Siria e armi Hezbollah: problema che si trasformerà in opportunità

a cura della Redazione

19-12-2024

Il recente crollo del governo in Siria ha sollevato un problema realistico, riguardo all’impatto di questi eventi sulla fornitura di armi, attrezzature ed equipaggiamenti ad Hezbollah. La Siria è sempre stata il punto strategico per Hezbollah e tutti i movimenti della Resistenza nella regione.

Nel corso degli anni, Hezbollah ha dovuto affrontare grandi sfide in termini di attacco alle vie di trasporto internazionali e regionali. Nonostante tutto ciò, il partito è stato in grado di effettuare decine di operazioni di attacco missilistico e di attacco con droni, oltre a respingere gli attacchi militari israeliani. Ciò significa che possiede una grande riserva militare logistica, che gli ha permesso di combattere una guerra feroce e dura per circa 66 giorni.

La Resistenza in Libano possiede senza dubbio tutte le capacità e gli equipaggiamenti di cui ha bisogno per affrontare qualsiasi attacco israeliano, soprattutto perché non ha utilizzato tutte le sue capacità e quantità, ma ha piuttosto fatto affidamento su un ritmo adeguato per combattere per un lungo periodo di tempo.

E nel lungo termine?

Per quanto riguarda il lungo termine, la Resistenza può rifornirsi di armi ed equipaggiamenti in molti modi e mezzi, secondo i seguenti scenari:

  • Se in Siria si forma un’autorità centrale dominante, che è, come afferma, veramente interessata alla questione palestinese e alla Resistenza all’occupazione israeliana, allora si possono stipulare accordi diretti e indiretti, come ad esempio con le fazioni della Resistenza palestinese, che potrebbero consentire la fornitura di materiali e sostenere la Resistenza attraverso le strutture marittime, aeree e terrestri siriane.
  • La Siria cade in uno stato di caos politico e militare: allora è possibile stabilire vie di trasporto e di rifornimento via terra e forse via mare, tenendo conto delle circostanze concomitanti (quantità specifiche relativamente piccole e dando priorità al trasporto armi e attrezzature che non possono essere prodotte in Libano).
  • Attraverso le strutture aeree, terrestri e marittime dello Stato libanese, in modo da garantire la riservatezza delle procedure in coordinamento con le agenzie militari e di sicurezza dello Stato e nel quadro della strategia di difesa nazionale.
  • Attraverso le rotte marittime nel Mediterraneo: Hezbollah può fare affidamento sulle stesse procedure di rifornimento utilizzate dalle forze armate yemenite nonostante il blocco internazionale imposto loro, o utilizzate dalla Resistenza palestinese nella Striscia di Gaza.
  • Approfittare del mercato globale parallelo delle armi (o del cosiddetto mercato nero) per ottenere alcune importanti capacità. Si dice che negli ultimi mesi il partito sia riuscito ad ottenere molte armi occidentali donate all’Ucraina durante l’operazione militare russa.

Capacità di autoproduzione

Negli ultimi anni, Hezbollah ha sviluppato alcune capacità locali per produrre armi, in previsione di qualsiasi circostanza che potrebbe impedire l’approvvigionamento esterno, con l’obiettivo di garantire la capacità di adattarsi strategicamente ed essere indipendente, garantendo che rimanga una forza efficace di fronte al blocco internazionale e all’interruzione delle tradizionali rotte di approvvigionamento.

Pertanto, questa nuova sfida potrebbe spingere la Resistenza in Libano ad accelerare e sviluppare i propri sforzi volti alla produzione di armi a livello locale, e questo è ciò che alcuni esempi sono apparsi durante la battaglia di Uli al-Bas, come molti missili a corto e medio raggio, missili balistici prodotti e sviluppati da ingegneri della Resistenza, varie attrezzature militari, sistemi di lancio e droni d’attacco.

Questo percorso può comprendere diverse aree

1) Assemblaggio di razzi e missili: utilizzando componenti contrabbandati dall’estero, Hezbollah può assemblare tutti i tipi di missili di cui ha bisogno in Libano.

2) Produzione di droni: questo è ciò in cui il partito ha già dimostrato la sua competenza durante la guerra, e può espandere questi sforzi per includere modelli più grandi e avanzati.

3) Ordigni esplosivi: il gruppo ha una vasta esperienza nello sviluppo di ordigni esplosivi e può adattare queste abilità ad altri tipi di armi.

4) Armi navali: alcune fonti riportano che Hezbollah ha sviluppato capacità per produrre o modificare armi navali, comprese imbarcazioni cariche di esplosivi e mine marine (simili a quelle che possiedono i comitati popolari nello Yemen).

In questo contesto, va notato che tale opzione porta molti aspetti positivi, i più importanti dei quali sono:

1) Efficienza produttiva: produrre localmente alcuni tipi di armi, in particolare ordigni esplosivi, può essere più efficace in termini di costi materiali e risultati pratici, rispetto a ottenerli da fonti esterne.

2) Ampliare il numero del proprio personale umano, tecnico, di pianificazione e amministrativo, in grado di gestire progetti industriali militari non meno efficienti e creativi di quelli delle più importanti società di armi del mondo. Hezbollah ha investito molto nella formazione di decine dei suoi quadri nei campi dell’ingegneria, dell’elettronica e della produzione di esplosivi. I consiglieri e gli ingegneri militari iraniani hanno svolto un ruolo importante nel trasferimento del know-how tecnico ai quadri di Hezbollah.

Hezbollah trasformerà la caduta della Siria in opportunità

Non c’è dubbio che gli sviluppi siriani susciterebbero preoccupazioni circa l’interruzione delle attuali catene di approvvigionamento di Hezbollah e porrebbero grandi sfide ai suoi sforzi di riarmo. Tuttavia, nonostante ciò, Hezbollah ha una lunga storia di capacità di adattamento, di superamento di tutte le difficoltà e di trasformazione delle crisi in opportunità. Se aggiungiamo questo all’impegno forte e costante dell’Iran nel sostenere i suoi alleati, tutto ciò indica che la Resistenza Islamica libanese troverà inevitabilmente il modo di riarmarsi, attraverso una combinazione di sostegno diretto iraniano, alleanze regionali, produzione locale e sfruttamento di mercati paralleli.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Siria e armi Hezbollah: problema che si trasformerà in opportunità
Siria e armi Hezbollah: problema che si trasformerà in opportunità

I rossobruni: chiusi i conti bancari di due megafoni della propaganda russa in Italia

di Massimiliano Coccia

19 dicembre 2024

Un importante istituto di credito ha annunciato la chiusura dei rapporti bancari di Visione Tv e dell’associazione Vento dell’est per violazione della normativa europea sulle sanzioni alla Russia

Si muove qualcosa anche nel mondo bancario italiano ed europeo. Secondo fonti investigative, un importante istituto di credito ha decretato la chiusura dei conti correnti bancari di due realtà della galassia putiniana in Italia: Visione TV e l’associazione Vento dell’Est sarebbero infatti finite sotto la scure del monitoraggio bancario per aver sostenuto attivamente le politiche di invasione del Cremlino e la propaganda russa nel nostro Paese.

Su Visione Tv, testata giornalistica diretta da Francesco Toscano e vicina ad Democrazia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo, che è anche casa editrice, l’alert sarebbe scattato dopo la pubblicazione del libro di Vladimir Putin “Le vere cause del conflitto russo ucraino” e per le numerose iniziative organizzate insieme a rappresentanti del governo russo in Italia.

Da sottolineare come Visione TV sia una delle casse di risonanza di numerosi propagandisti inseriti già in lista di provvedimenti pre-sanzionatori dall’Unione Europea e di come nel corso del tempo gli istituti di credito abbiano apportato una serie di linee di vigilanza per evitare di incappare in vicende sanzionatorie. C’è da ricordare come l’attuale ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, all’epoca capogruppo di Fratelli d’Italia, qualche mese fa difese Visione Tv con una interrogazione parlamentare per chiedere i motivi dell’oscuramento per una settimana dell’emittente da parte di YouTube. 

Discorso analogo per l’associazione “Vento dell’est”, che sui social si distingue non solo per la celebrazione della dittatura di Putin ma anche per iniziative con i vertici delle rappresentanze diplomatiche russe, è un soggetto attivo di disinformazione nel nostro Paese. Svolgendo attività nei territori illegalmente occupati, è stata notata anche una movimentazione di contante e rapporti con entità sanzionate sul territorio russo, tra cui il filosofo e ideologo del Cremlino Aleksandr Dugin ospitato in una conferenza promossa dall’associazione a Lucca il 27 gennaio 2024 (in occasione della Giornata della Memoria).

“Vento dell’est” ha come figura chiave Lorenzo Berti, già candidato di CasaPound a sindaco alle elezioni comunali di Pistoia del 2017, e candidato in consiglio comunale nel 2022 con la Lega di Matteo Salvini. Durante quella campagna elettorale definì il 25 aprile «un lutto nazionale».

Berti inoltre lo troviamo ad Aprilia accanto ad Andrea Lucidi in un evento che suscitò molte polemiche e varie interrogazioni parlamentari, organizzato da Open Hub della Regione Lazio, finanziato dall’Unione Europea, dal titolo “Un ponte per la pace” che aveva la finalità di mettere in contatto gli studenti italiani con gli omologhi di una scuola della città di Lugansk, occupata da dieci anni dal regime russo. La Regione Lazio si dissociò dall’organizzazione dell’evento. Ora iniziano a dissociarsi anche le banche.

Tratto da: Linkiesta

I rossobruni: chiusi i conti bancari di due megafoni della propaganda russa in Italia
I rossobruni: chiusi i conti bancari di due megafoni della propaganda russa in Italia

QUANDO SI PRENDE L’ALTISSIMO PER IL DEMIURGO

di Chiara Rovigatti

PREMESSA DI RIGORE: se non si comprende che Eye-Asher-Eye, Elohim, El Elyon, YHWH, corrispondono alle varie funzioni manifestative dell’Altissimo (quindi la stessa Entità), è un grande problema interpretativo che può capovolgere il senso esegetico.

L’unico appunto, se si vuole, riguarda il termine plurale “Elohim” che spesso può definire pure gli Arconti per la nota questione che tutto ciò che li riguarda è capovolgimento del Dritto.

Va notato che quando “Elohim” si riferisce al Supremo, essendo termine composto dal femminile Eloh + Im plurale maschile, sta a significare l’androginia divina (le sizighie gnostiche espressione del maschile e femminile: la Fonte dell’Adam Primigenio e androgino).

Da quanto precede il motivo degli errori di interpretazione e attribuzione.

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Cosa succederà a chi crede che il Padre Altissimo sia quel Demiurgo che crede di combattere e che invece non ha ancora capito di star servendo, e che per scacciare lui ed i suoi sodali basti urlar loro di andarsene e che d’ora in poi non si è più loro schiavi?

Seeee, fosse così facile e bastasse solo l’intenzione o una formuletta…

Forse non ha ancora capito con chi si deve aver a che fare: non per niente si chiamano Potenze e Intelligenze.

Lo Gnosticismo è fonte di grandi Verità, ma non sempre e bisogna fare attenzione perchè la Gnosi in questo mondo è suddivisa in simboli ed immagini e si presenta frammentata per adattarsi alla comprensione di questa realtà simulata: un pezzetto qui, un pezzetto là…

Forse ripassarsi questa paginetta del Vangelo di Filippo l’aiuterebbe a snebbiarsi le idee, e soprattutto a non coinvolgere nella sua follìa gente sprovveduta: perchè alla fine si paga tutto, fino all’ultimo centesimo, e soprattutto non ci si allontana da ciò che si crede di cancellare.

QUANDO SI PRENDE L'ALTISSIMO PER IL DEMIURGO
QUANDO SI PRENDE L’ALTISSIMO PER IL DEMIURGO

PARACELSO: LIBER DE OCCULTA PHILOSOPHIA

« Alcuni credono che … (gli) spiriti possano essere scacciati con l’acqua santa e bruciando incenso; ma una genuina acqua santa non si può avere finché non si trovi un uomo abbastanza santo per investire l’acqua di un tale potere, e l’odore del l’incenso può più facilmente attrarre gli spiriti malvagi che non scacciarli: perche gli spiriti malvagi sono attratti dalle cose che attraggono i sensi, e, se vogliamo scacciarli, sarebbe più ragionevole usare a questo scopo odori disgustosi. Il vero ed effettivo potere contro tutti gli spiriti malvagi è la volontà. Se amiamo la fonte di ogni bene con tutto il nostro cuore, tutta la nostra mente e tutto il nostro desiderio, saremo sicuri di non cadere mai nel potere del male; ma le cerimonie religiose – come lo spruzzare acqua, il bruciare incenso e il cantare incanti – sono invenzioni della vanità clericale e hanno quindi origine dalla fonte del male. Le cerimonie sono state istituite in origine per dare una forma esterna a un atto interiore; ma se il potere interiore per compiere un tale atto non esiste, una cerimonia non servirà ad altro che ad attirare gli spiriti che vogliono burlarsi della nostra follia »
(1686)

PARACELSO: LIBER DE OCCULTA PHILOSOPHIA
PARACELSO: LIBER DE OCCULTA PHILOSOPHIA

LA TREDICESIMA TRIBU’ GIUDEA

a cura di Giulio Verga

NUOVA EDIZIONE DI UN TESTO GIA’ PUBBLICATO IN ITALIANO ANNI ADDIETRO. IN ITALIA NON SI FA ALTRO CHE STAMPARE LA SOLITA MINESTRA RIMESTATA, MA CHE LO DICO A FARE.

Tra il V e il XII secolo, i cazari – popolazione turca seminomade originaria delle steppe dell’Asia centrale in cui sarebbero poi confluiti elementi slavi, iranici e dei goti di Crimea – hanno dominato un ampio territorio compreso tra il Mar Nero e il Mar Caspio, dando origine a una civiltà fiorente e a un regno prospero. Elemento determinante nella storia dei cazari è stata la conversione intorno all’VIII secolo dallo sciamanesimo alla religione ebraica. Ne La tredicesima tribù, Arthur Koestler ripercorre con rigore storiografico le vicende di questo popolo.

LA TREDICESIMA TRIBU' GIUDEA
LA TREDICESIMA TRIBU’ GIUDEA

La destra sociale non è mai esistita e il caso Milei è una cartina di tornasole

di Ferdinando Pastore

18 Dicembre 2024

Il mito della destra sociale evocato dai nostalgici è un falso storico. Non ve n’è traccia nemmeno nelle intenzioni mussoliniane originali. Fascismo e libero mercato hanno sempre flirtato con il dardo di Cupido scoccato dagli Stati Uniti. Questo spiega l’afflato amorevole tra Giorgia Meloni e personaggi come Milei e Musk.

La fantomatica destra sociale. Il caso Milei

Esiste un mito troppo spesso evocato dalle schiere allineate dei militanti della destra nostalgica. L’appartenenza a una immaginaria destra sociale. Un riferimento che non trova riscontri storici neanche nelle intenzioni di quell’originale movimento che fu il fascismo italiano.

Il Mussolini degli albori fascisti non progettava uno Stato autoritario con sguardi benevoli verso gli sconfitti e gli esclusi dal benessere capitalista. Anzi, quell’ordine disciplinare con impeti spiritualisti prevedeva un apparato impalpabile in campo economico ma determinato nella repressione del dissenso e dei lavoratori.

Fu il quadro internazionale a spostare un po’ l’asse del fascismo verso un interventismo pubblico più marcato sempre al servizio però dei grandi gruppi industriali.

Né il nazionalsocialismo ha mai avuto impeti sociali. La dottrina della società ariana concepiva la concorrenza quale elemento costitutivo della forza d’animo, della tempra germanica, in un contesto sociale nel quale l’allucinazione collettiva di allora anticipava molti dei temi antropologici poi resi stuzzicanti dal management contemporaneo.

E il fascismo internazionale annientato dalle macerie europee, fu rivitalizzato dagli Stati Uniti d’America nel dopoguerra in chiave anticomunista. In Italia il Movimento sociale italiano ha goduto di un diritto di tribuna grazie alla sua legittimazione atlantica, che sopravanzava la sua delegittimazione costituzionale.

Fu il centrismo liberista degasperiano a deprimere la portata ideologica della Costituzione e a ritardarne l’applicazione, attraverso un intervento capillare della magistratura che continuava a preferire la legislazione del ventennio. I fascisti così rientrarono pienamente in gioco.

E sempre gli Usa si servirono dei movimenti fascisti e reazionari per difendere l’invasione dei propri mercati di capitali in paesi recalcitranti o nei quali le forze socialiste e comuniste riuscivano ad affrancare la popolazione dalla colonizzazione o a emancipare la classe lavoratrice o contadina dallo sfruttamento.

Il fascismo nel dopoguerra è stato strutturato sull’esempio dell’autoritarismo cileno. Alla libertà economica delle multinazionali erano inversamente proporzionali lo sterminio fisico degli oppositori e la macelleria sociale per i poveri. Un galateo oggi di moda anche nelle cosiddette liberaldemocrazie.

Quindi non può e non deve sorprendere la passione della liberal/fascista Meloni per i nuovi rappresentanti della psicopatia di mercato quali sono Javier Milei e Elon Musk. Due espressioni in purezza della violenza capitalista che l’Argentina già sperimentò nel Garage Olimpo della civiltà.

Si può affermare dunque che se già il sovranismo di destra si è rilevato un’affabulazione truffaldina anche il fantasticare di destra sociale rappresenta un inganno politico. Fascismo e libero mercato si sono sempre scambiati amorosi sensi e gli Stati Uniti hanno puntualmente garantito la celebrazione del matrimonio.

Tratto da: Kultur Jam

La destra sociale non è mai esistita e il caso Milei è una cartina di tornasole
La destra sociale non è mai esistita e il caso Milei è una cartina di tornasole

CHI È IL PRIGIONIERO?

di Giuseppe Aiello

La lotta contro se stessi è la guerra più cruciale, essa determina il nostro destino – una guerra da cui dipende il nostro “come vivere” in questo mondo e nell’Aldilà.

Se non siamo riusciti a fare della nafs un nostro prigioniero, sicuramente sarà essa a portarci in prigione come suoi schiavi.

Se non riusciamo a incitarla e guidarla nel compiere buone azioni morali e virtuose, sarà essa a costringerci a indulgere nelle azioni biasimevoli e dannose.

Pertanto, va detto che la “lotta contro stessi” (jihad al nafs) è uno dei compiti più importanti e difficili che sia stato messo sulle spalle dei Viandanti in cammino verso Dio

Ayatollah Ibrahim Amini

CHI È IL PRIGIONIERO?
CHI È IL PRIGIONIERO?

Il regime mediatico: squadrismo giornalistico

di Ferdinando Pastore

20 Gennaio 2025

Il ruolo dominante dei giornalisti e dei media nel sistema politico contemporaneo è un vero e proprio regime totalitario mascherato. Essi manipolano l’opinione pubblica con violenza mediatica, disinformazione e aggressioni contro oppositori e pensiero critico. Questo metodo si riflette in narrazioni distorte su temi globali e politici, giustificando ingerenze e manipolazioni come difesa di valori democratici.

Squadrismo giornalistico

I veri esponenti di spicco del Regime non sono i segretari di partito perché questi, tutto sommato, conducono un’esistenza fragile, vivono di espedienti rimediati dal marketing, dagli specialisti della comunicazione professionale. Si dimenano tra un sondaggio e l’altro.

Chi detta la linea con la giusta dose di ferocia sono i giornalisti, gli anchorman, le vedette televisive. Loro sono i veri dirigenti del sistema politico totalitario nel quale viviamo. Loro, senza alcun pudore, annientano, ridicolizzano, nascondono gli avversari e, nel contempo, indirizzano, educano e manipolano il pubblico in un’allucinazione collettiva.

Questo lungo periodo di guerra ha solo accentuato questa violenza esasperata, ormai consolidata come metodo specialistico del giornalismo. Dalle liste di proscrizione, alle manifeste, insulse bugie ripetute ossessivamente in ogni scenario bellico.

Dai nazisti lettori di Kant dell’Azov, agli auto-sabotaggi dell’esercito russo; dal diritto di difesa di Israele alla negazione del genocidio palestinese fino ad arrivare alla contemplazione nei riguardi dei nuovi laureati in Sharia che esprimono un fondamentalismo tecnocratico da business school solo un pochino meno laica ma egualmente cosmopolita per una Siria finalmente assorbita nella civiltà.

Questa sociopatica revisione della realtà è arricchita da veri e propri agguati televisivi nei confronti delle opposizioni e degli oppositori, del pensiero critico, dei militanti politici non allineati. Tanto che anche nella descrizione delle vicende politiche i resoconti giornalistici rasentano l’assurdo e la completa disonestà intellettuale.

Così Macron quando impedisce al Fronte Popolare di governare sta difendendo i valori liberal-democratici e allo stesso modo la Corte Costituzionale rumena si allinea all’Occidente democratico quando annulla elezioni non gradite a Washington e Bruxelles. E i 5stelle a congresso litigano come comari se abbandonano campi larghi e travalicano la decenza progressista celebrando Sahra Wagenknecht.

Tutta la classe giornalistica italiana, quella accreditata dal lustro delle testate di rango, è immersa in questo quadro di professionalità teppistica. Anche le eccezioni peccano di moderazione, di poco coraggio nel denunciare le censure, nel rifiutare i velinari, nel non addomesticarsi all’autocensura.

Non basta, a giustificazione, invocare la difesa del posto di lavoro o la ricattabilità di un contratto precario. Alcuni ruoli sociali richiedono grammi di coraggio in più.

Tratto da: Kultur Jam

Il regime mediatico: squadrismo giornalistico
Il regime mediatico: squadrismo giornalistico

IL POTERE DELLA MANIPOLAZIONE NELLE DEMOCRAZIE

Videoconferenza del canale YouTube CASA DEL SOLE TV, trasmessa online in live streaming il giorno 11 dicembre 2024.

La corda lunga della falsa democrazia permette alle popolazioni di sentirsi libere anche all’interno di una gabbia. Ne parliamo con Valentia Ferranti, antropologa, scrittrice. Intervista a cura di Jeff Hoffman

IL POTERE DELLA MANIPOLAZIONE NELLE DEMOCRAZIE
IL POTERE DELLA MANIPOLAZIONE NELLE DEMOCRAZIE
IL POTERE DELLA MANIPOLAZIONE NELLE DEMOCRAZIE