Salvini: “Sento Meloni ma priorità gli stipendi non lo Ius scholae”

a cura della Redazione

Procaccini: “Non è giusto che il Parlamento si occupi di cittadinanza”

Proseguono le schermaglie in maggioranza sulla legge di cittadinanza.

Al muro della Lega sullo Ius Scholae, si aggiunge quello alzato da Fratelli d’Italia. Al Meeting di Rimini, il presidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini ribadisce la linea di Giorgia Meloni, già filtrata da Palazzo Chigi: modificare la legge non è la priorità, le cose da fare sono altre. Poi, è lo stesso leader della Lega a voler cementare la barriera, nel tentativo di spegnere e isolare gli entusiasmi degli azzurri.

“Sto messaggiando con Meloni anche nelle ultime ore, – rivela Matteo Salvini – il momento è complicato: il nostro obiettivo non è lo Ius Soli, ma stipendi e pensioni”. Dichiarazione in cui molti leggono un’intesa ritrovata tra Fratelli d’Italia e Lega al fine di ridimensionare una volta per tutte la spinta di Antonio Tajani sui diritti. Strattone che in Forza Italia finisce per creare mal di pancia e divisioni interne proprio sul cavallo di battaglia che nelle ultime settimane ha creato non poche tensioni alla maggioranza. Tra gli stand della Fiera di Rimini, è Procaccini a riaffermare la posizione espressa già dal ministro di FdI Francesco Lollobrigida: “una legge sulla cittadinanza c’è già”.

Fino ai giorni scorsi, FdI aveva sottolineato come lo Ius Scholae non fosse nel programma di governo. Il presidente del gruppo Ecr, però, fa un passo in più. “Non credo che sia giusto per il Parlamento – rilancia – occuparsi di un tema come la cittadinanza, perché credo che il Parlamento sia impegnato nella realizzazione di un programma elettorale”. Insomma, nell’esecutivo, così come nelle Aule parlamentari, FdI sembra lasciare pochi spazi. “Lavoro, economia, abbattimento del cuneo fiscale, natalità sono le priorità chieste dagli italiani”, aggiunge Procaccini. Conferma il capogruppo alla Camera di FdI Tommaso Foti: “ai nastri di partenza, dopo la pausa estiva, due disegni di legge del governo, sicurezza e lavoro”.

Poco dopo, Salvini dice di aver parlato di priorità con la stessa premier: “l’obiettivo è alzare gli stipendi, il mio è cancellare la legge Fornero”. Il segretario di via Bellerio non rinuncia a quella che ai più suona come una provocazione. “Legge che funziona non si cambia, – dichiara – il problema semmai sarà togliere la cittadinanza a qualcuno che l’ha presa e va in giro per l’Italia a fare casino”. Dopo giorni di scontro aperto tra Lega e FI, Salvini torna a punzecchiare gli alleati. Lo Ius scholae “è una priorità per la sinistra ma non lo è né per la Lega, né per il governo, né per il centrodestra”, spiega, e “sarebbe delittuoso lasciare spazio alla sinistra”. A lanciare l’allerta ci aveva già pensato il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo, invitando FI a non offrire “sponde” alla sinistra con il rischio di indebolire il governo. Con una manovra difficile alle porte – ragionano fonti di maggioranza – si va assottigliando lo spazio dei partiti per piantare le bandierine e così ciascuno prova a segnare punti, marcando identità forti. La bandiera dello Ius Scholae, issata da Antonio Tajani e sventolata a Rimini, però, ha finito per creare divisioni interne agli stessi azzurri. Da una parte, la vicesegretaria Deborah Bergamini invita gli alleati a non chiudersi nel dogmatismo e a condividere “svolte liberali”. “Non è che alcuni dettano l’agenda e altri scrivono, la polifonia delle voci allunga il campo”, aggiunge Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato.

Dall’altra parte, però, iniziano a manifestarsi malumori. Licia Ronzulli frena lo Ius Scholae, nel merito e nel metodo. Spiega che le priorità sono altre. Citando Berlusconi, afferma che una legge sulla cittadinanza non premia al livello elettorale. E invita a un dibattito interno e non sui giornali. Ascoltando fonti parlamentari, Fi sarà chiamata a superare le sue divisioni a settembre. Quando lavorerà a una proposta sullo Ius Scholae che presenterà in Parlamento. Alcuni, però, di fronte alle chiusure degli alleati, non immaginano una vita lunga per la pdl azzurra. Mentre Enrico Costa, di Azione, ipotizza una prima discussione sul tema già nel contesto del ddl Sicurezza. Mentre si attende la mozione firmata Pd. +Europa, intanto, prepara il quesito referendario.

Tratto da: ANSA

Salvini: "Sento Meloni ma priorità gli stipendi non lo Ius scholae"
Salvini: “Sento Meloni ma priorità gli stipendi non lo Ius scholae”

TRUMP E LA GRANDE ALLEANZA DEMOCRATICA

di Roberto Siconolfi

Con la rinuncia di Robert F. Kennedy Jr. alla corsa per la presidenza, e l’endorsement dello stesso alla candidatura di Trump, negli USA si realizza una grande alleanza democratica, nel senso proprio etimologico del termine di “potere del demos”, che va oltre la comunque faziosa categoria di “conservatorismo populista”, o ancor di più di “Alt right” (la destra radicale americana), incarnata dal trumpismo.

In questo modo The Donald, come aveva detto nel comizio post-attentato, “unisce gli americani”, e fa bene!

Il Partito Democratico, a detta dello stesso Kennedy, è il partito della guerra, contrario alle libertà, e minaccia per tutti i figli d’America.

Al di là di quanto dicano i suoi fratelli, che in comunicato lo hanno accusato di non essere degno erede della dinastia, è invece proprio lui il vero erede del patriottismo di J.F. e Bob Kennedy, come già aveva dimostrato battendosi contro le falsità della grande operazione politico-sanitaria di massa denominata Covid-19, e probabilmente avrà un ruolo nella probabile amministrazione Trump.

Gli altri fratelli, invece, si accodano alla fine ingloriosa di quello che è stato comunque un grande partito della tradizione politica americana.

Il Partito Democratico è ora il partito della guerra, della finanza speculativa, degli attacchi continui alle libertà di ogni genere, delle follie ridicole del Gender, delle fesserie scientiste.

È bene che tanti elettori democratici in buona fede si ravvedano e votino per Trump!

Ed è bene che un’alleanza simile, democratica, che riunisca le forze sovraniste di destra e sinistra, e che va da Orbàn a Fico, passando per Le Pen, Vannacci e Wagenknecht venga realizzata anche in Europa.

Un grande comitato di liberazione dei popoli europei dalla tirannide europeista e globalista!

TRUMP E LA GRANDE ALLEANZA DEMOCRATICA
TRUMP E LA GRANDE ALLEANZA DEMOCRATICA

IL VERO MATRIMONIO: L’UNIONE FRA SPIRITO E MATERIA

a cura di Fratellanza Bianca

Il matrimonio, il vero matrimonio, come i più grandi Iniziati lo hanno sempre compreso, è l’unione dei due principi, maschile e femminile, lo spirito e la materia, è un lavoro dello spirito sulla materia per far nascere una vita perfetta. La materia è opaca, inerte, senza forma, e lo spirito va verso di essa per renderla viva, luminosa, espressiva. Lo spirito, invece, è talmente sottile e inafferrabile che ha bisogno di trovare una materia per concretizzarsi e condensarsi. Quando lo spirito è riuscito a rendere la materia più sottile, e quando la materia è riuscita a condensare lo spirito, essi realizzano un’unità, una fusione straordinaria, ed è questo il vero matrimonio.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

IL VERO MATRIMONIO: L'UNIONE FRA SPIRITO E MATERIA
IL VERO MATRIMONIO: L’UNIONE FRA SPIRITO E MATERIA

CAMBIARE LA TRAMA DELL’ANIMA

di Luciana Zillio

“Bandite assolutamente dalla vostra mente, per qualsiasi ragione, tutti i pensieri di pessimismo, rabbia, rancore, odio, noia, tristezza, vendetta e povertà. Fuggire come la peste ogni occasione di trattare con persone maldicenti, viziose, vili, mormoratori, pigre, pettegole, vanitose o volgari e inferiori per naturali limiti di comprensione o per argomenti sensuali che costituiscono la base dei loro discorsi o occupazioni. L’osservanza di questa regola è di decisiva importanza: si tratta di cambiare la trama spirituale della vostra anima. E’ l’unico modo per cambiare il vostro destino, perché questo dipende dalle nostre azioni e dai nostri pensieri. Il caso non esiste.”

Paracelso

CAMBIARE LA TRAMA DELL'ANIMA
CAMBIARE LA TRAMA DELL’ANIMA

LO STUDIO DELL’ALDILA’

a cura di Fratellanza Bianca

“Chi si accosta alla Scienza iniziatica è obbligato a studiare la questione dell’aldilà. Ciò ha inizio con la conoscenza delle relazioni esistenti fra l’uomo e l’universo. Come l’universo, anche l’uomo è composto da varie regioni, ossia i suoi vari corpi – fisico, astrale, mentale, causale, buddhico e atmico –, tramite i quali è in relazione con tutte le regioni dello spazio. A seconda della natura dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, dei suoi desideri e delle sue azioni, egli entra in contatto con il mondo della luce o con quello delle tenebre. Alla sua morte, l’uomo abbandona solo il suo corpo fisico. Se durante la sua esistenza si è sforzato di dominare le manifestazioni della sua natura inferiore, ha purificato il proprio corpo astrale e il proprio corpo mentale, e, per la legge dell’affinità, si dirige verso i piani astrale e mentale superiori, che sono mondi di bellezza e di gioia. Altrimenti viene trascinato verso l’astrale e il mentale inferiori, dove soffrirà. Prima di essere regioni dello spazio in cui l’uomo andrà a soffrire o a gioire dopo la sua morte, quelle che i cristiani hanno chiamato Inferno e Paradiso sono per prima cosa regioni che esistono in lui. Esse fanno parte di lui, ed egli non può evitarle.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

LO STUDIO DELL'ALDILA'
LO STUDIO DELL’ALDILA’

LA REGALITA’ COME DOMINIO SU DI SE’

a cura di Fratellanza Bianca

La regalità è legata all’idea di padronanza di sé. Un re che domina gli altri e non riesce a dominare se stesso non è un re, ma uno schiavo. Il vero re è colui che sa essere padrone di se stesso. Quando il discepolo si pone come ideale quello di sfuggire al dominio delle sue tendenze egoistiche e di controllare e orientare i suoi pensieri e i suoi sentimenti, egli è sulla via della regalità. A quel punto gli spiriti della natura s’inchinano al suo passaggio e sussurrano tra loro: «Ecco che si avvicina un re…» e gli fanno festa, si affollano intorno a lui, ed egli è tutto felice. Sì, perché dal suo sangue regale emana un fluido di grande purezza, impregnato di un influsso curativo, rasserenante, come una sorgente divina che scorre e vivifica tutti gli esseri attorno a sé.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

LA REGALITA' COME DOMINIO SU DI SE'
LA REGALITA’ COME DOMINIO SU DI SE’