IL FONDAMENTO TRASCENDENTE

di Giuseppe Aiello

Nelle società tradizionali è sempre esistita una certa liturgia o mistica della potenza e della sovranità che era parte integrante del sistema e che forniva una soluzione al problema dell’impulso naturale all’autotrascendenza, presente potenzialmente in tutti gli uomini e che fa sentire la sua presenza soprattutto in età giovanile. Ciò in quanto – come ricorda Julius Evola – ogni morale, se deve avere una profonda giustificazione e un carattere intrinsecamente normativo, se non deve essere una mera convenzione del vivere comune, necessita di un fondamento <<trascendente>>, perfino elementi come la lotta e l’eroismo, la fedeltà e il sacrificio, il disprezzo per la morte e così via potendo assumere un carattere irrazionale, naturalistico, tragico e oscuro quando manchi quel punto di riferimento superiore e, in un certo modo, trasfigurante, di cui si è detto che appartiene necessariamente ad un piano trascendente lo stesso dominio della semplice etica. Nella vita e nella formazione del Basij ritroviamo quindi il contenuto eroico e militare tradizionale, di servizio come onore e di lealismo in senso superiore. Nel Basij la tensione ideale verso il trascendente porta oltre i valori non solo edonistici ma anche eudemonistici. Il Basij viene integrato per mezzo di un immanente rapporto con una Legge e una Autorità superiore, con una volontà obiettiva che trascende l’individuo particolare.

Giuseppe Aiello, La Repubblica islamica dell’Iran alla Luce della Tradizione

IL FONDAMENTO TRASCENDENTE
IL FONDAMENTO TRASCENDENTE

DNA SPAZZATURA?

Apparentemente sembra che ci sia inconciliabilità fra la visione scientifica e quella spirituale, ma io credo da sempre che fra le due esista una porta di comunicazione che unisce i due concetti, dove la seconda insomma irrompe prepotentemente nella prima “compiendo il miracolo della Cosa Una” come ben enunciava il 3-volte Grande Ermete.

Ebbene spesso ho letto sul DNA, quell’elemento così affascinante, ma ancora in gran parte misterioso perchè tocca il lato più intimo e misterioso dell’uomo: quello della sua parte costituente.

Ma solo fisica? Non credo proprio.

Junk DNA, ecco io credo che QUELLA sia la porta. E, una volta di più vale riconoscere l’umorismo di Dio che ha permesso all’uomo di chiamare quella porta DNA Spazzatura: il massimo dell’importanza chiamato con il minimo di importanza.

Yeshua parlò di una “pietra di inciampo scartata dai costruttori” ed io penso che tale “pietra di inciampo” sia proprio in primis quella “spazzatura” in realtà l’elemento più fulgido che possa esistere a livello umano: fulgido, misterioso, potente, l’unica possibilità dataci dal Massimo Fattore per operare quel Matrimonio Mistico così caro agli Alchimisti.

Teniamocelo caro dunque quel DNA Spazzatura, e non permettiamo che mani sacrileghe attentino alla sua Verginità.

E chi ha orecchie per intendere, intenda.

DNA SPAZZATURA?
DNA SPAZZATURA?

SECRETUM TEMPLI

di Chiara Rovigatti

Abraxas è il Cristo gnostico, e lo sapevano bene i Templari come si evince da questo simbolo con inscritto il detto “Secretum Templi”: evidente sigillo della cerchia interna di pochissimi e sceltissimi confratelli al corrente del reale significato di tale figura sconosciuta ai più tanto da essere identificata quasi sempre in senso contrario e oscuro.

Possono mai essere satanici i Poveri Fratelli del Tempio? Ci ha tentato l’Inquisizione, un papa e un re fino a giungere a sterminarli ma, non dimentichiamolo, a loro si deve il ritrovamento della sacra Sindone.

Il discorso sarebbe più lungo e, per ulteriore approfondimento, rimando all’ottimo articolo a firma di Adriano Forgione sul # 166 di FENIX del 2023 (vedi la copertina nella seconda foto).

SECRETUM TEMPLI
SECRETUM TEMPLI

OCCIDENTE NEOLIBERALE O NEOSOCIALISTA?

Videoconferenza del canale YouTube LA NUOVA OCCIDENTALE, trasmessa online in live streaming il giorno 16 gennaio 2025.

Spesso, da parte sia della “sinistra mainstream” che della politica alternativa, si sente ripetere che viviamo in un regime neoliberale, neoliberista, liberale, neoliberista, ecc. Ma è davvero così? L’attacco alle libertà personali e di parola, all’inviolabilità del corpo, alla proprietà, che abbiamo vissuto e che viviamo ancora, in particolare nella nostra cara UE, è davvero il sintomo di un regime liberale? Affrontiamo Davide Rossi, saggista e analista politico, questo argomento. Roberto Siconolfi dialoga con Davide Rossi.

OCCIDENTE NEOLIBERALE O NEOSOCIALISTA?
OCCIDENTE NEOLIBERALE O NEOSOCIALISTA?
OCCIDENTE NEOLIBERALE O NEOSOCIALISTA?

Partenariato strategico tra Russia e Iran: un abbraccio prudente

di Marquez

18 Gennaio 2025

Russia e Iran hanno deciso di rafforzare i propri legami strategici, firmando un nuovo accordo di “partenariato strategico”. Questa intesa, siglata a Mosca dai Presidenti Vladimir Putin e Masoud Pezeshkian, rappresenta il culmine di una lunga e complessa trattativa, volta a rafforzare la cooperazione bilaterale in settori chiave come difesa, sicurezza, commercio, energia e antiterrorismo.

Il partenariato strategico tra Russia e Iran

L’accordo mira a consolidare la cooperazione tra i due Paesi in ambiti strategici fondamentali. In particolare, si focalizza sulla produzione e lo scambio di armi, munizioni e materie prime, con un’attenzione particolare alla missilistica e ai droni forniti dall’Iran e ai rifornimenti di gas e tecnologia avanzata, inclusa quella nucleare, da parte della Russia. Tuttavia, oltre agli obiettivi dichiarati, l’accordo sembra principalmente volto a coordinare le rispettive questioni di sicurezza.

Il percorso verso l’accordo è stato segnato da difficoltà diplomatiche significative, riflettendo non solo le sfide nel conciliare gli interessi dei due Paesi, ma anche la varietà di sensibilità geopolitiche all’interno dell’Iran. I

l nuovo accordo amplia un impegno già sottoscritto nel 2001, che non era mai stato aggiornato per riflettere i cambiamenti nelle relazioni internazionali. Nonostante le attuali tensioni con l’Occidente, sia Mosca che Teheran hanno deciso di mantenere un ampio margine di manovra, evitando di stringere vincoli troppo rigidi.

Secondo Anton Mardasov, specialista del think-tank Al Monitor, l’accordo non deve essere sopravvalutato. La Russia ha firmato accordi simili con altri Paesi, come Algeria, Ecuador, Egitto, Marocco e Laos, senza impegni vincolanti formali. Questo nuovo partenariato con l’Iran si configura come un memorandum che segnala intenzioni reciproche senza costituire un’alleanza formale.

Questo approccio riflette il desiderio del Cremlino di non chiudere le porte con il blocco sunnita del Medio Oriente e Israele, mentre l’Iran cerca di mantenere aperte le vie del dialogo con l’Occidente, in un contesto economico gravemente colpito dalle sanzioni internazionali.

L’assenza della difesa reciproca

A differenza degli accordi con Corea del Nord e Bielorussia, che includono una clausola di difesa reciproca, il partenariato con l’Iran non prevede tale impegno. Questa scelta è dettata dalla volontà di Putin di evitare frizioni con altre potenze regionali, mantenendo una posizione bilanciata. Dal canto suo, il Presidente iraniano Pezeshkian ha evitato di bruciarsi i ponti con l’Europa e gli Stati Uniti, promuovendo un dialogo che potrebbe alleviare le sanzioni economiche imposte all’Iran.

L’accordo riflette anche l’intenzione di entrambi i Paesi di aggirare le sanzioni occidentali, favorendo il commercio e i profitti reciproci. La Russia, attraverso questo partenariato, spera di realizzare il vecchio sogno zarista di accedere ai mari caldi, costruendo una ferrovia attraverso l’Iran fino ai porti del Golfo Persico.

Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha sottolineato che l’accordo permetterà all’Iran di diventare un hub cruciale per le esportazioni di gas russo, rafforzando ulteriormente i legami economici tra i due Paesi.

Dunque l’intesa tra Mosca e Teheran rappresenta un passo importante nelle relazioni bilaterali, ma mantiene un carattere prudente e flessibile. Entrambi i Paesi cercano di rafforzare la propria posizione geopolitica senza compromettere eccessivamente le loro relazioni con altre potenze globali.

Questo approccio misurato potrebbe rivelarsi cruciale per navigare nel tempestoso mare del riassetto geopolitico mondiale in corso.

Tratto da: Kultur Jam

Partenariato strategico tra Russia e Iran: un abbraccio prudente
Partenariato strategico tra Russia e Iran: un abbraccio prudente

L’IDIOTA ILLUMINATO

di Martino Zeta

Solo un idiota può diventare illuminato.
Nell’abbandonare la tua cosiddetta “intelligenza”, hai acconsentito alla possibilità di diventare saggio.
Nel diventare un idiota, hai abbandonato la ricerca.
Perchè, tutto ciò che una volta hai cercato, ora finalmente cerca te.
Nel diventare VUOTO, hai guadagnato il mondo.
Sei finalmente arrivato.
E’ il vero luogo in cui tu sei sempre vissuto.
E quando scoprirai questo, ti farai una fragorosa risata.
Riderai come un idiota.
(B.K. Gupta)

L'IDIOTA ILLUMINATO
L’IDIOTA ILLUMINATO

CONCILIARE L’UNO CON I MOLTI

di Luca Rudra Vincenzini

Come conciliare l’Io Assoluto (Pūrṇāhaṃta), l’Uno, con la creazione, i molti (prabhūtā o anupuruṣa)?

Uno dei punti più ostici in metafisica, assieme al problema del male (mala), è quello della convivenza dell’Uno con la molteplicità; soprattutto in un contesto non-duale, se esiste la Coscienza Universale si ha difficoltà a giustificare la creazione. In Śaṅkara questo passaggio porta alla negazione del duale attraverso il concetto di sogno (vivarta): il molteplice non esiste, di fatto esso è la fantasia illusoria (mithyā) dell’Assoluto, aprendo il problema della necessità e della contraddittorietà del sogno, soprattutto quello distorto, in seno al Brahman.

Nel non-dualismo kāśmīro il problema è risolto con la teoria dei gradi (mātrāvāda): l’Uno, rimanendo unico e solo sul suo piano ontologico, crea a cascata una discesa progressiva di condensazioni, appunto livelli (mātrā) o contrazioni (saṅkoca), in cui crea, su piani via via più densi, il divenire cosmico (pariṇāma).

Rimangono aperte le questioni del male e del perché ciò avvenga…

Prossimamente su questi schermi.

CONCILIARE L'UNO CON I MOLTI
CONCILIARE L’UNO CON I MOLTI

Un mondo ideale: per un socialismo universale

di Luca Fiore Veneziano

17 Gennaio 2025

Un mondo ideale: verso un socialismo universale che garantisca diritti per tutti

Immaginiamo un mondo in cui ogni individuo, indipendentemente dal luogo di nascita o dal contesto sociale, possa godere degli stessi diritti fondamentali. Un mondo in cui concetti come “bisogno” e “povertà” appartengono al passato, poiché la famela sete e la mancanza di un rifugio sicuro sono stati sradicati. Questo mondo ideale, fondato su un socialismo universale, garantisce a tutti dignità, sicurezza e libertà. In esso, il progresso si misura non con indicatori economici, ma con la qualità della vita collettiva, il rispetto per l’ambiente e ogni forma di vita. È un mondo in cui istruzione, cultura e sanità sono accessibili a tutti, senza distinzione.

Diritti per tutti: la base di un vero progresso umano

Il vero progresso non è solo tecnologico o economico; è umano e sociale. La civiltà non può dichiararsi evoluta se accetta che milioni di persone vivano in povertà estrema, soffrendo quotidianamente la fame e il freddo. In un mondo ideale, ogni individuo avrebbe accesso alle risorse essenziali per una vita dignitosa: cibo, acqua, riparo, istruzione e cure mediche. Il socialismo universale garantirebbe una distribuzione equa delle risorse, eliminando le barriere economiche e sociali che oggi separano nazioni e popoli.

Questo sistema solidale assicurerebbe anche un’opportunità di sviluppo per ciascuno, un vero supporto sociale globale. In una società fondata sulla giustizia e l’equità, nessuno verrebbe lasciato indietro, poiché l’obiettivo comune sarebbe il benessere collettivo.

Educazione e cultura accessibili a tutti: un diritto inalienabile

L’istruzione è una delle risorse più potenti che un individuo possa ricevere, e in un mondo ideale essa sarebbe gratuita e accessibile a tutti, senza alcuna discriminazione. La conoscenza e la cultura, infatti, non dovrebbero essere limitate a chi può permettersi di accedervi, ma dovrebbero rappresentare un patrimonio universale. Questo modello si fonderebbe su scuole e università pubbliche e aperte, disponibili a ogni cittadino, che sia egli nato in un paese ricco o in uno meno sviluppato.

L’accesso universale alla cultura promuoverebbe una società informata e consapevole, capace di partecipare attivamente alla vita civile e di prendere decisioni collettive basate sulla conoscenza. Inoltre, l’arte, la musica e le discipline umanistiche non verrebbero relegate a una minoranza, ma sarebbero alla portata di tutti, arricchendo il tessuto culturale globale e alimentando il dialogo interculturale.

Salute e cure gratuite per tutti

Un altro pilastro fondamentale di un mondo giusto è l’accesso gratuito e universale alla sanità. Nessuno dovrebbe essere privato di cure mediche solo per mancanza di risorse economiche. In un sistema sanitario universale, le cure essenziali e specialistiche sarebbero garantite a tutti, indipendentemente dallo status sociale o dall’area geografica. La salute rappresenta un diritto fondamentale, che una società realmente progredita non può ignorare.

Le cure gratuite, accessibili a tutti, permetterebbero una migliore qualità della vita per tutti i cittadini, riducendo le disuguaglianze sanitarie tra ricchi e poveri e promuovendo un sistema sanitario basato sulla prevenzione, sull’assistenza e sul benessere generale. La scienza e la medicina sarebbero utilizzate al servizio dell’umanità intera, senza scopo di lucro, eliminando le barriere che oggi ostacolano l’accesso alle cure in molte parti del mondo.

Leggi e diritti universali per i lavoratori

In questo mondo ideale, il lavoro sarebbe un diritto e un mezzo per garantire dignità, mai uno strumento di sfruttamento. Ogni lavoratore avrebbe accesso a salari equi e condizioni di lavoro sicure, rispettose del benessere della persona. Un socialismo universale globale promuoverebbe normative universali per la tutela dei lavoratori in ogni parte del mondo, mettendo fine allo sfruttamento delle classi più deboli e garantendo condizioni di lavoro umane e rispettose.

Un salario minimo universale, insieme a regole che tutelino gli orari e le mansioni, assicurerebbe che ogni lavoro contribuisca al benessere collettivo senza mettere a rischio la dignità individuale. Inoltre, in una società equa, il contributo di ogni professione sarebbe valorizzato, eliminando gerarchie economiche che troppo spesso emarginano intere categorie di lavoratori.

La salvaguardia dell’ambiente: una responsabilità globale

Un mondo ideale deve necessariamente includere la protezione globale dell’ambiente. In un sistema socialista universale, la tutela ambientale sarebbe centrale, supportata da leggi universali rigorose che ne garantiscano l’efficacia. Ogni paese si impegnerebbe a preservare le risorse naturali e a ripristinare gli ecosistemi danneggiati, con la consapevolezza che la salute del pianeta è inscindibilmente legata a quella dell’uomo.

Queste normative ambientali avrebbero il compito di proteggere la biodiversità, limitare l’inquinamento e impedire lo sfruttamento insostenibile delle risorse. Le risorse naturali sarebbero considerate beni comuni, e il loro utilizzo sarebbe regolamentato in modo tale da preservare l’equilibrio naturale per le generazioni future.

Rispetto per ogni forma di vita

La compassione e il rispetto si estenderebbero non solo agli esseri umani, ma anche a tutte le altre creature viventi. Gli animali, riconosciuti per il loro valore intrinseco, sarebbero protetti da leggi contro il maltrattamento e l’abuso, e avrebbero diritto a vivere liberi dalla sofferenza e dalla crudeltà. Promuovere una convivenza armoniosa con gli animali non solo arricchirebbe la nostra umanità, ma aiuterebbe a preservare l’equilibrio ambientale, garantendo una qualità della vita più elevata per tutti gli abitanti del pianeta.

Verso un mondo migliore: una sfida possibile

Realizzare questo mondo ideale potrebbe sembrare un’utopia, ma il progresso sociale è sempre stato frutto di visioni audaci. Il sogno di un socialismo universale, di un mondo giusto ed inclusivo, è un obiettivo necessario per garantire la sopravvivenza stessa del pianeta.

L’unico vero progresso sarà quello che includerà tutti, garantirà istruzione, salute, lavoro dignitoso e rispetto per l’ambiente e gli animali. Solo allora potremo dichiarare di aver creato un mondo veramente migliore.

Tratto da: Avanti Online

Un mondo ideale: per un socialismo universale
Un mondo ideale: per un socialismo universale

LA PADRONANZA DELL’INTENTO

di Martino Zeta

La padronanza dell’intento dovrebbe rappresentare la nostra condizione naturale, tuttavia a causa delle interferenze razionali, della nostra abitudine a vagliare, mediare e aggiungere, si tramuta in qualcosa di irraggiungibile.

Come prima opzione, riguardo la padronanza dell’intento, ti fornisco la spiegazione più semplice: i guerrieri intendono semplicemente intendendo ciò che vogliono intendere. Se il concetto non è chiaro allora cominciamo a complicare per cercare di semplificare: per padroneggiare l’intento è necessario che il corpo energetico applichi la determinazione del proprio intento su ciò che si intende intendere.

Magari non è ancora comprensibile. La padronanza dell’intento richiede leggerezza e improvvisazione ma, al tempo stesso, una determinazione inalterabile. Non è “volere qualcosa”, nè cercare di convincersi o esortarsi a fare o essere qualcosa. […]

Considera lo spirito un testimone inalterabile. […] Attenzione! Attenzione! Lo spirito è un testimone privo di giudizi! Il giudizio sul mondo appartiene solo a noi. Lo spirito è testimone esclusivamente della nostra impeccabilità energetica. La quale è impersonale! Impersonale! Quindi per avere accesso al lato attivo dell’infinito dobbiamo accedere alla stessa condizione: impersonalità.

(Marco Baston – La soglia dell’energia)

LA PADRONANZA DELL'INTENTO
LA PADRONANZA DELL’INTENTO

Una Destra Moderna Tradizionale e Identitaria: come attraversare l’attualità riscoprendo l’indispensabile

 di Andrea Grieco 

13 Maggio 2024 

Roma, 13 mag – Cosa è la Destra oggi e, soprattutto, chi è ed in cosa crede l’uomo di Destra che si affaccia davanti a questo turbolento mare di contraddizioni e cambiamenti che è il nostro tempo? A queste ed a molte altre domande prova a rispondere il nuovo breve libro scritto da Fabrizio Fratus e Lorenzo De Bernardi “DESTRA. Moderna, Tradizionale, Identitaria”, uno strumento utile ed accessibile che, senza fare sconti a nessuno, s’impegna in una capillare opera di chiarificazione su alcuni temi fondamentali di attualità in relazione alla tradizione e all’universo valoriale del mondo della Destra.

Come la Destra deve attraversare l’oggi

Dalla questione della razza, continuamente oggetto di mistificazioni ed incomprensioni, all’importante sfida del prossimo futuro, che già oggi è materia di dibattiti troppo spesso miopi e pieni di pregiudizi, dettata dall’intelligenza artificiale passando per il rapporto intimo tra spiritualità e Dio, il quale s’interroga sulla crescente secolarizzazione e al declino dell’influenza religiosa nella moderna società europea, e per l’analisi tematica dell’individualismo capitalista l’imprenditorialità, concetti troppo spesso trattati come sinonimi dal pensiero marxista ma che in realtà devono essere affrontati su piani diversi. Un viaggio utile ai giovani per comprendere le idee di questa lunga tradizione politica così come per i meno giovani affinché si riesca a proiettare queste stesse spinte valoriali della Destra nelle problematiche di oggi.

Riscoprire l’indispensabile

Il nuovo lavoro di Fratus e De Bernardi trova la propria funzione in un’epoca oscura come la nostra e dal momento che, come sottolineato magistralmente nella prefazione di Valerio Savioli, viviamo in un tempo in cui è necessario riscoprire e ritrovare l’indispensabile. È giusto, quindi, ripartire, come affermano gli stessi autori, dalla riedificazione del proprio Io nel tempo in cui la politica è spesso a difesa di oligarchie che fissano nell’odierno orizzonte liberaldemocratico il migliore dei mondi possibile. Un’opera per tutti coloro che non vogliono perdere la rotta nel viaggio verso l’ignoto.

Tratto da: Primato Nazionale

Una Destra Moderna Tradizionale e Identitaria: come attraversare l’attualità riscoprendo l’indispensabile
Una Destra Moderna Tradizionale e Identitaria: come attraversare l’attualità riscoprendo l’indispensabile