Ben Harnwell: e’ arrivato il momento di agire.

di Lelio Antonio Deganutti

Ben Harnwell è il fondatore del Dignitatis Humanae Institute,  think-tank che, citando le sue parole, “mira a formare una classe di futuri leader concettualmente armati per combattere per la nostra fede cristiana che è ovunque sotto attacco”.

Inviato in Italia dell’ex capo stratega della Casa Bianca Steve Bannon , sembra deciso di scendere di nuovo in campo per continuare quella battaglia culturale iniziata anni fa, e che aveva l’Abbazia di Trisulti come centro irradiante. Rilascia un’esclusiva intervista a  ”LaVoceDelParlamento”.

Quale è il bacino elettorale di Trump? Parlo soprattutto da un punto di vista sociale…

Mi permetto di fare una grossa semplificazione. Partiamo da due dati storici: tradizionalmente il partito Repubblicano aveva come bacino elettorale la borghesia americana , gli imprenditori e gli aspiranti tali, mentre quello Democratico, la classe di chi lavora per lo Stato e gli operai sindacalizzati.

Il movimento  di Trump — che si chiama MAGA (Make America Great Again) — non si identifica né con quello del vecchio partito Repubblicano né con i Democratici e risulta essere trasversale.

Difatti si è andatoa a creare nel corso degli anni un notevole gruppo di persone composto sia da benestanti, che da cosiddetti ”workers”  insoddisfatti delle politiche tradizionali dei due storici partiti. Questo malcontento è stato generato in parte dal fatto che gli ultimi Presidenti (eccetto Trump, ovviamente) hanno dato più importanza alle politiche di altri paesi che a quella degli Stati Uniti stessi.

Tengo a precisare che questo movimento pro Trump , essendo più o meno appoggiato,direi, per il 50% da ex democratici, non può essere definito di estrema destra ma verte per lo più sulle problematiche del cosiddetto ”uomo della strada”, pesantemente ignorate nelle ultime decadi.

Del partito Repubblicano Trump sta abbandonando lo storico legame con la cosiddetta chamber of commerce , ovvero con i lobbisti, mentre della politica di sinistra si è distanziato dall’ideologia woke  ei progressista e i sindacati militanti per abbracciare le problematiche dei lavoratori.

Per quanto riguarda la politica estera. Che visione ha Trump?

Per quanto riguarda la guerra in Ucraina l’intento dovrebbe essere  terminare i finanziamenti a Kyev (in quanto Putin non viene visto come un nemico mortale).

Per quanto riguarda  la guerra in medioriente ci sono dei legami tra gli evangelici ( che vedono in Trump l’uomo del destino) e gli ebrei,  in quanto pensano che questi si convertiranno a Cristo negli ultimi tempi.

E’ evidente che, sia l’Ucraina,che Israele sono due ”protettorati” statunitensi, ma la loro politica ne fa nei fatti delle realtà molto diverse. Per quanto riguarda Taiwan , Trump riconoscerebbe che  l’economia americana dipende dai microchip lì prodotto. Dicono che la caduta di Taiwan nelle mani della Cina causerebbe un colpo mortale all’economia degli Stati Uniti.

Recentemente Trump ha rischiato di morire a causa di  due attentati. Sono stati accusati i servizi segreti. Che rapporto c’è tra Trump e la CIA?

Dopo i due attentati Trump si è subito complimentato con i servizi segreti americani. I rapporti a livello professionali sono ottimi. Alcuni suoi uomini di fiducia hanno però fatto notare una certa mancanza di  attenzione nella protezione di un ex e futuro presidente della repubblica.

Per quanto riguarda la CIA Donald Trump Jr ha suggerito di nominare direttore della CIA Bobby Kennedy jr, nipote di John Kennedy…Ciò per chi ha sagacia, dovrebbe suggerire una certa risposta alla domanda…

Tratto da: La Voce del Parlamento

Ben Harnwell: e’ arrivato il momento di agire.
Ben Harnwell: e’ arrivato il momento di agire.

La Cina ha davvero deciso il destino del mondo?

di Violetta Silvestri

12 Ottobre 2024

La riunione economica in Cina di oggi, sabato 12 ottobre, era stata annunciata come cruciale per le sorti economiche di Pechino e del mondo intero. Cosa è stato deciso?

Cosa ha deciso la Cina oggi, sabato 12 ottobre, sulla sua crisi economica? A chiederselo non sono soltanto gli investitori e gli economisti del dragone, ma anche gli esperti di finanza globale, tanto che qualche commentatore non ha esitato a etichettare la riunione odierna come “decisiva per il destino del mondo”.

Il futuro della seconda potenza mondiale, infatti, si incrocia con quello dell’economia internazionale, poiché le sorti di Pechino hanno evidenti ripercussioni su commercio, prezzi delle materie prime, azioni, mercati valutari globali.

Per questo, il briefing sulla sua politica fiscale tenuto sabato in Cina è stato sotto i riflettori. Durante un’attesissima conferenza stampa, il ministro delle Finanze cinese Lan Fo’an ha dichiarato ai giornalisti che il governo centrale ha margini di miglioramento per quanto riguarda il debito e il deficit.

La Cina si è impegnata ad “aumentare significativamente” l’indebitamento per rilanciare la sua economia in difficoltà, lasciando però gli investitori a chiedersi quale sia l’entità complessiva del pacchetto di stimolo, un aspetto fondamentale per valutare la longevità del recente rally del mercato azionario.

L’annuncio – privo di dettagli e quindi ancora intriso di incertezza – arriva in un clima economico difficile. Il rally del mercato azionario cinese ha perso slancio e l’ufficio di pianificazione economica ha annunciato misure di stimolo più deboli del previsto nel precedente briefing del governo a settembre. Nella situazione attuale è in pericolo anche l’obiettivo di crescita fissato intorno al 5% per il 2024.

La Cina annuncia il suo piano anti-crisi. Tutto il mondo lo aspetta

La Cina ha promesso nuove misure a sostegno del settore immobiliare e ha accennato a un maggiore indebitamento da parte del governo per sostenere l’economia, mentre le autorità cercano di porre un freno al rallentamento della crescita del Paese.

I governi locali potranno usare obbligazioni speciali per acquistare case invendute, hanno annunciato il ministro delle Finanze Lan Fo’an e i suoi vice, senza fornire un importo. Lan ha accennato a una possibilità di emettere più obbligazioni sovrane e ha promesso di alleviare il peso del debito dei governi locali, segnalando una possibile e rara revisione del bilancio che potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

La seconda economia mondiale sta perdendo slancio e ormai fatica a superare le pressioni deflazionistiche e a rafforzare la fiducia dei consumatori nel contesto di una brusca flessione del mercato immobiliare. Per questo, le misure di oggi erano così attese che sono state in parte soddisfatte e in parte deludenti.

L’omissione da parte di Lan di una cifra in dollari sul valore del pacchetto di sostegno probabilmente prolungherà l’attesa nervosa degli investitori per una roadmap politica più chiara che ancora non c’è. Una data per una nuova e decisiva riunione deve ancora essere annunciata, ma è prevista per le prossime settimane.

La conferenza stampa “è stata caratterizzata da una forte determinazione, ma carente di dettagli numerici”, ha affermato Vasu Menon, direttore generale per la strategia di investimento presso l’OCBC di Singapore.

“Il grande stimolo fiscale che gli investitori speravano per sostenere la crescita del mercato azionario non c’è ancora stato” secondo l’esperto, aggiungendo che questo potrebbe “deludere alcuni” sul mercato.

Negli ultimi mesi, una vasta gamma di dati economici non ha soddisfatto le previsioni, alimentando la preoccupazione tra economisti e investitori che l’obiettivo di crescita del governo di circa il 5% per quest’anno sia a rischio e che possa essere in atto un rallentamento strutturale a lungo termine.

Si prevede che i dati di settembre, che saranno pubblicati la prossima settimana, mostreranno un’ulteriore debolezza, ma i funzionari hanno espresso “piena fiducia” che l’obiettivo del 2024 sarà raggiunto.

Perché la Cina spaventa l’economia globale?

La debolezza cinese è nel mirino dell’economia mondiale da tempo. Un dragone fragile, con una prospettiva di crescita in calo, con consumatori sfiduciati e minacciata dai default immobiliari può essere una bomba per le interconnessioni finanziari globali.

Per questo, dopo l’annuncio di sabato delle nuove misure economiche, i commenti mondiali restano preoccupati.

A fine settembre la banca centrale aveva già annunciato le misure di sostegno monetario più aggressive dai tempi della pandemia, tra cui tagli ai tassi di interesse, un’iniezione di liquidità di 1 trilione di yuan e altre misure per il mercato immobiliare e azionario.

Sebbene queste decisioni abbiano risollevato il sentiment del mercato, gli analisti affermano che Pechino deve anche affrontare con fermezza questioni strutturali più radicate, come l’aumento dei consumi e la riduzione della dipendenza dagli investimenti infrastrutturali alimentati dal debito.

La maggior parte degli stimoli fiscali della Cina continua a essere destinata agli investimenti, ma ciò comporta un debito che supera la crescita economica, mentre i rendimenti diminuiscono.

Il Fondo Monetario Internazionale stima il debito del governo centrale al 24% della produzione economica. Ma il fondo calcola il debito pubblico complessivo, incluso quello dei governi locali, a circa 16 trilioni di dollari, ovvero il 116% del PIL.

In sostanza, il sostegno fiscale è stato il tassello mancante più grande nel pacchetto di stimoli che Pechino ha iniziato a implementare a fine settembre.

Una spesa pubblica più espansiva è considerata fondamentale per rilanciare la seconda economia mondiale, che è in deflazione.

Tuttavia, durante il briefing, il ministero delle Finanze ha offerto solo un limitato impulso diretto ai consumi e non ha offerto alcuna indicazione di elargizioni di denaro alle famiglie su larga scala, qualcosa a cui Pechino si è a lungo opposta a causa delle preoccupazioni su ciò che chiama “assistenzialismo”.

“C’è ancora molta strada da fare prima che il governo sposti il ​​suo focus di stimolo sui consumi”, ha affermato Xing di ANZ. “Tra l’aumento della crescita e la prevenzione dei rischi, il governo sembra scegliere quest’ultima in questa fase”.

Il mondo continua a guardare alla Cina per capire quale sarà il destino economico globale.

Tratto da: Money.it

La Cina ha davvero deciso il destino del mondo?
La Cina ha davvero deciso il destino del mondo?

Unicef: oltre cento bambini uccisi da Israele in Libano

a cura della Redazione

12-10-2024

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) ha annunciato che più di cento bambini sono stati uccisi in Libano negli ultimi 11 giorni, a causa dell’aggressione sionista. Inoltre, 690 bambini sono stati feriti durante le ultime sei settimane di assalto israeliano.

Unicef condanna aggressione israeliana

In una dichiarazione condivisa su X, l’Unicef ha evidenziato i suoi sforzi per fornire cure mediche di emergenza e servizi essenziali alle comunità colpite in Libano. Dal 23 settembre, il regime ha ampliato la sua campagna di aggressione, che inizialmente aveva preso di mira Gaza, per comprendere varie regioni del Libano, tra cui la capitale, Beirut.

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha affermato che i devastanti attacchi aerei del regime sionista sulla capitale libanese Beirut hanno causato lo sfollamento di circa 20mila rifugiati palestinesi. Dopo aver visitato le famiglie sfollate che si sono rifugiate nelle scuole di Beirut, Grandi ha chiesto un “cessate il fuoco” in Libano.

“Ciò di cui hanno più bisogno è che gli attacchi aerei cessino così che possano tornare a casa in sicurezza”. Grandi ha esortato la comunità internazionale a “intensificare il supporto umanitario a chi ne ha bisogno”.

Libano: oltre 1,2 milioni di persone sono state sfollate

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha affermato di aver aperto rifugi di emergenza per oltre 4.300 sfollati ed è pronta ad aprirne altri. I rifugi si stanno riempiendo rapidamente, ha affermato, mentre l’esercito israeliano intensifica i suoi attacchi al Libano.

Le autorità libanesi affermano che oltre 1,2 milioni di persone sono state sfollate da quando il regime israeliano ha iniziato l’invasione del Libano il 23 settembre. Da allora, oltre 200mila persone sono fuggite in Siria. la scorsa settimana, gli attacchi israeliani hanno distrutto il principale valico di frontiera del Libano con la Siria. L’Unhcr ha affermato che alcuni rifugiati stavano attraversando il confine a piedi.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Unicef: oltre cento bambini uccisi da Israele in Libano
Unicef: oltre cento bambini uccisi da Israele in Libano

UNIFIL: Europa e Italia umiliate. Perché continuano a prendere ordini da Israele?

di Zela Satti

12 Ottobre 2024

La gestione dei rapporti con Israele, in particolare con il governo di Benjamin Netanyahu, ha sollevato gravi interrogativi sulla capacità dell’Europa, e dell’Italia in particolare, di difendere la propria dignità e i propri interessi.

La reazione agli attacchi dell’esercito israeliano (IDF) contro le forze dell’UNIFIL, la missione di pace delle Nazioni Unite nel Sud del Libano, in cui partecipano oltre mille soldati italiani, è la cartina di tornasole di tutto ciò.

UNIFIL sotto attacco: una chiara violazione ma l’Europa balbetta

L’aggressione israeliana contro l’UNIFIL non è un fatto isolato. Questi attacchi rappresentano una violazione chiara del diritto internazionale e umanitario. Eppure, nonostante questa flagrante provocazione, le risposte dell’Unione Europea e delle cancellerie occidentali sono state timide, a dir poco.

Dichiarazioni formali, come quella del portavoce della politica estera dell’UE, Peter Stano, che ha condannato l’aggressione come violazione del diritto internazionale, sembrano non aver avuto alcun impatto su Israele. Anche perchè i ‘pezzi grossi’, von der Leyen, Metzola, Kallas, si sono ben guardate dal dire qualcosa.

È difficile immaginare che tali parole abbiano scosso Netanyahu o il suo governo, che ha continuato nella sua politica di aggressione senza apparenti conseguenze significative.

Ma ciò che è ancora più preoccupante è il silenzio o la risposta tardiva da parte dei leader europei, che, invece di prendere una posizione ferma, hanno optato per una linea di condotta che denota sudditanza alle strategie statunitensi in Medio Oriente.

La questione è stata sollevata pubblicamente solo dopo che gli attacchi hanno ferito gravemente i soldati europei.

Un silenzio che diventa complicità

Il vero scandalo, però, non si limita agli attacchi contro l’UNIFIL.  L’atteggiamento remissivo dell’Europa e dell’Italia si estende a tutta la politica nei confronti di Israele, un paese che continua a operare impunemente nella regione, violando sistematicamente il diritto umanitario e compiendo crimini di guerra, come sottolineato anche dalla Corte Penale Internazionale.

Le cifre parlano chiaro: 42.000 civili palestinesi uccisi nella caccia ai terroristi di Hamas, 800 morti solo nell’ultimo anno in Cisgiordania e oltre 2.000 libanesi uccisi nello stesso periodo.

Tuttavia, queste atrocità sembrano passare inosservate o, peggio ancora, giustificate con il mantra del “diritto di difesa” che Israele ha reso una copertura per qualsiasi azione, per quanto brutale essa sia.

L’Europa, come evidenziato dall’episodio UNIFILl, si è dimostrata una “bella addormentata della politica internazionale”, incapace di agire con fermezza e determinazione di fronte agli abusi israeliani.

La sua voce debole e i gesti diplomatici minimali suggeriscono una mancanza di volontà politica di confrontarsi con Israele, che gode di un’indiscutibile impunità grazie anche alla copertura diplomatica fornita dagli Stati Uniti.

Un’Europa umiliata, un’Italia in bilico

In questo contesto, la partecipazione italiana alla missione UNIFIL diventa un simbolo della sua vulnerabilità politica. L’Italia ha investito risorse significative nella missione, sia in termini di uomini che di mezzi.

, come dimostrano gli attacchi israeliani, questa partecipazione rischia di essere derisa se l’Italia non è in grado di difendere la missione stessa. Il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto, ha recentemente dichiarato che “non si possono prendere ordini da Netanyahu”.

Questo segnale di fermezza, anche se tardivo, rappresenta un timido tentativo di recuperare una porzione della dignità nazionale che negli anni è stata erosa da una politica estera remissiva.

L’Europa, e in particolare l’Italia, si trovano dunque a un bivio: continuare a subire umiliazioni o rialzare la testa e affermare la propria indipendenza diplomatica e politica.

L’attacco all’UNIFIL non è solo un attacco a una missione di pace, ma un’offesa diretta all’Onu e, di conseguenza, a tutti i Paesi coinvolti, compresa l’Italia.

Permettere che queste azioni restino impunite significherebbe legittimare ulteriormente l’arroganza di Israele e la sua violazione sistematica delle norme internazionali.

La necessità di un cambio di rotta

L’aggressione israeliana contro l’UNIFIL è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che evidenziano la difficoltà dell’Europa a gestire in modo autonomo le sue relazioni internazionali, soprattutto quando in gioco c’è Israele.

Il rischio è che, nonostante le dichiarazioni di condanna, l’Europa continui a essere percepita come debole e irrilevante, incapace di difendere i propri valori e interessi.

Un cambio di rotta è necessario. Non si tratta solo di difendere i caschi blu dell’UNIFIL o di tutelare il diritto internazionale. Si tratta di riaffermare la dignità e l’autonomia dell’Europa e dell’Italia in uno scenario geopolitico sempre più complesso.

L’indignazione tardiva non è sufficiente: serve una politica estera coraggiosa e determinata, che non ceda alle pressioni esterne e che sappia difendere gli interessi nazionali e internazionali senza compromessi.

Tratto da: KulturJam

UNIFIL: Europa e Italia umiliate. Perché continuano a prendere ordini da Israele?
UNIFIL: Europa e Italia umiliate. Perché continuano a prendere ordini da Israele?

THE IMPACT – L’IMPATTO

Video Documentario del canale YouTube FOR DIANA, trasmesso in live streaming il giorno 28 ago 2024.

Il documentario ” The IMPACT ” espone la minaccia globale che affligge tutta l’umanità. Questo film solleva il velo dell’ignoranza e svela cosa sta accadendo da 30 anni proprio davanti ai nostri occhi, mostrando come siamo stati manipolati come burattini. Siamo stati trasformati in biorobot controllati e portati a distruggere il mondo con le nostre stesse mani, avvicinandoci alla fine globale. Per 30 anni, ci siamo diretti verso il punto di non ritorno. Siamo stati condotti alla guerra di civiltà e alla successiva schiavitù. I fatti e le prove presentati nel film “The IMPACT” distruggono fondamentalmente la convinzione che il nostro mondo sia controllato dal “Comitato dei 300”, antichi clan, gruppi di politici o le multinazionali che stanno dietro di loro. Mentre questo potrebbe essere stato vero in passato, l’ampia indagine e l’analisi approfondita del film rivelano chi cerca veramente il potere globale sul mondo intero. Questa verità è sconvolgente, ma ci aiuta anche a comprendere tutte le relazioni di causa ed effetto di ciò che sta accadendo nel mondo e ci rende consapevoli di ciò che accadrà nel prossimo futuro. Il film “The IMPACT” II esplora i seguenti temi: Il mondo sull’orlo di una guerra di civiltà: chi la sta innescando e per quale scopo? Guerra tra Ucraina e Russia: chi c’è dietro il conflitto? Attacchi terroristici in tutto il mondo, tra cui: gli attacchi di New York City dell’1 1 settembre 2001; l’attentato di Oklahoma City del 1 9 aprile 1995; l’attacco al Crocus City Hall di Mosca del 22 marzo 2024. Chi ha organizzato e continua a organizzare attacchi terroristici nel mondo, chi è il beneficiario finale di questi attacchi e qual è il loro scopo principale? Epidemia di sparatorie nelle scuole: chi c’era dietro gli attentatori di Columbine e tutte le altre sparatorie nelle scuole successive? Qual è il collegamento tra la sparatoria di Columbine, l’attentato di Oklahoma City e l’assedio di Waco del 1993? Rinascita del nazismo: da chi i nazisti nella Germania nazista hanno imparato tutti i metodi crudeli per trattare le persone e in che modo i loro seguaci moderni mettono in atto i loro piani per fondare il Quarto Reich? “The IMPACT” II presenta fatti e la realtà assoluta del lato invisibile delle nostre vite. “Dopo aver visto questo film, vedrete il mondo così com’è veramente e dissiperete ogni illusione. È scioccante, rivela la piena portata della crudeltà e dell’ingiustizia di questo mondo. Eppure, allo stesso tempo, risponde alla domanda fondamentale: CHI C’È DIETRO TUTTO QUESTO? Il nostro team ha scoperto questo film su una piattaforma video mentre faceva ricerche sul tema dell’anti-cultismo. Questo lavoro fondamentale merita non solo attenzione, ma anche il più profondo rispetto. Non sappiamo chi siano i realizzatori del film, ma ci auguriamo che ricevano i massimi riconoscimenti per la loro attenzione e il loro amore per le persone. Abbiamo verificato tutti i fatti e siamo rimasti sbalorditi dalla profondità dell’analisi e dal materiale presentato. Possiamo dire una cosa: questo film è più importante e rilevante che mai, non solo per i cittadini statunitensi, ma per tutta l’umanità. Abbiamo deciso di presentare questo materiale sulla nostra piattaforma e vi chiediamo di condividerlo. Nel rispetto degli autori, forniamo il link alla fonte originale del film: “The Impact” – Documentario rivoluzionario https://rumble.com/v56stt1-the-impact -groundbreaking-documentary.html Sito ufficiale actfiles.org

THE IMPACT – L’IMPATTO

La Russia ci ripensa. Ora lo yuan torna di moda tra le banche

Di Gianluca Zapponini

Mosca è pronta a immettere nella pancia degli istituti fino a 8,4 miliardi di rubli, da convertire in moneta cinese. Ma i sogni di de-dollarizzazione sono comunque falliti

09/10/2024

Pioggia di yuan sulla Russia. E pensare che, come raccontato da Formiche.net, la maggior parte delle banche della Federazione erano praticamente rimaste a secco di moneta cinese, facendo di fatto saltare l’asse monetario con Pechino. Come noto, infatti, da quando Mosca ha invaso l’Ucraina, Cina e Russia hanno tentato di creare un connessione tra le rispettive valute nel tentativo, non certo riuscito, di scalzare il dollaro dal trono delle valute globali. Peccato che a un certo punto la benzina era finita e gli istituti dell’ex Urss erano rimasti praticamente senza riserve di moneta cinese. Per giunta, alla pronta richiesta di intervenire con nuova liquidità in yuan, la Banca centrale europea aveva risposto con un secco niet.

Ora però, sembra esserci stato un ripensamento. Il ministero delle Finanze e la Bank of Russia hanno infatti deciso di immettere sul mercato e nella pancia delle banche fino a 8,4 miliardi di rubli da convertire in yuan (controvalore di 5,3 miliardi). Un’operazione che vedrà impegnate le due istituzioni dal 7 ottobre al 6 novembre. Tanto, infatti, è il tempo necessario per riattrezzare le banche di moneta cinese. A questo punto, se la Cina voleva a tutti i costi un mercato amico dove allocare la propria valuta, lo ha trovato. Anzi, ritrovato.

Solo poche settimane fa, estate 2024, il mercato valutario russo ha dovuto affrontare una carenza di liquidità in yuan, poiché la domanda di moneta cinese ha superato l’offerta e le banche non sono riuscite a coprire le loro posizioni valutarie aperte. Questa carenza di liquidità ha raggiunto il picco a settembre, con il tasso sulle operazioni di riacquisto in yuan a un giorno che è salito a oltre il 212% in alcuni giorni di negoziazione. Di sicuro, sia per la Russia, sia per il Dragone non sarà possibile sganciarsi dal dollaro.

E questo per un motivo molto semplice: soprattutto per la Cina, le riserve di biglietti verdi cinesi sono immense. Come hanno scritto gli economisti del Carnegie “nonostante la significativa crescita recente nell’uso dello yuan da parte della Cina nei pagamenti transfrontalieri, il sistema finanziario cinese è ancora fortemente dipendente dai dollari e le sue più grandi istituzioni finanziarie statali sono profondamente interconnesse con l’ecosistema statunitense: le riserve ufficiali in valuta estera della Cina continentale, escludendo oro, attività di riserva del Fondo monetario internazionale ammontano tra i 3,10 e 3,29 trilioni. Ciò suggerisce che il valore del 2023 delle riserve in dollari della Cina è probabilmente oltre quindici volte superiore al valore delle riserve in dollari della Russia, registrato addirittura nel 2019, ben prima cioè che la Banca centrale russa riducesse significativamente le riserve in valuta estera denominate in dollari”.

Tratto da: Formiche.net

La Russia ci ripensa. Ora lo yuan torna di moda tra le banche
La Russia ci ripensa. Ora lo yuan torna di moda tra le banche

I paesi poveri finanziano i più ricchi

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi

I paesi Brics di Brasile, India e Sudafrica hanno restituito ai creditori esteri 49 miliardi di dollari più del ricevuto

In un momento di grave crisi nei rapporti internazionali esplosa con i conflitti in Ucraina e in Palestina, la 79.ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è concentrata sui crescenti rischi di una guerra globale. Nel contesto dell’Assemblea, per la prima volta, si è tenuto anche un summit del G20. Insieme agli appelli per un processo di pace, i paesi emergenti hanno sostenuto la necessità di un forte multilateralismo, di una profonda revisione delle Nazioni Unite e di una riforma dell’architettura economica, finanziaria e commerciale globale. Non a caso al riguardo si sono pronunciati soprattutto i tre membri fondatori dei Brics, Brasile, India e Sudafrica, Il brasiliano Lula da Silva, attuale presidente del G20, è stato il più chiaro. «Non siamo stati capaci di rispondere alle crisi globali perché abbiamo scambiato il multilateralismo con le azioni unilaterali e con accordi di esclusione», ha affermato.

Lula: il Sud del mondo deve stare dove si decide

«Se i paesi ricchi desiderano avere il sostegno del mondo in via di sviluppo per affrontare le molteplici crisi del nostro tempo, il Sud del mondo deve essere pienamente rappresentato nei principali forum decisionali», aggiungendo che«la prima cosa è l’eliminazione del carattere fortemente regressivo dell’architettura finanziaria internazionale». In merito Lula sostiene che i tassi d’interesse imposti ai paesi del Sud del mondo sono molto più alti di quelli applicati alle nazioni sviluppate. I paesi africani prendono in prestito a tassi fino a otto volte superiori di quelli della Germania e quattro volte superiori di quelli degli Stati Uniti.

Un piano Marshall al contrario

Il livello del debito strangola qualsiasi investimento in infrastrutture, in benessere e sostenibilità. Nel 2022, la differenza tra gli importi pagati dal mondo in via di sviluppo ai creditori esteri e quelli ricevuti è stata di 49 miliardi di dollari. «È un piano Marshall al contrario, in cui i più poveri finanziano i più ricchi», ha sentenziato il presidente brasiliano.

Mentre gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu sono in ritardo, le 150 più grandi aziende del mondo hanno guadagnato 1.800 miliardi di dollari negli ultimi due anni. Dall’inizio di questo decennio le fortune dei primi cinque miliardari del pianeta sono più che raddoppiate, mentre il 60% dellumanità è diventato più povero.

In sintesi, le istituzioni nate a Bretton Woods ignorano le priorità e le esigenze del mondo in via di sviluppo.

La spesa militare globale è aumentata per il nono anno consecutivo, raggiungendo i 2.400 miliardi di dollari, ma i fondi per la lotta alla povertà sono diminuiti, tanto che il 9% della popolazione mondiale, cioè 733 milioni di persone, è denutrita.

Il presidente indiano Narendra Modi, in rappresentanza della più grande democrazia del mondo, ha sottolineato che «il successo dell’umanità risiede nella nostra forza collettiva, non nel campo di battaglia. Le riforme delle istituzioni globali sono essenziali per la pace e lo sviluppo globale». Ha ricordato che l’adesione permanente nel G20 dell’Unione Africana è stata ottenuta al Summit di Nuova Delhi . Un passo importante nella riforma del sistema globale.

Il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa ha significativamente affermato la centralità delle Nazioni Unite, richiedendone una sua profonda riforma. Per esempio, il Consiglio di sicurezza dell’Onu, sorto 78 anni fa, non è mai cambiato, escludendo l’Africa dalle principali strutture decisionali. L’esclusione dell’Africa e dell’America Latina ci sembra un retaggio del dominio coloniale del passato.

Ramaphosa ha detto che «il Sudafrica sostiene l’appello del Segretario generale dell’Onu anche per la riforma dell’architettura finanziaria globale per consentire ai paesi di sollevarsi dalle sabbie mobili del debito». Nel 2025 il Sudafrica assumerà la presidenza del G20 e intende portare avanti queste istanze.

Quando l’Onu fu creato c’erano 51 paesi oggi ne fanno parte 193. Il mondo è cambiato e Lula ha posto la sfida: «Non possiamo aspettare che accada un’altra tragedia mondiale, come la seconda guerra mondiale, e solo allora costruire una nuova governance globale sulle sue macerie». Il futuro dipende dalla nostra capacità di trasformare le parole in azioni e il multilateralismo e la giustizia sociale e ambientale sono i pilastri centrali per costruire un mondo più equilibrato e sostenibile.

Tratto da: Italia Oggi

I paesi poveri finanziano i più ricchi
I paesi poveri finanziano i più ricchi

IL DIO MERCURIO E LE SUE MALATTIE MENTALI

di Alessandro Orlandi

Nel suo libro La vana fuga dagli dei James Hillman ha cercato di approfondire ciò che disse una volta C.G. Jung: “gli dei sono diventati malattie”. Se è vero che le caratteristiche delle divinità del mondo antico rappresentano efficacemente strutture e archetipi della nostra psiche, quegli aspetti, che il mondo moderno ha destinato all’oblio e all’irrilevanza, sono destinati a manifestarsi sotto forma di nevrosi e patologie del vivere quotidiano.

Sono di particolare interesse le “patologie” del dio Mercurio, in quanto dio della soglia, dio delle strade e dei viaggi, sia orizzontali che verticali, dio che sovrintende alla trasformazione e al passaggio da un mondo a un altro, materiale o sottile, dalla veglia al sonno e viceversa, dalla vita alla morte, dal visibile all’invisibile, dalla terra agli inferi e viceversa, non sempre con successo, come la vicenda di Orfeo ci insegna.

Hermes Mercurio aveva un ruolo fondamentale nelle iniziazioni e nelle trasformazioni. Cominciamo quindi col chiederci quale fosse lo scopo finale delle iniziazioni ai Misteri del mondo antico.

Direi che esse miravano a far compiere tre diversi passaggi alla coscienza umana

– Quella che la psicanalisi moderna chiamerebbe “l’integrazione dell’Ombra”: cioè il riconoscere gli aspetti inferi e bestiali dell’uomo e integrarli armoniosamente con la personalità cosciente, con il lato del nostro essere percepito come “luminoso”

– L’Integrazione del tempo quotidiano del vivere, il tempo del “qui ed ora”, ciclico e legato all’impermanenza e alla caducità di tutte le cose, che i greci chiamavano cronos, con il tempo degli déi, l’aiòn, un tempo che si misura in secoli e in millenni, legato all’essenza immutabile degli archetipi e, per lo più, al mondo dell’invisibile e del divino. Anche le dottrine induiste e buddhiste hanno attribuito al tempo due diverse nature. Una, ciclica, è scandita dall’alternarsi dei cicli cosmici e dagli infiniti ritorni dell’anima, l’altra, trascendente, è quella del Gran Tempo degli Dei a cui può accedere solo chi riesca a sottrarsi alla inesorabile Ruota del Divenire, che conduce l’anima a reincarnarsi indefinitamente, spinta dal karma accumulato nelle vite precedenti.

Nel tempo profano degli Indù ogni “piccolo” ciclo è detto mahâyuga e dura 12.000 anni e; per il “Mahabarata”, mille mahâyuga formano un kalpa[1] (o “forma”) e 14 kalpa costituiscono un manvatâra, ossia un Grande Ciclo.

La vita di Brahma (destinata anch’essa a rigenerarsi periodicamente) comprende quindi 2.560.000 mahâyuga, ciascuno dei quali è caratterizzato dalle 4 tappe (krta, tretâ, dvapara e kali yuga), e dalla dissoluzione finale.

La percezione della corrente sterminata del tempo ciclico conferisce alla vita umana “storica” un valore relativo e irreale. Come dice Eliade[2]: “Il mondo storico, le società e le civiltà costruite a fatica con lo sforzo di migliaia di generazioni, tutto questo è illusorio in quanto, sul piano dei ritmi cosmici, il mondo storico dura lo spazio di un istante. L’uomo del Vedânta, il buddhista, lo rsi, lo yogi, il saddhu, tirano le logiche conclusioni dalla lezione del tempo infinito e dell’Eterno Ritorno, rinunciano al mondo e ricercano la Realtà Assoluta, ché solo la conoscenza dell’assoluto li aiuta a liberarsi dall’illusione, a strappare il velo della Mâyâ”.

“Tuttavia l’importante”, dice ancora Eliade, “non è sempre rinunciare alla propria situazione storica sforzandosi invano di unirsi all’Essere universale, bensì di conservare costantemente nello spirito le prospettive del Gran Tempo, pur continuando ad adempiere al proprio dovere nel Tempo storico” …”[3].

– Il terzo e più importante obiettivo delle iniziazioni era quello di far passare il neofita dalla percezione del suo Biòs a quella della corrente impersonale, universale ed immortale della vita, che i Greci chiamavano Zoì[4]. Alla Zoì si oppongono le esistenze individuali, circoscritte e tese alla propria autoconservazione, affermazione e riproduzione di sé, animate da una forza vitale destinata a estinguersi nella sua unicità, che i greci conoscevano come Bios. Così la Zoì rappresentava la natura divina e immortale dell’uomo, mentre “Bios” è la totalità delle sue estrinsecazioni particolari, destinate prima o poi alle dimore di Ade. Ebbene, compito dell’iniziazione, attraverso l’integrazione dell’Ombra e dei due tempi, cronos e aiòn, era un cambiamento totale di prospettiva che si traduceva in una spiritualizzazione dell’esistenza umana: il passaggio dalla visione angusta ed egoica del Biòs a quella cosmica e universale della Zoì.

Alla trasformazione del Bios in Zoì alludevano le due sentenze scolpite sul frontone del tempio di Apollo a Delfi: assieme al più celebre gnozi sautòn, “conosci te stesso”, c’era meden agàn, “nulla di troppo”. Aver introiettato la sentenza “nulla di troppo” significa aver compreso a fondo la legge dell’enantiodromia, che regola il rovesciarsi dei contrari l’uno nell’altro una volta toccato il limite posto al loro crescere e diminuire, l’alternarsi di luce e ombra, di caldo e freddo, di giorno e notte, il segreto del tempo ciclico e dell’armonia cosmica.

Chiediamoci ora: qual era il ruolo di Mercurio in questi viaggi dell’anima, durante questi “passaggi di stato”, nell’attraversamento di queste soglie?

Per cominciare vorrei soffermarmi su un aspetto particolare di Hermes-Mercurio, un aspetto che risulta visivamente evidente osservando il comportamento del metallo omonimo che corrisponde a questa divinità: gettando una goccia di mercurio a terra, essa si scompone in molteplici particelle, ma queste tendono poi a riavvicinarsi, ricostituendo l’unità primitiva.

Analogamente la funzione del dio messaggero Mercurio si espleta attraverso i simboli e le immagini, e si tratta sia di una azione sia orizzontale che verticale: egli riunisce ciò che è disperso, collega il cronos con l’aiòn, il tempo degli uomini con quello degli déi, il visibile con l’invisibile, l’immanente col trascendente.

Il simbolo, da sunballo, riunire, collega tra loro i frammenti dell’esperienza, conferisce loro un senso e una direzione, serve, come una bussola, ad orientare la consapevolezza nello sterminato mare dell’accadere e del tempo. Analogo è il ruolo dell’immaginazione attiva e delle immagini che Mercurio traghetta dal sogno alla veglia, dall’ombra dell’inconscio alla luce della coscienza. Alcune di queste immagini hanno addirittura il potere di guarirci, sono quelle immagini che hanno una valenza universale, legate alla Zoì più che al Bios.

Riassumendo, Mercurio aiutava i neofiti a conseguire i tre punti di cui abbiamo parlato, scopo ultimo delle iniziazioni, guidandoli nel loro viaggio con l’aiuto di immagini e simboli, che potremmo considerare come i calzari alati del dio.

Ciò detto dobbiamo ricordare che, riferendosi alle visioni e alle immagini profetiche che appaiono nei sogni, Omero parlava di due porte da cui esse scaturiscono, una di avorio e l’altra di corno. Dalla porta di avorio scaturivano le visioni e le immagini mendaci, frutto della fantasia, dei timori e delle speranze del sognatore, del suo Bios, da quella di corno quelle profetiche e sacre, destinate a guidare la sua vita. Scopo delle iniziazioni era proprio quello di fornire all’iniziato una seconda vista che gli permettesse di distinguere tra immagini fallaci e immagini rivelatrici, così come tra un uso saggio e consapevole dei simboli e uno meramente proiettivo e ossessivo, foriero di inflazione e di follia. Potremmo chiamare, con Hillman, l’acquisizione di questa capacità di visione e di discriminazione: “intelligenza del cuore”.

Torniamo ora al mondo moderno.

Narra Plutarco nel Tramonto degli oracoli che i sacerdoti del tempio sacro al dio Ammone custodivano un olio sacro che alimentava una lampada, un olio il cui tempo era solidale con il tempo degli dei. Ebbene, i sacerdoti avevano osservato che negli ultimi secoli la lampada ardeva e si consumava sempre più lentamente, il che significava, essendo il tempo della lampada immutabile, che il tempo umano, già a quell’epoca, scorreva sempre più velocemente. Questa visione del tempo sempre più veloce è perfettamente in accordo con la teoria indiana dei cicli cosmici, secondo la quale noi saremmo da tempo entrati nel kali yuga, caratterizzato da una sempre maggiore accelerazione del tempo e con l’analoga teoria di Esiodo delle cinque età dell’umanità, secondo la quale ci troveremmo attualmente nella vile età del ferro, in cui tutto fiorisce e perisce velocemente.

Nessuno può negare che la nostra epoca abbia esteso una illimitata brama di velocità a tutti i campi dell’esistenza.

Qualche esempio? Chi parte per un viaggio vuole, come si dice, ottimizzare il percorso e raggiungere quanto prima la mèta. A tale scopo abbiamo creato veicoli sempre più veloci, mentre lo spazio che separa due luoghi, il luogo di partenza e la mèta finale, ci appare sempre di più come un ostacolo da abbattere e da spazzare via il più rapidamente possibile. Ben diversa era la concezione che gli antichi avevano del viaggio: si sacrificava ad Hermes-Mercurio, dio delle strade, e il vero viaggio consisteva nell’attraversamento e non nel raggiungimento della mèta, nella trasformazione che il viaggio induceva nel viaggiatore e non nel poter annoverare un nuovo nome tra i luoghi visitati.

Analogo è il rapporto tra fine e mezzi, in fondo quando si insegue un obiettivo ciò che distingue veramente un uomo dall’altro non è la capacità di traguardare la mèta, ma l’eleganza e l’armonia delle azioni. Una rozza interpretazione dell’opera di Machiavelli induce invece spesso chi si occupa di politica ad interpretare il motto: “il fine giustifica i mezzi” come una esortazione a ritenere del tutto secondario il modo con cui si giunge a traguardare un certo obiettivo.

Se riflettiamo un attimo sulla natura profonda del mondo in cui viviamo ci accorgeremo che economisti, giornali e telegiornali dichiarano l’Italia sana o malata a seconda che il suo P.I.L. (prodotto interno lordo) cresca o diminuisca… cioè “sana” significa che i consumi crescono e che la gente è afferrata da un bisogno irrefrenabile di consumare e possedere sempre di più e sempre più in fretta, spendendo denaro che spesso non possiede e accumulando debiti. “Malata” significa, invece, il contrario. Nella visione antica del commercio, un altro campo governato dal dio Mercurio, invece, ad ogni scambio dovevano prendere parte gli dei e possedere qualcosa significava anche stringere un patto con loro, per questo le facce delle monete antiche recavano spesso da un lato i simboli del potere temporale e dall’altro qualche dio o dea (ne parla ad esempio E. Zolla in Uscite dal mondo).

L’ansia di velocità caratterizza poi l’informazione, un altro campo che i greci attribuivano a Mercurio, il messaggero per eccellenza. Onde elettromagnetiche e fibre ottiche trasmettono istantaneamente le informazioni da una parte all’altra del pianeta mediante internet, TV, radio, telefoni e computer. Ma la possibilità di trasportare istantaneamente l’informazione e di moltiplicare indefinitamente le immagini e i suoni (di eventi significativi, di opere d’arte, di creazioni culturali, di nuove idee) spesso significa banalizzare e trasformare in merce ciò che viene trasportato… così idee e creazioni culturali diventano mode passeggere e i fatti vengono estirpati dal contesto che li ha prodotti, giungono a noi attraverso la TV o internet e poi vengono velocemente dimenticati, la loro “aura”, come avrebbe detto Benjamin, si perde.

Per curare le malattie (un altro campo sacro ad Hermes oltre che ad Esculapio) si utilizzano farmaci che aggrediscono l’organo malato senza alcun riguardo per l’integrità della persona che lo “ospita”. Anche in questo caso la preoccupazione è di eliminare il più velocemente possibile i sintomi patogeni senza una visione olistica, di insieme, del malato e dell’equilibrio tra il suo corpo e la sua psiche.

Gli esempi potrebbero moltiplicarsi all’infinito: i computer hanno reso velocissimi i processi logici di inferenza, e quasi istantaneo il percorso necessario per associare una informazione a un tema rilevante e ricordarla… ma i ricordi e le memorie richiamate nella Rete di internet non hanno un peso specifico e l’immensa biblioteca di Babele che può essere accumulata, con un semplice “click” su ogni argomento concepibile, assomiglia in modo inquietante allo sterminato sciocchezzaio messo insieme da Bouvard e Pecuchet, gli immortali personaggi di Flaubert, nel loro insensato tentativo di raccogliere e classificare tutto lo scibile umano. Ancora una volta mente e memoria riguardano proprio, oltre che Memnosine, un Mercurio “ammalato”.

La necessità di produrre sempre di più e più velocemente a costi bassi ci ha fatto letteralmente dimenticare che una delle funzioni degli oggetti di uso comune, delle case, delle strade, era la loro bellezza. Inoltre oggetti e case fatti in serie ci vengono incontro non solo senza bellezza, ma anche senza storia e dunque senza anima. Per rendere le produzioni culturali, gli oggetti d’uso comune, gli eventi, le opere d’arte facilmente riproducibili o trasportabili se ne uccide l’hic et nunc, il qui ed ora, la loro storia e profondità simbolica, l’anima, il modo in cui ci vengono incontro e la loro unicità. Tutto diviene allora effimero, “usa e getta”, privo di sacralità e di aura.

Se ci fosse bisogno di un’ultima prova della malattia che affligge Mercurio, pensate alla morte e alla sua rimozione selvaggia nella nostra cultura… Il povero Mercurio, il cui compito principale era quello di psicopompo, guida delle anime nell’oltretomba, è ormai costretto ad indossare costantemente il mantello di Ade, che lo rende invisibile a tutti tranne che ai necrofori e agli impresari di pompe funebri. Il rito di passaggio, il funerale con cui accompagniamo i defunti alla loro ultima dimora, si è ridotto a una frettolosa cerimonia durante la quale tutti guardano l’orologio attendendo impazienti che il sacerdote pronunci l’ite, misa est liberatorio.

Qual è il comune denominatore di queste patologie della velocità? Si tratta della vittoria di un tempo esterno, dettato da tecnologie e orologi, da veicoli e da transistor, da copie infinite dell’originale e da onde elettromagnetiche e fibre ottiche, che si sovrappone al tempo interiore, che invece è dilatabile o restringibile a seconda delle esigenze dell’anima, come accade nei racconti di Borges e come accadeva nella vita dei nostri progenitori. Cosi nei miti indiani chi viene iniziato alla conoscenza di sé dal dio Vishnu, acquisisce la facoltà di vivere intere vite nel tempo necessario a un battere degli occhi. La psiche può diventare una lente di ingrandimento capace di dilatare a volontà piccoli segmenti di tempo o un cannocchiale rovesciato che riduce ad un istante lunghi tratti di vita. Il tempo interiore serve inoltre per attribuire un peso specifico alle cose che ci circondano: come la bilancia della dea egiziana Maat, pesa ogni evento, ogni piccolo dettaglio delle nostre vite, utilizzando il cuore come contrappeso.

Quale speranza ha l’uomo moderno, di acquisire la capacità di distinguere tra le immagini scaturite dalla porta di corno e quelle provenienti dalla porta di avorio? Quale speranza di utilizzare i simboli per “riunire ciò che è disperso” e non per inflazionare gli incubi e le paranoie dell’ego? Quale speranza di servirsi dell’intelligenza del cuore?

La speranza è ciò che nel mito resta in fondo al vaso di Pandora. Nessuno può togliercela.

Alessandro Orlandi

Nell’immagine, tratta dal “Libro delle figure geroglifiche” di Nicholas Flamel”, la fissazione del Mercurio

IL DIO MERCURIO E LE SUE MALATTIE MENTALI
IL DIO MERCURIO E LE SUE MALATTIE MENTALI

Gaza: Israele ha sterminato 902 famiglie

a cura della Redazione

09-10-2024

Negli ultimi 12 mesi, 902 famiglie di Gaza sono state cancellate dall’anagrafe civile, ha affermato l’Ufficio stampa governativo (Gmo) di Gaza in una dichiarazione rilasciata mercoledì. In 1.364 casi, tutti i membri della famiglia, tranne un sopravvissuto, sono stati uccisi. In 3.472 casi, solo due membri della stessa famiglia sono sopravvissuti.

“Questi massacri avvengono con la partecipazione di diversi Paesi europei e occidentali che forniscono a Israele armi letali e proibite a livello internazionale, come il Regno Unito, la Germania, la Francia e altri”, ha aggiunto l’ufficio.

Ha inoltre esortato la comunità internazionale e tutte le organizzazioni internazionali a fare pressione sul governo statunitense e sulle autorità israeliane affinché fermino il genocidio e pongano fine allo spargimento di sangue in corso.

Israele ha avviato la sua brutale offensiva sulla Striscia di Gaza dopo l’attacco della Resistenza palestinese del 7 ottobre, nonostante una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato.

Secondo le autorità sanitarie locali, da allora sono morte circa 41.800 persone, per lo più donne e bambini, e oltre 96.300 sono rimaste ferite.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Gaza: Israele ha sterminato 902 famiglie
Gaza: Israele ha sterminato 902 famiglie

LA MEDIANITÀ

di Patrizia Nunzia

La Medianità è costituita soprattutto dalla manifestazione di ciò che gli spiritisti e gli esoterici in genere, amano e invocano.

Cioè degli spiriti guida, presenze che si agganciano a coloro che hanno praticato sedute spiritiche, magia e altre forme di occultismo.

I poteri psichici che ne derivano si trovano soprattutto tra i parenti che si sono concessi a queste pratiche e possono verificarsi fino alla 4 generazione .

Così i discendenti possono nascere già sensitivi , con una certa predisposizione ed ereditare e considerare questi poteri come un dono.

Ma è davvero un dono?

No , è un legame !

I sintomi della medianita sono molto vari ma facilmente riconducibili a poche categorie.

Questi sintomi sono tutti o in parte presenti nel sensitivo, cioè in chi è medium.

omosessualità ( non tutti gli omosessuali lo sono per questo).

Desideri di promiscuità e sessualità sfrenata.

Dipendenza affettiva che diventa una vera e propria schiavitù sessuale.

Attrazione per tutti i fenomeni occulti , pensieri compulsivi nel voler sperimentare rituali magici per poter scoprire i propri poteri e servirsene per i propri scopi.

predizione del futuro della propria vita e di quella degli altri.

La persona incomincia a seguire tutti i propri impulsi interiori che la spingono ad accettare o rifiutare le persone senza una ragione.

Telepatia, sanno chi incontreranno durante la giornata, chi sta telefonando ecc

Fenomeni elettrici inspiegabili( lampade che si accendono da sole, tv , ferri da stiro ecc che causano danni).

Strane e false visioni di diverse figure religiose con messaggi persino buoni.

Scrittura automatica.

Disturbi mentali, depressioni, psicosi gravi.

Turbamento nei pensieri , idee di suicidio.

Nei casi più gravi anche forti spinte ad uccidere o a fare del male agli altri, che sono completamente immotivate.

Ci tengo a precisare che non sono presenti tutti questi sintomi , può essercene anche uno solo.

In ogni caso questo è quello che si può verificare o per eredità spirituale o per scelta di partecipare a sedute spiritiche, ecc.

È chiaro che queste persone più perseverano in questo, più peggiorano le loro condizioni.

A volte si tratta di persone che hanno vissuto una vita servendo gli altri senza scopo di lucro e spinte da buoni propositi , inconsapevoli che il tranello sta proprio in questo.

Confondere il male con il bene

Altrettanto chiaro è la provenienza di questi poteri psichici che nulla hanno a che fare con i doni dello Spirito.

Naturalmente avrete ben chiaro che seguire il proprio intuito è davvero un altra storia .

Le coscienze di luce non posseggono poteri psichici ma consapevolezza e intuito interiore.

Con amore

Patrizia Nunzia

LA MEDIANITÀ
LA MEDIANITÀ