I SOGNI IN MEDICINA CINESE

di Felipe Guerra

Sia Jung che Freud arrivarono a comprendere i sogni come una manifestazione del nostro subconscio che elabora le emozioni e i problemi della nostra vita. Nella medicina cinese, il sogno è più strettamente associato allo Shen (o Spirito ), che si dice risieda nel Cuore. Se la tua energia del Cuore è forte ed equilibrata, lo Shen è ancorato di notte ed è facile addormentarsi; evitare il sonno interrotto e avere un’adeguata quantità di sogni.

Tuttavia, quando il cuore è indebolito o molestato da qualche tipo di squilibrio, vediamo sintomi come insonnia, sonno interrotto e sogni eccessivamente vividi e/o inquietanti.

Guardando indietro agli antichi testi medici cinesi compresero che:

“ Quando il Fegato è in eccesso si sogna di essere arrabbiati” ma “quando il Fegato è carente si sognano le foreste in montagna” .

Nel sistema della medicina tradizionale cinese, che associa diverse emozioni ed elementi diversi e a ciascun organo, la rabbia è quella più strettamente correlata al fegato, quindi questo potrebbe non sorprendere.

Per quanto riguarda i sogni legati al Fegato carente, possiamo ricordare che anche l’elemento legno e l’energia primaverile sono strettamente legati al Fegato.

È questa energia che ci offre creatività, visione e spinta, e quando questa è carente, i sogni di foreste possono esprimere il nostro bisogno di questo spirito di iniziativa.

“ Se la Milza è carente, si sogna di avere fame” e “quando lo Stomaco è carente, si sogna di consumare un pasto abbondante”.

L’intero concetto di Milza nella medicina cinese ha a che fare con il nostro sistema digestivo. In verità, la mia opinione personale è che le caratteristiche attribuite alla Milza sono più strettamente legate al pancreas, e molti studiosi vedono questi organi come congiuntamente legati al termine Milza.

Come il pancreas nella medicina occidentale, la Milza è responsabile della digestione e anche del mantenimento dei nostri livelli di energia (si pensi al doppio processo del pancreas nella produzione della maggior parte dei nostri enzimi digestivi e anche al suo controllo del metabolismo dell’insulina e dello zucchero).

Quindi, quando la nostra Milza è debole, desideriamo ulteriore nutrimento per farci andare avanti, e questo si manifesta nei nostri sogni.

Lo stomaco è leggermente diverso.

Questo ha un ruolo minore nel controllo della digestione e agisce semplicemente come un recipiente vitale in cui viene elaborato il cibo. I disturbi dello stomaco tendono comunemente a portare a un appetito vorace, e ancora una volta possiamo vederlo manifestarsi nel sogno.

“ Quando il Rene è debole, si sogna di nuotare dopo un naufragio; se il sogno avviene in inverno, si sogna di immergersi nell’acqua e di avere paura” e “quando i reni sono deboli si sogna di essere immersi nell’acqua”.

Il Rene è associato all’elemento Acqua e alla stagione invernale. L’emozione più strettamente associata al Rene è la paura (o, al contrario, l’assenza di paura).

“ Quando il cuore è debole si sogna il fuoco” e “quando il cuore è in eccesso si sogna di ridere; quando si è carenti si sognano montagne, fuoco e fumo”.

Torniamo al Cuore per quanto riguarda gli squilibri specifici. L’elemento Fuoco è associato al Cuore, ed è ciò che ci dà la nostra passione per la vita.

L’emozione più importante del Cuore è la gioia (o, purtroppo, in alcuni casi, l’assenza di gioia).

La risata (e il canto) sono associati alla gioia e al Cuore, ma quando c’è un fuoco in eccesso che riscalda il Cuore, la risata può essere inappropriata ed eccessiva.

” Quando il polmone è carente, si sogneranno oggetti bianchi ed omicidi” e “se è in pieno si sognano battaglie in azione”.

Il bianco è il colore dell’elemento Metallo nella filosofia cinese ; e il Metallo è l’elemento del Polmone.

Il metallo è associato all’ordine e all’organizzazione, e questo può riflettersi nella strategia e nella pianificazione che accompagnano il combattimento delle battaglie.

Il fatto che questo sia identificato nel sogno con la guerra, piuttosto che con lo sforzo pacifico, può indicare che la preoccupazione di organizzare le nostre vite è diventata disfunzionale.

Argomento interessante da approfondire su: DragoNero

I SOGNI IN MEDICINA CINESE
I SOGNI IN MEDICINA CINESE

CATARI E TEMPLARI

a cura di Musa Mnemosine

Tra i Càtari e i Templari c’è una relazione molto stretta, anche se apparentemente si manifestano come due istituzioni separate. A cominciare dai simboli: la croce càtara è molto simile a quella templare; il Graal, simbolo per eccellenza attorno cui ruota tutta la cultura celtica, era il “segreto” custodito sia dai Templari che dai Càtari. Entrambi i movimenti si sono manifestati in uno stesso periodo storico ed hanno convissuto in territori comuni, dividendo molte volte anche castelli, roccaforti e fortezze. Entrambi professavano la parità assoluta tra i sessi e non prevedevano distinzioni di caste sociali.

I Bounòm, antichi monumenti votivi composti da pietre ammassate, che i ricercatori fanno risalire alla cultura càtara

Anche i Templari, così come i Càtari, sono stati sottoposti a feroci persecuzioni, che ebbero come epilogo il rogo del 1314 in cui l’ultimo gran maestro dell’Ordine, Jacques de Molay, venne arso vivo insieme ai suoi dignitari. Famosa è rimasta la maledizione che de Molay lanciò prima di morire. Rivolgendosi a papa Clemente V e al re Filippo il Bello, che ne avevano decretato la morte sul rogo, pronunciò questo anatema “Vi affido entrambi al tribunale di Dio, tu Clemente nei prossimi 40 giorni e tu Filippo prima della fine dell’anno”. La predizione di Jacques de Molay si realizzò poiché il papa Clemente V morì un mese dopo e il re Filippo il Bello fu vittima, nello stesso anno, di un incidente di caccia a Fontainebleau.

Si può ipotizzare che sia i Càtari che i Templari fossero l’espressione delle società iniziatiche detentrici dell’antica tradizione dei Nativi europei, con la missione di tutelare e tramandare le conoscenze ancestrali dei druidi. Se lo scopo di queste istituzioni era quello di fare in modo che l’antica tradizione celtica non fosse cancellata, possiamo dire che la loro missione è riuscita. Nonostante le feroci persecuzioni, infatti, questa conoscenza ancestrale non è mai morta. Come si spiegherebbe altrimenti la pervicacia con cui vengono tramandate antiche usanze, celebrazioni di chiara ispirazione pagana, feste folkloristiche di stampo celtico? Tutte manifestazioni che non hanno riferimento con la religione e la cultura attuale, e che lasciano trasparire una antica conoscenza che qualcuno evidentemente mantiene viva, se nonostante i tentativi di soppressione operati nei secoli è ancora presente nei giorni nostri.

CATARI E TEMPLARI
CATARI E TEMPLARI

CORSI E RICORSI STORICI O BIBLICI?

La Torre di Babele è una delle storie più interessanti della Bibbia.

La torre fu un tentativo (fallito) dei Babilonesi di raggiungere il paradiso e infine il trono di Dio con le proprie mani, commissionato dal loro capo Nimrod (che è chiamato il “fondatore” della Massoneria).

La Torre simboleggia la dottrina occulta luciferina secondo cui l’uomo può diventare come un “dio” di sua spontanea volontà, la stessa bugia raccontata dal serpente a Eva nel Giardino dell’Eden.

Babilonia era unita da una sola religione, una sola lingua e un solo programma, il tutto guidato da un solo uomo.

Ti suona familiare?

La storia si ripete ancora una volta, mentre il mondo si sta muovendo verso la sua fase finale: un sistema mondiale e una religione guidati da un solo uomo.

Ecclesiaste 1:9

I nodi di Babele sono ovunque.

L’edificio dell’UE a Strasburgo, in Francia, ad esempio, ha una sorprendente somiglianza con una Torre di Babele incompiuta.

Ufficialmente denominato Louise Weiss Building, fa parte di un complesso di edifici con evidenti immagini illuministe/occultiste.

Marcello Pamio

P.s. Strasburgo è sede, con Bruxelles, del Parlamento europeo.

Ospita, inoltre, il Consiglio d’Europa. Insieme a Basilea, Ginevra e New York fa parte delle poche città al mondo che sono sede di organizzazioni internazionali di prim’ordine, pur non essendo la capitale di un paese.

CORSI E RICORSI STORICI O BIBLICI?
CORSI E RICORSI STORICI O BIBLICI?

LA FORZA SESSUALE

a cura di Fratellanza Bianca

Spesso mi è stato chiesto se sia meglio vivere nella castità o, al contrario, avere dei rapporti sessuali. In realtà, non è in questi termini che va formulata la domanda; è impossibile affermare, partendo da un presupposto generico, che cosa sia giusto o sbagliato… Tutto dipende dal singolo individuo. Vivere nella castità, nella continenza, può dare risultati pessimi, ma anche ottimi. La continenza può rendere alcuni individui isterici, nevrotici, malati; e altri, forti, equilibrati, sani. E il fatto di dare libero sfogo all’istinto sessuale può fare molto bene ad alcuni e nuocere ad altri. Perciò non si devono classificare le cose dicendo: «Questo è bene… questo è male». Il bene e il male dipendono da un altro fattore, ovverosia dal modo in cui si utilizzano e si dirigono le forze. Nulla è buono o cattivo di per sé, ma diventa o buono o cattivo. La questione è sapere anzitutto qual è il vostro ideale, cosa volete diventare. Se volete fare grandi scoperte nel mondo spirituale, va da sé che siete costretti a ridurre il numero di determinati piaceri, se non a rinunciarvi completamente al fine di imparare a sublimare la vostra forza sessuale. Se invece non avete questo alto ideale, è da stupidi reprimersi, rimanere casti e vergini; rischiate perfino di ammalarvi perché i vostri sforzi non porteranno a nulla. Non è ragionevole dare in questo campo gli stessi consigli e le stesse regole a tutti.

La forza sessuale o il drago alato, di Omraam Mikhaël Aïvanhov

LA FORZA SESSUALE
LA FORZA SESSUALE

Israele: alcune domande al “mitico Occidente”

di Paolo Desogus

21 Settembre 2024

Ma di grazia, è del tutto illegittimo chiedere a Israele dove vuole arrivare? Che si voglia prendere tutta la Palestina servendosi dei metodi più criminali è fin troppo chiaro, anche se non ha ancora deciso cosa fare dei palestinesi: l’ipotesi di sterminarli tutti non sembra fattibile. Ma con il Libano? È da antisemiti chiedere al governo israeliano cosa vuole fare in Libano? Perché sta bombardano e seminando terrore in modo indiscriminato? Distruggere Hezbollah mi sembra quantomeno difficile. Le organizzazioni terroristiche (posto che Hezbollah lo sia) muoiono quando si esaurisce la funzione storica del loro progetto politico e vengono meno le circostanze che ne hanno permesso la nascita. Non cessano di esistere sotto i bombardamenti (persino Biden ha provato a spigarlo a Netanyahu): il conflitto è la loro benzina.

E poi va detto che Hezbollah solo molto forzatamente può essere considerata un’organizzazione terroristica. Gode del sostegno popolare e ha preso il controllo dello stato. È terrorista tanto quanto lo è il Likud, anche se con meno ferocia e vocazione al crimine. Distruggere Hezbollah significa distruggere l’intero Libano: è fattibile? È un disegno politico realizzabile? Non esiste altra strada? E dopo il Libano cosa viene, la Giordania, l’Iran? A chi tocca dopo? Israele vive in una guerra perenne che combatte con l’obiettivo di annientare chi gli sta vicino.

Verrebbe da dire che la strada è politico-diplomatica. Ma se Israele non è disposto ad accettare alcuna richiesta dei suoi nemici e se si pone su un piano di superiorità assoluta con spirito coloniale e azioni razziste, gli spazi per il dialogo diplomatico finiscono presto.

Restano poi le domande al mitico “Occidente”. Sino a quando potrà accettare di essere alleato di un paese criminale, razzista e sommamente violento, in preda a una furia omicida e sanguinaria? Cosa deve fare Israele per meritarsi di perdere i suoi alleati? Quanta popolazione civile deve ammazzare? Quanto terrore deve seminare per il mondo?

Tratto da: l’Antidiplomatico

Israele: alcune domande al "mitico Occidente"
Israele: alcune domande al “mitico Occidente”

IL PARADOSSO DI PECHINO

di Giuliano Noci

L’economia cinese sembra essersi trasformata in un gigantesco castello di carte: un sistema produttivo sovradimensionato, alimentato dal debito, che rischia di crollare sotto il peso di una deflazione galoppante. Mentre il mondo osserva i segnali di una nuova crisi, il Dragone tenta disperatamente di mantenere in equilibrio una macchina che ha perso slancio. Ma quanto ancora potrà resistere prima che la narrazione della crescita cinese collassi sotto i colpi della realtà economica? Quando guardiamo alla Cina in questi mesi, ci soffermiamo (giustamente) sul tema della sua sovracapacità produttiva, ovvero sull’enorme avanzo commerciale che Pechino vanta con il resto del mondo in virtù delle politiche di dumping messe in campo. In verità dovremmo porre grande attenzione anche a un altro fenomeno: l’ormai imperante deflazione che caratterizza l’andamento economico cinese e per certi versi determina la necessità di puntare sull’export, stante il potenziale enorme in termini di volumi del suo sistema produttivo. Focalizzare il tema della deflazione richiede, in questo caso, di andare oltre il calo dei prezzi dei beni di consumo. C’è di peggio. Abbiamo infatti a che fare con una pesante riduzione del valore degli asset conseguente a un percorso di crescita economica alimentato dal debito, che ha creato rilevanti squilibri. Lo si rileva da molti fattori tra loro interrelati: il più noto di tutti è il pesante calo dei prezzi del settore immobiliare in cui i privati avevano investito i loro risparmi e che, per questo motivo, sta limitando di molto la loro propensione al consumo e quindi la domanda interna. Altro fattore di enorme stress è il livello di indebitamento raggiunto dalle province (ammonta ormai a oltre il 50% del PIL), un debito che aveva come sottostante la garanzia dei terreni venduti, che avendo ora perso valore innesca il rischio di un pesante dissesto finanziario.

IL PARADOSSO DI PECHINO
IL PARADOSSO DI PECHINO

QUALE PROFILO TANTRICO SEI?

di Luca Rudra Vincenzini

Ci sono diversi approcci alle pratiche (ogni approccio corrisponde ad uno dei vari profili psicologici presenti nei Tantra) ed ognuno di essi traccia la linea del nostro livello. C’è chi pratica per:

1) ottenere potere e nuocere al prossimo, costui è un demone (asura);

2) vantarsi e darsi un tono, costui è un mondano (laukika);

3) godere dei sensi, costui è un godereccio (bhogin);

4) ricevere favori e conseguimenti materiali, costui è un pazzo (unmatta);

5) venerare una divinità, costui è un devoto (bhakta);

6) acquisire poteri sovrannaturali, costui è un perfetto (siddha);

7) raggiungere la propria liberazione, costui è un asceta (yogin);

8) aiutare gli esseri viventi, costui è un futuro Buddha (bodhisattva).

C’è poi chi pratica consapevole del fatto che nulla di ciò che si fa aggiunge né, tanto meno, sottrae un qualcosa all’Assoluto, che è completo in sè. Chi pratica, perché è nella natura della mente essere consapevoli, non è lontano dalla meta, costui è un liberato in vita (jīvanmukta).

Tu dove ti collochi?

QUALE PROFILO TANTRICO SEI?
QUALE PROFILO TANTRICO SEI?

Yahya Sinwar: “Siamo pronti per una lunga guerra con Israele”

a cura della Redazione

19-09-2024

Yahya Sinwar, leader politico del movimento Hamas, ha inviato una lettera ad Abdul-Malik Al-Houthi, capo del movimento Ansarullah, esprimendo il suo profondo apprezzamento per il costante sostegno yemenita alla Resistenza palestinese a Gaza.

Sinwar ha sottolineato nella sua lettera che l’operazione Al-Aqsa Flood di Hamas era stata concepita per infliggere un colpo decisivo al regime sionista, sia nei territori palestinesi che nelle regioni più ampie.

“Vi assicuro che la Resistenza è buona. Ci siamo preparati a combattere una lunga battaglia di logoramento. Esprimo profonda gratitudine per i sentimenti genuini e la risoluta determinazione degli Houthi, palesemente evidenti sul campo di battaglia”, ha aggiunto il leader palestinese.

Yahya Sinwar si è anche congratulato con Abdul-Malik Al-Houthi per i recenti successi degli attacchi missilistici Houthi, che hanno penetrato in profondità Israele e sono riusciti a eludere i sistemi di difesa israeliani. “Lodo la penetrazione riuscita dei vostri missili nel nucleo dell’entità sionista, superando molteplici livelli di sistemi di difesa e intercettazione”, ha osservato Sinwar.

La lettera è stata inviata subito dopo l’annuncio di Ansarullah in merito all’avvio della quinta fase delle loro operazioni, intraprese in solidarietà con la Resistenza palestinese nel contesto del genocidio in corso a Gaza. Questa lettera rappresenta il terzo comunicato pubblico di Sinwar dalla sua elezione a capo di Hamas, avvenuta il 6 agosto.

Il suo messaggio inaugurale è stato una nota di congratulazioni al presidente algerino Abdelmadjid Tebboune per la sua rielezione, in cui ha elogiato il sostegno incrollabile dell’Algeria alla causa palestinese.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Yahya Sinwar: “Siamo pronti per una lunga guerra con Israele”
Yahya Sinwar: “Siamo pronti per una lunga guerra con Israele”

COMMISSIONE COVID: CHE IL POPOLO PARTECIPI E NON RESTI A GUARDARE!

di Roberto Siconolfi

La “commissione Covid” nata su iniziativa del governo Meloni e dell’attuale maggioranza va supportata, rettificata ed eventualmente integrata dall’azione di commissioni Covid nate in seno al popolo.

Io stesso ho avuto il piacere e l’onere di partecipare all’“osservatorio sulla commissione”, messo su da Ruggero Di Biagi, e che ha tra i suoi membri persone di elevata caratura come il dr. Alberto Donzelli.

Una delle mie proposte fu quella di far partire l’osservatorio, già mesi fa, benché la commissione non fosse ancora nata e per due motivi che sono esemplificativi di un modo di fare politica.

Il primo è che bisognasse già preparare tutto quanto, dal punto di vista medico, giuridico, politico con le opportune documentazioni “scientifiche”, affinché la commissione possa essere supportata ma anche criticata se non attaccata. Il fine è di dare profondità al lavoro della commissione, dandogli la giusta direzione e il giusto inquadramento del problema (non solo questioni di incapacità politica, corruzione e profitto).

Il secondo è che il popolo non deve aspettare che il potere politico istituzionale faccia cose in sua vece, delegando il potere “demos”-cratico che gli è proprio. Ma deve autorganizzarsi il più possibile per ridurre il più possibile l’intervento dello Stato e fare quelle cose che già esso può fare senza l’ausilio dello Stato.

In questa ottica sbagliate sono le due posizioni che emergono anche in tante altre questioni, e che poi rappresentano i due lati di una stessa medaglia e un modo di ragionare molto comune.

La prima è di aspettare che la commissione faccia da sé, vedendo anche positivamente la sua nascita, ma attendendo che le istituzioni operino da sole, perché sono le uniche deputate ad operare, magari narrando e facendo dibattito informativo intorno ad esse, o peggio ancora limitandosi a fare post su facebook.

Questa è la posizione del politicantismo classico, dell’elettoralismo, di chi intende la politica, anche con le migliori intenzioni, come un organo separato dalla vita concreta.

La seconda è invece dare tutto per già perso, dire che tutto è inutile, perché in fondo i giochi sono già fatti, e anzi la commissione servirà da “gatekeeping” e per dire che “i governi Conte e Draghi hanno fatto tutto correttamente”. E questa è la posizione dell’anti-politica, peggio ancora del qualunquismo, del purismo anti-sistema, o di chi vede nella fuga dal mondo mediante ecovillaggi (new age), catacombe (gli apocalittici cristiani), i “passaggi al bosco” (i neofascisti) la soluzione a tutti i problemi, magari con un sottile senso di superiorità e disprezzo verso il mondo (e quest’ultimo non è affatto una virtù).

Invece, la posizione più saggia è quella mediana, che integri la comprensibile sfiducia verso le istituzioni, e la necessità di rendersi il più possibile “autonomi” con la partecipazione attiva al fatto pubblico e politico.

E quindi che nascano “decine” di commissioni Covid, fatte di medici, scienziati, avvocati, giudici, professori, intellettuali, persone comuni, attivisti sociali e militanti politici, le quali fungano da organi paralleli popolari e dei territori, che rilancino la partecipazione e la responsabilità dei singoli e delle comunità sulla loro vita, e che producano documenti, relazioni ed eventualmente anche “condanne” verso gli artefici colpo di Stato politico “stragista” chiamato pandemia Covid-19.

COMMISSIONE COVID: CHE IL POPOLO PARTECIPI E NON RESTI A GUARDARE!
COMMISSIONE COVID: CHE IL POPOLO PARTECIPI E NON RESTI A GUARDARE!

L’Iran: il grande sconfitto nella guerra dei cercapersone

di Mauro Indelicato

19 Settembre 2024

Le esplosioni a catena tra Libano e Siria non hanno soltanto messo fuori gioco centinaia di combattenti. Occorre infatti anche considerare un effetto collaterale legato alla serie quasi interminabile di deflagrazioni. Un effetto che, molto probabilmente, rappresenta la chiave decisiva per comprendere l’andamento del conflitto nelle prossime settimane. Il riferimento è al morale di chi, almeno in questa fase, sta perdendo il confronto: gli Hezbollah in primis, ma soprattutto l’Iran, il grande sconfitto di questi mesi, impossibilitato al momento a reagire e a ribattere colpo su colpo alle mosse di Israele.

Il contraccolpo psicologico

Il danno prodotto agli avversari da parte dell’intelligence israeliana è pari, se non maggiore, a quello potenzialmente prodotto da un raid dell’aviazione. Lo Stato ebraico ha messo fuori combattimento centinaia di miliziani di Hezbollah senza sparare un colpo, senza far decollare da una delle sue basi i propri aerei militari.

Una situazione del genere, per chi subisce l’azione, a livello psicologico è più che mai deleteria. Vedere i propri miliziani cadere uno dopo l’altro tra le strade di Beirut, mentre sono in fila per la spesa o mentre partecipano a un funerale, per i vertici di Hezbollah vuol dire avere la consapevolezza di una assoluta vulnerabilità. Non c’è infatti combattente della milizia sciita che, ad oggi, può sentirsi al sicuro. Né, tanto meno, possono sentirsi al sicuro complici e alleati.

Oggi chi in Libano, e in parte in Siria, ha dei contatti con il gruppo ha la consapevolezza di essere rintracciabile: se un proprio oggetto elettronico salta in aria, viene resa palese la collaborazione con Hezbollah. E poi, ovviamente, c’è l’elemento della sicurezza: nessuno può dirsi al sicuro e non per dei raid mirati da parte dell’aviazione nemica, bensì perché in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo un qualsiasi oggetto elettronico tra le mani potrebbe saltare in aria.

La consapevolezza del divario tecnologico

C’è poi un altro aspetto da valutare e questo, prima ancora dei vertici di Hezbollah, riguarda l’Iran. La Repubblica Islamica negli ultimi decenni ha dirottato verso la Difesa ingenti quantità di denaro. Gli ayatollah hanno scelto la via del potenziamento militare per tenere alto il confronto con Israele. A Teheran nessuno si è mai illuso di pareggiare il divario tecnologico con Tel Aviv, ma al tempo stesso in pochi avrebbero pensato nel 2024 di assistere a una disfatta dopo l’altra.

Gli investimenti sul nucleare e sulla sicurezza, oggi appaiono superflui alla luce degli ultimi fatti. L’Iran da anni subisce operazioni dell’intelligence dello Stato ebraico nel proprio territorio, non ultimo anche l’azione che ha portato all’uccisione del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, proprio a Teheran. La risposta però è stata piuttosto debole: il raid di aprile ha fatto spendere un miliardo di dollari a Israele per la difesa, ma non ha sortito alcun effetto ed è apparso più che altro dimostrativo.

Dopo la morte di Haniyeh, la dirigenza iraniana ha promesso ritorsioni mai arrivate. E adesso, con lo scoppio in simultanea dei cercapersone degli alleati sciiti in Libano, la Repubblica Islamica può toccare con mano l’enorme divario tecnologico con Israele. Non solo, ma in molti a Teheran iniziano ad avere la sensazione che questo divario sia non solo importante ma addirittura incolmabile.

Tratto da: Inside Over

L’Iran: il grande sconfitto nella guerra dei cercapersone
L’Iran: il grande sconfitto nella guerra dei cercapersone