IL VINCITORE DELL’APOCALISSE

di Mike Plato

Mi pare che tra i capitoli 2 e 3 di apocalisse siano elencati 7 doni a chi vincerà in questo colossale videogame della nostra realtà illusoria…

In sequenza:

Apocalisse 2:7 Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio.

Apocalisse 2,11

Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte.

Apocalisse 2,16

Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve.

Apocalisse 2,26

Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere, darò autorità sopra le nazioni;

Apocalisse 3,5

Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli.

Apocalisse 3,12

Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo.

Apocalisse 3,21

Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono

Strana cosa, il vincitore, nel greco di apocalisse, è reso col termine NIKON, la migliore fotocamera reflex da decadi. È perché? Perché Nikon è il nome indurito di NIHON – GIAPPONE – SOL LEVANTE – ORIENTE ETERNO…

Nel pimandro del corpo ermetico il premio della vittoria iniziatica è il Nous, l’intelletto trascendente.

Noi sappiamo che nella segreta tradizione esoterica GIUDAICO – CRISTIANA il premio Supremo è un nuovo corpo indistruttibile e invincibile, che gli arconti, dotati di imperfetti corpi luminali, non possono più fermare nei sette cancelli. Così va correttamente inteso uno dei sette premi

Apocalisse 2,26

Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere, darò autorità sopra le nazioni

OVVERO SOPRA GLI ARCONTI, chiamati segretamente nazioni nell’antico Testamento

Per questo Paolo dice

Filippesi 3,14

corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo

Ovvero un supercorpo glorioso, quello che Henri Corbin definí CORPO VITTORIALE, che è esclusiva solo dei figli di Dio e non dell’universo ilico.

E per questo è detto da Michea

Michea 2,13

“Chi ha aperto la breccia li precederà; forzeranno e varcheranno la porta e usciranno per essa; marcerà il loro re innanzi a loro e il Signore sarà alla loro testa”.

Sapete chi non crede a tutto ciò? Le moltitudini che in questo gioco persero (perderanno). Mentre chi nel non tempo ha in corpo glorioso, in questo passato inevitabilmente vi crede e lo realizzerà.

IL VINCITORE DELL'APOCALISSE
IL VINCITORE DELL’APOCALISSE

CONSIDERAZIONI SULL’ANARCA DI ERNST JÜNGER SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

di Vincenzo Di Maio

In qualità di ribelle singolo, l’Anarca è un individuo cosciente, consapevole e coerente con le sue idee che nel confronto con i consimili, genera dapprima una visione chiara dei fronti di lotta sociale e poi genera lo spontaneismo radiante verso l’alto verticale e la spontaneità radicale della lotta orizzontale.

Questa alta vibrazione culturale dello spirito di una spontanea volontà di potenza, va a formare una coscienza collettiva che gradualmente sconvolge la società di riferimento, alimentando una nuova forma di Rivoluzione Conservativa Perenne che si rifà alla Tradizione Primordiale, proprio per confrontarsi contro ogni conformazione contemporanea della Devianza Originaria di quel periodo di tempo presente.

Da questa prospettiva integrata l’Anarca diventa il riferimento del vero ribelle che, nella sua purezza, fa dei valori religiosi il substrato valoriale etico, morale e spirituale della sua lotta, quale cardine di riordinamento sociale dei reali rapporti di forza nel mondo visibile, tanto quanto nel mondo invisibile, poiché la conoscenza mistica dell’Anarca gli permette di guardare oltre a il mondo del potere materiale, considerando la realtà totale insieme al mondo del potere spirituale e a il mondo del potere temporale.

Questa visione permette così di inquadrare l’Anarca come la figura del reale protagonista della storia di ogni epoca, destinato alla demolizione di tutto ciò che non è vero e che, in qualità di Visionario Primordiale, mette in essere dal proprio cuore, la vocazione mistica che comanda la propria volontà di potenza, una visione politica perenne propria del PRIMORDIALISMO VISIONARIO – movimento politico internazionale.

CONSIDERAZIONI SULL'ANARCA DI ERNST JÜNGER SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO
CONSIDERAZIONI SULL’ANARCA DI ERNST JÜNGER SECONDO IL PRIMORDIALISMO VISIONARIO

LA SCELTA ULTIMA

a cura di Giuseppe Panettiere

Le ultime parole del famoso satanista Anton Szandor LaVey, fondatore della Chiesa di Satana, sul letto di morte sono state: “Oh mio Dio, Dio mio, cosa ho fatto! Qualcosa non va, qualcosa di molto sbagliato, qualcosa di molto sbagliato! ”

Voltaire, ateo, disse: “Dio e gli uomini mi hanno abbandonato! Andrò all’inferno! Oh Gesù Cristo! ”

David Hume, ateo, ha detto mentre giaceva morente in completa disperazione: “Sono tra le fiamme! ”

Thomas Payne, ateo, disse: “Darei mondi, se li avessi, se “l’età della ragione” non fosse mai stato pubblicato. Oh Signore aiutami! Cristo aiutami! Resta con me! È un inferno sentirsi così soli! ”

Thomas Scott, ateo,disse: “Fino ad ora ho pensato che non c’era né Dio né inferno. Ora so e sento che esistono entrambe le cose e sono condannato alla rovina per il giusto giudizio dell’Onnipotente”.

Aleistair Crowley l’uomo più cattivo d’Inghilterra: “Sono perplesso. satana, vattene da qui! ”

E adesso mi rivolgo a te che stai leggendo questo post:

Se alla fine della tua vita terrena constaterai personalmente che non esiste un Dio, un paradiso, un inferno, non avrai perso nulla, ma se invece ti sarai sbagliato avrai perso la cosa più preziosa che possedevi, e cioè la tua anima.

Decidere dove trascorrere l’eternità è qualcosa di molto serio da prendere giornalmente in considerazione.

Gesù, è l’unica via,vita e la verità da seguire se vorrai assicurarti un’eternità di gioia…

in caso contrario ti aspetta un’eternità da trascorrere tra i tormenti …

Ad ognuno la sua scelta.

LA SCELTA ULTIMA
LA SCELTA ULTIMA

IL BENE IN OGNI COSA

a cura di Giuseppe Aiello

“C’è del bene in ogni cosa (evento positivo o negativo), MA QUESTO VALE SOLO PER IL CREDENTE”

Cosa vuol dire?

(da redazione “AboutIslam”)

Disse il Profeta:

“In verità sono sorprendenti le vicende di un credente! Sono tutte per il suo beneficio. Se gli viene concessa la facilità di vivere, è grato e questo è il meglio per lui.

E se è afflitto da una difficoltà, persevera; e questo è meglio per lui.” (Muslim)

Allah ha decretato che, in questa vita, difficoltà, fallimenti e disastri colpiscano sia i credenti che i non credenti.

Per un non credente, sono inconvenienti che gli impediscono di procedere con il suo normale coinvolgimento nella vita mondana, di realizzare i propri progetti, portandolo alla perdita di autostima o a ritenere irremovibili o irrisolvibili le cause dei suoi mali o dei suoi fallimenti.

Per un credente, invece, sono momenti di prova e di ricordo (dhikr), che da una parte lo stimolano a perseverare cercando nuove vie e soluzioni, dall’altra lo inducono a correggere e migliorare se stesso, e gli promettono grandi ricompense e indicazioni di espiazione e redenzione dei peccati.

“La parabola del credente è quella di una pianta fresca e umida; le folate di vento la inclinano da una parte e dall’altra; e così fa il credente; continua a essere soggetto all’afflizione, ma non si spezza, pazientando e perseverando.

E la parabola di un ipocrita è quella di un cedro saldo; non trema finché all’ennesima e fatale folata non cede improvvisamente, venendo sradicato tutto in una volta.” (Al-Bukhari e Muslim)

IL BENE IN OGNI COSA
IL BENE IN OGNI COSA

SATANA SECONDO LA CHAT GPT

a cura di Alessandro Pancrazi

“Se tu fossi Satana, come faresti perdere la Fede alle Persone?”: la Risposta di ChatGPT diventa Virale

Padre Francisco Javier Bronchalo, sacerdote della diocesi di Getafe, in Spagna, sul suo account X ha scritto: “Ho visto che alcune persone hanno chiesto a ChatGPT: ‘Se tu fossi Satana, come faresti perdere la fede alle persone? Il risultato parla da solo. È chiaro. Lo copio e lo incollo così

“Se fossi Satana e avessi l’obiettivo di far perdere la fede alle persone, molto probabilmente userei tattiche sottili e strategiche, focalizzate sulla semina del dubbio, della disperazione e del disincanto, piuttosto che sull’agire in modo evidente.

Ecco alcune strategie che potresti usare:

1. Promuovere l’Individualismo Estremo: (…)si perderebbe il bisogno di affidarsi a qualcosa di superiore.

2. Sofferenza e Disperazione: Mettere le persone in situazioni in cui si trovano di fronte a sofferenze apparentemente ingiustificate potrebbe portarle a dubitare della bontà o dell’esistenza del divino.

3. Distrazione e Superficialità: (…) affinché non possano avere tempo o interesse nell’esplorare argomenti profondi come la spiritualità o il trascendente.

4. Relativismo Morale: Se tutto è ugualmente valido, allora il senso della fede può essere diluito, rendendo tutto confuso.

5. Scientismo Estremo: (…) eliminando l’idea del trascendente a favore del puramente materiale.

6. Ipocrisia all’interno delle Istituzioni Religiose: Smascherare o addirittura promuovere la corruzione, l’immoralità e gli scandali all’interno delle istituzioni religiose potrebbe far perdere alle persone la fiducia nella fede.

7. Divisione e Conflitto: Incoraggiare l’odio e la divisione, anche tra i credenti, potrebbe portare le persone ad allontanarsi dalla fede

“Questi metodi”, conclude ChatGpt (e chi vuole può sostitire alla Fede altri capisaldi della nostra esistenza e socialità), “sarebbero indiretti e sottili, facendo sembrare l’allontanamento dalla Fede una conseguenza naturale delle circostanze, piuttosto che un’ovvia manipolazione“.

SATANA SECONDO LA CHAT GPT
SATANA SECONDO LA CHAT GPT

ALI IBN ABU TALIB E LA RELAZIONE CON DIO

di Giuseppe Aiello

Secondo l’Imam Ali esistono tre tipi di adorazione, di amore, di fedeltà, nei confronti di Dio:

dello “schiavo”, che ama, crede ed è fedele perché teme la punizione (l’inferno)

– del “mercante”, che ama e crede ed è fedele per ottenere qualcosa in cambio (il paradiso)

– de “l’uomo libero”, che ama, crede ed è fedele per libera volontà e scelta

Così l’amore per una persona: non per timore di restare soli, non per avere amore e altre cose in cambio…l’amore “libero” è il più autentico che ci possa essere.

Si ama per scelta, non per compagnia

ALI IBN ABU TALIB E LA RELAZIONE CON DIO
ALI IBN ABU TALIB E LA RELAZIONE CON DIO

IL MAESTRO E IL DISCEPOLO

di Marco Scarinci

L’autentica relazione Maestro-Discepolo, Guru-Chela, quella che è veramente fonte di progresso spirituale, si può creare ad una sola condizione.

La condizione è che deve esserci un sincero affetto, ovvero Amore, tra loro due. Come al solito, è sempre l’Amore l’ingrediente segreto che attiva veramente il processo spirituale.

Questo vuol dire che non c’è alcuna autentica relazione maestro-discepolo se le vere motivazioni di questa relazione sono diverse, come il denaro, o interessi profani di vario tipo. Peggio di peggio se tale rapporto è inquinato da passioni di bassa natura e proiezioni illusorie varie.

Ovviamente, non si può considerare neanche proprio maestro un insegnante pubblico famoso che non ci conosce personalmente (tipo il Dalai Lama), o qualcuno morto da tempo che non si è mai conosciuto (tipo chi considera Yogananda come proprio maestro); anche in quel caso non ci sarà il rapporto d’Amore di cui sopra.

L’Amore è ciò che richiama la Grazia Divina, che attraversa il Maestro per arrivare al Discepolo e risvegliare la sua mente alla Conoscenza Trascendente. Tale Amore deve essere puro, vivente ed incarnato.

IL MAESTRO E IL DISCEPOLO
IL MAESTRO E IL DISCEPOLO

11 settembre e le implicazioni saudite

a cura della Redazione

11-09-2024

Da un documento di 47 pagine declassificato, emergono una serie di implicazioni dell’Arabia Saudita negli attentati dell’11 Settembre. Dalle informazioni contenute nel documento, a suo tempo predisposto dall’Fbi, si apprende che un operativo di Al-Qaeda, Ghassan al-Shabi, successivamente catturato in Pakistan ed inviato a Guantanamo, era in possesso di un biglietto aereo ritirato in una busta presso l’Ambasciata saudita a Washington. All’uomo, che è andato a scuola di volo insieme ai dirottatori dell’11 Settembre ma non ha partecipato attivamente agli attacchi, la busta con il biglietto è stata trovata al momento dell’arresto insieme ad altri documenti.

Dal dossier dell’Fbi si evincono numerosi collegamenti di personalità saudite con gli attentati che hanno permesso una svolta alla storia del mondo:

  • Abdullah bin Laden, fratellastro di Osama, era stato assegnato all’Ambasciata saudita di Washington come funzionario;
  • Hamad Alotaibi, assegnato alla missione militare saudita presso l’Ambasciata di Washington, è stato visitato da un dirottatore dell’11 Settembre;
  • Mohammed Fakihi, diplomatico saudita presso l’Ambasciata di Berlino: il suo biglietto da visita è stato trovato indosso a un complice dei dirottatori;
  • Mohammed Al-Qudhaeein e Hamdan Al-Shalawi, due studenti sauditi sospettati d’aver partecipato ad una prova degli attentati dell’11 Settembre, con un volo nel 1999. I due studenti hanno dichiarato che erano stati invitati a partecipare ad una festa presso l’Ambasciata saudita di Washington, che aveva pagato il loro biglietto.

Rapporto della Commissione 11 Settembre

Il documento declassificato è al centro dell’attenzione del Congresso Usa; i congressisti stanno esercitando forti pressioni perché si declassifichino le restanti 28 pagine del Rapporto della Commissione 11 Settembre, in cui probabilmente sono dettagliate le connessioni fra personalità saudite e la cospirazione alla base degli attentati.

Il regime saudita, dinanzi alla prospettiva d’essere trascinato in giudizio, ha minacciato di liquidare le centinaia di miliardi di titoli di Stato americani se la legge dovesse passare. Al momento probabilmente un bluff, perché la svendita dei titoli risulterebbe disastrosa non solo per il Tesoro Usa, ma soprattutto per la corte saudita che attraversa una situazione finanziaria critica a seguito del crollo delle quotazioni del petrolio e delle enormi spese fuori controllo che continua a sostenere.

Non è tuttavia escluso che con la pubblicazione delle 28 pagine secretate, possano essere rese pubbliche quelle complicità che hanno permesso un’era di politiche scellerate. Una simile eventualità potrebbe segnare l’occasione per una definitiva frattura fra i vecchi interessi Usa, ormai troppo scomodi, e i nuovi, lasciando la casa reale saudita sempre più isolata.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

11 settembre e le implicazioni saudite
11 settembre e le implicazioni saudite

I CASTELLI INTERIORI

a cura di Giuseppe Aiello

(Abu Hasan al-Nuri e Teresa d’Avila)

Luce López-Baralt, discepola del grande islamologo Asin Palacios, ha scoperto e tradotto dall’arabo il testo del mistico sufi del IX secolo Abu-l-Hasan al-Nuri di Baghdad intitolato “Maqamat al-qulub” (Dimore dei cuori), dove possiamo leggere in uno dei suoi capitoli:

“Devi sapere che Dio ha creato nel cuore del credente sette castelli con recinzioni e mura intorno. Ordinò al credente di rimanere dentro questi castelli, mentre permise a Satana di rimanere fuori, da dove [questi] lo chiama e gli abbaia come un cane.

Il primo castello recintato è di corindone, ed è la conoscenza mistica di Dio;

intorno a esso c’è un castello d’oro, che è la fede in Dio;

intorno a esso c’è un castello d’argento, che è la purezza dell’intenzione nei detti e nella azione;

e intorno a esso c’è un castello di ferro, che è la conformità con il divino beneplacito;

e intorno a esso c’è un castello di bronzo, che è l’esecuzione delle prescrizioni di Dio;

e intorno a esso c’è un castello di allume, che è l’adempimento di i comandamenti di Dio positivi e negativi;

e intorno a esso c’è un castello di fango cotto, che è l’educazione dell’anima sensitiva in ogni azione… “

Le diverse mura del castello simboleggiano gli ostacoli (tentazioni, prove… ) di cui l’anima deve spogliarsi in un processo di purificazione attraverso vari livelli, il cui scopo sarà “estinzione” nella Divinità.

Curiosamente, Il castello interiore (In spagnolo El Castillo Interior) è anche un libro di santa Teresa d’Avila, scritto nel 1577.

La santa utilizza l’allegoria dell’anima come un castello fatto anch’esso di sette dimore.

Il castello interiore descrive quindi un viaggio spirituale, il cui scopo è l’unione d’amore con Dio.

I CASTELLI INTERIORI
I CASTELLI INTERIORI