Tutte le colpe Usa: carte alla mano

di Alessandro Orsini

La Russia ha inflitto una sconfitta strategica agli Stati Uniti in Europa. Per nascondere questo fatto geopolitico enorme, Trump insulta Zelensky e l’Unione europea scaricando le colpe della guerra su di loro.

Ma la documentazione racconta un’altra storia. Il 13 ottobre 1994 Anthony Lake, National Security Advisor (1993-1997), consegnò un documento a Bill Clinton, in cui spiegava che la Nato avrebbe dovuto inglobare i Paesi baltici e l’Ucraina. Clinton annotò su quel documento un grosso appunto con la mano sinistra (è mancino): “Looks Good!”.

Nei primi anni Novanta, Clinton decise che l’Ucraina sarebbe entrata nella sfera d’influenza americana, ma invitò a procedere con cautela per non scatenare l’ira del Cremlino e le sue eventuali contromosse. Essendo un progetto di lungo periodo estremamente rischioso, l’inclusione dell’Ucraina nella Nato è stata perseguita da tutte le amministrazioni americane dopo Clinton, inclusa l’amministrazione Trump (2017-2021). Sotto Biden, il progetto ha ricevuto una brusca accelerazione che ha fatto precipitare tutto. Nel 2021 Biden ha firmato una serie di protocolli con Zelensky per la penetrazione militare degli Stati Uniti in Ucraina, pubblicati sul sito della Casa Bianca. Nel giugno, luglio e settembre 2021, la Nato ha organizzato tre esercitazioni militari in Ucraina. Questi fatti e documenti sono analizzati nel mio Ucraina. Critica della politica internazionale(PaperFirst 2022). Mary Sarotte, nel suo Not One Inch, si è soffermata sulla nota del 13 ottobre 1994 di Lake a Clinton (Sarotte è filo-Zelensky e ferocemente anti-Putin). Il primo punto da fermare è questo: la Casa Bianca ha deciso di includere l’Ucraina nella Nato nel 1994. Nel summit Nato di Bucarest dell’aprile 2008, George W. Bush si limitò a ottenere il consenso degli europei a una decisione presa 14 anni prima da Clinton.

Devo smentire un’altra interpretazione storica promossa da Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Libero, Il Foglio, Il Giornale e il Sole 24 Ore, secondo cui Finlandia e Svezia avrebbero deciso di entrate nella Nato dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il filo-americanismo è una sciagura scientifica come l’anti-americanismo: entrambi falsificano la storia per una finalità ideologica. Secondo i giornalisti filo-americani, Svezia e Finlandia sono entrate nella Nato a causa dell’invasione russa. La loro conclusione è che la “colpa” dell’ampliamento della Nato ai confini della Russia è di Putin. Ma è falso, come ho documentato nel mio Ucraina-Palestina. Il terrorismo di Stato nelle relazioni internazionali (PaperFirst 2024).

La Casa Bianca ha avviato il processo di inclusione nella Nato di Finlandia e Svezia molti anni prima dell’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022. La prova è Trident Juncture 2018, la più grande esercitazione militare della Nato dopo il 1991, svolta in Norvegia tra ottobre-novembre 2018. Il New York Times colse perfettamente che la Finlandia, partecipando a Trident Juncture 2018, rischiava di scatenare l’ira della Russia. Ecco che cosa scriveva ilNew York Times il 31 ottobre 2018: “La Finlandia, sebbene non sia membro della Nato, questa settimana ha rischiato l’ira russa inviando truppe in Norvegia per unirsi alle forze americane che prendono parte a Trident Juncture, la più grande esercitazione militare della Nato dalla fine della Guerra fredda nel 1991”. L’esercitazione Trident Juncture 2018 è stata condotta sotto scenario articolo 5, l’articolo sulla difesa collettiva del trattato della Nato. Fu la Nato stessa ad annunciare la partecipazione di Svezia e Finlandia sul suo sito, l’11 giugno 2018. Ho seguito gli sviluppi del processo di inclusione di Svezia e Finlandia nella Nato quotidianamente quando ero direttore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss (2016-2022). Ho registrato tutte le loro mosse. Quando il Senato mi ha convocato per parlare della crisi in Ucraina, il 4 dicembre 2018, sapevo che quei due Paesi erano nella Nato da un pezzo. Dissi ai senatori della commissione Affari esteri che la situazione al confine russo-ucraino era gravissima e pericolosissima perché ero a conoscenza del processo di assorbimento di tutta l’Europa nella Nato deciso nel 1994 da Clinton e perseguito da tutti i presidenti dopo di lui. In Senato dissi che gli interessi nazionali degli italiani erano a rischio perché l’invasione dell’Ucraina avrebbe costretto l’Italia ad aderire alle sanzioni americane contro la Russia danneggiando la nostra economia.

Mi occupo, adesso, delle testate nucleari che l’Ucraina consegnò alla Russia. A differenza di ciò che dicono il Corriere della Sera e i suoi figli minori, furono gli Stati Uniti a costringere l’Ucraina a consegnare le testate nucleari alla Russia.

L’Ucraina divenne indipendente nel 1991. Ereditando molte testate nucleari dell’Unione Sovietica, l’Ucraina era diventata di colpo la terza potenza nucleare più grande nel mondo. Per gli Stati Uniti era inaccettabile. Quando Bush perse le elezioni nel novembre 1992, il suo segretario di Stato, James Baker, era disperato per le testate nucleari in mano agli ucraini che gli apparivano una minaccia incontrollata. Baker spiegò alla nuova amministrazione Clinton quanto fosse importante privare gli ucraini delle testate nucleari. Gli ucraini furono colpiti da una terribile crisi economica dai tragici risvolti umanitari. Gli americani dissero agli ucraini che avrebbero ricevuto gli aiuti economici se avessero rinunciato alle testate nucleari. Gli ucraini si divisero. I recalcitranti cedettero per fame. Questo condusse al memorandum di Budapest del 5 dicembre 1994 con cui gli ucraini trasferirono le testate nucleari alla Russia in cambio del suo impegno a rispettare la loro integrità territoriale.

Bombardando illegalmente la Serbia nel 1999, la Nato si trasformò in organizzazione offensiva. E si avvicinò alla Russia nella sua nuova veste. Putin e Gorbaciov hanno conosciuto due Nato diverse. Gorbaciov ha conosciuto la Nato difensiva; Putin quella offensiva. Il che ha prodotto conseguenze storiche.

È vero che, nel febbraio 1990, Baker promise a Gorbaciov che la Nato, presa la Germania, non si sarebbe avvicinata alla Russia di un centimetro? È vero, ma la questione è complessissima. La rendo comprensibile nel mio nuovo libro che uscirà a fine marzo per PaperFirst Italia-Casa Bianca. La corruzione dell’informazione di uno Stato satellite.

L’Italia vive nella menzogna? La libertà è soltanto la possibilità di dire la verità. Una società può essere libera e vivere nella menzogna. D’altra parte, chi è libero di parlare è libero anche di mentire. Libertà e verità andrebbero tematizzate separatamente per studiare come interagiscono nel sistema dell’informazione sulla politica internazionale. Ciò che la grande stampa italiana ha raccontato sull’espansione della Nato è falso perché l’Italia è uno Stato satellite degli Stati Uniti. Questo ha conseguenze corruttive sull’informazione.

Tutte le colpe Usa: carte alla mano
Tutte le colpe Usa: carte alla mano

I TUOI OCCHI TI ACCECANO

di Martino Zeta

Il tuo modo di vedere, il tuo sguardo abituale, è fuorviante, incompleto, inaffidabile.

La tua vista è piena di sviste.

La tua vista è estremamente inaccurata, imprecisa e dunque sistematicamente fallace.

In pratica è come se tu non fossi in grado di vedere la realtà o meglio è come se non vedessi la realtà per quel che è, il che vuol dire essere praticamente ciechi. A rincarare la dose di cecità ci pensano le volatili apparenze esterne e soprattutto le innumerevoli impressioni che – a tua insaputa – deformano, snaturano, falsificano qualsiasi immagine e qualunque forma. Se le cose stanno così – e se rifletti a fondo vedrai che stanno davvero così – come la mettiamo con la validità, l’attendibilità, l’affidabilità del tuo modo di vedere qualsiasi cosa? Basta un pizzico di onestà per accorgersi della fallibilità della percezione ordinaria. […]

Gli occhi del corpo possono vedere solamente in modo distorto e non c’è nulla di male in quelle piccole o grandi distorsioni, l’importante è considerare i fenomeni visti dai tuoi occhi come interessanti sogni, simpatiche allucinazioni, strane apparenze in costante fluttuazione.

[…] Se gli occhi fisici vedono solo apparenze essi non possono vedere l’essenza, non possono vedere ciò che sei veramente. Ciò che sei veramente non deve essere ricercato con gli occhi del corpo. Ciò che sei veramente non ha bisogno degli occhi, non ha bisogno della vista. Gli occhi sono un organo supplementare, qualcosa che non è davvero indispensabile al tuo essere: se vogliamo dargli una funzione interessante, i tuoi occhi – e gli altri organi sensoriali – servono per ottimizzare e rendere più divertente l’esperienza del sogno planetario. Ma quando si tratta dell’essenza che tu sei ricordati che gli occhi ti accecano.

Impiega in maniera spassosa i tuoi occhi, senza crearti troppe aspettative, come quelle sulla vista spirituale, la vista del terzo occhio e così via. Ricorda che ciò che sei veramente trascende qualsiasi punto di vista relativo. Ciò che sei trascende anche qualunque punto di vista spirituale.

I TUOI OCCHI TI ACCECANO
I TUOI OCCHI TI ACCECANO

Il Ruggito del Coniglio: le tristi prospettive dell’Europa

di Umberto Bianchi

Società – 21/02/2025

Come d’improvviso, al pari di un fulmine a ciel sereno, lo scenario della politica internazionale, sembra aver preso una inaspettata svolta, in direzione di una Pax Americana che, sinora, con la democraticissima e iper-buonista presidenza Biden, sembrava obiettivo quanto mai lontano e quasi irraggiungibile.

In special modo, il quadrante est del Vecchio Continente, per quel che riguarda il conflitto russo-ucraino, è tra le priorità del neoeletto Presidente Trump che, in un modo o nell’altro, vuole arrivare ad una definitiva soluzione e fine del conflitto, per poter dedicare le proprie forze al confronto con la Cina. Di fronte al rinnovato attivismo dell’Amministrazione Usa ed al fermento in direzione della pace, che si registra nelle cancellerie dei paesi coinvolti nelle trattative per la pace (Turchia inclusa…), l’Europa è rimasta totalmente spiazzata.

I suoi piccoli politici, nel ruolo di burocrati scaldapoltrone, proni ai diktat del padrone di turno, ora non sanno più che pesci prendere.

In preda al più totale disorientamento, nonostante il nuovo scenario, tanto per riconfermare il proprio ruolo di asserviti alle linee guida delle più sfrenate politiche globaliste, al termine del vertice-burletta di Parigi, hanno deciso di riconfermare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa non senza, però, caldeggiare la propria presenza al tavolo delle trattative di pace.

Tutto questo, quasi in contemporanea con le infelici uscite della nostra massima autorità istituzionale che, impropriamente, paragonava la Federazione Russa al Terzo Reich, gettando in tal modo, benzina sul fuoco, delle già critiche relazioni con il grande paese.

Ora, è comprensibile che la Federazione Russa, per voce dei propri esponenti, non voglia avere al tavolo delle trattative l’Europetta di Bruxelles. Invece no. La banda di Bruxelles, come abbiamo visto, continua imperterrita sulla sua strada.

Anzi. In preda a quello che sembra un vero e proprio pericoloso delirio di onnipotenza, oltre a dichiarare invalide le ultime consultazioni elettorali in Romania, poiché a vincere era stata una formazione euroscettica, per bocca di uno dei suoi blasonati mister-nessuno, minaccia di ripetere lo stesso numero con la Germania, se dovesse vincere la formazione populista Alternative fur Deutschland.

Non solo.

È di poco tempo fa, la notizia dell’avvenuto blocco del conto bancario di una casa editrice italiana, diretta da un esponente di una delle nostrane formazioni di opposizione euro scettiche, colpevole di aver pubblicato un libro sul presidente russo V. Putin e per questo frettolosamente giudicata filo- russa e messa all’indice da questo vergognoso provvedimento, caldeggiato, a quanto sembra, da un esponente di area piddì della commissione europea.

E questo, non è il primo caso di cui si senta parlare in tal senso, poiché sembra che altri odiosi casi del genere si siano già verificati in ambito nord- europeo.

La qual cosa ci pone di fronte ad una, più che dovuta, riflessione.

Sembra che gli europei tutti, dagli eventi del passato, non abbiano tratto nessun tipo di insegnamento. Abbiamo avuto guerre napoleoniche, risorgimenti nazionali di tutti i tipi, due guerre mondiali, lo scioglimento del Patto di Varsavia, accompagnato da un nugolo di guerre e guerrette interetniche…

Il tutto, finalizzato a riconfermare un teorema geopolitico, (a suo tempo già enunciato da H.Mc Kinder, sic!), secondo il quale nessuna potenza può prevalere sul continente europeo. E invece, come per una strana nemesi storica, gli europei altro non sono riusciti a fare, che ricreare una vera e propria Cacania, stavolta situata a Bruxelles, espropriando i vari stati della propria sovranità, demandata a Banche Centrali ed organismi sovranazionali di vario genere e tipo, dietro i quali stavolta, non stanno più le famiglie delle decrepite aristocrazie europee, ma gli oscuri rappresentanti delle elites finanziarie globali che, momentaneamente, hanno stabilito la propria principale base operativa negli Usa e nella City londinese…

Praticamente, gli europei si sono nuovamente ficcati in una vera e propria gabbia, dalle parvenze democratiche e buoniste.

Tutto questo, sta portando ad una vera e propria involuzione ed a tutta una serie di restrizioni, sia per quanto riguarda il benessere economico delle popolazioni europee, che per quanto riguarda il progressivo restringersi delle libertà individuali. Se da una parte, le spese per il conflitto in Ucraina, hanno inciso in modo più che rilevante sulle varie economie (e sul benessere…) del Vecchio Continente, dall’altra nell’Occidente intero, oramai, la politica va assumendo la connotazione di una vera e propria forma di ricatto giudiziario e di intimidatorio pressing, dai molteplici aspetti.

L’elezione di D. Trump alla Casa Bianca ha acceso in molti le speranze per un decisivo cambio di rotta negli assetti internazionali ed auropei. Ma, a ben sentire il messaggio mandato a chiare note anche dal Vice Presidente Usa J.D.Vance, l’Europa dovrà sempre più cavarsela da sola.

Il che significa che, accanto ad una totale inettitudine ed insignificanza politica, il Vecchio Continente potrebbe continuare a rimanere la zoppicante base, l’ideale “pied a terre”, della fazione globalista, di matrice liberal-progressista, per ora uscita sconfitta dal confronto elettorale negli Usa.

Arrivati a questo punto, è solo attraverso una “chiamata alle armi”, intesa quale generale presa di coscienza dei popoli europei, attraverso un continuo ripeter certi concetti, a livello individuale, come di pubblica opinione, che ci potrà salvare dallo scivolamento dell’intero continente, verso una forma di sottile e micidiale, autoritarismo neo-paternalista.

Il Ruggito del Coniglio: le tristi prospettive dell’Europa
Il Ruggito del Coniglio: le tristi prospettive dell’Europa

Cina. Il console Liu Kan: La trasformazione verde e le opportunità di cooperazione con l’Italia

a cura della Redazione

21 Febbraio 2025

Quello conclusosi meno di due mesi fa è stato un anno molto importante per le relazioni tra Italia e Cina, che hanno celebrato i venti anni dall’avvio del Partenariato Strategico Globale (2004) e i settecento dalla scomparsa di Marco Polo (1324) con la firma di un nuovo Piano d’Azione triennale siglato dai due capi di governo – Giorgia Meloni e Li Qiang – a Pechino lo scorso luglio. Tra le materie coinvolte spicca la cooperazione nel settore green. A questo riguardo ospitiamo in esclusiva l’intervento di Liu Kan, Console Generale della Repubblica Popolare Cinese in Milano.

di Liu Kan
[Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano]

Il 2024 è stato un capitolo straordinario per Italia e Cina. Abbiamo celebrato il ventesimo anniversario dell’instaurazione del Partenariato Strategico Globale tra Italia e Cina, nonché il settecentesimo anniversario della scomparsa di Marco Polo. È stato un anno in cui le due parti hanno effettuato frequenti visite reciproche a tutti i livelli e in diversi campi, ottenendo fruttuosi risultati. Il Presidente del Consiglio Meloni e il Presidente della Repubblica Mattarella hanno visitato con successo la Cina, dove i due Paesi hanno siglato il Piano d’Azione per il rafforzamento del Partenariato Strategico Globale Cina-Italia (2024-2027).

Il suono delle campane dei cammelli delle carovane ha attraversato sette secoli di storia per accompagnare, insieme alla nuova Via della Seta del XXI secolo, il passo condiviso verso una rinnovata amicizia tra Cina e Italia.

Il 2024 è stato un anno in cui l’economia cinese ha continuato ad impressionare il mondo. Il PIL cinese ha raggiunto 134,9 miliardi di RMB, superando per la prima volta la soglia dei 130 miliardi. Con un aumento del PIL pari al 5%, l’economia cinese si è affermata tra le prime al mondo, con un contributo alla crescita globale del 30%. Il valore totale delle importazioni e delle esportazioni di beni ha superato i 43.000 miliardi di RMB, mentre il valore totale delle importazioni e delle esportazioni di servizi ha chiuso con un nuovo record storico di 7.500 miliardi di RMB. Le importazioni cinesi hanno contribuito per oltre un quinto alla crescita globale delle importazioni. Ciò dimostra che la Cina rimane un importante motore della crescita economica mondiale.


© Shutterstock


Il 2024 ha visto l’accelerazione della trasformazione verde della Cina. La Terza Sessione Plenaria del XX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha incorporato la trasformazione verde completa dello sviluppo economico e sociale nel macro-obiettivo di approfondire ulteriormente la riforma e lo sviluppo in modo complessivo. Inoltre ha saputo elaborare un imponente piano nei confronti della costituzione di un meccanismo di sviluppo a basse emissioni di carbonio.

Recentemente è stato pubblicato il documento dal titolo Opinioni sull’accelerazione della trasformazione verde completa dello sviluppo economico e sociale. La Cina, oggi, è il più grande produttore di impianti per le nuove energie e il più grande consumatore di energia al mondo. Secondo un rapporto dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), nell’ultimo decennio il costo medio per kilowattora dei progetti di energia eolica a livello globale è diminuito di oltre il 60%, mentre quello dei progetti di energia fotovoltaica di oltre l’80%. Le riduzioni sono in gran parte attribuibili agli sforzi della Cina. Secondo l’ultimo report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, entro il 2030 la Cina avrà il 60% della nuova capacità installata a livello mondiale. La transizione energetica cinese continua a fornire il suo contributo allo sviluppo verde globale.

Il 2024 è stato anche l’anno in cui il commercio verde cinese ha guidato il settore nel mondo. Oltre a perseguire il duplice obiettivo di raggiungere il picco delle emissioni di carbonio entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060, il commercio verde cinese ha promosso la trasformazione verde mondiale. Le imprese cinesi del commercio estero si sono adattate attivamente per rispondere alle tendenze green, trasformando i concetti di green e low-carbon in prodotti di alta qualità, che hanno arricchito l’offerta globale.

Prodotti cinesi quali le auto a nuova energia e le attrezzature per generatori eolici, in grado di soddisfare le esigenze del mercato, sono riconosciuti e apprezzati dai consumatori globali. Nel campo dell’energia verde, nel 2024 le esportazioni di turbine eoliche cinesi sono cresciute del 71,9%, le esportazioni di prodotti fotovoltaici hanno raggiunto 200 miliardi di RMB per quattro anni consecutivi e quelle delle batterie al litio hanno chiuso con un nuovo record di 3,91 miliardi di unità. Nel settore della mobilità green, le esportazioni di locomotive elettriche sono in aumento continuo da cinque anni consecutivi, mentre le vendite delle moto e delle biciclette elettriche hanno conosciuto un clamoroso successo nei mercati esteri, al punto che il valore delle esportazioni ha superato per la prima volta i 40 miliardi di RMB.


© Andy Feng / Shutterstock


La trasformazione verde dell’economia cinese è peraltro in linea con la necessità di uno sviluppo sostenibile dell’economia europea e di quella mondiale. Nel 2025, la Cina e l’Europa continueranno a condividere gli obiettivi e le responsabilità di promuovere una trasformazione verde completa dello sviluppo economico e sociale, affrontare più efficacemente il cambiamento climatico e guidare il mondo verso uno sviluppo sostenibile e a basse emissioni di carbonio. I vantaggi industriali delle due parti sono fortemente complementari e pongono la base della cooperazione nel settore delle energie verdi.

Dall’integrazione tra i vantaggi cinesi nel commercio, negli investimenti e nella capacità produttiva, e le esigenze della trasformazione energetica della comunità europea nasceranno maggiori cooperazioni verdi. Saranno prevedibili e auspicabili maggiori contributi ad opera delle due parti, sempre più impegnate a promuovere ulteriormente la cooperazione esistente e ad esplorare nuove opportunità.

Nel 2025 ricorrono cinquantacinque anni dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. In un anno da celebrare, le relazioni sino-italiane sono ad un nuovo punto di partenza. La cooperazione bilaterale nell’economia verde è caratterizzata da un’enorme potenzialità e prospettiva. L’Italia è tra i leader europei nell’economia verde. Nel quinquennio 2019-2023, il 38,6% delle imprese italiane ha effettuato eco-investimenti.

Alla Lombardia vanno il primato per quanto riguarda gli investimenti in prodotti e tecnologie ecosostenibili, con circa 90.000 imprese coinvolte, e la maggiore potenza installata di impianti di energia rinnovabile per la produzione elettrica, che rappresenta il 15,3% del totale nazionale.

Nel futuro, Cina e Italia possono rafforzare le forme di cooperazione in settori quali il commercio verde, le energie verdi, l’agricoltura verde e i trasporti verdi. Le opportunità vanno colte e sfruttate appieno dalle due parti, le quali, ferme nella loro fiducia verso la cooperazione, dovrebbero intensificare gli scambi tra i rispettivi popoli, consolidare le forme tradizionali di cooperazione per poi realizzare nuove iniziative e nuovi modelli di cooperazione nei mercati terzi. Con spirito di iniziativa ed impegni congiunti, la “torta” diventerà più grande a beneficio dei due Paesi e dei loro popoli.


© Academia Centrum Limited / Shutterstock


Major e longinquo reverentia, come ricorda lo storico romano Tacito. La vera amicizia può nascere e crescere solo negli incontri tra i popoli che hanno saputo varcare i monti e i confini, negli scambi, nella cooperazione e nella costruzione di un futuro condiviso nella diversità.

«Le amicizie non si scelgono a caso, ma secondo le passioni che ci dominano», ha detto il Presidente Xi Jinping citando Alberto Moravia: non solo per definire le relazioni bilaterali ma anche per ispirare lo sviluppo del Partenariato Strategico Globale Italia-Cina. Impegniamoci a seguire il percorso delineato dal Piano d’Azione triennale per promuovere in modo complessivo gli scambi a tutti i livelli e la cooperazione in vari campi, al fine di elevare lo sviluppo delle relazioni bilaterali ad un livello superiore ed imprimere maggiore dinamismo allo sviluppo delle relazioni Italia-Cina e di quelle UE-Cina. Impegniamoci tutti a scrivere una pagina nuova della cooperazione.

Tratto da: Scenari Economici

Cina. Il console Liu Kan: La trasformazione verde e le opportunità di cooperazione con l’Italia
Cina. Il console Liu Kan: La trasformazione verde e le opportunità di cooperazione con l’Italia

Come un solo tweet di Trump ha distrutto 3 anni di propaganda su Zelensky

di Marquez

21 Febbraio 2025

Un solo tweet di Trump ha smontato la propaganda su Zelensky, rivelando l’inconsistenza del sostegno occidentale. La NATO irrilevante, l’UE nel caos di fronte ai dazi USA, e l’Occidente incapace di reagire. L’illusione del “bene” che trionfa svanisce di fronte alla realpolitik.

Il tweet di Trump ha distrutto Zelensky

In un’epoca in cui la narrazione politica si costruisce e si smonta nel giro di poche ore, un singolo tweet di Donald Trump è bastato per squalificare Volodymyr Zelensky, fino a poco tempo fa ospite d’onore nei palazzi del potere occidentale.

Per tre anni, il presidente ucraino è stato il simbolo della resistenza democratica contro l’aggressione russa, osannato da media e istituzioni, tanto da essere indicato come potenziale candidato al Nobel per la pace. Eppure, in un attimo, il castello retorico che lo circondava è crollato.

Per comprendere la portata di questo evento, occorre interrogarsi su come sia possibile che un tweet possa ridefinire in modo così drastico la percezione di un leader politico. La realtà è che Zelensky ha goduto di un sostegno che, più che strategico, era profondamente legato alla necessità occidentale di costruire una narrazione chiara e binaria sulla guerra in Ucraina.

In questo schema, il presidente ucraino rappresentava il lato giusto della storia, il “bene” contrapposto al “male” russo. Tuttavia, dietro l’apparente unità d’intenti, le grandi potenze hanno sempre seguito i propri interessi, e l’illusione di un sostegno incondizionato è stata smascherata nel momento in cui Trump ha deciso di esporre la realtà con la sua solita brutalità comunicativa.

Il ridimensionamento della NATO

La delegittimazione di Zelensky non è l’unico segnale di un mutamento nella gestione del conflitto. La NATO stessa ha subito un ridimensionamento drastico: una semplice telefonata tra le diplomazie di Stati Uniti e Russia ha mostrato quanto fosse irrilevante l’alleanza atlantica nel determinare il corso della guerra.

Non solo l’Alleanza Atlantica non è stata coinvolta nei colloqui, ma gli stessi USA e Mosca hanno preferito tenere il loro incontro in Arabia Saudita, bypassando l’Europa e privandola di qualsiasi ruolo decisionale effettivo. Questo episodio ha reso evidente ciò che per lungo tempo si è voluto ignorare: la NATO, per quanto ostenti la propria importanza, non è più il fulcro della geopolitica globale.

L’Europa in stato confusionale

Ancora più evidente è il disorientamento dell’Unione Europea. A differenza della NATO, l’UE non ha nemmeno avuto bisogno di una telefonata per essere messa in crisi: è bastato che Trump annunciasse l’introduzione di dazi contro i prodotti europei per gettare nel caos la Commissione Europea.

In tre mesi, Bruxelles non è stata in grado di elaborare una risposta coerente, né di mantenere unita la propria comunità di stati membri. Mentre alcuni paesi cercano accordi bilaterali con Washington, altri tentano di opporsi ai dazi senza però una strategia comune.

Si conferma il problema strutturale dell’UE: la sua incapacita di agire come un vero soggetto politico. Da decenni si discute della creazione degli “Stati Uniti d’Europa”, ma nessun passo concreto è stato fatto in questa direzione. Non esiste un processo politico costituente, non sono mai state convocate assemblee con un mandato chiaro per definire le regole comuni, e i cittadini europei non hanno mai avuto modo di legittimare le istituzioni con un voto diretto. L’UE è rimasta un’entità puramente gestionale, più attenta a equilibri interni e interessi di lobby che alla costruzione di una politica autonoma.

L’Occidente tra bullismo e subalternità

Il tweet di Trump, così come il suo atteggiamento in generale, è stato bollato dai media e dalle istituzioni come “bullismo politico”. Tuttavia, il bullismo presuppone sempre la presenza di un bullizzato. E l’Occidente, con le sue scelte o, meglio, con le sue non-scelte, si è perfettamente adattato a questo ruolo. Gli Stati Uniti e la Russia si muovono con la determinazione di chi sa di avere un proprio spazio geopolitico ed economico da difendere. L’Europa, invece, resta inerte, aspettandosi che la realtà si pieghi alle proprie illusioni.

La recente conferenza di Parigi ne è la prova più lampante. I leader europei si sono riuniti senza alcun piano chiaro, senza una strategia per l’Ucraina, senza definire quanto fossero disposti a investire in termini economici e militari per sostenere i loro obiettivi.

Più che una riunione politica, è sembrata una messa in scena di leader che sperano che la loro sola volontà sia sufficiente a cambiare gli eventi. Un’illusione figlia di una concezione infantile della storia, dove il “bene” – sempre rappresentato dall’Occidente – trionfa sul “male” con la sola forza della determinazione morale.

L’incapacità di reagire a Trump

L’ostilità europea verso Trump è comprensibile, ma inefficace. Se i leader UE vogliono davvero contrastarlo, sono disposti a pagarne il prezzo? Sono pronti a rinunciare a parte del benessere economico per rispondere ai suoi dazi? A investire massicciamente in difesa per emanciparsi dalla protezione americana? Le lamentele senza azioni concrete restano sterili.

Fa specie che proprio a Parigi, culla dell’Illuminismo, si sia assistito al ritorno del “pensiero magico”, dove si crede che la pura volontà basti a far accadere le cose. Ma la realtà è ben diversa: il mondo non si muove per incanto, e Trump, con un solo tweet, ha dimostrato quanto l’Occidente sia privo di una direzione concreta.

Perché la storia non la scrive chi parla più forte, ma chi ha il coraggio di agire con coerenza.

Tratto da: Kultur Jam

Come un solo tweet di Trump ha distrutto 3 anni di propaganda su Zelensky
Come un solo tweet di Trump ha distrutto 3 anni di propaganda su Zelensky

Il valore della Greater Brics Corporation a favore dei Paesi del Sud del mondo

di Giancarlo Elia Valori

17/02/2025

Il “Sud globale” può realizzare una cooperazione più stretta in più settori, rafforzare la cooperazione nell’energia tradizionale e nelle nuove energie, nella filiera industriale e nella filiera di fornitura, nello sviluppo verde, nell’innovazione scientifica e tecnologica, negli scambi culturali e in altri campi, e promuovere il progresso economico, sociale e culturale del “Sud del mondo”.

Il 1° gennaio Kazakistan, Malaysia, Cuba, Bolivia, Uganda e altri Paesi sono diventati partner dei Brics; il 6 gennaio, l’Indonesia è diventata membro ufficiale dei Brics e per la prima volta i Brics si sono espansi nel Sud-est asiatico. Il 16 gennaio, il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha affermato che l’Indonesia è molto onorata di diventarne membro.

La prima espansione dei Brics nel Sud-est asiatico non è solo un’estensione georegionale, ma anche un’interpretazione di apertura e un’innovazione nella promozione della globalizzazione e dell’integrazione economica. Le prospettive di cooperazione economica tra i Paesi Brics sono ampie. Questi Paesi hanno forti dotazioni di risorse, grande potenziale di sviluppo e forte volontà di partecipare alla governance globale. Otterranno più risultati nella cooperazione economica, inclusi ma non limitati a cooperazione finanziaria, all’economia digitale, allo sviluppo verde, agli investimenti, all’industria, ecc.

L’Indonesia è il Paese in cui fu proposta per la prima volta la Via della seta marittima del XXI secolo. Negli ultimi anni, la costruzione congiunta di alta qualità della Belt and Road tra Repubblica Popolare della Cina e India è diventata sempre più approfondita e pratica, e la cooperazione commerciale e di investimento tra i due Paesi è stata costantemente migliorata e potenziata con molti punti salienti. La cooperazione in infrastrutture, produzione, parchi industriali, energia e estrazione mineraria, agricoltura e pesca, finanza e altri settori ha continuato ad approfondirsi. Sono stati implementati uno dopo l’altro numerosi progetti epocali e progetti di sostentamento popolare, e la cooperazione in settori emergenti come lo sviluppo verde, l’economia digitale e l’economia blu sono in pieno svolgimento.

Oltre all’adesione dell’Indonesia alla famiglia Brics, le economie emergenti sono sempre più interessate ad aderire al meccanismo di cooperazione Brics. Il meccanismo di cooperazione dei Brics continua ad attrarre l’adesione del “Sud del mondo” e la struttura del potere globale sta subendo una trasformazione più ampia.

I Brics sono un’organizzazione internazionale composta da Paesi emergenti. I suoi membri fondatori sono Brasile, Repubblica Popolare della Cina, India e Russia. Nel 2011, la Repubblica Sudafricana è entrata ufficialmente a far parte del meccanismo Brics. La composizione attuale dei Brics è la seguente: oltre ai primi cinque: Egitto (2024), Etiopia (2024), Iran (2024), Emirati Arabi Uniti (2024), Indonesia (2025); Stati partner: Bielorussia (2023), Bolivia (2023), Cuba (2023), Kazakistan (2024), Malaysia (2024), Nigeria (2024), Thailandia (2024), Uganda (2024), Uzbekistan (2024); Paesi che hanno richiesto l’adesione: Bangladesh (2023), Senegal (2023), Azerbaigian (2024), Myanmar (Birmania) (2024), Pakistan (2024), Sri Lanka (2024), Siria 2024 (ma non è nota l’intenzione dell’attuale governo), Venezuela (2024); osservatori: Algeria, Turchia, Vietnam.

Il 6 gennaio, il ministero degli Affari Esteri brasiliano ha emesso un comunicato in cui si afferma che i Paesi Brics hanno concordato all’unanimità che l’Indonesia aderirà al meccanismo di cooperazione Brics in conformità con i principi guida, gli standard e le procedure per il processo di espansione concordati durante il 15° incontro dei leader Brics tenutosi a Johannesburg, in Sudafrica, il 22-24 agosto 2023.

Il meccanismo di cooperazione Brics ha un forte fascino e influenza. Questo cartello sta diventando come una calamita, con una forte attrazione e forza centripeta, che attrae un gran numero di Paesi ad unirsi. In secondo luogo, questa è una manifestazione della multipolarizzazione del mondo. Attualmente, i Paesi in via di sviluppo sono più propensi a migliorare la governance globale e molti fra essi sperano di realizzare le loro ambizioni unendosi al meccanismo di cooperazione Brics. Inoltre, l’apertura, il multilateralismo e l’umanesimo dimostrati dai Paesi Brics hanno spinto Paesi da tutto il mondo ad aderire e stanno dando vita a una nuova tendenza che si distingue dalle altre organizzazioni internazionali. Infine, il “Sud del mondo” è unito e spera di raccogliere forza attraverso i Paesi Brics.

L’Indonesia è il quarto Paese più popoloso al mondo, il più grande del Sud-est asiatico e l’unico membro del Sud-est asiatico del G20. L’adesione dell’Indonesia al meccanismo di cooperazione Brics è di grande importanza.

L’Indonesia ha buone basi per la cooperazione con gli altri Paesi Brics. Nel 2023, il volume degli scambi bilaterali tra Indonesia e Paesi Brics ha raggiunto 173,29 miliardi di dollari, coprendo il 36,1% del commercio estero dell’Indonesia. Tra questi, la Repubblica Popolare della Cina è sempre rimasta il principale partner commerciale dell’Indonesia dal 2011 e le strutture economiche dei due Paesi sono fortemente complementari. L’Indonesia è ricca di risorse. Nei settori del legno e dei prodotti tali, dei prodotti minerali, della polpa di cellulosa (di carta), le esportazioni indonesiane e le importazioni dei Paesi Brics dall’Indonesia sono altamente complementari nei settori tessile e delle materie prime, dei prodotti in pelle e da viaggio, della plastica e della gomma.

Inoltre, la strategia di sviluppo economico del governo indonesiano può essere efficacemente collegata al meccanismo di cooperazione Brics. Il nuovo presidente indonesiano Prabowo Subianto (dal 2024) si è impegnato a continuare la direzione politica dell’era di Joko Widodo (2014-2024). Aree chiave come energia, economia verde, economia blu e sviluppo dell’economia digitale sono tutte in linea con l’area “Greater Brics Cooperation”, che può espandere lo spazio di sviluppo per le aziende indonesiane e promuovere il reciproco vantaggio tra l’Indonesia e gli altri membri Brics Essendo la più grande economia dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean), l’adesione dell’Indonesia aiuterà il meccanismo di cooperazione dei Brics a consolidare ulteriormente le basi della cooperazione economica, a meglio diffondere la regione del Sud-Est asiatico e a migliorare la rappresentatività del Gruppo. L’espansione dei Brics riflette il fatto che sempre più economie emergenti desiderano integrarsi nel sistema di “circolazione economica interna” delle economie emergenti e cercare iniziative per apportare cambiamenti nel panorama politico ed economico internazionale.

Il meccanismo di cooperazione Brics è nato nel contesto storico dell’ascesa collettiva dei Paesi emergenti e dei Paesi in via di sviluppo ed è in linea con le aspettative della comunità internazionale di mantenere la pace nel mondo, promuovere uno sviluppo comune e migliorare la governance globale. Nei quindici anni dalla loro fondazione, i Paesi Brics hanno rappresentato quasi la metà della popolazione mondiale, più del 30% della produzione economica mondiale e il loro contributo alla crescita economica mondiale ha superato il 50%. La rappresentatività, l’attrattiva e l’influenza del meccanismo di cooperazione Brics sono state costantemente migliorate. Il Gruppo è diventato un’importante piattaforma per promuovere l’unità e la cooperazione nel “Sud globale” e una forza importante nel promuovere cambiamenti nell’ordine politico ed economico mondiale.

Al momento la situazione politica ed economica internazionale ha subìto grandi cambiamenti. Le principali economie sviluppate stanno promuovendo attivamente il “rimpatrio della catena industriale” e la reindustrializzazione e hanno adottato misure restrittive nei confronti di Repubblica Popolare della Cina, Russia e altri Paesi nei principali settori dell’alta tecnologia, il che ha avuto un impatto importante sullo sviluppo economico e sulla sicurezza industriale dei Paesi Brics. I Paesi Brics condividono un destino comune. Per raggiungere uno sviluppo e una pace e stabilità a lungo termine, è imperativo approfondire ulteriormente la costruzione del sistema di cooperazione economica.

Nello specifico, in settori tradizionali come minerali, energia, agricoltura, infrastrutture, automobili e tessili, i Paesi Brics hanno diverse condizioni di dotazione di base e differenti focus nelle loro strutture economiche. Mostrano caratteristiche bilanciate in termini di vitalità del mercato, struttura industriale, capitale umano e vantaggi delle risorse. Soddisfano i prerequisiti per la cooperazione di capacità, ottengono vantaggi complementari e forniscono maggiore spazio per lo sviluppo industriale. Nei settori emergenti come la nuova energia, i nuovi materiali, la biomedicina, l’economia verde, l’aerospaziale, ecc., i Paesi Brics attribuiscono grande importanza allo sviluppo economico a basse emissioni di carbonio e alle questioni di protezione ambientale. Si prevede che i Paesi rafforzeranno la cooperazione nell’innovazione scientifica e tecnologica e promuoveranno le innovazioni tecnologiche nei settori emergenti.

Negli ultimi anni il baricentro dell’economia mondiale ha accelerato il suo spostamento dalle economie sviluppate al “Sud del mondo”. Dal 2000 al 2023, il Pil del “Sud del mondo” è aumentato da 5,6 trilioni di dollari a 40,0 trilioni di dollari, contribuendo al 56,4% alla crescita economica globale e superando il contributo del 46,6% delle economie sviluppate.

I Paesi del “Sud del mondo” presentano grandi differenze e diversità in termini di fase di sviluppo economico, struttura industriale, dotazione di risorse, ecc. Queste differenze forniscono una solida base ai Paesi del “Sud del mondo” per rompere l’attuale modello di divisione internazionale del lavoro “centro-periferia” e approfondire la cooperazione economica regionale. Esiste un enorme potenziale di cooperazione tra economie ad alta intensità di risorse e Paesi produttori industriali, e tra Paesi in fase di decollo industriale e Paesi produttori industriali maturi, nonché tra Paesi in transizione economica e altri tipi di Paesi del “Sud globale”. I Paesi del “Sud del mondo” possono realizzare una cooperazione economica e commerciale approfondita basandosi sui loro vantaggi in termini di dotazione e costruire un sistema di cooperazione economica reciprocamente vantaggioso per tutti i molteplici settori quali commercio, investimenti, tecnologia e finanza.

In questo processo il meccanismo di cooperazione dei Brics è in grado di dare pieno sfogo alla sua efficacia nel guidare il “Sud del mondo” e plasmare il modello globale, promuovere ulteriormente l’approfondimento delle relazioni e ricercare la convergenza di interessi tra il meccanismo Brics e le regioni chiave.

Durante il mandato del Brasile come presidenza di turno dei Brics nel 2025, i lavori si concentreranno su due linee principali: il rafforzamento della cooperazione nel “Sud del mondo” e la promozione della riforma della governance globale. Quest’anno si prevede che la “Greater Brics Cooperation” verrà ulteriormente approfondita.

Secondo un comunicato del Palazzo presidenziale brasiliano, i temi di lavoro prioritari del Brasile durante il suo mandato di presidenza di turno dei Brics includono: lo sviluppo di un sistema di pagamento più efficiente per promuovere il commercio e gli investimenti tra i Paesi Brics; l’incoraggiamento di una governance dell’intelligenza artificiale inclusiva e responsabile per promuovere lo sviluppo; la collaborazione con le parti interessate alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2025 che si terrà in Brasile, convocata per migliorare la struttura di finanziamento onde affrontare i cambiamenti climatici; il rafforzamento dei progetti di cooperazione tra gli Stati membri, concentrandosi sul miglioramento del sistema sanitario pubblico, ecc.

Ci sono molti punti salienti nella prossima “cooperazione Brics”. Il ruolo del Brasile come presidenza di turno dei Brics, avrà un ruolo di enorme supporto nella “Greater Brics Cooperation”, e questo potrebbe consentire l’adesione di altri Paesi latinoamericani, accrescere notevolmente l’influenza del “Sud del mondo” nella politica internazionale e conferire maggiore forza alla governance globale. I punti salienti della “Greater Brics Cooperation” sono l’approfondimento della cooperazione economica e del sistema commerciale multilaterale. I Paesi Brics hanno compiuto nuovi progressi nella promozione del libero scambio, dei flussi di investimento, della cooperazione energetica e di altri aspetti.

In più vi saranno progetti e studi sullo sviluppo sostenibile e l’economia verde. Poiché la questione del cambiamento climatico sta diventando sempre più importante, i Paesi Brics potrebbero aumentare la collaborazione e svolgere un ruolo importante nell’affrontare il cambiamento climatico. Inoltre, il rafforzamento degli investimenti verdi e della cooperazione tecnologica e la promozione dell’innovazione nei settori dell’economia a basse emissioni di carbonio e dell’energia pulita potrebbero diventare uno dei temi chiave della “Greater Brics Cooperation”.

Ulteriore punto riguarda la riforma e l’innovazione del sistema finanziario. Negli ultimi anni, i Paesi Brics hanno compiuto sforzi costanti per promuovere la diversificazione del sistema finanziario globale e riformare la struttura di voto di istituzioni come il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Banca mondiale. In futuro, potrà anche svolgere un ruolo attivo nella promozione dello sviluppo delle istituzioni finanziarie dei Paesi Brics (come la Nuova Banca di Sviluppo), nell’espansione degli aiuti esteri e dei progetti di cooperazione, ecc.
Quarto punto è il rafforzarzamento della cooperazione nell’innovazione tecnologica e nell’economia digitale. L’economia digitale sta diventando una forza chiave che guida lo sviluppo economico a livello globale. In settori quali la sicurezza informatica, l’intelligenza artificiale, la valuta digitale e il flusso di dati, i Paesi Brics possono realizzare una cooperazione più ampia, rafforzare la condivisione e l’innovazione tecnologica, promuovere lo sviluppo scientifico e tecnologico nei Paesi dei mercati emergenti e ridurre il divario tecnologico globale.

Quinto: rafforzare la cooperazione nello sviluppo sociale e nella riduzione della povertà. Il “Sud globale” affronta generalmente sfide di povertà, disuguaglianza e sviluppo sociale. I Paesi Brics collaborano per migliorare le condizioni di vita delle persone e promuovere una crescita socialmente inclusiva attraverso la condivisione di esperienze, il sostegno finanziario e l’assistenza tecnica.

Guardando al futuro, ci sono anche attese per la liquidazione della valuta locale e la cooperazione monetaria tra i Paesi Brics. C’è speranza che il “Sud globale” svolga un ruolo maggiore nel nuovo ordine mondiale, promuova la riforma delle istituzioni internazionali e favorisca uno sviluppo globale più equo, inclusivo e sostenibile. Il “Sud globale” può realizzare una cooperazione più stretta in più settori, rafforzare la cooperazione nell’energia tradizionale e nelle nuove energie, nella filiera industriale e nella filiera di fornitura, nello sviluppo verde, nell’innovazione scientifica e tecnologica, negli scambi culturali e in altri campi, e promuovere il progresso economico, sociale e culturale del “Sud del mondo”.

Il valore della Greater Brics Corporation a favore dei Paesi del Sud del mondo
Il valore della Greater Brics Corporation a favore dei Paesi del Sud del mondo

Il liberalismo come matrice del razzismo contemporaneo

Di Lelio Antonio Deganutti

Il razzismo, spesso percepito come un fenomeno violento e apertamente discriminatorio, “fascista ” ha origini più sottili e insidiose, che affondano le radici in ambienti liberali, contrattualistici e mercantilistici, apparentemente moderati. Queste ideologie, emerse tra il XVII e il XVIII secolo, hanno contribuito a plasmare le strutture sociali e le relazioni interpersonali, dando vita a una forma di pensiero che ha giustificato la creazione di gerarchie razziali. Il liberalismo, con il suo focus sulla libertà individuale e sui diritti umani, ha rappresentato un cambiamento significativo rispetto alle strutture autoritarie precedenti, ma ha anche aperto la porta a una categorizzazione delle popolazioni. In questo contesto, i pensatori contrattualisti come Hobbes, Locke e Rousseau hanno formulato idee sul contratto sociale che, pur enfatizzando l’uguaglianza tra gli individui, hanno in alcuni casi avallato la percezione di superiorità di determinate culture o gruppi etnici. Il mercantilismo, che mirava all’accumulo di ricchezze e risorse, ha ulteriormente alimentato questa narrativa, giustificando l’espansione coloniale con l’idea di portare civiltà a popoli considerati inferiori. Le potenze europee, in questo frangente, hanno intrapreso un processo di colonizzazione, riducendo le popolazioni indigene a meri strumenti economici, mentre la schiavitù veniva giustificata come un mezzo per ottenere profitto. Con l’affermarsi del liberalismo economico nel XIX secolo, il razzismo ha trovato nuove giustificazioni teoriche, poiché alcuni scienziati e pensatori sociali hanno cercato di classificare le razze umane in base a caratteristiche fisiche e comportamentali, promuovendo l’idea che alcune razze fossero intrinsecamente superiori ad altre. Queste teorie, prive di fondamenti scientifici validi, hanno avuto un impatto duraturo sulle politiche pubbliche e sulla cultura popolare, radicando ulteriormente il razzismo nella società. È fondamentale riconoscere che il razzismo non è un fenomeno esclusivamente derivato da ideologie liberali, ma ha trovato terreno fertile in un contesto che ha enfatizzato la distinzione tra “noi” e “loro”. Le conseguenze di queste ideologie sono ancora visibili oggi, con l’emergere di stereotipi razziali e pratiche discriminatorie che affliggono le società contemporanee. Affrontare il razzismo richiede una comprensione profonda delle sue origini storiche e delle ideologie che lo hanno alimentato, affinché si possano costruire società più giuste e inclusive, in cui ogni individuo, indipendentemente dalla propria origine etnica o culturale, venga trattato con dignità e rispetto. Solo una riflessione critica sulle radici del razzismo può guidarci verso un futuro in cui la diversità venga celebrata e valorizzata, creando una società in cui le differenze siano motivo di arricchimento e non di divisione.

Il Comunismo Russo: Uno strumento di unificazione imperiale

L’idea che il comunismo russo non sia mai esistito realmente, ma sia stato piuttosto un meccanismo per unificare l’impero russo sotto un’unica bandiera, è una tesi provocatoria che invita a riflettere sulle complessità della storia russa del XX secolo. In questa visione, il comunismo emerge non come una genuina rivoluzione sociale, ma come un’operazione di consolidamento del potere imperiale, mirata a creare un’unità nazionale e a cancellare le differenze religiose e culturali

di Lelio Antonio Deganutti

La Cancellazione di Dio: Ateismo di Stato

Uno degli aspetti fondamentali di questa strategia è stata l’istituzione dell’ateismo di Stato. Sotto il regime sovietico, la religione è stata sistematicamente perseguitata e delegittimata. La Chiesa ortodossa, che aveva storicamente rappresentato un elemento unificante per il popolo russo, è stata ridotta a un’ombra del suo passato. Attraverso la propaganda, la repressione e la chiusura di luoghi di culto, il governo comunista ha tentato di estirpare la fede religiosa, considerata un ostacolo alla costruzione di una società socialista.

Questa cancellazione di Dio non si è limitata a un semplice rifiuto della religione, ma ha avuto un impatto profondo sulle identità culturali e sociali all’interno dell’impero zarista. Le diverse etnie e religioni, che fino a quel momento avevano contribuito a una pluralità culturale, sono state forzate a conformarsi a una visione monolitica del socialismo. L’ateismo di Stato ha così agito come una sorta di collante per unire le varie componenti dell’impero, ma al costo della diversità e della libertà di culto.

La Missione Universale e la Lotta di Classe Internazionale

Il comunismo russo ha anche assunto una vocazione di lotta di classe internazionale, presentandosi come un movimento che trascendeva i confini nazionali. Questa aspirazione universale è stata utilizzata dal regime per giustificare la propria espansione e interferenza negli affari di altri paesi. Tuttavia, tale lotta di classe si è rivelata un mezzo per consolidare il potere imperiale piuttosto che un reale impegno per la liberazione dei proletari di tutto il mondo.

La narrativa comunista ha spesso enfatizzato la necessità di unire i lavoratori sotto un’unica bandiera, ma in pratica ha favorito un centralismo autoritario che ha represso ogni forma di dissenso. Le promesse di un’umanità unita e libera sono state tradite da una realtà di oppressione e controllo, dove la classe dirigente del Partito Comunista ha mantenuto il potere a spese della libertà individuale e dei diritti umani.

Conclusioni: Un’Illusione di Rivoluzione

L’idea che il comunismo russo non sia mai esistito nella sua forma dichiarata, ma sia stato un’operazione di potere imperiale, invita a riconsiderare l’eredità di quel periodo. La cancellazione di Dio e l’imposizione di un’ideologia atea hanno avuto conseguenze durature non solo per la Russia, ma per il mondo intero.

Questa visione suggerisce che il comunismo, lungi dall’essere una vera rivoluzione sociale, è stato uno strumento di controllo e unificazione, utilizzato per mantenere la coesione dell’impero russo in un’epoca di cambiamenti tumultuosi. Riflessioni su questo tema ci spingono a considerare le complessità della storia, le relazioni di potere e le dinamiche culturali che continuano a influenzare il presente. In ultima analisi, il comunismo russo rappresenta un capitolo affascinante e tragico della storia, dove le aspirazioni di giustizia sociale si sono scontrate con la dura realtà del potere autoritario.

IL POLMONE IN MEDICINA CINESE

di Felipe Guerra

IL POLMONE E’ IL MAESTRO DEL QI:

Il polmone è il maestro del Qi; governa la diffusione e la forza del Qi nel corpo; si dice : “ Tutti i tipi di Qi dipendono dal polmone”.

Quando il corpo è stanco molto spesso o quasi sempre c’è un cattivo

Funzionamento del polmone (deficit).

Il Qi del polmone quando si mischia con il Qi prodotto dall’assimilazione degli alimenti della milza, crea il Qi che l’uomo usa normalmente per tutto quello che fa nella vita di tutti i giorni (Zheng Qi) .

Il polmone governa i soffi, il Qi e la respirazione :

Normalmente inspiriamo il Qi puro ed espiriamo quello impuro .

( naso – bocca ) .

Si dice che il polmone sia la radice dei soffi ( energia ):

L’essenza dei liquidi e dei cereali .

Quindi il polmone grazie a dei meccanismi automatici, utilizza le essenze fornite dall’alimentazione ( milza – Gu Qi ) .

Questa attività di utilizzo è mattutina; infatti ogni mattina il polmone attiva l’energia dell’organismo per un nuovo ciclo giornaliero; da notare la relazione con la depressione mattutina.

Il polmone è anche luogo dove comincia e finisce il ciclo – movimento energetico dei meridiani; è il propulsore dell’energia elaborata dalla milza – stomaco .

Ma perché il polmone è il maestro del Qi ?

Semplicemente perché permette l’assimilazione del Qi in due modi:

Nella respirazione e poi ne controlla il movimento all’interno del corpo.

Il secondo modo è tramite la formazione del Zhong Qi, prodotto dal Qi alimentare e da quello respiratorio; il Zhong Qi assicura un normale funzionamento degli organi e visceri e scalda il corpo.

Il polmone estrae il Qi puro del cielo che poi si combina con il Qi del cibo proveniente dalla milza per poi formare l’energia Zhong che poi scorre lungo i meridiani come energia Zhen .

Il polmone nutre essenzialmente tutto il Qi del corpo e quindi anche l’attività, il movimento del Qi nei meridiani .

IL POLMONE ASSIMILA ED ELABORA IL QI AL CENTRO DEL PETTO:

Il polmone tramite la respirazione assimila l’energia solare, che è essenziale per la vita umana .

Il polmone accumula al centro del petto l’energia ZHONGche insieme all’energia alimentare GU prodotta dalla milza, alimenta e controlla le attività organiche.

Queste due energie poi si concentrano al centro del petto e generano l’energia vera, cioè lo Zhen Qi che è l’energia che scorre lungo i meridiani .

“ Il polmone bianco e brillante è paragonabile ad un ombrellone che protegge i diversi organi; cavo come un alveare di api, la cui base non ha orifizio, si gonfia con l’inspirazione, e si appiattisce con la espirazione .

I movimenti respiratori sono automatici, essi partecipano agli scambi gassosi e trasformano l’energia impura in energia pura: energia pura con l’inspirazione, energia impura con l’espirazione.

I polmoni sono quindi i luoghi di apertura e chiusura dell’insieme del corpo “.

( Tratto da un antico testo di Tossicologia Vietnamita ) .

ALTRE 3 cosine sul polmone:

Difesa: Wei Qi – fa circolare il sangue i fluidi e il Qi in tutto il corpo.

Da qui il nome: Maestro del Qi;da qui l’importanza del Kung fu – Qi gong.

Poi elimina le tossine tramite la pelle; sappiamo che il polmone controlla la pelle.

2 PAROLE SULLA FORMAZIONE DEL QI:

La milza estrae il Qi dagli alimenti per poi dirigerlo verso i polmoni

( via ascendente ) dove si combina con il Qi inalato ( aria );

per formare lo Zhong Qi; tutto avviene nel torace chiamato Mare del Qi .

Quando lo Zhong Qi è formato, il polmone lo invia in ogni parte del corpo per nutrire e promuovere ogni processo fisiologico ( Zhen Qi ); tramite il sistema dei meridiani .

Se il Qi del polmone è debole avremo:

voce debole, stanchezza, dispnea depressione .

E’ chiaro quindi che per la legge di generazione ( madre figlio ) il rapporto tra la terra ed il metallo è veramente importante infatti il polmone viene considerato il maestro dell’energia, mentre la milza con lo stomaco sono responsabili della ricezione ed elaborazione dell’energia alimentare .

Il Polmone come prima difesa immunitaria:

Terra – energia alimentare ; metallo energia della respirazione;se il loro rapporto di parentela è armonioso l’energia Wei difensiva e quella Gu nutritizia circolano regolarmente nell’organismo è ben riscaldato e protetto dai fattori patogeni esterni.

Il polmone è come un grande ombrello che protegge tutti gli organi interni.

Il polmone controlla la diffusione dell’ energia difensiva ( Wei Qi ) .

Diffonde e disperde la Wei Qi in tutto il corpo ( tra pelle e muscoli ) .

La Wei Qiriscalda pelle e muscoli, protegge il corpo dai fattori patogeni

esterni .

Se abbiamo spesso malattie da raffreddamento, la Wei Qi non è ben

Distribuita dal polmone .

Sappiamo che la forza della Wei Qi è data dallo scambio di Qi e elementi alimentari estratti dalla milza.

Il polmone regolarizza il funzionamento delle acque:

Con il suo forte impulso che da alla circolazione in generale, assicura il movimento dei liquidi corporei dove sono necessari .

L’attività del polmone consiste nell’abbassare la sua energia e cosi distribuirla armonicamente regolando la diffusione dei liquidi e del qi nel corpo .

Il Polmone controlla i meridiani e i vasi sanguigni :

Controllando il Qi il polmone aiuta il cuore, tramite il Qi a far scorrere bene il sangue; quindi non è solo la circolazione nei vasi, ma anche quella energetica nei meridiani .

Se il Qi del polmone è debole, non spingerà bene il sangue e gli arti ma soprattutto le mani saranno fredde .

Il polmone controlla la pelle:

Il polmone riceve liquidi dalla milza, poi li diffonde nella pelle come nebbia

( che la nutre ) .

Se ci sono problemi di pelle ( secca, arida ) la funzione del polmone o del suo viscere ,intestino crasso è compromessa (ci sono problemi) .

Il polmone abbassa il Qi :

Il polmone fa scendere il Qi e i liquidi corporei ai reni ; se questa funzione è compromessa il Qi si accumula nel torace causando tosse, dispnea ; oppressione e si avrà influenza anche sul crasso, perchè se non riceve Qi dai polmoni non avrà la forza per defecare :

la peristalsi intestinale è compromessa .

Abbassando il Qi il polmone diffonde la sua energia a tutti gli altri organi.

Quindi diffonde il Qi verso il basso ma ha anche una funzione di drenaggio del impurità degli altri organi tramite la espirazione e la forza che da al suo viscere:

l’intestino crasso e la pelle .

In teoria il polmone dovrebbe eliminare l’eccesso di umidità flegma o calore all’interno del corpo .

Il Polmone alloggia l’anima corporea ( Po ) :

E’ l’aspetto più fisico, più materiale dell’anima ( quello più etereo è lo Hun ).

Il Po è una manifestazione del Jing nella sfera delle sensazioni e dei sentimenti .

Il Po controlla l’armonia nel movimento e la percezione chiara delle sensazioni .

Il Po viene colpito dalla tristezza:

Il movimento della persona diventa goffo e le sensazioni sono offuscate .

La tristezza si disperde il Qi del polmone e il respiro diventa corto e superficiale .

Nei traumi; e nella depressione è importante trattare il polmone .

Il pieno e il vuoto del polmone:

Il pieno è causato da un attacco di energia patogena esterna a livello della pelle – peli che blocca la circolazione energetica del polmone .

Oppure il pieno è causato da un ristagno di umidità – catarro, che nasce dalla presenza di calore patogeno nell’organo polmone.

PATOLOGIGE DEL PIENO DI POLMONE:

Catarro – Febbre da calore

Accumulo di umidità calore

Il vuoto del polmone nasce:

– da una debolezza energetica della milza che non riesce a nutrire il polmone

– da un vuoto del rene che chiede alla madre polmone troppa energia .

PATOLOGIE DEL VUOTO DI POLMONE:

Depressione – respiro corto

Problemi di pelle

Poche difese immunitarie

Problemi intestinali

Voce debole – stanchezza

Mani fredde ( freddolosità ) .

Asma

Astenia

SINTESI DEL POLMONE:

· MAESTRO DEL QI (spinge il sangue nei vasi e il QI nei canali)

· CONTROLLA LA DISCESA DEL QI E LA SUA DIFFUSIONE (come il meridiano)

· REGOLA LA WEI QI (protezione)

· REGOLA IL METABOLISMO DEI LIQUIDI

· REGOLA LA TEMPERATURA INTERNA TRAMITE LA RESPIRAZIONE

· SPINGE I LIQUIDI VERSO IL BASSO (eliminazione: Rene e Vescica)

· SI MANIFESTA NELLA PELLE

· SI APRE NEL NASO

· LA FORZA DEL POLMONE SI MANIFESTA NELLA QUALITA’ DELLA VOCE

· L’ANIMA VEGETATIVA E’ IL PO (istinto – protezione – apprendimento tramite l’esperienza)

· E’ L’ORGANO DELLA COMUNICAZIONE INTERNA (respiro – formazione del QI), ESTERNA (pelle – relazione con l’ambiente)

· VIENE COLPITO INTERNAMENTE DALLA TRISTEZZA, ESTERNAMENTE DAI FATTORI PATOGENI

· TRASFORMAZIONE DELL’IMPURO IN PURO (da anidride carbonica a ossigeno)

· SINTOMI PRINCIPALI DI VUOTO: ASTENIA, TOSSE, PROBLEMI RESPIRATORI, STITICHEZZA, TRISTEZZA

· VIENE GENERATO DALLA TERRA

· GENERA L’ACQUA

· CONTROLLA IL LEGNO

· E’ CONTROLLATO DAL FUOCO

PUNTO DI TONIFICAZIONE: P 9 (terra); per tonificare il Polmone bisogna tonificare la Milza

PUNTO DI DISPERSIONE: P 5 (acqua); per disperdere il Polmone bisogna disperdere la Vescica (il Rene non si disperde mai)

IL POLMONE IN MEDICINA CINESE
IL POLMONE IN MEDICINA CINESE

LA COSCIENZA CHE VIGILA

a cura di Luca Rudra Vincenzini

“La coscienza, nel senso più ampio, è l’attività del sempre nuovo a venire”, Mark Dyczkowski.

C’è una sottile, eppur sostanziale differenza, tra l’essere lontani dal momento presente, proiettandosi su futuri scenari, e l’essere, qui ed ora, aperti alle nuove modificazioni della coscienza. Questo senso di vigile espansione (spanda) cela il segreto del continuo rinnovarsi della Coscienza Universale.

LA COSCIENZA CHE VIGILA
LA COSCIENZA CHE VIGILA