituiscono e nutrono il corpo:
  • Sangue (Xue): Nutre i tessuti e gli organi, fornendo nutrimento e umidità. La sua carenza può manifestarsi con sintomi come vertigini, affaticamento e pallore.
  • Liquidi Organici (Jinye): Comprendono tutte le secrezioni e i fluidi corporei, come saliva, sudore, lacrime e liquidi sinoviali. Mantengono il corpo idratato e lubrificato.
  • Essenza (Jing): Considerata la base della costituzione individuale, ereditata dai genitori e gradualmente consumata nel corso della vita. È legata alla crescita, alla riproduzione e alla vitalità a lungo termine.
  • L’Importanza della Propriocezione: Sebbene non utilizzino esattamente questo termine occidentale, la Medicina Cinese enfatizza la consapevolezza delle sensazioni fisiche, del movimento e della postura. Le pratiche corporee come il Tai Chi e il Qi Gong sviluppano la capacità di percepire sottili cambiamenti nel corpo e di migliorare la coordinazione e l’equilibrio.
  • La Lingua come Specchio: L’osservazione della lingua è una parte fondamentale della diagnosi in Medicina Cinese. Il colore, la forma, la patina e le eventuali fessure o macchie sulla lingua riflettono lo stato degli organi interni e delle sostanze fondamentali. La percezione di cambiamenti nella propria lingua può essere un indicatore di squilibri interni.

In sintesi, la percezione del proprio corpo nella Medicina Cinese è un’esperienza multidimensionale che va oltre la semplice consapevolezza fisica. Include la percezione del flusso di energia, delle emozioni, dello stato mentale e dei sottili segnali che il corpo invia per comunicare il suo stato di equilibrio o squilibrio. È un processo attivo di ascolto e comprensione del proprio essere nella sua interezza.

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LA PERCEZIONE
LA PERCEZIONE

IL MERAVIGLIOSO MONDO DEI SOGNI

di Ralù Raluca Antohie

COSA SONO I SOGNI?

I sogni sono sdoppiamenti verso l’astrale e, proprio come in una “morte”, i corpi interni si separano dal corpo fisico per viaggiare attraverso queste dimensioni; L’unica differenza tra morte e sonno è che in quest’ultimo i corpi interni sono attaccati al fisico attraverso il filo della vita che si estende verso l’infinito, per poi tornare al corpo fisico quando questo si trova ricambio di energia. Mentre nel caso della morte, i corpi interni sono stati completamente slegati dal corpo fisico, mentre il filo della vita che li legava è stato tagliato.

Il mondo dei sogni corrisponde al cosiddetto mondo esotericamente astrale o dei morti e dei vivi. Questo stato è governato da cinque dimensioni (dimensione è misurata), altre due di quelle che governano noi umani nel mondo fisico. Non esiste la legge di gravità, perché saltiamo e rimaniamo levitati, possiamo volare, ecc. Si chiama mondo dei morti e dei vivi, perché quando il corpo fisico muore, l’anima si trasferisce nella regione dei sogni e quando i vivi sognano l’anima esce dal corpo fisico anche per realizzare il suo trasferimento nel mondo dei sogni. Qui ci vediamo i vivi e i morti. Chi ne dubita gli chiediamo: perché ci vediamo nei sogni con quelli che sono morti?

PERCHÉ I CORPI INTERNI SI SEPARANO DAL CORPO FISICO DURANTE IL SONNO?

Il nostro corpo fisico consuma molte energie nel corso delle attività quotidiane. Per ripristinare le energie perdute, è indispensabile che il corpo fisico resti vuoto, affinché possa assorbire l’energia che rimane impregnata nell’atmosfera del pianeta. Una volta completamente ripristinata l’energia perduta, lo stesso corpo fisico chiama i loro corpi interni ed è lì che ci risvegliamo.

PERCHÉ MOLTI SOGNANO I DEFUNTI?

Proprio perché l’astrale è la regione dei defunti e gli incontri con loro lì sono reali.

PERCHÉ MOLTI SOGNANO SCENE CHE PIÙ AVANTI NEL FUTURO, RISULTANO NEL FISICO?

Perché nell’astrale si gemella il passato, il presente e il futuro in un presente eterno e si può vedere il proprio futuro e anche il proprio passato.

PERCHÉ MOLTI NON RICORDANO I PROPRI SOGNI?

Molti non ricordano i loro sogni perché hanno la coscienza completamente addormentata.

Sono troppo subconsci. Man mano che una persona elimina i suoi difetti, diventa più consapevole nell’astrale, fino a quando può permettersi di rimanere in queste regioni, a sua volontà e con piena coscienza di dirigersi dove vuole.

V. M Samael Ancora Weor.

IL MERAVIGLIOSO MONDO DEI SOGNI
IL MERAVIGLIOSO MONDO DEI SOGNI

IL LAVORO SU NOI STESSI

a cura di Martino Zeta

Il solo lavoro che conta veramente è il lavoro su noi stessi. Il resto è un passatempo provvisorio consentito alle necessità delle nostre vite prigioniere. Gli uomini volgari ostentano orgoglio per il lavoro che è loro imposto e per quello che si procurano al fine di mascherare la povertà spirituale che li opprime. Si ingannano e ingannano gli ignoranti.

(Louis Cattiaux – Il Messaggio Ritrovato)

IL LAVORO SU NOI STESSI
IL LAVORO SU NOI STESSI

NIE SHI TAO: IL MONACO BUDDHISTA CONVERTITO AL DAOISMO

di Felipe Guerra

Intorno al 1693, dopo decenni come monaco buddista Chan con il nome monastico Yuanji, Shitao (1) fece un cambiamento significativo nel suo percorso spirituale e abbracciò il Taoismo. Adottò il nome taoista Dadaozi (大滌子), che si traduce approssimativamente come “colui che è completamente purificato” o “il grande purificatore”.

Questa transizione non fu necessariamente un completo rifiuto del suo passato buddista, ma piuttosto un’integrazione dei principi taoisti nella sua visione del mondo già unica.

Sebbene il Buddhismo offrisse un percorso verso l’illuminazione, la vita monastica aveva i suoi limiti.

Il Taoismo, con la sua enfasi sulla naturalezza, la spontaneità (“ziran” 自然) e la libertà individuale, probabilmente risuonò con lo spirito indipendente di Shitao e la sua ricerca artistica.

La filosofia taoista, con la sua attenzione all’armonia intrinseca della natura, e il suo concetto di Dao (2) (la Via) e all’importanza di vivere in accordo con i principi naturali, si allineò fortemente con gli ideali artistici di Shitao.

La sua enfasi sull’apprendimento dalla natura (“Maestro Natura”) e sulla cattura dell’energia vitale (“qi” 氣) del paesaggio trovò una naturale dimora nel pensiero taoista.

Con l’avanzare dell’età, la comprensione spirituale e filosofica di Shitao probabilmente si evolse.

Enfasi sulla naturalezza e la spontaneità: Il Taoismo rafforzò l’impegno di Shitao a catturare la vitalità e la spontaneità intrinseche della natura nei suoi dipinti.

La sua pennellata divenne ancora più fluida ed espressiva, rispecchiando il flusso in continua evoluzione del mondo naturale.

Gli ideali taoisti del ritirarsi dal mondo e trovare la libertà nella natura si riflettono in alcune delle sue opere successive, che spesso raffigurano eremiti in vasti paesaggi.

È importante notare che il viaggio spirituale di Shitao fu complesso e non necessariamente una rottura netta con il Buddhismo. Potrebbe aver integrato elementi di entrambe le tradizioni nella sua filosofia personale. Tuttavia, la sua adozione formale del nome taoista Dadaozi segna un cambiamento chiaro e significativo nella sua vita successiva, che indubbiamente giocò un ruolo cruciale nel plasmare la fase finale del suo sviluppo artistico.

La sua adesione al Taoismo fornì una struttura filosofica che completò perfettamente il suo approccio rivoluzionario alla pittura, permettendogli di esplorare ulteriormente le sconfinate possibilità dell’espressione artistica radicata nel mondo naturale e nella libertà individuale.

NIE SHI TAO: IL MONACO BUDDHISTA CONVERTITO AL DAOISMO
NIE SHI TAO: IL MONACO BUDDHISTA CONVERTITO AL DAOISMO

TRE COSE CARE AL PURO ISLAM

di Giuseppe Aiello

Ibn al-‘Arabi afferma: “Odiavo le donne e il sesso all’inizio del mio percorso”. Continuò così per diciotto anni, finché non giunse a meditare sull’hadith in cui il Profeta (pace e benedizioni su di lui) dice:

“Tre cose mi sono state rese care in questo vostro mondo: le donne, il profumo e la preghiera”

Ibn al-‘Arabi scrive inoltre: “Temevo l’ira di Dio, perché odiavo ciò che Dio aveva reso caro al suo Profeta (pace e benedizioni su di lui)”

(Ibn al-‘Arabi, Muhyi ‘l-Din. Al-Futuhat al-makkiyya. 4 voll. Beirut: Dar Sadir).

Nella sua opera successiva, Fusus al-hikam o “Le cornici della saggezza”, Ibn al-‘Arabi contempla una particolare saggezza contenuta nella “parola” divina espressa in ciascuno dei profeti. Il suo capitolo sulla parola musulmana è una riflessione su questo hadith riguardante l’amore del Profeta (pace e benedizioni su di lui) per le donne, il profumo e la preghiera.

(Fusus al-hikam. 2 voll. ed. Abu ‘l Ala ‘Affin. Beirut: Dar al-kitab al-‘arabi. 1:214-226; – Bezels of Wisdom, trad. R. W. J. Austin. New York: Paulist Press. 71-81).

TRE COSE CARE AL PURO ISLAM
TRE COSE CARE AL PURO ISLAM

L’ASSE DEI SANTI E L’AMORE PER LE DONNE

di Giuseppe Aiello

“Il qutb, l’Asse, il più alto nella gerarchia dei santi, si impegna spesso in rapporti sessuali e ama le donne… Molti gnostici non sono riusciti a comprendere questa verità, poiché è uno dei segreti che solo pochi tra gli “uomini della provvidenza” (ahl al-‘inaya) comprendono” –

Shaykh al-Akbar Ibn al-‘Arabi, Al-Futuhat al-makkiyya Vol. 2:573-574

L'ASSE DEI SANTI E L'AMORE PER LE DONNE
L’ASSE DEI SANTI E L’AMORE PER LE DONNE

GNOSI E FEDE: NESSUN CONFLITTO

di Federica Francesconi

La Chiesa ha sempre condannato tutte le manifestazioni spirituali che per conoscere Dio, si avvelenano, oltre che della fede, anche della conoscenza.

“Conoscerete la Verità e la Verità vi renderà liberi” proclamava Gesù Cristo. In Giovanni 8,31 è scritto in Greco “gnòsesthe ten alethéia”, ovvero “conoscerete la Verità”, non “crederete”. Giovanni non a caso usa il verbo greco “ghignòsko”, “conoscere”, dalla cui radice deriva anche il termine “gnósis”, perché sapeva che le due ali di ogni esperienza spirituale di ordine superiore sono la fede e la conoscenza (non quella dialettica della scienza, ma quella mistica).

La fede senza conoscenza scade a creduloneria e superstizione. La conoscenza senza fede diventa sterile al fine di procedere lungo la scala dell’evoluzione spirituale. La Chiesa proclama il primato della fede e rinnega la conoscenza per esercitare un potere sulle anime: le anime incamminate lungo il sentiero della fede unita allaconoscenza, prima di tutto di sé, non possono essere manipolate. Da ciò deriva la condanna da parte della Chiesa di tutto ciò che nel corso dei secoli si è richiamato alla conoscenza esoterica: non bisogna conoscere, ma solo credere ciecamente nella Chiesa e nei suoi dettami.

Cosa ben più grave, la Chiesa ha affibiato l’appellativo di “gnostico” a tutto ciò che in ambito spirituale travalicava l’aspetto superstizioso della religione data in pasto al popolino. Operazione sporca e viscida. L’aggettivo “gnostico” andrebbe di regola attribuito ai seguaci dello Gnosticismo, una galassia di dottrine che si sono sviluppate nei primi secoli dell’Era volgare in ambito cristiano con delle precise caratteristiche come, ad esempio, il rifiuto del dio dell’Antico Testamento.

La Gnosi è altra cosa. Essa è, come il misticismo, una tendenza innata nell’essere umano. Non appartiene come tale a nessun movimento religioso o Chiesa e a nessuna epoca in particolare.

I seguaci della Gnosi non sono seguaci di particolari dottrine mistiche, ma sono liberi ricercatori in ambito spirituale e possono essere di qualsiasi religione o credo. Henry Corbin, mistico sufi, Saint Martin, fondatore dell’ordine cristiano dei martinisti, Jacob Bohme, cattolico, Plotino, pagano, Paolo di Tarso, Giovanni l’Evangelista ecc. Si possono fare molti esempi di autori e mistici seguaci della Gnosi. Ciò dimostra che la Gnosi non è un movimento o una corrente spirituale ma la Vita spirituale stessa.

Far comprendere questi concetti a un cattolico è quasi impossibile perché ti giudicherà sempre con la lente del Catechismo e della dogmatica.

P.s. Se non avessimo usato conoscenza esoterica e discernimento ma solo fede cieca nella Chiesa, oggi noi ricercatori in ambito spirituale saremmo tutti sierati perché secondo Bergoglio “il vaccino è un atto d’amore”.

Sia ringraziato Dio che oltre alla fede, ci ha donato la Gnosis, la conoscenza spirituale, che rende liberi, ma liberi davvero!

GNOSI E FEDE: NESSUN CONFLITTO
GNOSI E FEDE: NESSUN CONFLITTO

L’AMORE VERO!

di Monica Gallo

L’Amore vero è quello che ti protegge, non quello che ti ferisce.

E se pensi che la tua corazza solida possa evitarti altro dolore, allora stai evitando anche l’Amore.

Il dolore si evita conoscendolo, incontrandolo e affrontandolo; prima ci entri dentro e poi decidi di non frequentarlo più, lo lasci.

Una relazione che ti crea sofferenza è una relazione abusante, o qualcuno sta abusando di te o tu stai abusando di te stess@ dando tutto lo spazio all’altro.

In ogni caso vi è abuso e non Amore.

Imparare a riconoscere gli schemi e i meccanismi di una relazione tossica oggi è possibile, ho scritto un intero manuale per questo.

E non dovrai leggerlo per far felice me, ma per aiutare te stess@ a farti del bene, a ritrovare l’Amore che hai perso insieme ai pezzi di te.

Nel primo commento hai il link per scoprire di cosa ti sto parlando, per rinascere ad una nuova consapevolezza, una nuova vita.

“Amati, perché gli altri hanno da fare.”

L'AMORE VERO!
L’AMORE VERO!

PER IL RICONOSCIMENTO DELLE RADICI ISLAMICHE D’EUROPA E IL CONTRASTO AL METICCIATO FORZATO

di Vincenzo Di Maio

Verso l’anno Mille, mentre l’Occidente cristiano è immerso in una fase di profonda arretratezza che dura da cinque secoli, una possente ondata di civilizzazione, scienza e cultura proveniente dal mondo islamico comincia a riversarsi sull’Europa, strappandola dal sottosviluppo e proiettandola verso le conquiste dell’Umanesimo e della Rivoluzione scientifica del XVI e XVII secolo.

Per questo è giusto affermare che l’Islam fa parte a pieno titolo delle nostre radici, come negli splendori islamici dell’Andalusia, della Sicilia e dei Balcani, un “travaso di civiltà” che ha forgiato la supremazia dell’Europa fino al 1945, anno della dissoluzione di questo centro nevralgico mondiale, asservito dal potere angloamericano a trazione sionista nel patto atlantico.

Affermare ciò comporta anche che l’Europa degli europei si affretti ad attrezzarsi di strumenti politici necessari che organizzino l’islam di pura matrice europea, senza per questo accettare una colonizzazione morbida dell’arabismo wahabita e salafita, che fanno regredire la nostra civiltà a costumi troppo rigidi e difficili, proprio come dall’altro lato la colonizzazione morbida dell’americanismo woke fa regredire la nostra civiltà a costumi troppo lascivi e facili.

Infatti tra queste due tendenze a tenaglia che oggi ostacolano l’identità europea, riversata in un cristianesimo che di giudaico non ha nulla e che ha completamente ignorato le radici pagane degli antichi culti civili e solari, abbiamo dei musulmani europei che come me provano un profondo disagio a questa sovrimpressione culturale proveniente dal deserto arabo beduino e africano maghrebino, un disagio che continuamente porta noi musulmani europei a farci confrontare con i musulmani africani che invadono, deturpano, distruggono, seviziano, rubano, sfruttano, stuprano, ciò che i nostri antenati hanno costruito con il sangue sul nostro suolo natio.

Questo meticciato forzato è sostenuto ed è avallato dall’enigmatico dossier giudaico-massonico del Piano Kalergi, il quale aveva già previsto l’imbastardimento coatto dei popoli europei al fine di ottenere maggiore controllo su essi da parte delle solite élite giudaico massoniche e monarchiche.

Pertanto per contrastare tale fenomeno e arginarlo per renderlo inoffensivo bisogna proporre iniziative politiche di Remigrazione di Massa di queste genti che non vogliono osservare i dettami del rispetto e dell’educazione tipicamente europea, restituendo gli africani all’Africa e gli americani all’America, laddove invece dobbiamo tollerare e accettare gli eurasiatici della nostra Eurasia come anche coloro che sono rispettosi della civiltà europea attraverso i valori sacri della nostra Europa.

PER IL RICONOSCIMENTO DELLE RADICI ISLAMICHE D'EUROPA E IL CONTRASTO AL METICCIATO FORZATO
PER IL RICONOSCIMENTO DELLE RADICI ISLAMICHE D’EUROPA E IL CONTRASTO AL METICCIATO FORZATO