Berlino: la Polizia tedesca arresta bambino che sventolava una bandiera palestinese

a cura della Redazione

24-09-2024

Berlino – Quds News. Diversi agenti di polizia tedeschi hanno inseguito e arrestato un bambino di 10 anni per aver alzato la bandiera della Palestina durante una protesta pro-Palestina a Berlino, sabato.

L’arresto del bambino ha suscitato reazioni sui social media.

Le proteste pro-palestinesi, le bandiere palestinesi, i discorsi pro-palestinesi e la kefiah palestinese sono stati ufficialmente vietati dalla Germania.

I sostenitori della Palestina affermano che questa posizione è un attacco ai diritti di intere comunità e di persone in Germania che vogliono esprimersi contro gli attacchi di Israele.

Berlino ospita una delle più grandi comunità palestinesi della diaspora in Europa, stimata in 300 mila persone.

Tratto da: INFOPAL

Berlino: la Polizia tedesca arresta bambino che sventolava una bandiera palestinese
Berlino: la Polizia tedesca arresta bambino che sventolava una bandiera palestinese

EVOLA: L’ISLAM E LA GUERRA SANTA

a cura di Fronte di Resistenza al Mondialismo

“Nella tradizione islamica vengono distinte due guerre sante, l’una è la grande guerra santa, l’altra la piccola guerra santa. […] La grande guerra è di ordine interno e spirituale; l’altra è la guerra materiale, quella che si combatte all’esterno contro un popolo nemico […]. La grande guerra santa sta alla piccola guerra santa come l’anima sta al corpo […] La grande guerra santa è la lotta dell’uomo contro i nemici che egli porta in sé. Più esattamente, è la lotta del principio più alto dell’uomo contro tutto quel che in lui vi è di soltanto umano, contro la sua natura inferiore e ciò che è impulso disordinato e attaccamento materiale. […] Come brama e istinto animale, come molteplicità incomposta di impulsi, come limitazione trepida dell’Io fittizio, quindi anche come paura, debolezza e incertezza – il nemico che resiste, “l’infedele” in noi va abbattuto e ridotto in ceppi: questa essendo la condizione per raggiungere l’interna liberazione, la rinascita in una unità più profonda con sé stessi, la pace nel senso esoterico e trionfale di cui si è già detto. […] Le situazioni esteriori della vicenda guerriera determinano un affioramento del nemico interiore, il quale come istinto animale di conservazione, paura, inerzia, pietà o passione, oppone una rivolta e una resistenza che chi combatte deve vincere all’atto stesso di scendere in campo a combattere e a vincere il nemico esteriore o il barbaro”.

Nella visione islamica la gnosi corretta consiste nel mettere Iddio al primo posto in qualsiasi azione, abbandonando le inclinazioni egoistiche e concupiscenti. Tuttavia ciò è molto difficile, ed è anche per questo che la lotta interiore volta a purificare la propria intenzione viene definita grande guerra (contro il proprio “Io fittizio” come lo definisce Evola), lotta che l’individuo deve sempre affrontare, mentre la lotta sul campo di battaglia riguarda solo un luogo e un tempo specifici. L’essere umano deve pertanto essere in grado di dare un colore divino a tutte le sue azioni.
La gnosi del vero combattente è fondata sulla centralità di Dio, qualsiasi azione viene compiuta per soddisfarLo e riuscire così a raggiungere la propria realizzazione spirituale, non temendo nessuno tranne Iddio, non avendo altra priorità che Lui e in questo senso amando se stessi nel vero significato della parola, ossia amarsi per realizzarsi esistenzialmente. Il Corano afferma: “Trasmettevano i messaggi di Dio, Lo temevano e non temevano altri che Iddio” (33:39). Non temere altri che Dio si trasmette poi in coraggio in qualunque momento della propria vita.

EVOLA: L'ISLAM E LA GUERRA SANTA
EVOLA: L’ISLAM E LA GUERRA SANTA

LA CAVERNA DI PLATONE

a cura di Giuseppe Aiello

Nel mito della caverna di Platone, la risalita dal fondo della caverna verso la luce non avviene senza una successiva discesa dalla luce nuovamente nell’oscurità per illuminarla. Molti studiosi non se ne accorgono o lo perdono di vista, prestando invece attenzione solo alla salita, a come ci si libera dai ceppi della caverna, si cessa di essere prigionieri, ecc. Ma in Platone, in Proclo, o nel Nell’esempio della vita di Giuliano l’Apostata, vediamo la necessità della guerra e della discesa in questo mondo inferiore per metterlo in ordine, per trasformarlo, perché senza tale azione non è possibile alcun ordine interiore. In questo sta la metafisica della guerra: essendo guerriero della Luce, si scende nell’oscurità per combatterla e prevalere su di essa, per trasformarla in Luce. Questa è la tesi fondamentale del platonismo.

Julius Evola esamina la nozione di “guerra santa” e prende in considerazione il contesto islamico del jihad “minore” e “maggiore”. Nell’Islam esiste una guerra santa sia “esteriore” (“jihad minore”) che “interna” (“jihad maggiore”). La guerra interiore è molto più importante di quella esteriore. Tuttavia, Evola insiste sul fatto che devono coesistere ed essere armonizzati. L’impresa del guerriero e l’impresa dell’intellettuale sono inseparabili. L’Intellettuale deve essere sempre armato, anche se nella pratica non utilizzerà mai un’arma. L’intellettuale deve innanzitutto coltivare la disponibilità ad andare avanti, ad uscire dalle masse e dichiarare un risoluto “No!” alla civiltà moderna”

Daria Dugina

LA CAVERNA DI PLATONE
LA CAVERNA DI PLATONE

IL PENSIERO DI DESTRA È LA VERA ALTERNATIVA?

di Roberto Siconolfi

Spesso si legge negli ambiti della cultura e della politica alternativa che l’unico modo per risolvere le cose è “toccare i rapporti di forza”, i “centri del potere economico” che tengono in piedi il sistema.
Una considerazione in realtà quantomeno parziale, e che non centra il vero punto del discorso e della realtà.
E l’unico modo per farlo, per la comprensione piena della realtà, anche politica, può essere offerto solo dal “pensiero di destra”.
Infatti, anche il migliore dei Marx, quello non intaccato dai dogmatismi materialistici di Engels, magari riletto dal più recente filosofo Costanzo Preve, il Marx “idealista”, Il “giovane Marx”, quello dei “Manoscritti filosofico-economici”, o quello degli studi sull’alienazione, o sul feticismo delle merci, è già contenuto di gran lunga nel pensiero dei più grandi pensatori dell’area di destra.
E stesso discorso vale per Gramsci.
Se volete avere piena cognizione di quello che sta accadendo, dello scontro sempre più irriducibile di potenze metafisiche, di modelli esistenziali e antropologici e, solo, di conseguenza, anche economico-politici, studiate Evola, Guénon, Gentile, Eliade, Heidegger, Pound, studiate Sombart, Weber, Schumpeter, e tanti altri ancora.
Tutti pensatori diversi tra loro ma che hanno una caratteristica comune, seppur nelle loro diversità: danno piena comprensione dell’esistente, a partire dai mondi spirituali e non solo materiali; e tornano a dare potere al soggetto e al suo insopprimibile genius creativo (in ambito spirituale, quanto politico ed economico), dinnanzi al vero e proprio culto dei suoi “enti esterni” sostenuto dai pensatori di sinistra (società; classi economiche, sistema e Stato; fino alla “materia”).
Da questo punto di vista non c’è alcun superamento delle categorie destra/sinistra da effettuare, ma al massimo dei recuperi parziali dei pensatori di sinistra, che con altalene tra una visione più materialista e positivista e una più idealista o meno da “scienza positiva” vanno comunque a parare là.
Anzi, a dire il vero, quello che stiamo vivendo in Occidente da anni, e negli ultimi in particolare, ha molto più a che fare con il pensiero di Marx e dei suoi epigoni (del resto le élite occidentali parlano di “modello cinese” e non fascista o liberale): la volontà razionalistica di controllo; la concezione dell’uomo e dei popoli come “tabula rasa”, “foglio bianco” (cit. Mao Tse-Tung), sul quale poter fare di tutto (compresa l’identità sessuale e il corpo); l’economia e la produzione concepita solo come soddisfazione del bisogno o attività malvagia e non necessaria per la sua negativa “impronta ecologica” (attacco alla proprietà privata e assistenzialismo); negazione delle libertà dell’individuo in generale; lo scientismo; la divinizzazione della “magna mater natura”, l’ente collettivo e “materiale” al quale tutto è sottomesso, compresa la vita dell’uomo, ridotto a bestia tra tanti, e non più essere “divino”.

IL PENSIERO DI DESTRA È LA VERA ALTERNATIVA?
IL PENSIERO DI DESTRA È LA VERA ALTERNATIVA?

L’ARCANGELO MICHELE E IL SENSO INIZIATICO DELL’EQUINOZIO D’AUTUNNO

a cura di Sophia Celeste

Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi.

Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele.

Oggi ha luogo l’equinozio d’autunno, al quale presiede l’Arcangelo Michele. Il Sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.

E l’autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità».

Con la festività di S. Michele (29 settembre) abbiamo appena superato l’equinozio d’autunno (dal latino aequus, uguale, e nox, notte). Passiamo da Uriele a Michele: è finita la fase di crescita esteriore nella natura, e nostra verso ciò che è “altro da sé”, ed è iniziata la rigenerazione invisibile.

L’emiciclo annuale che si avvia con Michele in autunno (e si conclude con Gabriele in inverno) è quello “dalla morte alla vita”, ritorniamo dentro, ripieghiamo su noi stessi e nella nostra interiorità, per consentirci poi di rinascere “a nuova vita”; quando – superato l’inverno – verrà inaugurato l’altro emiciclo, polare a questo, quello di Raffaele: “dalla vita alla morte”, il tempo in cui saremo nuovamente tutti proiettati fuori di noi, all’esterno.

In questi sei mesi dell’autunno/inverno (Michele e Gabriele) la “materia è contessuta di spirito”, mentre nei sei mesi precedenti della primavera/estate (Raffaele e Uriele) era lo “spirito contessuto di materia”.

L’immagine di Michele che tiene la sua spada di ferro puntata sul drago è per l’Uomo, secondo Steiner, un grande “appello rivoltogli per l’azione interiore”. Perché egli impari a festeggiare la festa di S. Michele “facendone – appunto – una festa di liberazione da ogni timore o paura, una festa dell’iniziativa e della forza interiori, una festa che sia un appello all’autocoscienza scevra da egoismo.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

L'ARCANGELO MICHELE E IL SENSO INIZIATICO DELL'EQUINOZIO D'AUTUNNO
L’ARCANGELO MICHELE E IL SENSO INIZIATICO DELL’EQUINOZIO D’AUTUNNO

GESU’ E L’ISLAM

di Rassam AlUrdun

Molti mi scrivono in privato, chiedendomi come mai parlo di Gesù se sono musulmano…e come mai cito sempre il vangelo e l’ Antico Testamento…credendo così che la mia posizione sia contraddittoria…

Orbene, nell’Islam una Scrittura è un libro divino, portato da cielo in terra da un angelo a un profeta. L’autore della Scrittura è Dio.

Il profeta è solo il trasmettitore della parola divina.

Questa è la ragione per cui Corano 3,48 dichiara che Dio insegnerà a Gesù “il Libro e la Saggezza e la Torah e il Vangelo”. In altre parole, Dio è l’autore del Vangelo. È lui a dare questo libro a Gesù.

Gesù è uno in una serie di profeti onorati di un libro sacro: Mosè ricevette at-Tawrah (la Torah ebraica), Davide ricevette az-Zabur (i Salmi) e Muhammad ha ricevuto il Corano.

Nella letteratura sufi Gesù è il «sigillo di santità», allo stesso modo in cui Maometto è il «sigillo della profezia». Il termine «sigillo» indica una dimensione insuperabile, il concretizzarsi massimo di una determinata prerogativa; il termine «santità» descrive il grado di intimità del rapporto tra Dio e l’uomo. In questo senso Gesù è pienamente sufi, perché l’obiettivo della mistica islamica, e quindi l’oggetto della letteratura sufi, è il realizzarsi di un rapporto reale, preferenziale e totalizzante tra Dio e la sua creatura più amata, e questo, quale dono del Dio misericordioso agli uomini, rappresenta allo stesso tempo la possibilità di realizzazione delle più nobili aspirazioni umane e lo spirito medesimo della Sacra Scrittura (che qui si intende come tutto il patrimonio che va dall’Antico Testamento fino al Corano).

Ora, tanto la Scrittura, quanto la vita e la missione dei profeti come Gesù e Maometto, guidano l’uomo aiutato da Dio alla purificazione del cuore rispetto al mondo, ovvero alla «verginità» dove «nasce», anche nel vertice più alto della letteratura islamica, il germoglio della parola di Dio. Secondo queste coordinate l’islam è in grado di «leggere» nell’arco dei secoli non solo la vita di Gesù e Maometto, ma anche quella della madre di Gesù, di Giovanni Battista, di suo padre Zaccaria e degli antichi profeti, cui parimenti viene attribuita venerazione.

Ecco perché, alla luce di quanto esposto, condivido molte cose con il cristianesimo, comprese le pratiche meditative quali l’ esicasmo, paragonabile al Dhikr di noi Sufi… così come molte citazioni del vangelo e dell’ Antico Testamento ( Salmi, in alcuni casi ), in cui viene salvaguardato il ruolo, sulla Terra, dei consacrati dal Signore.

Fraternamente

Rassàm

GESU' E L'ISLAM
GESU’ E L’ISLAM

I FRUTTI DELL’AGIRE

di Alessandro Maini

Questo periodo:

per alcuni è alba

per altri è fuoco che consuma.

Chi si è costruito: sguardo che È;

chi si è costruito: paglia.

E non c’è altro da fare che stare con i frutti dell’agire.

Ma il salto metafisico del buon ladrone è sempre possibile. Se non si chiude alla grazia, seguendo le proprie ragioni.

I FRUTTI DELL'AGIRE
I FRUTTI DELL’AGIRE

LA DIREZIONE DEL GUERRIRO

a cura di Martino Zeta

Il guerriero coltiva il suo potere personale, sceglie deliberatamente ogni suo passo, fonda la strategia della sua vita con lo scopo di aumentare il suo livello di energia, che a sua volta, gli rende ancora più facile seguire la direzione indicata dallo spirito, anche se a volte, quei passi lo portano nella direzione opposta a quella che indicherebbe il buon senso. A volte i segni sono così bizzarri che è difficile prenderli sul serio. Tuttavia, che li si ascolti o meno, in un modo o nell’altro essi provocano sempre il loro effetto. Quando si ignorano le indicazioni, di solito ci si ritrova in situazioni di cui ci si pente sempre; invece, se si presta attenzione ai segni dello spirito per quanto assurdi possano sembrare, alla fine tutto si colloca al suo posto in modo totalmente armonioso.

Una volta presa una decisione, lo spirito stesso la sosterrà e ciò che all’inizio sembrava irragionevole diventa del tutto comprensibile e ordinato. Avere la forza, di seguire questi segni e anche il coraggio di lasciarsi guidare da essi è decisivo per il guerriero, perché in assenza di ragioni da seguire non ha altra scelta che imparare a fidarsi dello spirito.

Un guerriero impeccabile è in armonia con il suo ambiente ed è sempre attento ai segni perché sa che questi non provengono da nessun codice sociale o religioso, ma direttamente dallo spirito.

(Armando Torres – La Ragnatela Universale)

LA DIREZIONE DEL GUERRIRO
LA DIREZIONE DEL GUERRIRO

Unrwa: condizioni sanitarie a Gaza drammatiche

a cura della Redazione

21-09-2024

L’Unrwa ha lanciato l’allarme: insetti e roditori che trasmettono malattie stanno minacciando la salute e il benessere delle persone nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra.

“Le condizioni sanitarie a Gaza peggiorano di giorno in giorno. Insetti e roditori possono diffondere malattie, minacciando la salute e il benessere delle persone. I nostri team stanno lavorando per aiutare le famiglie sfollate nei rifugi a impedire che invadano gli spazi abitativi già sovraffollati”, ha affermato l’Unrwa in un post su X.

Lunedì, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è scagliato contro la gestione da parte di Israele della guerra nella devastata Striscia di Gaza, ormai giunta al secondo anno di guerra. “È inimmaginabile, il livello di sofferenza a Gaza, il livello di morti e distruzione non hanno eguali in tutto ciò a cui ho assistito da quando sono diventato segretario generale. Niente giustifica la punizione collettiva del popolo palestinese, ed è ciò a cui stiamo assistendo in modo drammatico a Gaza”, ha dichiarato Guterres all’Agence France-Presse.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Unrwa: condizioni sanitarie a Gaza drammatiche
Unrwa: condizioni sanitarie a Gaza drammatiche