PRIMORDIALISMO VISIONARIO: UNA RINASCITA UNIVERSALE

Il Primordialismo Visionario rappresenta un movimento politico internazionale che offre una prospettiva innovativa per una rinascita universale del nostro pianeta. Nato come risposta a quella che viene definita un’epoca di “caos calmo”, questo movimento si propone di tracciare un percorso alternativo per l’umanità.

In un mondo caratterizzato da incertezze e trasformazioni rapide, il Primordialismo Visionario si erge come faro di orientamento, proponendo un ritorno ai principi fondamentali che hanno guidato le civiltà tradizionali, reinterpretati in chiave contemporanea per affrontare le sfide del presente.

Origini e Fondatori del Movimento

IL FONDATORE n.0001 VINCENZO DI MAIO

La Genesi

Il Primordialismo Visionario è stato fondato da Vincenzo Di Maio, pensatore e filosofo politico che ha dedicato la sua vita alla ricerca di alternative alle correnti dominanti del pensiero contemporaneo. La sua visione emerge da un’approfondita analisi delle tradizioni spirituali e delle strutture politiche del passato.

La Trilogia Fondamentale

Il movimento si sviluppa come parte di una trilogia concettuale che comprende le opere “Impero”, “La Terza Visione Planetaria” e “Primordialismo Visionario”. Questi testi scritti dal filosofo Vincenzo Di Maio costituiscono le fondamenta teoriche del movimento, delineando una visione comprensiva per un rinnovamento globale.

La Risposta all’Agenda 2030

Nato in risposta a quella che viene percepita come una distopia implicita nell’Agenda 2030 dell’ONU, il movimento si propone come alternativa per un futuro che rispetti le tradizioni primordiali dell’umanità piuttosto che adottare un approccio tecnocratico standardizzato.

Principi Fondamentali del Primordialismo Visionario

IL LOGO DINAMICO DEL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

Resistenza al Nuovo Ordine Mondiale

Il movimento si oppone a ciò che definisce come tentativo di instaurare un “Nuovo Ordine Mondiale” controllato da élite globali. Questa resistenza si manifesta attraverso la promozione di sovranità locali e il rifiuto di un governo mondiale centralizzato.

Tradizione Primordiale

Al centro della filosofia del movimento vi è il mantenimento e la rivitalizzazione della Tradizione Primordiale, intesa come l’insieme di principi metafisici, spirituali e sociali che hanno guidato le grandi civiltà del passato prima dell’avvento della modernità secolarizzata.

Ordine Internazionale Strutturato

Contrastando quella che viene vista come anarchia nelle relazioni internazionali contemporanee, il Primordialismo Visionario propone un ordine mondiale basato su principi gerarchici tradizionali e il rispetto delle diversità culturali autentiche. Una unificazione planetaria fondata dall’avvento del Salvatore Promesso.

Visione di un Ordine Planetario Antico

L’ANTICO ORDINE PLANETARIO

Il Primordialismo Visionario propone la creazione di un Nuovo Ordine Planetario che si distacca radicalmente dagli attuali sistemi politici ed economici. Questa visione si fonda sul concetto di un sacro impero tradizionale, che trascende le limitazioni degli stati-nazione contemporanei.

Attraverso questa struttura, il movimento aspira a progettare un futuro radioso per l’umanità, caratterizzato da un ritorno ai valori autentici e alle gerarchie naturali. L’obiettivo ultimo è la realizzazione di una nuova età dell’oro, in cui spiritualità e materialità trovino un equilibrio armonioso.

Il Ruolo del Salvatore Promesso

IL SALVATORE PROMESSO

1. L’Attesa

Il Primordialismo Visionario incorpora nelle sue fondamenta l’attesa della venuta del Salvatore Promesso, una figura messianica destinata a guidare l’umanità verso una nuova era di illuminazione e armonia universale.

2. L’Escatologia Profetica

Questa attesa si collega profondamente con l’escatologia profetica presente in numerose tradizioni spirituali, creando un ponte tra le diverse culture e religioni che prevedono l’avvento di una figura redentrice alla fine di un ciclo cosmico.

3. Le Cinque Religioni

Il movimento fa specifico riferimento alle Cinque Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche (Cristianesimo, Islam, Hindudharma, Buddhadhamma, Daojiao) come depositarie di questa conoscenza profetica, riconoscendo in esse un nucleo comune di verità spirituale che trascende le differenze dottrinali superficiali.

Approccio Filosofico e Spirituale

L’APPROCCIO

Il Primordialismo Visionario si distingue per un approccio che intreccia intimamente spiritualità e politica, superando la dicotomia moderna che le considera ambiti separati. Questo movimento riconosce nella Tradizione Primordiale un insieme di principi metafisici che dovrebbero guidare ogni aspetto dell’esistenza umana, dalla vita individuale all’organizzazione sociale.

Centrale a questa filosofia è una visione olistica della realtà, in cui ogni fenomeno è considerato parte di un tutto interconnesso. Questo approccio si contrappone al riduzionismo materialista predominante, proponendo una comprensione del mondo che integra dimensioni fisiche, psichiche e spirituali in un unico sistema coerente di significato.

Critica al Sistema Attuale

LA CRITICA AL SISTEMA

a) Il Potere Occulto

Il Primordialismo Visionario identifica l’esistenza di strutture di potere occulto che operano dietro le apparenze democratiche. Queste entità, secondo il movimento, manipolano l’economia globale, la cultura e le relazioni internazionali per mantenere un controllo centralizzato sull’umanità.

b) La Devianza Originaria

Il movimento critica ciò che definisce “Devianza Originaria”, ovvero l’allontanamento progressivo dell’umanità dai principi spirituali fondamentali che dovrebbero guidare la società. Questa devianza viene identificata come la radice dei mali contemporanei.

c) La Conformazione del Potere

L’attuale conformazione del potere mondiale viene analizzata come intrinsecamente corrotta e destinata al collasso. Il movimento propone una resistenza attiva a questi sistemi attraverso la creazione di alternative basate sui principi tradizionali.

Strategia di Azione

STRATEGIA DI AZIONE

Resistenza Interiore: Il primo livello di azione prevede una trasformazione personale attraverso lo studio della Tradizione e la pratica spirituale, creando un nucleo di resistenza psichica contro l’influenza della cultura dominante materialista e consumistica.

Resistenza Esteriore: Il secondo livello comprende l’organizzazione di comunità locali basate sui principi tradizionali, creando microcosmi sociali che incarnano la visione del movimento e fungono da modelli alternativi di convivenza.

Resistenza Ulteriore: Il terzo livello implica la creazione di un movimento politico internazionale che colleghi le diverse comunità e gruppi ispirati dal Primordialismo Visionario, per influenzare gradualmente le strutture di potere esistenti.

Mondo Nuovo-Antico: L’obiettivo finale è la progettazione e realizzazione di un ordine mondiale che integri i principi eterni della Tradizione con le necessità contemporanee, creando un “mondo nuovo che sa di antico”.

Pubblicazioni e Diffusione

PUBBLICAZIONI E DIFFUSIONE
  • Saggi Fondamentali

Il corpus letterario del Primordialismo Visionario comprende numerosi saggi di Vincenzo Di Maio e altri autori affiliati al movimento. Queste opere spaziano dall’analisi filosofica della Tradizione Primordiale alla critica dei sistemi contemporanei, fino alla delineazione di visioni alternative per il futuro dell’umanità.

  • Piattaforma Digitale

Il sito web primordialismovisionario.org funge da piattaforma centrale per la condivisione di idee, articoli e risorse legate al movimento. Attraverso questo portale, persone da diverse parti del mondo possono accedere ai principi fondamentali e alle ultime pubblicazioni del Primordialismo Visionario.

  • Comunità di Visionari

Intorno alle idee del movimento si è formata una crescente comunità di “Visionari Primordiali”, individui che condividono la visione di un ritorno ai principi tradizionali e lavorano attivamente per la sua realizzazione nelle proprie sfere di influenza.

Chiamata all’Azione

CHIAMATA ALL’AZIONE

1. Unione al Movimento

Il Primordialismo Visionario estende un invito a tutti coloro che riconoscono le limitazioni dell’attuale sistema mondiale e aspirano a un rinnovamento basato su principi spirituali autentici. Unirsi al movimento significa diventare parte di una corrente di pensiero che cerca di trasformare radicalmente la società contemporanea.

2. Futuro nella Tradizione

La visione proposta non è un semplice ritorno al passato, ma una sintesi creativa che incorpora gli elementi perenni della Tradizione in un progetto futuro. Questo approccio permette di preservare la saggezza ancestrale mentre si affrontano le sfide uniche della contemporaneità.

3. Preparazione Spirituale

Un aspetto fondamentale della chiamata all’azione è la preparazione interiore per la venuta del Salvatore Promesso. Questo implica un lavoro di purificazione personale e collettiva che allinei l’umanità con i principi cosmici necessari per l’avvento di una nuova era.

Logo Primordiale
PRIMORDIALISMO VISIONARIO

AIN: IL NULLA

a cura di Chiara Rovigatti

Il termine Ain (אין‎)

in ebraico significa Nulla, ed è l’origine di tutti i mondi. Per nulla non si deve intendere qualcosa priva di tutto, anzi, è il contrario, poiché in questo nulla, come in un seme, tutto è racchiuso. Ain è infatti l’equivalente della parola gnostica Pleroma (Pienezza divina) o anche del termine buddhista Vacuità (vuoto) che in realtà è un pieno che contiene la realtà ultima dell’esistenza, che si trova oltre l’illusione, oltre il velo di Maia, oltre l’Heimarmene, la legge cosmica che ci lega ai cicli della natura. Da Ain il Creatore scende per manifestare il suo essere in Ain Soph – l’Infinito, per poi arrivare alla prima emanazione Ain Soph Aur – La Luce Infinita che si manifesta in Keterh, la Corona, e da Keterh scende in tutti gli altri mondi per poi risalire, di gradino in gradino, in alto verso la sua origine.

Come descritto nella Tavola di Smeraldo:

“Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori”.

Noi siamo parte di questa luce, che scende e sale dai mondi dell’Essere fino in basso ai mondi fisici, e quello che avviene in questi mondi, per analogia, avviene anche in noi, quale microcosmo inserito nel macrocosmo.

Lo Zohar dice in proposito dell’Ain:

“Prima che Egli desse qualsiasi forma al mondo, prima che Egli producesse qualsiasi forma, Egli era solo, senza forma e senza somiglianza a nessun’altra cosa. Chi dunque può comprendere come Egli fosse prima della Creazione? Quindi è vietato attribuirGli una qualsiasi forma o similitudine, o anche a chiamarLo con il Suo nome sacro, o indicarLo con una sola lettera o un solo punto. Ma dopo che ebbe creato la forma dell’Uomo Superno, Egli lo usò come un carro in cui discendere, ed Egli vuole essere chiamato con la Sua forma, che è il nome sacro YHWH”.

Per questo motivo le lettere del Nome disposte verticalmente formano la figura umana.

(parzialmente tratto da un post di Scienza Sacra, 2023)

AIN: IL NULLA
AIN: IL NULLA

Report sulle Relazioni Internazionali tra Turchia Azerbaijan e Israele

di Lelio Antonio Deganutti

13 Marzo 2025

Le relazioni tra Turchia, Azerbaijan e Israele costituiscono un’interessante triade geopolitica che riflette dinamiche storiche, culturali e strategiche. Questi tre Paesi, pur avendo diverse identità nazionali e sistemi politici, hanno sviluppato legami significativi che influenzano la stabilità e la sicurezza della regione.

Le relazioni tra Turchia, Azerbaijan e Israele costituiscono un’interessante triade geopolitica che riflette dinamiche storiche, culturali e strategiche. Questi tre Paesi, pur avendo diverse identità nazionali e sistemi politici, hanno sviluppato legami significativi che influenzano la stabilità e la sicurezza della regione.

Turchia e Azerbaijan: Legami Fraterni
La Turchia e l’Azerbaijan condividono legami culturali e linguistici profondi, spesso descritti come “due Stati, un popolo”. Questi legami si sono tradotti in una cooperazione strategica in vari settori, tra cui la difesa, l’energia e il commercio. La Turchia ha sostenuto l’Azerbaijan durante il conflitto del Nagorno-Karabakh, fornendo assistenza militare e diplomatica. Questo sostegno ha rafforzato ulteriormente i legami tra i due Paesi, consolidando una partnership che si estende anche a progetti energetici come il Corridoio del Gas del Sud.

Azerbaijan e Israele: Alleanza Strategica
L’Azerbaijan ha sviluppato un rapporto strategico con Israele, caratterizzato da scambi commerciali e cooperazione nella difesa. Israele è uno dei principali fornitori di armi per l’Azerbaijan, e i due Paesi collaborano anche in settori come la tecnologia e l’agricoltura. L’Azerbaijan, a sua volta, offre a Israele accesso strategico al Caucaso e al Mar Caspio, contribuendo alla sicurezza energetica israeliana.

Turchia e Israele: Relazioni Complesse
Le relazioni tra Turchia e Israele sono più complesse e caratterizzate da alti e bassi. Sebbene storicamente abbiano avuto legami forti, le tensioni sono emerse, soprattutto in seguito a questioni legate al conflitto israelo-palestinese. Negli ultimi anni, tuttavia, ci sono stati tentativi di normalizzare le relazioni, con scambi diplomatici e commerciali che continuano in vari settori.

Impatti Regionali
Questa triade ha un impatto significativo sulla geopolitica regionale. La cooperazione tra Turchia e Azerbaijan, unita ai legami con Israele, crea un’alleanza strategica che può influenzare le dinamiche di potere nel Caucaso e nel Medio Oriente. Inoltre, la crescente importanza delle risorse energetiche nel Mar Caspio e la rivalità con l’Iran aggiungono un ulteriore strato di complessità. Le relazioni tra Turchia, Azerbaijan e Israele rappresentano un esempio di come legami strategici possano formarsi tra Paesi con interessi comuni. Nonostante le sfide e le tensioni, la triade continua a evolversi, influenzando le dinamiche geopolitiche della regione. Il futuro di queste relazioni dipenderà dalla capacità di ciascun Paese di navigare le proprie priorità nazionali e le complesse interazioni internazionali.

Tratto da: Paese Roma

Report sulle Relazioni Internazionali tra Turchia Azerbaijan e Israele
Report sulle Relazioni Internazionali tra Turchia Azerbaijan e Israele

LO SCIAMANESIMO COME TECNICA ESTATICA

a cura di Eduardo Ciampi

“Mircea Eliade definiva lo sciamanesimo non come una vera e propria religione, ma come una ‘tecnica estatica’, un sistema di metodi estatici e terapeutici finalizzati a stabilire il contatto con l’universo parallelo degli spiriti e a ottenere il loro appoggio nelle varie attività di un gruppo sociale o di un singolo individuo. […] Il complesso sciamanico degli ‘allevatori di bestiame’ ha le seguenti caratteristiche: la professione è quasi esclusivamente maschile, lo sciamano evoca spiriti dall’aspetto umano o animale ed entrando in stato di trance mostra completa indifferenza per le ferite autoinflittesi; durante la seduta guaritrice danza e mima l’ascesa al cielo (arrampicandosi sul tetto della iurta). Al contrario, nel complesso degli ‘agricoltori’ gli sciamani sono generalmente donne, evocano spiriti dall’aspetto umano, i loro poteri si spiegano in gran parte attraverso le relazioni sessuali che intrattengono con lo spirito e infine non danzano durante la seduta.”

LO SCIAMANESIMO COME TECNICA ESTATICA
LO SCIAMANESIMO COME TECNICA ESTATICA

GLI STATI UNITI HANNO ISTITUITO UNA RISERVA STRATEGICA DI BITCOIN E UNA SCORTA DI ASSET DIGITALI

a cura di Zenit

13 Marzo 2025

Il Presidente degli Stati Uniti – Trump – ha firmato un Ordine Esecutivo per istituire una Riserva Strategica di Bitcoin e una scorta di altre risorse digitali, volte a mantenere il primato dell’America, declinato anche nel campo delle monete digitali.

Il lungimirante obiettivo rimane quello di fare degli Stati Uniti la «capitale mondiale delle criptovalute» e di utilizzarle per stimolare la crescita economica e la leadership tecnologica del Paese.

La Riserva Strategica di Bitcoin sarà gestita dal Dipartimento del Tesoro e verrà inizialmente capitalizzata con i Bitcoin che sono stati confiscati nell’ambito di procedimenti penali o civili. Le monete della Riserva non verranno vendute, ma mantenute come riserva di attività.

Il Bitcoin viene infatti definito come «la criptovaluta originale» e considerato come l’«oro digitale», per via della sua sicurezza – dato che non è mai stato hackerato – e della sua finitezza – visto che l’offerta è limitata a 21 milioni di Bitcoin.

Per questi motivi Trump crede che ci sia «un vantaggio strategico nell’essere tra le prime Nazioni a creare una Riserva Strategica di Bitcoin».

«Proprio come è nell’interesse del nostro Paese gestire attentamente la proprietà e il controllo nazionale di qualsiasi altra risorsa, la nostra Nazione deve sfruttare, non limitare, il potere delle risorse digitali per la nostra prosperità».

GLI STATI UNITI HANNO ISTITUITO UNA RISERVA STRATEGICA DI BITCOIN E UNA SCORTA DI ASSET DIGITALI
GLI STATI UNITI HANNO ISTITUITO UNA RISERVA STRATEGICA DI BITCOIN E UNA SCORTA DI ASSET DIGITALI

ACCELERAZIONISMO OSCURO

a cura di Rainaldo Graziani

13 Marzo 2025

Introduzione indispensabile al laboratorio sull’accelerazionismo oscuro.

A tutti gli interessati all’imminente laboratorio sull’accelerazionismo oscuro rivolgo il suggerimento di riflettere su questo recente intervento del Prof. Alexandr Dugin

Aleksandr Dugin

Analizzare come Donald Trump sia riuscito a salire al potere negli Stati Uniti e ad avviare una vera e propria rivoluzione contro il corso pluridecennale del globalismo liberale solleva molte domande serie, soprattutto se si considera il fattore “Stato Profondo”. In effetti, i trumpisti hanno dichiarato una vera e propria guerra contro questo Stato Profondo, l’hanno lanciata e hanno già ottenuto diverse vittorie significative, come la chiusura della sola USAID.

I trumpisti hanno una definizione molto chiara di “Stato Profondo”. Si tratta di un’élite al potere che aderisce all’ideologia liberal-democratica (sia di sinistra che neoconservatrice), profondamente radicata all’interno del governo degli Stati Uniti e sostenuta da oligarchie finanziarie, militari e high-tech, con le sue reti che permeano le agenzie di intelligence. Questa élite ha legato il destino dell’America e dell’intero Occidente al globalismo, all’unipolarismo e alla diffusione planetaria dell’ideologia woke, che comprende la legalizzazione delle perversioni, la mescolanza etnica forzata attraverso la promozione di migrazioni di massa e l’indebolimento degli Stati nazionali sovrani.

Trump ha proposto un’ideologia diametralmente opposta, l’ideologia MAGA. Essa si basa su principi fondamentalmente opposti: valori tradizionali, una concezione normale della distribuzione dei sessi (ci sono solo uomini e donne), protezione dei popoli dall’immigrazione di massa, in particolare da quella clandestina, rafforzamento della sovranità, conservazione degli Stati nazionali e riconoscimento di un mondo multipolare (a cui Trump si riferisce come “ordine delle grandi potenze”).

Si tratta di una rivoluzione ideologica e persino geopolitica, viste le conseguenze che un tale cambiamento di paradigma ha sulla politica internazionale. Si tratta di un completo rimescolamento delle carte e di una ridefinizione dei ruoli di amico e nemico sia all’interno della politica interna degli Stati Uniti che a livello internazionale. Trump ha delineato chiaramente tutto questo durante la sua campagna elettorale (in piena linea con il “Progetto 2025”, da cui ha formalmente preso le distanze, ma che, come osserviamo, si sta rapidamente concretizzando). Subito dopo il suo insediamento, ha iniziato ad attuare questi piani nominando sostenitori convinti in posizioni chiave all’interno della sua nuova amministrazione, conferendo loro poteri straordinari (JD Vance, Elon Musk, Pete Hegseth, Tulsi Gabbard, Kash Patel, Robert Kennedy Jr., Pam Bondi, Karoline Leavitt e altri). Infine, nel discorso tenuto il 3 marzo a entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti, Trump ha cristallizzato il suo programma, riassumendo tutte le tesi principali in un unico documento, che ora funge da tabella di marcia per la sua rivoluzione conservatrice.

In sostanza, lo Stato Profondo è stato preso di mira per essere completamente distrutto. Trump ha impostato un percorso che mira esplicitamente alla sua eliminazione.

Tuttavia, già in precedenza, analizzando il fenomeno della rivoluzione di Trump – argomento a cui ho dedicato il mio ultimo libro – avevo avanzato l’ipotesi che Trump non sarebbe mai stato in grado di attuare cambiamenti così radicali o addirittura di farsi eleggere e sopravvivere fino all’insediamento se non avesse ricevuto un sostegno eccezionale da parte di potenti entità all’interno dello stesso Stato Profondo. Nel corso di decenni di potere incontrastato, i globalisti hanno raggiunto un’influenza così ampia negli Stati Uniti e nel mondo da esercitare un controllo totale su politica, economia, media, diplomazia, cultura e arti. L’ambiziosa iniziativa di Trump di porre fine a tutto questo in un colpo solo – nonostante il significativo sostegno delle masse americane inorridite dalle politiche dei globalisti liberali che hanno trasformato gli Stati Uniti in uno spettacolo bizzarro e in rovina – non avrebbe potuto avere successo se non fosse stata presa una decisione fondamentale e repentina a qualche livello più profondo.

Ma qui sorge un paradosso. Come potrebbe lo Stato Profondo dare il via libera alla propria distruzione? Naturalmente, se ci fosse una scissione all’interno della sua struttura, con una fazione che sceglie di sostenere Trump mentre l’altra mantiene la sua precedente posizione ideologica – come ho ipotizzato in precedenza – questa contraddizione sarebbe risolta. Ma poi, logicamente, una volta preso il potere, Trump e i suoi sostenitori avrebbero smesso di fare riferimento allo Stato Profondo e non avrebbero più invocato la sua eliminazione. Tali appelli sarebbero rimasti semplici slogan elettorali; le epurazioni sarebbero avvenute senza grandi clamori e uno Stato Profondo rivisto avrebbe operato secondo nuove linee guida.

Tuttavia, è accaduto qualcosa di completamente diverso. I trumpisti e il movimento MAGA continuano a smantellare esplicitamente – e non solo a prendere il controllo – lo Stato Profondo.

Questo paradosso richiede una risoluzione diversa. È un po’ ingenuo credere che il sostegno delle forze populiste e dei cosiddetti americani comuni, che di fatto costituiscono l’elettorato di riferimento di Trump, sia sufficiente da solo a conferirgli un mandato per riforme così radicali e per lo smantellamento dello Stato Profondo. Ma sembra anche singolare supporre che lo stesso Stato Profondo abbia deciso consapevolmente di autoliberarsi.

Da qui emerge la mia ipotesi: non esiste un solo Stato Profondo, ma due. C’è uno “Stato Profondo” e c’è uno “Stato ancora più profondo”. Lo “Stato Profondo” è una rete internazionale americana e globale di globalisti liberali – una sorta di “Internazionale liberale”. Questo è esattamente il modo in cui gli stessi trumpisti lo interpretano e lo definiscono. Questa entità non ha certamente dato a Trump alcun mandato per governare, ma ha combattuto contro di lui fino alla fine. Se non fosse esistita, avrebbe dovuto essere inventata o creata. Il solo sostegno dei comuni “bifolchi” americani della Rust Belt e dell’Heartland americano sarebbe insufficiente per una rivoluzione di tale portata. Deve esserci sicuramente qualcos’altro. Cosa potrebbe essere?

Per capire meglio questo misterioso fenomeno di uno Stato ancora più profondo, vale la pena di confrontare il primo mandato di Trump come 45° Presidente degli Stati Uniti – Trump 1.0 – e Trump come 47° Presidente – Trump 2.0. Durante il suo primo mandato, il sostegno popolare da parte degli americani comuni è stato relativamente alto e ha unito le forze conservatrici, in particolare i paleoconservatori, intorno a Trump 1.0. Tuttavia, la sua amministrazione è stata composta principalmente da persone che hanno fatto parte di un gruppo di persone. Tuttavia, la sua amministrazione era composta principalmente da rappresentanti di quello stesso Stato Profondo – neocon globalisti e repubblicani ambigui, che oggi i trumpisti etichettano in modo dispregiativo come RINO (Republican In Name Only – Repubblicano Solo Di Nome), ricordando umoristicamente il termine “rinoceronte”. L’ideologia di Trump 1.0 è stata frettolosamente assemblata da varie teorie cospirative, alcune perspicaci ma per lo più assurde. Il tutto è culminato nel movimento QAnon, dal nome di un blogger anonimo, Q, che ha propagato queste strane teorie, ha sostenuto attivamente Trump e ha persino previsto la sua vittoria alle elezioni del 2016. All’epoca, Trump era un populista carismatico e di successo che si era imposto alla Casa Bianca contro ogni previsione, cavalcando un’onda di disillusione popolare nei confronti di globalisti e liberali. Ma non aveva una vera e propria ideologia, solo un’imitazione approssimativa.

Al suo secondo mandato, tuttavia, emerse un’ideologia coerente. Il suo nucleo è rimasto populista e libertario. Elementi simili esistevano già in precedenza: riduzione del governo, riduzione della spesa sociale, rifiuto della politica di genere e della censura liberale, lotta all’immigrazione clandestina e così via. Questo polo ideologico era rappresentato in modo più consistente da Steve Bannon, che è stato consigliere di Trump per la sicurezza nazionale durante il suo primo mandato. Ma ora questo sistema di visioni conservatrici-populiste e soprattutto nazionaliste è stato chiaramente articolato, esemplificato dal documento “Progetto 2025”. Tuttavia, queste posizioni difficilmente potevano rappresentare la vera posizione di quello che chiamiamo Stato Profondo, per non parlare del secondo Stato, ancora più profondo. Rappresentavano piuttosto gli stessi valori e atteggiamenti americani, che si limitavano a riflettere una fase precedente. Non poteva trattarsi di un’autentica visione alternativa del futuro, nemmeno lontanamente paragonabile all’ideologia dei globalisti liberali incarnati dallo Stato Profondo. Fino a un certo punto, lo Stato Profondo negli Stati Uniti ha considerato l’alternanza tra amministrazioni democratiche e repubblicane come semplici cambiamenti di facciata all’interno dello stesso sistema. È improbabile che qualcosa di veramente profondo favorisca improvvisamente il ritorno a un’epoca americana precedente, con le sue condizioni e priorità, rispetto a un’alternativa più “progressista” e avanzata. Pertanto, gli indizi di uno stato ancora più profondo devono essere cercati altrove.

È qui che diventa utile qualcosa di fondamentalmente nuovo, prima assente dal primo Trumpismo. Nelle elezioni del 2024, Trump ha ricevuto il sostegno di figure chiave della Silicon Valley – oligarchi e tecnocrati tradizionalmente associati esclusivamente al Partito Democratico. Questo gruppo è interamente dedicato all’accelerazione del tempo, un processo che ha dato origine a un termine particolare e a una filosofia corrispondente: l’accelerazionismo. Gli accelerazionisti ritengono che l’esistenza sia concentrata unicamente nel tempo e che accelerando il tempo, facendo avanzare rapidamente il progresso tecnologico, soprattutto nei social media e nell’intelligenza artificiale, l’umanità possa raggiungere un livello qualitativamente nuovo. In sostanza, si tratta di un salto verso la post-umanità, o super-umanità.

A un certo punto, tuttavia, gli acceleratori della Silicon Valley si sono divisi in due correnti: gli acceleratori di sinistra e gli acceleratori di destra. I primi ritenevano che il progresso tecnologico fosse naturalmente allineato con un’agenda di sinistra-liberale e si opponevano fortemente al conservatorismo e al populismo. I secondi, invece, avevano proposto alcuni decenni fa la tesi paradossale che il progresso tecnologico e l’accelerazionismo non dipendono affatto dall’ideologia prevalente nella società. Più radicalmente, sostenevano che l’ideologia liberale – con i suoi dogmi incrollabili, la politica di genere, la cultura woke, la DEI (Diversity, Equity, Inclusion), la cultura dell’annullamento, la censura, la cancellazione dei confini e le migrazioni incontrollate – attualmente ostacola lo sviluppo, non solo non accelerando il tempo, ma rallentandolo attivamente. I leader intellettuali di questo movimento, come Curtis Yarvin e Nick Land, hanno formulato la teoria dell’“Illuminismo oscuro”, affermando che per entrare nel futuro l’umanità deve abbandonare i pregiudizi dell’umanesimo e dell’Illuminismo classico. Al contrario, un ritorno alle istituzioni tradizionali come la monarchia, la società divisa in classi, le caste e i sistemi chiusi avrebbe favorito in modo significativo il progresso tecnologico.

È importante notare che questa idea ha ottenuto il sostegno attivo di influenti oligarchi, in particolare Peter Thiel – il creatore di PayPal, Palantir e altre imprese di successo – ed Elon Musk. Questi giganti della tecnologia sono penetrati profondamente nell’establishment americano, controllando tecnologie di sorveglianza, di rete e di intelligence elettronica di importanza critica. Hanno inoltre compiuto notevoli progressi nel campo dell’ingegneria, come dimostrano i risultati ottenuti da Musk nell’esplorazione dello spazio. Questo ambiente nella Silicon Valley ha dato origine a un movimento distinto, talvolta chiamato “Thielismo”, dal nome di Peter Thiel. Gli acceleratori di destra hanno formato un gruppo coeso di potenti oligarchi che alla fine si sono sentiti abbastanza forti da attuare le idee dell’“Illuminismo oscuro” all’interno della politica americana.

La mia ipotesi è che questo fenomeno ombra sia diventato la base di uno Stato ancora più profondo. Questi individui erano meno conservatori tradizionali di destra e più oppositori ideologici del liberalismo di sinistra e del globalismo. Inoltre, secondo la loro teoria, il successo dell’avanzamento tecnologico e il salto decisivo verso nuove tecnologie e nuove forme di esistenza sono raggiungibili solo all’interno di sistemi sociopolitici e culturali relativamente chiusi che replicano forme feudali-monarchiche di organizzazione sociale a un nuovo stadio evolutivo.

Lo stesso Thiel si è allineato presto con Trump, creando una cerchia ristretta che comprendeva i membri della famiglia di Trump e alcuni promettenti politici repubblicani, in particolare JD Vance. I sistemi Palantir sono diventati parte integrante delle operazioni quotidiane della CIA e di altre agenzie di intelligence americane, dove il “Dark Enlightenment” ha gradualmente reclutato sostenitori. Il populismo e il nazionalismo furono scelti consapevolmente come copertura di massa per le loro idee avanguardistiche e un po’ sinistre.

Sebbene un nucleo elettorale fosse necessario, da solo era insufficiente per la vittoria. Così, gli “accelerazionisti di destra” hanno deciso di sfruttare i social media, come dimostra l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk (X). Musk è diventato un simbolo di questo secondo polo del trumpismo, soprannominato “destra tecnologica”, in contrasto con i populisti etichettati come “trad right” (destra tradizionale). La partecipazione attiva della destra tecnologica, insieme all’impegno dei giovani attraverso i social media e altri strumenti di influenza high-tech, ha assicurato la vittoria di Trump. Lo stesso “Progetto 2025” è emerso da questo ambiente. I thielisti e i candidati da loro selezionati hanno occupato posizioni di rilievo nella nuova amministrazione. Figure come Vance e Musk sono importanti, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg. Numerosi individui di questo gruppo hanno assunto ruoli chiave a vari livelli del governo. Ad esempio, Russell Vought, che ha introdotto il “Progetto 2025”, è diventato direttore dell’Ufficio di gestione e bilancio.

L’accelerazionismo di destra ha intrapreso un percorso per smantellare lo Stato Profondo liberale e globalista, non attraverso gli elettori conservatori convenzionali, ma attraverso l’infiltrazione nel sistema stesso. Dal primo mandato di Trump in poi, durante tutta la sua lotta per la rielezione, era in corso un immenso sforzo invisibile, i cui risultati sono diventati evidenti solo durante le elezioni. Trump è emerso armato di un’ideologia potente e sistematica, con figure della destra tradizionale (come Steve Bannon e Jack Posobiec) che guidano il populismo e figure della destra tecnologica (tra cui Peter Thiel, Elon Musk, Vivek Ramaswamy, Marc Andreessen, David Sacks e altri) che attirano il settore tecnologico americano dalla sua parte. Gli acceleratori di destra promuovono le criptovalute, l’esplorazione di Marte e propongono persino di trasformare la Groenlandia in un vasto laboratorio per esperimenti audaci e radicali.

Pur rimanendo una minoranza all’interno del più ampio populismo trumpiano, la destra tecnologica rappresenta la voce di quello che abbiamo definito, in modo condizionale, lo “Stato ancora più profondo”. In sostanza, questa ideologia dà priorità alla tecnologia pura e all’accelerazione della transizione globale dell’umanità verso un nuovo livello – verso l’intelligenza artificiale, l’IA potente e la singolarità. Recentemente, Elon Musk ha scritto sul suo account X: “Siamo all’orizzonte degli eventi della singolarità”. Agli occhi dei tecnocrati, l’ostacolo a questa transizione è l’ideologia liberale (a loro avviso idiota), che stanno smantellando con successo negli Stati Uniti insieme allo Stato Profondo in cui si era radicata.

Se questa interpretazione è corretta, molte cose diventano più chiare. In primo luogo, comprendiamo con precisione quale forza, e per quali scopi di vasta portata, ha permesso a Trump di vincere (esempi di come le elezioni possono essere impedite sono le elezioni statunitensi del 2020 e l’attuale politica europea). In secondo luogo, spiega perché la resistenza dello Stato Profondo è stata relativamente facile da superare: un segmento di esso (il settore high-tech e alcune fazioni all’interno delle comunità di sicurezza e di intelligence) era già stato riformato ideologicamente secondo i principi dell’“Illuminismo oscuro”. Infine, chiarisce il motivo per cui Trump sta agendo in modo così deciso: non si tratta di una semplice questione di temperamento, ma di un piano globale per accelerare la progressione del tempo stesso. Questo trascende il semplice populismo; è filosofia, strategia e persino metafisica.

ACCELERAZIONISMO OSCURO
ACCELERAZIONISMO OSCURO

Radosław Sikorski e la Critica a Elon Musk: La Questione di Starlink e il Ruolo del Pentagono

di Lelio Antonio Deganutti

12 Marzo 2025

Di recente, Radosław Sikorski, politico e ex ministro degli Esteri polacco, ha espresso una forte critica nei confronti di Elon Musk, in particolare per la sua azienda Starlink. Secondo Sikorski, se Starlink decidesse di interrompere le forniture di internet alla Polonia, il paese sarebbe costretto a rivolgersi al Pentagono, che sta progettando una costellazione di servizi internet mobile simile a quella offerta da Starlink. Questa dichiarazione mette in evidenza non solo le tensioni tra Musk e gli apparati burocratici americani, ma solleva anche interrogativi sulle implicazioni strategiche e geopolitiche di tali scelte.

La posizione di Sikorski riflette una crescente preoccupazione in Polonia riguardo alla dipendenza da fornitori privati di tecnologia, specialmente in un contesto di crescente instabilità internazionale. Il timore è che un imprenditore come Musk, con il suo approccio imprenditoriale e talvolta imprevedibile, possa influenzare le comunicazioni e, di conseguenza, la sicurezza nazionale. La possibilità che Starlink chiuda le forniture rappresenta non solo un problema tecnico, ma anche una questione di sovranità e sicurezza informatica per la Polonia.

D’altro canto, il riferimento al Pentagono rappresenta una strategia alternativa per garantire continuità e stabilità nelle comunicazioni. Gli Stati Uniti, infatti, stanno sviluppando un proprio sistema di internet mobile che potrebbe ridurre la dipendenza da attori privati come Musk. Tuttavia, è importante notare che anche il Pentagono e le sue agenzie hanno avuto il loro bel da fare con Musk, in particolare a causa di disaccordi su questioni di sicurezza e di controllo.

Questa situazione evidenzia un conflitto più ampio che va oltre il singolo episodio: da un lato, abbiamo un imprenditore innovatore che ha rivoluzionato il settore spaziale e delle telecomunicazioni, e dall’altro, le istituzioni governative che devono affrontare le sfide legate alla sicurezza nazionale e alla gestione delle risorse strategiche. La tensione tra Musk e il Pentagono non è solo un problema di carattere personale, ma riflette una questione più ampia riguardante il ruolo delle aziende private nella fornitura di servizi essenziali per la sicurezza e il funzionamento delle nazioni.

La critica di Radosław Sikorski a Elon Musk solleva interrogativi fondamentali sul futuro delle comunicazioni in Polonia e sulla dipendenza da fornitori privati di tecnologia. La potenziale risposta del governo polacco al Pentagono non solo evidenzia la necessità di alternative, ma mette anche in luce le sfide che i paesi devono affrontare nel bilanciare innovazione, sicurezza e indipendenza. La questione di Starlink e del suo rapporto con le istituzioni governative rappresenta quindi un argomento di rilevanza cruciale nel contesto attuale, con implicazioni che possono estendersi ben oltre i confini polacchi.

Tratto da: Giornale Sera

Radosław Sikorski e la Critica a Elon Musk: La Questione di Starlink e il Ruolo del Pentagono
Radosław Sikorski e la Critica a Elon Musk: La Questione di Starlink e il Ruolo del Pentagono

I CUORI AMANTI DI DIO

di Gabriele Tecchiato

I cuori di chi ama Allâh con passione sono illuminati da luce divina e quando in essi sorge l’anelito ardente, tale luce inonda lo spazio fra il cielo e la terra. Allora di loro si gloria Allâh con i Suoi angeli, dicendo: “Vi prendo a testimoni che il Mio amore verso di loro è ancora maggiore”.

Mâgid al-Kurdî (m. 561 h.)

I CUORI AMANTI DI DIO
I CUORI AMANTI DI DIO

IL DIGIUNO NEL RAMADAN

a cura di Giuseppe Aiello

Stai digiunando?

Durante il mese di Ramadan, in un luogo vicino o lontano da qui, alcuni giovani videro un’anziana seduta sotto un albero in un luogo appartato mentre stava mangiando una pesca.

Infastiditi dal suo aperto dispregio del digiuno, si avvicinarono e le chiesero: “O signora, lo sa che questo è il mese del Ramadan? Perché non sta digiunando?”

L’anziana alzò gli occhi, li guardò un po’ sorpresa e rispose: “Cosa volete dire? Io sto digiunando! Sto solo mangiando qualcosa e bevendo un po’ d’acqua.”

I giovani risero e chiesero: “Oh signora, come può digiunare in questo modo?”

L’anziana rispose: “È semplice: io sorveglio e osservo il mio cuore di continuo, sono presente nella preghiera, non penso male di chi incontro, non mento e non faccio alcun male, nè abuso nè calunnio nessuno, non parlo male di nessuno nè mi lascio andare alla collera, non sono gelosa di nessuno, proteggo i miei occhi dal guardare ciò che non è lecito, compio i miei doveri e svolgo le mie responsabilità onestamente, mi astengo dal mangiare ciò che non è né halal né tayyib e con ogni respiro in piedi, seduta o distesa, cerco di ricordare Allah. Tuttavia, la mia malattia non mi permette di astenermi dal cibo e dal bere”.

Nell’ascoltare le sue parole, i giovani imbarazzati si guardarono tra di loro.

Con sincera premura l’anziana allora chiese loro: “E voi, figli miei, anche voi state digiunando?”

Con la testa china, uno dei giovani rispose con un fil di voce: “No, gentile signora purtroppo no. Noi semplicemente non stiamo né mangiando né bevendo…”.

IL DIGIUNO NEL RAMADAN
IL DIGIUNO NEL RAMADAN