DEFINIZIONE DELL’IMPERIUM PLANETARIUS

di Vincenzo Di Maio

L’Imperium Planetarius avviene quando l’Imperium Populi di tutte le nazioni del mondo termina la sua funzione popolare di divulgazione e realizzazione dell’Antico Ordine Planetario, fondato su un Sacro Impero Tradizionale che continentalizza le civiltà costituite dalle nazioni, attraverso una architettura politica su cui poggia una Corte Imperiale che manifesta l’epifania di un re sacerdote.

DEFINIZIONE DELL'IMPERIUM PLANETARIUS
DEFINIZIONE DELL’IMPERIUM PLANETARIUS

IMPERIUM POPULI: UNA DEFINIZIONE

di Vincenzo Di Maio

L’Imperium Populi avviene quando il popolo si unisce formando la massa critica coerente di un pluralismo politico nazionale coeso da poche e precise istanze di riforma costituzionale, dalla quale emerge la guida univoca di una leadership che porta la voce del popolo verso una chiara transizione tradizionale che riporta alla centrale e sacra divinità di Dio Altissimo.

IMPERIUM POPULI: UNA DEFINIZIONE
IMPERIUM POPULI: UNA DEFINIZIONE

LE PASSIONI DISORDINATE

a cura di Martino Zeta

Ma, si dirà, l’anima umana non è dunque libera? No, non lo è quando si abbandona alla vertigine delle passioni. Non c’è che la saggezza che sia libera, le passioni disordinate sono il dominio della pazzia, e la pazzia è fatalità.

(Eliphas Levi – La chiave dei grandi misteri)

LE PASSIONI DISORDINATE
LE PASSIONI DISORDINATE

TANTRISMO: IL GRANDE INGANNO

di Chiara Rovigatti

Risparmiamoci l’amenità del raggiungimento della perfetta Spiritualità attraverso l’esercizio dell’accoppiamento sessuale: meglio ammettere che il sesso piace ed è difficile astenersene senza accampare scuse auliche per farlo, è più onesto.

L’accoppiamento è un fatto interiore e non fisico e il suo scopo è quello di ricostituire l’integrità androgina dell’Adam primigenio, mentre tutte le teorie sessuali fisiche orientali e occidentali non fanno che riconfermare la scissione dei 2 sessi che in realtà devono ritornare a rifondersi in un unica unità come era prima dello spazio-tempo.

Tutto il resto è una scusa per farsi un bel rapporto sessuale che di spirituale non ha niente.

Non si riacquista lo Spirito smembrato a causa della Caduta adamica primordiale (la perdita dell’androginia con conseguente apparizione dei 2 sessi separati) seguendo la natura: perchè la natura è esito fisico e non spirituale, cioè non appartiene allo Spirito che la trascende: per questo il tantrismo ha natura oscura e non luminosa se praticato a livello fisico, perchè si ignora che in realtà le immagini di dèi e dee che copulano si riferiscono all’unione INTERIORE del maschile e femminile e non a quella fisica di un uomo e una donna.

A questa mia confutazione mi sono sentita ribadire che oggi abbiamo poche persone sagge perché non attraversano le acque della nascita nel praticare del buon sesso che porta all’amore e che il segreto del Santo Graal il contenitore della vita eterna è la vulva (sic!).

E, a conclusione, sono stata accusata di <<essere scissa e che dovevo informarmi su re Salomone, il re più saggio dell’Antico Testamento, che aveva 700 mogli e 300 concubine e assurgeva ad ogni orgasmo in felicità e creava infrastrutture per il suo Popolo>>.

A questa persona è sfuggita una questione fondamentale, e cioè che TUTTI siamo scissi dopo la Caduta adamica.

Re Salomone aveva 700 mogli? LA PARTE ILICA DI RE SALOMONE AVEVA 700 MOGLI, perchè pure lui era scisso anche se probabilmente la sua componente spirituale era in percentuale maggiore rispetto ad altri: ma integro non era certamente neppure lui.

Come sempre il problema è che si pensa troppo orizzontalmente equivocando l’orizzontale per il verticale: è un errore che fanno molti e, a volte, spesso pure io altrimenti avrei già realizzato il Corpo di Luce…

Per cui smettiamola di incensare il corpo scambiando le sue esigenze biologiche per atti di grande spiritualità.

Ah, per tornare a Salomone, si sappia che il suo splendido e sensuale “Cantico dei Cantici” non è dedicato a una donna in carne e ossa, bensì all’Anima, e questo errore di decodifica purtroppo lo fanno in molti…

TANTRISMO: IL GRANDE INGANNO
TANTRISMO: IL GRANDE INGANNO

Una realtà cosmologica trascurata

di Shaykh M. Khalfan

Secondo la cosmologia islamica, l’universo non si riduce all’esistenza corporea e materiale, ma è piuttosto costituito da diversi livelli di esistenza. Questi livelli sono strettamente interconnessi e reciprocamente uniti. Ogni fenomeno che si verifica nel regno inferiore dell’esistenza ha una ripercussione nel livello superiore. Il livello più basso dell’esistenza è chiamato al-dunya (genere femminile di al-adna che letteralmente significa “il più basso”).

Secondo una tradizione narrata dall’Imam Alì (‘a), il dunya era noto come al-dunya “li annahaa adnaa min kulli shay” (“perché è inferiore a ogni cosa”) [Shaykh al-Saduq, ‘Ilal al-Sharayi’, v.1, pp. 1-2].

Il livello intermedio dell’esistenza che in realtà comprende anche il livello più basso, è noto nella terminologia coranica (23:100) come barzakh (barriera), poiché funge da barriera tra il più basso dei regni dell’esistenza (al-dunya) e il livello oltre, che il Sacro Corano definisce al-qiyama (il regno della resurrezione). Qiyama è quindi una realtà molto più elevata del dunya rispetto al barzakh. Non è tuttavia un regno parallelo separato dell’esistenza, che giunge dopo la fine di questo mondo in termini temporali, come congettura l’uomo comune.

Gli esseri umani dotati di profonda intuizione, a seconda del loro livello di purificazione e sviluppo interiore, non solo comprendono questo mondo materiale, ma possono penetrare i veli e vedere i livelli del barzakh o anche oltre. Il Santo Profeta (s) e la sua infallibile progenie vedevano tangibilmente la realtà del peccato come fuoco, e quindi naturalmente se ne astenevano.

Sebbene molti di noi non possano vedere i nostri stati superiori del barzakh e qiyama, qualora venissero rimossi i veli dell’esistenza materiale vedremmo il nostro orribile stato. Non c’è da stupirsi che cerchiamo chiaramente la liberazione dal fuoco dell’inferno in così tante suppliche che recitiamo. Non cerchiamo la protezione del fuoco dell’inferno nel Giorno del Giudizio, ma l’emancipazione dal fuoco dell’inferno qui e ora.

Nella famosa supplica Jawshan al-Kabir, ad esempio, utilizziamo la frase khallisna min al-naari yaa Rabb (“liberami dal fuoco dell’inferno, o Signore”). Con questo principio integrale in mente, lottiamo per liberarci dai guai del barzakh e oltre e spegniamo il fuoco che abbiamo acceso, attraverso l’acqua della tawba e dell’istighfar (del pentimento e della ricerca del perdono divino).

Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte

Tratto da: ISLAM SHIA

Una realtà cosmologica trascurata
Una realtà cosmologica trascurata

I buoni sentimenti: quando pensare diventa una cosa sconcia

di Vincenzo Costa

6 Gennaio 2025

I buoni sentimenti sono sempre più pericolosi perché hanno sostituito l’indignazione permanente all’analisi e al pensiero.

I buoni sentimenti*

Il pericolo per il mondo non sono i cattivi. Questi alla fine sono razionali, conoscono il senso del limite, sono guidati dal loro tornaconto. E dunque sono prevedibili, sono agenti razionali. Si può negoziare con loro.

A un certo punto si fermano, sai che si fermeranno, perché non è più vantaggioso per loro.
Ad essere pericolosi sono gli stupidi, quelli dei buoni sentimenti.

Da una parte generalmente rappresentano gli utili idioti che servono ai cattivi per perseguire i loro scopi. Mascherano interessi inconfessabili, permettono di chiamare lo schiavismo “emancipazione”, la guerra pace.

Dall’altro sono così stupidi che, per amore dei valori di umanità e per restare umani, sarebbero disposti a distruggere il pianeta. Alla fine non sono solo stupidi: sono dei perversi.

Amano più le idee che gli uomini, credono che l’importante sia salvare le idee e i valori, anche a costo di sterminare la razza umana. Diffido di loro più che dei cattivi.

Non ho paura dei cattivi, ma di questa ondata di buoni sentimenti, di esaltati, di fanatici si. Possono portare il mondo davanti alla catastrofe. Non risolveranno un solo problema, ma li aggroviglieranno, li faranno infettare.

Ogni problema viene esasperato attraverso costoro, perché hanno sostituito l’indignazione permanente all’analisi e al pensiero.
Per questa gente pensare è una cosa sconcia.

Tratto da: Kultur Jam

I buoni sentimenti: quando pensare diventa una cosa sconcia
I buoni sentimenti: quando pensare diventa una cosa sconcia

NON DARE NOTIZIE NEGATIVE A CASA

a cura di Giuseppe Aiello

“Non dare mai brutte notizie a casa senza un giusto motivo; per esempio, come potrebbe fare un uomo, che appena torna a casa, dice: ‘Ho visto un incidente!’

Non c’è bisogno di dirlo! Non bisogna diffondere notizie negative a casa.

Fate attenzione a ciò!

Queste cose feriscono facendo insorgere emozioni o stati d’animo negativi in famiglia in un modo che non può essere compensato.

Al contrario, in famiglia bisogna diffondere pace e tranquillità.”

Shaykh Seyyed Abdullah Fatemi Nia

NON DARE NOTIZIE NEGATIVE A CASA
NON DARE NOTIZIE NEGATIVE A CASA

L’IDIOTA

a cura di Pietro Mazzuca

Durante le cene con i suoi allievi, il maestro spirituale G.l. Gurdjieff (1866-1949) proponeva brindisi successivi ai diversi Idioti. Ne distingueva 21 tipi, che componevano i gradini di una scala spirituale che andava dall’Idiota ordinario fino all’Idiota n. 21, che è Dio. Gurdjieff intendeva il termine Idiota nel senso greco originario di essere egocentrico che limita la sua attenzione a ciò che gli è proprio, e di conseguenza si disinteressa di ciò che è pubblico, vale a dire comune a tutti. I diversi gradi di Idioti sono in rapporto con altrettanti ostacoli particolari da superare sul cammino della liberazione dalle diverse forme di egoismo e di egotismo. Questo saggio approfondisce l’essenza dei 21 tipi di Idioti distinti da Gurdjieff, intesi come esempi diversi di spiritualità: sono rappresentati come gradini di una scala e la loro sequenza rende conto delle tappe successive dell’evoluzione interiore. La scala degli Idioti di Gurdjieff non si limita a illuminare un aspetto finora scarsamente conosciuto dell’insegnamento del filosofo e mistico armeno, la scienza dell’Idiotismo, ma offre altresì un contributo determinante alla spiritualità occidentale giudaico-cristiana in rapporto alle sue origini tradizionali e al suo carattere inclusivo.

L'IDIOTA
L’IDIOTA

LE QUATTRO DISTRAZIONI

a cura di Giuseppe Aiello

ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE
“Attenti, attenti, attenti alle quattro distrazioni:
parlare troppo,
mangiare troppo,
dormire troppo
socializzare troppo con persone “distratte”.
Trasformateli invece nel ricordo di Allah, il Sovrano, l’Onnisciente, giorno e notte.”
Poi ha aggiunto: “Il silenzio, il digiuno, la veglia, la solitudine e il ricordo (dhikr) costante possono perfezionare ciò che il mondo imperfetto non può.”
Shaykh Zahid Taqi

Perché la Via è non è lettura di libri o chiacchiericcio teologico o metafisico.

LE QUATTRO DISTRAZIONI
LE QUATTRO DISTRAZIONI

LA GENTILEZZA DEL SOVRANO

di Felipe Guerra

Il taoismo differisce anche dal confucianesimo per quanto riguarda la gentilezza del sovrano. Come diceva Lao tze: “Gestisci una grande nazione come cucineresti un pesce delicato. Per governare gli uomini secondo natura, è meglio essere moderati».

Continua :“quando il governo è pigro e informale, la gente è gentile e onesta, quando il governo è efficiente e severo, la gente è scontenta e ingannevole” (Lao tze, Tao The Ching ).

Per il taoismo, i governanti non dovrebbero fare nulla per il loro popolo.

Quindi, secondo il taoismo, si dice che le cose creino azioni “innaturali” ( wei ) plasmando i desideri ( yu ). Il processo di apprendimento dei nomi ( ming ) usati nelle dottrine aiuta a fare distinzioni tra bene e male, bello e brutto, alto e basso, e “essere” ( yu ) e “non essere” ( wu ), dando così forma ai desideri. Abbandonare la conoscenza è abbandonare nomi, distinzioni, gusti e desideri, e così risulterà un comportamento spontaneo ( wu-wei ).

Per il taoismo la questione più importante è la libertà individuale.

“Più morali e tabù ci sono, più la crudeltà affligge le persone. Più pistole e coltelli ci sono, più fazioni dividono le persone. Più arti e abilità ci sono, più il cambiamento rende obsolete le persone.

Più leggi e tasse ci sono, più il furto corrompe le persone” (Lao tze, Tao The Ching ).

Si consiglia alle persone di seguire le leggi della natura e di evitare le norme sociali: le persone non dovrebbero aspettare nulla, non dovrebbero desiderare nulla.

Quando rinunci a tutte le cose, ti rimane qualcosa, questa è la felicità.

Il taoismo concorda con il confucianesimo sull’importanza della riflessione. Entrambe le filosofie vogliono che le persone si prendano cura della loro vita reale.

Ma il taoismo prende una strada molto diversa per raggiungere questo obiettivo: non sottolinea l’importanza dello stato di diritto, del governo e delle comunità. Gli ambienti sociali delle persone non sono considerati importanti per la felicità delle persone.

Il taoismo si preoccupa solo della condizione naturale di una buona vita.

La moralità è considerata la distorsione della vita naturale.

Il Circolo del Tao

Tutti abbiamo avuto l’esperienza, prima o poi, di essere profondamente connessi con qualcosa di più grande di noi stessi. Questo accade spesso in natura. Guardando un tramonto o facendo un’escursione in montagna o nei boschi, ci si sente un tutt’uno con l’ambiente circostante. Allo stesso modo, una sensazione di espansione e benessere può derivare dal godere delle opere d’arte o dal realizzare una profonda realizzazione o intuizione.

E certamente le relazioni con gli altri, che coinvolgano amore e amicizia, o sentimenti di compassione, possono evocare questa stessa risposta.

In ciascuna di queste situazioni, almeno momentaneamente, trascendiamo gli angusti confini del nostro senso separato di sé e incontriamo una realtà espansa. Ci troviamo interamente presenti, vivendo pienamente ciò che sta accadendo. I confini tra noi e il mondo esterno sembrano svanire. Questi eventi sono spesso speciali e memorabili, profondamente significativi e profondamente soddisfacenti.

In questi momenti si può dire che siamo entrati nel Circolo del Tao, l’esperienza dell’unità con tutta la vita.

La tradizione della saggezza cinese del taoismo fa risalire i suoi inizi a cinquemila anni fa, alla nostra prima storia umana ea quelle persone che definiremmo sciamani, veggenti o guaritori. Queste donne e questi uomini usarono loro capacità di osservazione e le straordinarie doti di comprensione intuitiva per sviluppare una profonda consapevolezza del funzionamento dell’universo, di come funziona la vita.

Hanno chiamato questo processo “tao”.

Le prime opere scritte sul pensiero taoista apparvero intorno al 500 a.C. e sono attribuite ai leggendari saggi taoisti, Lao Tzu, il cui Tao Te Ching è considerato l’opera seminale di questa tradizione, e Chuang Tzu, i cui capitoli interni sono anche considerati un classico testo taoista.

La parola Tao ha diversi significati e molte applicazioni.

In primo luogo, il Tao si riferisce alla forza eterna e vivificante dell’universo. Tao è l’universo.

È anche il processo mediante il quale l’universo si autogoverna. È tutto compreso.

Non c’è niente al di fuori del Tao.

È nelle parole di Lao Tzu, “la madre di tutte le cose”.

Tutto ciò che prende forma è un’espressione del Tao.

Tutti noi siamo il Tao – tu, io, le persone dall’altra parte del mondo, cristiani, musulmani, atei, piante, animali, rocce, aria, bravi ragazzi, cattivi – tutto uno, tutto parte di un tutto.

Sotto l’apparente separazione delle “diecimila cose” della vita quotidiana c’è un’unità di fondo più profonda.

Un modo più contemporaneo per affermare questo è che tutta la vita è una rete infinita o un mare di energia.

Il Tao è quell’energia, vivificante e benevola.

La via

Il taoismo è organizzato attorno a diversi principi chiave e, come ogni prospettiva filosofica, presenta un modo di vedere e comprendere la realtà. La stessa parola Tao si traduce come “la via”, o “sentiero”.

Questo significato include sia “il modo” in cui percepiamo il mondo che ci circonda (come facciamo le valutazioni? quali sono i nostri valori?) sia “il modo” in cui interagiamo con la vita (come ci comportiamo? quali sono le nostre azioni?).

Il modo in cui comprendiamo la realtà influenza il nostro modo di essere nel mondo, e questo diventa il nostro percorso d’ azione.

I primi ricercatori scoprirono che il Tao è percepito più direttamente nelle nostre immediate vicinanze, nella natura. Prendendo coscienza degli schemi e dei cicli della natura, comprendendo i suoi modi caratteristici di funzionare, sono giunti a tre conclusioni:

la vita costituisce un tutto organico, una rete di interconnessione; l’unica costante nella vita è il cambiamento; e c’è nella natura un movimento dinamico verso uno stato di equilibrio.

Gli antichi saggi capivano che gli esseri umani, essendo parte del Tao, potevano condurre vite caratterizzate dal flusso equilibrato e armonioso che si trova in natura semplicemente seguendo gli stessi principi che governavano il funzionamento dell’universo.

Si sono anche resi conto che questo processo di allineamento sarebbe stato naturale per noi e avrebbe permesso alla nostra vera natura di emergere.

In questo modo il Taoismo offre una saggezza pratica dedicata al benessere personale, all’accordo sociale e all’evoluzione accelerata della coscienza individuale.

Il suo scopo è sempre stato quello di aiutare gli esseri umani a sperimentare la loro natura essenziale come inseparabile da quella del cosmo.

LA GENTILEZZA DEL SOVRANO
LA GENTILEZZA DEL SOVRANO