“Il Mahdi perciò rappresenta il Signore della Legge che invisibilmente dirige coloro che si rivolgono con cuore puro a lui, così come le forze invisibili di carattere iniziatico, le quali preparano il terreno per il suo ritorno, della sua definitiva manifestazione. Il fatto che il suo occultamento (al-ghayb) venga fatto coincidere con un’apparente trionfo dell’iniquità sta a significare che, in tale periodo, il mondo starà precipitando nelle tenebre, e la Luce della Tradizione sarà come ritratta dalla creazione. Se con Muhammad si chiude il ciclo profetico, con la manifestazione del Mahdi si aprirà un nuovo ciclo, dove la Verità sarà chiara su tutto un mondo trasformato.”
GIUSEPPE AIELLO, La Repubblica islamica dell’Iran alla luce della Tradizione (Irfan Edizioni, p. 690) – in corso di ristampa
Videoconferenza del canale YouTube LE ALI DEL BRUJO, trasmesso online in live streaming il giorno
TEMPO DI RIVELAZIONE O DI RI-VELAZIONE? A NOI LA SCELTA con Alessia Susani e Riccardo Segattini
Il tempo della Rivelazione è arrivato. Ma cosa significa? Siamo spettatori passivi di qualcosa che accade fuori di noi o siamo chiamati in prima persona a rivelare noi stessi? Se non sapremo o non vorremo cogliere questa occasione, la Rivelazione è destinata a trasformarsi in ri-velazione. Con Riccardo Segattini, insegnante di Pranic Healing e profondo conoscitore della realtà sottile.
Videoconferenza del canale YouTube CASA DEL SOLE TV, trasmesso online in live streaming il giorno 14 febbraio 2025.
La grande rivoluzione dei BRICS riguarda la geoeconomia e ruota intorno ai corridoi di connettività. Con una nuova architettura geopolitica in piena fase di allestimento, Mosca, Pechino, Teheran, si avvicinano sempre più. Condividono lo sviluppo di reti mercantili alternative alle canoniche rotte sotto controllo occidentale. A cominciare dal Corridoio internazionale di trasporto Nord-Sud (Instc), che, collegando San Pietroburgo a Mumbai, passando per l’Iran, dà uno schiaffo a Suez e all’Occidente, tenendo anche conto delle Nuove Vie della Seta. Assistiamo anche allo sviluppo del corridoio di trasporto Est-Ovest. Comprendente Russia, Cina, Mongolia, Corea del Nord e Kazakistan, si basa principalmente sulla ferrovia transiberiana lunga attualmente 10mila chilometri. Data la sua posizione, Teheran si colloca come hub energetico cruciale nella regione e nel mondo. Il porto iraniano di Chabahar collega l’Asia meridionale con le forniture energetiche del Medio Oriente, riducendo la dipendenza dalle rotte convenzionali. Trump e le persone che lo circondano sono profondamente preoccupati per i BRICS+. Sanno che hanno il potenziale per incrinare l’egemonia finanziaria degli Stati Uniti. Andrà tutto bene? Ne parliamo con Margherita Furlan, giornalista, Gianluca Marletta, saggista, Roberto Quaglia, scrittore.
Si è parlato settimana scorsa di un eventuale viaggio del Papa in Iran[1], non sappiamo se questo viaggio si svolgerà, ma abbiamo provato a immaginare un’intervista con uno dei membri della delegazione. Il personaggio di Suor Elisabetta è inventato, ma le personalità e i fatti citati che riguardano la geopolitica e la politica sono reali.
Suor Elisabetta ci accoglie nella sua umile stanza, donna di grande cultura e profondità spirituale, è stata scelta come membro della delegazione che accompagnerà il Papa nel suo viaggio in Iran grazie alla sua formazione accademica in studi islamici presso uno degli istituti legati all’Iran e ai suoi viaggi in quel Paese. In questa intervista esclusiva, Suor Elisabetta ci racconta le riunioni preparatorie con il Papa.
CDC: Suor Elisabetta, grazie di averci accolto. Sei stata selezionata per far parte della delegazione che accompagnerà il Papa in Iran, un viaggio che potrebbe segnare un capitolo fondamentale per il dialogo interreligioso e la collaborazione tra i popoli. Com’è stato lavorare con il Papa per la preparazione di questo viaggio?
Suor Elisabetta: È stato un onore: le riunioni preparatorie sono state profonde e riflessive. Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con esperti di varie discipline. Il Papa è molto interessato al mondo musulmano, e in particolare all’Iran, che considera una nazione chiave per la stabilità e la pace del Medio Oriente. Le sue domande erano sempre molto puntuali e pertinenti e rivelavano un autentico desiderio di comprendere e conoscere.
CDC: Qual è stata l’impressione del Papa riguardo alla cultura iraniana, e in particolare alla figura delle donne in Iran?
Suor Elisabetta: Il Papa nutre un profondo rispetto per la cultura e le tradizioni iraniane. Una delle cose che mi ha colpito è il suo atteggiamento nei confronti del velo indossato dalle donne iraniane. Ne parla spesso con grande rispetto, vedendo in esso un richiamo alla figura della Vergine Maria, simbolo di purezza e devozione. Per lui, il velo rappresenta un atto di fede e riservatezza, una manifestazione spirituale che ha un valore profondo, simile a quello che attribuiamo alla figura della Vergine nella nostra tradizione cristiana.
CDC: Durante la preparazione al viaggio, avete anche trattato temi più politici, in particolare il ruolo dell’Iran nella difesa delle comunità cristiane in Siria e in Iraq. Potresti approfondire questo aspetto?
Suor Elisabetta: Certamente. Durante le riunioni preparatorie, ho avuto l’opportunità di spiegare al Papa come l’Iran, insieme ai suoi alleati dell’asse della resistenza, abbia giocato un ruolo cruciale nella lotta contro il terrorismo, difendendo le comunità cristiane in Siria e in Iraq. L’Iran ha avuto un ruolo fondamentale nel fermare l’espansione dell’ISIS, un nemico che ha devastato intere comunità, tra cui quelle cristiane. Purtroppo, spesso questa realtà viene fraintesa o ignorata in Occidente. È fondamentale che il Papa riconosca questi sforzi, che hanno protetto milioni di vite. Molti cristiani locali testimoniano l’importanza di questo supporto, così come il ruolo di gruppi come Hezbollah nella protezione delle loro comunità. Alcuni mi accusano di fare propaganda per l’Iran, ma non è assolutamente così. Basta guardare con attenzione gli eventi del Medio Oriente degli ultimi vent’anni per comprendere chi ha davvero avuto un ruolo determinante nella lotta contro i gruppi terroristici.
CDC: Hai anche accennato alla figura di Qassem Soleimani?
Suor Elisabetta: Qassem Soleimani è stato una figura di grande rilievo nella resistenza contro il terrorismo. Era un leader con una visione strategica e diplomatica straordinaria, e il suo assassinio ha avuto un impatto profondo non solo in Iran, ma in tutto il Medio Oriente. Si è parlato di una “dottrina della resistenza” che ha visto popoli e fedi diverse unirsi contro l’oppressione. Soleimani ha lavorato instancabilmente per proteggere le minoranze, tra cui i cristiani, dalle minacce di gruppi come l’ISIS e Al-Qaeda. Ho avuto l’opportunità di raccontare al Papa il suo impegno e la sua visione di un Medio Oriente più stabile e giusto.
CDC: Il Papa come ha reagito?
Suor Elisabetta: Il Papa ha ascoltato con grande attenzione e sensibilità. Mi ha chiesto di parlargli ancora di più di Soleimani e della sua figura. Quando gli ho raccontato che la sua tomba si trova a Kerman, in Iran, il Papa ha espresso il desiderio di visitarla. Per lui, sarebbe stato un segno di rispetto non solo per un leader militare, ma anche per tutte le vite che sono state difese grazie al suo impegno. È stato un momento di grande riflessione, in cui il Papa ha sottolineato che questo gesto avrebbe potuto rappresentare una possibilità per unire le persone nella ricerca di pace e giustizia.
CDC: Hai anche menzionato altre personalità?
Suor Elisabetta: Ho avuto l’opportunità di spiegare al Papa che l’imam Khomeini e l’imam Khamenei, attuale guida suprema dell’Iran, sono state le figure che hanno orientato la dottrina politica e spirituale di Soleimani, sono punti di riferimento per l’Iran e per l’intero asse della resistenza. Il Papa ha mostrato un grande interesse verso la figura di Khamenei, notando quanto fosse importante comprendere la sua visione del mondo e le sue posizioni in relazione alla pace e alla giustizia. Alla fine della conversazione, il Papa ha insistito che, se fosse stato possibile, avrebbe voluto incontrare l’imam Khamenei durante il viaggio, per avviare un dialogo diretto. Il suo desiderio era quello di capire meglio il pensiero spirituale e politico che guida l’Iran.
CDC: Come pensi che questo incontro potrebbe influenzare il futuro dei rapporti tra il Vaticano e l’Iran?
Suor Elisabetta: Penso che un incontro diretto tra il Papa e l’imam Khamenei potrebbe essere un momento storico per il dialogo interreligioso. Sarebbe un passo importante nella costruzione di ponti di comprensione reciproca, che potrebbero promuovere la pace e la giustizia, con un impatto positivo non solo per la Chiesa, ma per l’intera comunità internazionale.
CDC: Raccontaci di te, come ti stai preparando a questo viaggio? Sei emozionata?
Suor Elisabetta: Non posso nascondere l’emozione che mi accompagna, infatti, a causa delle continue provocazioni israeliane che mettono in pericolo la sicurezza della regione, l’ultimo viaggio risale e cinque anni fa, in realtà l’Iran è un paese sicuro, ma come ben sapete non decido io. Non vedo l’ora di poter tornare a visitare gli antichi monasteri dell’Azerbaigian iraniano, in particolare quello di San Taddeo, che secondo alcuni esperti rappresenta addirittura la prima chiesa cristiana del mondo, sebbene certamente una delle più antiche. La tradizione armena vuole che il monastero sia stato eretto sul luogo della sepoltura di San Giuda Taddeo, uno dei dodici apostoli di Cristo, venerato dagli armeni poiché, insieme a San Bartolomeo, fu tra i primi a portare l’evangelizzazione in queste terre. Inoltre, la sua posizione, immersa in un paesaggio incontaminato, ne fa un luogo perfetto per la meditazione e la preghiera. In Iran, numerose sono le chiese e le comunità cristiane armene e assire, tra le più antiche al mondo, che hanno preservato con cura le loro tradizioni, comprese le lingue liturgiche, tuttora utilizzate nei riti religiosi, questo grazie anche alla politica culturale della Repubblica Islamica dell’Iran.
CDC: Suor Elisabetta, ti ringraziamo per aver condiviso con noi la tua esperienza e averci aiutato a conoscere alcuni aspetti dell’Iran molto spesso celati dalla propaganda mediatica, ostile a questo paese indipendente e sovrano.
Nota della redazione (anche questa nota è parte dell’intervista immaginaria, non possiamo tuttavia escludere che la follia dell’establishment israeliano possa portare a decisioni azzardate che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza di tutti i popoli):
Abbiamo deciso di pubblicare questa intervista nonostante, come ben sappiate, a seguito dell’ennesimo tentativo di Israele di colpire gli impianti nucleari iraniani, il Vaticano abbia deciso di annullare la visita. Tuttavia dobbiamo precisare che i funzionari iraniani hanno spiegato che non vi è nessun pericolo, i sistemi di difesa iraniani hanno respinto con successo questi attacchi, ma come spesso accade, Israele ha ingigantito le sue operazioni. Ancora una volta ci lascia molto perplessi come la comunità internazionale non sia riuscita a intervenire in modo efficace per fermare la furia omicida di Israele, che mette in pericolo la stabilità della regione e ostacola qualsiasi iniziativa di dialogo tra i popoli.
—
Hanieh Tarkian. Italo-iraniana, ha completato il corso di dottorato in Scienze islamiche presso il Jamiat az-Zahra, il più importante centro femminile di studi islamici dell’Iran, e ha terminato un Master in Relazioni Internazionali e Studi Strategici. Scrive di politica, religione e geopolitica, ed è docente di Studi islamici.
Immagine in evidenza – Papa Francesco durante l’udienza all’ambasciatore dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari – Vatican Media-Ambasciata Iran
L’intervento del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance alla conferenza di Monaco è un colossale “vaffa” alle politiche adottate dall’Unione europea sotto la presidenza di Ursula von der Leyen. “C’è un nuovo sceriffo in città“, ha detto il numero due di Donald Trump in perfetto stile western. E nei fatti ha perfettamente ragione. Con il ritorno del tycoon alla Casa sono cambiati anche i rapporti con il Vecchio Continente. Secondo Vance, l’Europa è stata dilaniata dal gretinismo e dalle politiche permissive nei confronti degli immigrati. In questo senso, Musk sarebbe l’ultimo dei problemi.
“La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa – ha spiegato Vance – non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno; ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno, l’allontanamento dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”. Tra questi, ovviamente, c’è anche il cosiddetto free speech. “In Gran Bretagna e in tutta Europa, temo, la libertà di parola è in ritirata – ha proseguito -. A quanto pare, non si può imporre l’innovazione o la creatività, così come non si può forzare le persone su cosa pensare, cosa sentire o cosa credere, e crediamo che queste cose siano certamente collegate. E sfortunatamente, quando guardo l’Europa oggi, a volte non è così chiaro cosa sia successo ad alcuni dei vincitori della Guerra Fredda”.
Secondo il numero due della Casa Bianca, i leader europei sarebbero troppo intimoriti del loro popolo. “Non abbiate paura. Non dovremmo avere paura del nostro popolo, anche quando esprime opinioni in disaccordo con la sua leadership”. Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha citato papa Giovanni Paolo II definendolo “uno dei più straordinari campioni della democrazia in questo continente e in qualsiasi altro”. In questo senso il riferimento è chiaro: Vance ha sottolineato il malcontento sull’immigrazione illegale nei Paesi europei e le risposte anacronistiche dei vari capi di Stato e di governo. Un esempio? La Germania.
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha affermato in un’intervista al Wall Street Journal che i leader europei devono accogliere l’ascesa della politica anti-establishment, fermare l’immigrazione di massa e frenare le politiche progressiste. Vance ha detto che chiederà il ritorno dei valori tradizionali e la fine dell’immigrazione illegale e ha parlato di “questa paura che io e il presidente Trump abbiamo che i leader europei siano terrorizzati dal loro stesso popolo”. Il vicepresidente ha aggiunto di voler esortare i politici tedeschi a lavorare con tutti i partiti, compreso il partito di estrema destra e anti-immigrati Afd (Alternative für Deutschland).
Applausi sparuti, per lo più dalla delegazione americana, e facce attonite. È stata questa la reazione della maggior parte dei leader europei presenti alla Conferenza di Monaco alla lunga invettiva del vicepresidente statunitense JD Vance contro l’Europa, accusata di aver represso la libertà di parola e di allontanarsi dai “valori comuni” con gli Usa. In platea i leader, a partire da quelli tedeschi, erano increduli, come è parso dal volto del ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius ripreso dalle tv. Il parlamentare ucraino Oleksiy Honcharenko, presente alla Conferenza, ha scritto su X che l’unica cosa che si può dire del discorso del vicepresidente statunitense J.D. Vance è “l’umiliazione totale di tutti i leader europei“. “Le persone nella stanza sono scioccate – ha twittato -. Per la maggior parte del discorso di Vance, i leader e i funzionari europei si sono guardati l’un l’altro e non ci sono stati quasi applausi”.
per me gli uomini sono una sola famiglia, insegnerò a chiunque me lo chieda, senza ritenermi un maestro e senza considerare discepoli quelli che imparano da me.” “Tutti gli ambiti del sapere profondo sono semplici nella forma, ma complicati nel significato, e quelli complicati nella forma di rado hanno un’essenza significativa.” “I princìpi fondamentali della boxe sono comuni come i princìpi della vita, ma nello stesso tempo sono profondi e intricati come le leggi più complesse dell’universo.” “Se siete sulla pista sbagliata non capirete mai la quintessenza della boxe, ma anche sulla pista giusta non potete esaurire il mare della conoscenza nemmeno sforzandovi per tutta la vita. Perché essere così egoisti da mantenere segrete le proprie realizzazioni?” “La conoscenza è il bene comune all’umanità di tutti i tempi e trascende i confini nazionali o regionali. Per quanto riguarda la condivisione di questo bene comune non occorre dire che non dovrebbero esserci discriminazioni tra gli abitanti di una nazione, e anche verso gli abitanti di altri paesi dovremmo nutrire sentimenti di fraternità e di apertura.” “Spero che così il concetto di fazioni e scuole un giorno sarà eliminato ed i princìpi fondamentali della boxe saranno portati avanti.” “Insegando la boxe ho sempre avuto l’abitudine di … rispondere a tutte le domande e di dire tutto quello che so su un argomento a chi me lo chiede. La mia unica preoccupazione se i miei allievi hanno imparato qualcosa da me o se ho qualcosa da offrire.” “… quando vedo che riescono ad applicare quello che hanno imparato sono felice. Dentro di me considero sempre la felicità degli altri come la mia e non mi sono mai ritenuto un maestro, infatti credo che nei contatti reciproci ciò che conta non è come gli altri si rivolgono a noi, ma lo spirito e l’affinità tra istruttore ed allievi. Se avete trasmesso vera abilità e conoscenza, non possono dimenticare questo favore, anche se non vi atteggiate a maestro.” “Gli allievi, d’altra parte, devono imparare attentamente dall’insegnante, percepire intuitivamente le sue istruzioni e poi vedere se ha integrato le capacità allo spirito in modo appropriato ed intelligente
La posizione dell’albero ha come scopi principali: sviluppo della forza interiore; rimuovere i blocchi di Qi lungo i canali; promuovere la pace interiore e sviluppare in forte carattere.
Poi a livelli superiori si sviluppa una profonda connessione con la terra e i suoi poteri, con il cielo e i suoi spiriti e per finire si entra nella più realizzazione spirituale.
L’albero infatti non viene considerato solo un esercizio per la salute e la forza ma specialmente una pratica di alchimia interiore altamente potente
(In Cinese Nei Dan).
Questa posizione è l’inizio della pratica del Qi gong per accumulare ma bisogna imparare a rilassarsi e a percepire bene il corpo nella sua totalità e il suo rapporto con la gravità.
Poi è molto utile durante la pratica di Zhan Zhuang crearsi un immagine mentale rilassante piacevole e rimanere concentrati su questa bella immagine che ci permette di praticare con calma e per lunghi periodi.
Questa posizione è una forma di meditazione che ci permette di sentire la nostra profonda connessione con la natura e il mondo spirituale; è da tale postura ed atteggiamento interiore che si sviluppa l’energia interna.
Zhan Zhuang (stare come un albero) è una delle pratiche più diffuse in Cina e nel mondo.
E’ stata cominciata ad usare nel 1953 per curare le malattie croniche dal Maestro Yu Yong Nian, allievo diretto del grande Wang Xiang Zhai, fondatore di un’arte marziale conosciuta come “DA CHENG QUAN ” (boxe delle ombre della grande realizzazione), le cui basi erano costituite proprio dalle 9 posizioni del ZHAN ZHUANG.
Il punto di vista occidentale si basa sulla scienza, e se la scienza non può spiegare una cosa, è spiegato come il potere della mente (la ‘effetto placebo’).
Nel fatto che è esattamente quello che è. La mente e il corpo umano hanno il potere di mantenere e riparare se stessa.
Zhan Zhuang Qi gong è un esercizio che sviluppa la potenza del corpo per mantenere la salute e la riparazione stessa.
Nel processo si migliora la postura, aumenta l’energia e si calma la mente.
In Cinese l’esercizio si chiama anche : Stare in piedi come un albero!
Durante la pratica i canali dell’energia interna si aprono; il respiro diventa sempre più profondo e la mente si calma profondamente.
Aumento dell’energia interna; lavoro serio su patologie di vecchia data e un considerevole rafforzamento del sistema immunitario.
Più si pratica e più si diventa stabili; si rinforza tutto il corpo ma specialmente si riempe di Qi il Tan Tien.
La pratica dell’albero poi migliora il movimento e l’armonia nella pratica delle arti marziali. Poi mentre si pratica Kung Fu si nota che c’è molta più forza in ogni gesto, dal più piccolo al più complesso.
Nelle tradizioni taoiste di guarigione, i “Tre Tesori” o “Tre Gioielli” sono le forze essenziali che sostengono la vita umana: – Qi氣 “vitalità, energia, forza; aria, vapore; respiro; spirito, vigore; attitudine” – Jing精 “essenza nutritiva, essenza; raffinato, perfezionato; estratto; spirito, demone; sperma, seme” – Shen神 “spirito; anima, mente; dio, divinità; essere soprannaturale”
Il testo taoista Gaoshang yuhuang xinyin jing (高上玉皇心印經, “Scrittura del Sigillo della Mente dell’Eccelso Sovrano di Giada”, o Xinyin jing “Scrittura del Sigillo della Mente”) probabilmente risalente alla dinastia Song meridionale (1127-1279) , contiene una discussione sull’alchimia interna ( neidan ), sottolineando i “Tre Tesori” ( sanbào三寶). Un breve saggio sullo Xinyin jing (” L’impronta del cuore “) dell’orientalista e traduttore Frederic Balfour contiene il primo riferimento occidentale noto ai Tre Tesori: “Ci sono tre gradi di Supremo Elisir: lo Spirito, il Il respiro e il vigore essenziale.”
Jing “Jīng” (cinese:精; Wade-Giles : ching) è la parola cinese per “essenza”, in particolare essenza renale . Jing è la materia fisica più densa all’interno del corpo e si crede che sia immagazzinata nel sistema degli organi renali. Si dice che sia la base materiale per il corpo fisico ed è di natura yīn , il che significa che nutre, alimenta e raffredda il corpo. Jing è l’unica energia primordiale che viene trasmessa dai genitori a un individuo al momento del concepimento e non ha “forma materiale”. Governa i processi di crescita nel corpo come lo sviluppo di ossa e denti, capelli, normali processi mentali e maturità sessuale. Dopo la pubertà, il jing controlla la funzione riproduttiva e la fertilità, così come la lucidità della mentale. Il Jing muove il corpo umano attraverso la nascita, l’infanzia, la pubertà, la gravidanza, la maturità e la vecchiaia ed è associato alla capacità del corpo di adattarsi al cambiamento. Il Jīng circola attraverso gli otto vasi straordinari e crea midollo lo sperma.
Jing è una forza vitale essenziale per la vita. Mentre il jing è forte, il corpo rimane giovane e vitale. Man mano che il corpo invecchia, il jing che si possedeva alla nascita viene gradualmente bruciato. La perdita del jing è accelerata dallo stress e dal superlavoro; eccessi emotivi; abuso di droghe, tabacco e alcol; malattia, infortunio e cattiva alimentazione; e intemperanza sessuale. La perdita del jing provoca degenerazione fisica e mentale, e man mano che calano i capelli diventano sottili e grigi, le ossa, i denti e i tessuti connettivi si indeboliscono ei sensi perdono la loro acutezza. Quando lo jing è esaurito, il corpo muore.
La Medicina Cinese insegna che il jing può essere rafforzato attraverso una corretta alimentazione , un adeguato riposo, la meditazione e la pratica del qigong; dei tonici a base di erbe e dei trattamenti di agopuntura. Molte discipline legate al qigong sono dedicate al recupero del jing “perduto”, comprese le arti marziali “interne” come il Tai chi chuan e il Baguazhang .
Qi Il Qi, il secondo dei Tre Tesori, è la forza vitale invisibile che permette al corpo di pensare e muoversi, è l’energia più dinamica e immediata del corpo. Qi è l’energia che si muove in tutto il cosmo. Si dice che entri nel corpo umano attraverso il naso e circoli attraverso i dodici meridiani per nutrire e preservare gli organi interni. Il Qi determina il cambiamento e il movimento attraverso l’interazione tra Yang e Yin . Il qi in rapido movimento è considerato Yang mentre il qi in movimento lento è Yin. Quando lo jing è forte, sorge automaticamente il qi. Un corpo sano è una sorgente di qi in costante circolazione. Il Qi include sia l’energia che il sangue e si pensa che sia prodotto come risultato delle funzioni dei polmoni e della milza .
Il Qi dona vitalità al corpo. Le teorie della medicina tradizionale cinese affermano che il corpo ha modelli naturali di qi che circolano in canali chiamati meridiani. Si ritiene spesso che i sintomi di varie malattie siano il prodotto di un movimento del qi interrotto, bloccato o sbilanciato (flusso interrotto) attraverso i meridiani del corpo, nonché carenze o squilibri del qi (squilibrio omeostatico) nei vari organi Zang Fu . La medicina tradizionale cinese cerca di alleviare questi squilibri regolando la circolazione del qi (flusso di energia metabolica) nel corpo utilizzando una varietà di tecniche terapeutiche, tra cui erbe medicinali, diete speciali, regimi di allenamento fisico (qigong, tai chi chuan e altri allenamenti di arti marziali),moxibustione , massaggio per eliminare i blocchi e agopuntura, che utilizza aghi metallici di piccolo diametro inseriti nella pelle e nei tessuti sottostanti per reindirizzare o bilanciare il qi.
Shen Il terzo Tesoro, shen (神), può essere equiparato a “ spirito ” , “psiche” o “mente” e si sviluppa attraverso l’interazione delle energie jing e qi. Si dice che Shen sia l’energia dietro le attività mentali, spirituali e creative. A differenza del jing e del qi, una persona non è automaticamente dotata di shen; si ottiene e si accresce attraverso uno stile di vita retto, la meditazione , l’autocontrollo e le pratiche spirituali. Lo Shen è nutrito dalla musica, dalla danza e dalla partecipazione ad attività creative. Uno shen forte esiste sulla base di un buon jing e di un forte qi; i tre devono essere sviluppati insieme. Lo Shen ben coltivato porta tranquillità. Lo Shen è una manifestazione della natura superiore degli esseri umani e presiede alle emozioni come: consapevolezza onnicomprensiva della verità. Lo Shen si esprime come saggezza, amore, compassione, gentilezza, generosità, accettazione, perdono e tolleranza. Lo Shen è associato al sistema di organi del cuore nella medicina tradizionale cinese . La qualità dello shen può essere osservata principalmente negli occhi di una persona, che rispecchiano la sua anima. La radiosità spirituale risplende attraverso gli occhi. Lo sguardo di una persona con un’anima turbata o una mente malata non si connette con gli occhi degli altri, o sembra selvaggio o annebbiato. Lo Shen moderatamente debole si manifesta come ansia, lieve depressione e irrequietezza cronica. Problemi psicologici più profondi indicano uno shen molto debole. Lo Shen può essere rafforzato attraverso: esercizi fisici e formule a base di erbe.
Videoconferenza del canale YouTube VELENO QUANTO BASTA, trasmesso online in live streaming il giorno 13 febbraio 2025.
Un’inchiesta che fa tremare i potenti!
Parleremo dell’ultimo libro di Giulietto Chiesa, Le carceri segrete della CIA in Europa, insieme a ospiti d’eccezione: Lamberto Rimondini, esperto di geopolitica e informazione indipendente Fiammetta Cucurnia, giornalista e vedova di Giulietto Chiesa Lorenzo Chiesa, figli di Giulietto Chiesa Scopriremo i dettagli inquietanti di un sistema di prigionia clandestina che i governi hanno cercato di insabbiare. Quali segreti si nascondono dietro le operazioni oscure della CIA? Chi ne era a conoscenza? E perché questa verità è stata occultata?
”Nel corso della storia, l’immagine dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse ha simboleggiato le forze del caos e della distruzione che minacciano l’umanità. Oggi, ci troviamo di fronte a crisi che evocano queste figure bibliche: la crisi dei mutui subprime, la crisi ecologica, la pandemia di COVID-19 e i conflitti globali, come la guerra tra Russia e Ucraina e il conflitto tra Israele e Hamas. Ognuna di queste sfide rappresenta una minaccia significativa, ma potrebbe anche offrire l’opportunità per una palingenesi e un rinnovamento nel 2025.”
Fame e la Crisi dei Mutui Subprime
La crisi dei mutui subprime del 2008 ha avuto ripercussioni durature sull’economia globale, contribuendo a un aumento della povertà e della fame. La conseguente instabilità economica ha colpito le fasce più vulnerabili della popolazione, amplificando le disuguaglianze e creando una spirale di insicurezza alimentare. Questa crisi non è solo un ricordo del passato, ma un monito che continua a influenzare le politiche economiche e sociali. La fame, simbolo del primo cavaliere, ci ricorda la fragilità delle nostre strutture economiche e la necessità di un ripensamento radicale.
Malattia e la Pandemia di COVID-19
Il secondo cavaliere dell’Apocalisse è rappresentato dalla malattia, incarnata dalla pandemia di COVID-19. La crisi sanitaria ha sconvolto il mondo intero, esponendo le debolezze dei sistemi sanitari e dei modelli di vita contemporanei. Le conseguenze della pandemia si sono estese ben oltre la salute fisica, influenzando la salute mentale, le dinamiche sociali e le economie globali. Tuttavia, l’emergenza sanitaria ha anche spinto a una maggiore cooperazione internazionale e a un’accelerazione dell’innovazione, suggerendo che dalle ceneri della crisi potrebbe nascere una nuova consapevolezza collettiva.
Crisi Ecologica
Il terzo cavaliere è rappresentato dalla crisi ecologica, un problema che minaccia non solo la nostra sopravvivenza, ma anche quella del pianeta. Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento sono sfide che richiedono un’azione immediata e concertata. La crescente consapevolezza dell’urgenza di affrontare la crisi ecologica ha portato a movimenti globali per la sostenibilità e l’adozione di politiche più responsabili. Questa crisi potrebbe fungere da catalizzatore per un rinnovamento nella nostra relazione con l’ambiente e tra di noi.
Guerra e Conflitti Globali
Infine, il quarto cavaliere è rappresentato dalla guerra, come dimostrano il conflitto tra Russia e Ucraina e la situazione in Israele e Gaza. Questi conflitti non solo hanno causato sofferenze immense, ma hanno anche messo in discussione l’ordine mondiale e le alleanze geopolitiche. Le guerre moderne mostrano quanto sia fragile la pace e quanto sia necessaria una nuova diplomazia per affrontare le cause profonde dei conflitti. La speranza risiede nella possibilità di un dialogo costruttivo e nella ricerca di soluzioni pacifiche.
2025: Un Momento di Palingenesi e Rinnovamento?
Ad oggi, Marzo 2025, c’è la sensazione che ci troviamo a un crocevia. Le crisi che affrontiamo possono sembrare opprimenti, ma possono anche rappresentare un’opportunità per una palingenesi. La necessità di un rinnovamento è evidente: dobbiamo ripensare le nostre economie, le nostre relazioni sociali e il nostro rapporto con il pianeta. La sfida consiste nel trasformare le crisi in opportunità di cambiamento, creando un futuro più equo e sostenibile.I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse sono simboli potenti delle sfide che l’umanità deve affrontare. Tuttavia, in mezzo a queste crisi, esiste anche la possibilità di un rinnovamento e di una nuova consapevolezza. Il 2025 potrebbe essere un momento cruciale per la nostra evoluzione collettiva, un’opportunità per imparare dalle difficoltà e costruire un mondo migliore
Elon Musk, imprenditore visionario e innovatore, è noto per le sue ambizioni audaci nel campo della tecnologia e dello spazio. Tuttavia, dietro il suo spirito imprenditoriale si cela una profonda riflessione sulla storia e sulla civiltà, influenzata da pensatori come Oswald Spengler e Arnold Toynbee. Questi storici e filosofi hanno fornito una visione della storia che mette in evidenza i cicli di crescita e declino delle civiltà, un concetto che sembra risuonare con l’approccio di Musk verso il progresso umano
Spengler e il Ciclo delle Civiltà
Oswald Spengler, nel suo celebre lavoro “Il tramonto dell’Occidente”, propone una teoria secondo cui le civiltà seguono un ciclo di vita simile a quello degli organismi viventi: nascita, crescita, maturità e declino. Spengler sostiene che le civiltà, come la nostra, siano destinate a finire, e che il declino sia inevitabile a causa di fattori interni ed esterni. Questa visione fatalista della storia potrebbe sembrare in contrasto con l’ottimismo di Musk, ma offre un contesto per comprendere le sue ambizioni di spingere l’umanità oltre i limiti della Terra.Musk, con il suo obiettivo di colonizzare Marte, potrebbe infatti vedere la colonizzazione di altri pianeti come un modo per sfuggire al ciclo di declino della civiltà terrestre. La sua visione di un futuro multi-planetario potrebbe essere interpretata come una risposta alla preoccupazione di Spengler riguardo al destino delle civiltà, suggerendo che, per evitare il declino, l’umanità debba espandersi e adattarsi.
Toynbee e la Risposta alle Sfide
Arnold Toynbee, nel suo monumentale lavoro “A Study of History”, analizza il modo in cui le civiltà rispondono alle sfide. La sua teoria si basa sull’idea che le civiltà nascano e prosperino in risposta a problemi e crisi, e che il loro successo dipenda dalla capacità di affrontare queste sfide in modo creativo. Toynbee distingue tra le civiltà che hanno saputo adattarsi e quelle che hanno fallito, suggerendo che la resilienza e l’innovazione siano fondamentali per la sopravvivenza.Musk incarna questo spirito di innovazione. La sua carriera è caratterizzata da una serie di risposte audaci a sfide contemporanee, dalla transizione verso energie sostenibili con Tesla, alla creazione di un sistema di trasporto rivoluzionario con The Boring Company. In questo senso, Musk si allinea con la visione di Toynbee, che vede l’innovazione come una necessità per affrontare le crisi che minacciano la nostra civiltà.
Una Sintesi di Visioni
La combinazione delle idee di Spengler e Toynbee offre una lente interessante attraverso cui esaminare il pensiero di Musk. Mentre Spengler avverte dei cicli inevitabili di declino, Toynbee fornisce uno strumento per la resilienza e la risposta creativa alle sfide. Musk, pur essendo un innovatore ottimista, è consapevole delle fragilità della civiltà moderna e della necessità di un approccio radicale per garantire la sopravvivenza a lungo termine dell’umanità.Elon Musk, lettore di Spengler e Toynbee, incarna una visione tradizionale della storia che si manifesta nella sua ambizione di spingere l’umanità verso nuovi orizzonti. La sua opera non è solo un’interazione con la tecnologia, ma una riflessione profonda sulle sfide e sulle opportunità che definiscono il nostro destino. In un mondo in cui il futuro della civiltà è incerto, la combinazione di audacia e consapevolezza storica potrebbe rivelarsi fondamentale per affrontare le sfide del domani.