“Il Kali Yuga, o Età Oscura, è il periodo storico in cui, secondo l’Induismo, stiamo vivendo attualmente.
Dal punto di vista spirituale è il più decadente di tutto il Ciclo Cosmico e nel quale domina il materialismo e l’ignoranza.
In uno dei testi sacri più antichi dell’Induismo, chiamato Vishnu Purāna, viene descritta la vita degli Esseri Umani durante l’Età Oscura con dei dettagli che sembrano proprio descrivere la nostra realtà:
“Coloro che posseggono abbandoneranno agricoltura e commercio e trarranno da vivere passando a servi o esercitando professioni meccaniche”
“I capi, invece di proteggere i loro sudditi, li spoglieranno e sotto pretesti fiscali ruberanno le proprietà alla casta dei mercanti”
“Solo i beni conferiranno il rango”.
“Solo movente della devozione sarà la salute fisica”.
“Solo legame fra i sessi sarà il piacere”.
“Sola via di successo nelle competizioni la falsità”.
“La terra sarà apprezzata solo per i suoi tesori minerali”.
“Le vesti sacerdotali faranno le veci della qualità del sacerdote”.
“Deviati da empi, gli uomini chiederanno: Che autorità hanno i testi tradizionali? Che sono questi dèi, che è la superumanità spirituale?”
“I matrimoni di questa età cesseranno di essere un rito e le norme che legano un discepolo ad un maestro spirituale non avranno più forza”.
“Chi distribuirà più denaro dominerà gli uomini”.
“Gli uomini concentreranno il loro interesse sull’acquisizione, anche se disonesta, della ricchezza”.
“Si penserà che chiunque per qualunque via possa raggiungere lo stato del rigenerato”
“Ogni specie d’uomo si immaginerà di essere pari ad un brahamana”.
“La gente avrà quanto mai terrore della morte e paventerà l’indigenza: solo per questo conserverà un’apparenza di cielo”.
Vishnu Purāna – Come riportato da Julius Evola in “Rivolta contro il Mondo Moderno”, ed. Mediterranee, Roma, 1968
Ci sono persone che scambiano il percorso spirituale con il fare una crociata, di solito solo a parole, contro tutto ciò che non rientra nella loro idea di Tradizione, Spiritualità o Esoterismo. Nel fare ciò essi confondono la propria sensibilità personale con la verità. Non capiscono infatti che ci sono o ci possono essere vie, pratiche e tradizioni, anche molto valide per certi tipi di individui, lontane, magari anche opposte, alla propria sensibilità personale e individuale; lontane dall’idea che ci si è fatti fino ad ora di spiritualita’.
Non comprendono che lo Spirito Divino soffia dove vuole, e non si fa certo imbrigliare dai loro limitati pregiudizi. Passano le loro giornate giudicando e condannando il mondo da una tastiera, manco fossero il Padre Eterno sceso in Terra.
Queste persone godono nel diffamare gli altri a livello personale, ma sono talmente vili che si spingono a fare ciò solo con chi è già morto, con chi è molto lontano e non conoscerà mai le loro diffamazioni,.o contro quei poveracci che presumibilmente non hanno mai avuto un avvocato e non si difenderanno; non lo faranno con chi si potrà difendere per vie legali.
Tali persone vomitano. Vomitano tanto e di continuo. Vomitano ciò che hanno dentro, non accorgendosi quindi che le loro critiche sono il prodotto delle loro proiezioni mentali. Vedono nel mondo ciò che in realtà loro stessi sono, ma nascondono a se stessi. E spesso la loro bruttezza interiore si riflette in quella esteriore.
Così facendo, quel briciolo di verità che tali persone hanno forse colto nel loro percorso – piu’ per grazia delle buone tradizioni che hanno approfondito che per meriti propri – viene offuscato, sporcato e inquinato dal loro modus operandi. Viene volgarizzato, e questa volgarità è il segno evidente della loro involuzione.
Non si può dialogare con queste persone, a meno che non vogliate ovviamente dirgli quello che vogliono sentirsi dire, dando conferma al loro essere corrotto. Non si può dialogare con esse perché la loro è una malattia, e le malattie non si risolvono solitamente a parole (se non, forse, dopo molte sedute di psicoterapia, che però bisognerebbe avere la volontà di fare). In molti casi, onestamente, più che di parole o di argomentazioni razionali tali persone avrebbero bisogno di esorcismi, essendo alcuni di loro in realtà mossi da spiriti di bassissimo livello senza rendersene conto.
L’importanza della parola, il potere della parola è qualcosa di molto impattante, e qualcosa che spesso sfugge alla coscienza individuale. Le parole hanno il potere di creare mondi diversi e variegati, hanno il potere di condurci in dimensioni di realtà che sono per lo più di natura psichica, ma non per questo non altrettanto reali. Ogni professione esprime le sue parole, parole relative al mondo di cui ci si occupa. Un consulente finanziario esprime parole e suggestioni diverse da un architetto, da un avvocato, da un amante di musica lirica e così via. Le parole usate, descrivono una realtà, un mondo, ma non sono quella realtà quel mondo che non si esaurisce certamente con la sua descrizione. Se non esistesse un nome deputato a descrivere un concetto, quel concetto non si potrebbe trasferire, non si può parlare di qualcosa che è senza un nome. All’inizio fu il “Verbo”, scrivono i Vangeli, in Genesi per prima cosa l’uomo ha il compito di dare il nome ad animali e cose, esprimendo così la capacità creativa, caratteristica che lo accomuna alla divinità. Le parole sono importanti, ci si ricorderà di una gag di Nanni Moretti che schiaffeggiava chi non le usava correttamente, alterando il loro significato e la loro forza di impatto. Più parole si conoscono, più realtà e più mondi si possono comprendere ed esprimere, più parole si padroneggiano, più si può esprimere quella capacità creativa che ci appartiene, in quanto uomini. Oggi, in piena “cancel culture”, le parole vengono usate come armi, quelle scomode vengono messe da parte e messe all’indice. Ogni regime ha bruciato i libri scomodi, ha costruito un mondo di parole nuove che sono state funzionali a propagandare un’idea di mondo nuovo, un mondo che, guarda caso, è sempre migliore del precedente, fino a quando non si dissolve, come è sempre successo. Il mito è una forma di linguaggio, che esprime mondi fantastici ma non per questo inesistenti, perché il mito è capace di esprimere realtà che non si possono comunicare in altri modi. Leggere allarga l’orizzonte lessicale, insegna parole nuove, che esprimono realtà e mondi che portano oltre l’orizzonte di chi legge, mondi che ci appartengono ma che magari non riuscivamo ad esternare. Attualmente stiamo assistendo a una sostituzione di molti dei termini che ci hanno accompagnato finora. Certi termini sono out, non si possono più utilizzare, (non li scrivo perché l’algoritmo di Facebook potrebbe segnalarli, il che da l’idea di come le grandi corporazioni siano parte attiva in questo processo di revisione), certi altri vengono cambiati perché non sono “inclusivi”, oppure sarebbero discriminanti, (tipo l’idea di mettere un simbolo neutro alla fine delle parole, per togliere il genere maschile o femminile da queste ultime), altre parole vengono utilizzate impropriamente. La carne sintetica non è carne, ma viene chiamata carne, un termine che ci tranquillizza, le guerre vengono chiamate missioni di pace, un prodotto medico sperimentale viene chiamato con il nome più conosciuto e accettato di vaccino, per nasconderne le criticità. Nomi che conosciamo, che ci tranquillizzano, ma che non esauriscono da soli quello che vogliono indicare. Il racconto della realtà televisivo, ci fa dimenticare che quel racconto non è la realtà. Oggi siamo sommersi dalle parole, gran parte delle quali svuotate dal loro significato e dal loro impatto emotivo, c’è un eccesso di parole, molte volte tutte uguali, parole che non incidono, parole senza apparente effetto, ma che in realtà continuano ad avere un forte impatto nella psiche umana, (è attraverso le parole che ascoltiamo che ci formiamo idee ed opinioni). Le parole sono più importanti di quello che crediamo, imparare a conoscerle significa dominarle, significa imparare a non essere preda di qualsiasi bravo parlatore che, molto spesso, è uno dei tanti venditori di fumo che oggi più che mai, pullulano dovunque. Le parole sono importanti, talmente importanti che a livello Spirituale è fondamentale prestare attenzione a ciò che esprimiamo e come lo esprimiamo e questo atteggiamento, questa disciplina non è un qualcosa da poco e senza effetti reali. Sono solo parole, è l’affermazione di qualcuno che ne ignora il potere e che ignora anche la sua capacità personale di poter creare attraverso il linguaggio e l’azione conseguente. Le parole vibrano, le parole non sono solo “semplici” parole senza conseguenze reali…
Qualche considerazione ‘esoterica’ sul Genius Seculi, sullo spirito del Tempo…
A differenza di quello che certi fanatici e limitati possano credere, anche i Gentili Dharmici hanno ben presente certi meccanismi della Fine del Ciclo presente e quali aspetti possano manifestarsi. Il Rovesciamento di ogni Virtu’ Solare e Verticale e’ stata prevista da tanti Sophi della Tradizione Italica, Romana ed Ellenica. E certi ‘Segni dei Tempi’ sono presenti agli occhi sia dei seguaci del Cristianesimo che pero’ siano dotati di sincera devozione e verticalita’ verso l’Uno, tale da superare le forme, sia gli appartenenti ad OGNI Tradizione spirituale che abbracci la Filosofia, la Sapienza e non rinneghino la Logica a favore del Fanatismo, dell’Errore, o dell’Eccesso.
Allora esaminiamo cosa siano le Virtu’ dei Gentili e come un Divo, un In-Diato le possegga e le eserciti come da Sapienza Platonica e Pitagorica :
I dettami pitagorici e le concezioni classiche della virtù enfatizzano un approccio olistico alla perfezione umana, combinando l’eccellenza morale, intellettuale e fisica. Pitagora, filosofo e matematico greco del VI secolo a.C., e la tradizione classica più ampia, vedevano l’uomo virtuoso come colui che aspira all’armonia dell’anima e del corpo, vivendo in accordo con l’ordine cosmico. Ecco alcune caratteristiche e virtù chiave secondo questi principi:
1. Armonia
Equilibrio fra Corpo e Anima: Un uomo deve coltivare sia la forza fisica che la saggezza spirituale e intellettuale, cercando un equilibrio che rispecchi l’armonia dell’universo.
2. Moderazione (Sofrosine)
Autocontrollo: La capacità di controllare i propri desideri e impulsi, vivendo una vita moderata e evitando gli eccessi in tutte le cose.
Semplicità di Vita: Preferire uno stile di vita semplice che rifugge il superfluo, promuovendo la salute fisica e la chiarezza mentale.
3. Giustizia (Dikaiosyne)
Equità e Onestà: Agire sempre con integrità, trattando gli altri con equità e rispettando le leggi dell’uomo e della natura.
4. Coraggio (Andreia)
Fermezza e Resistenza: Affrontare le avversità con coraggio, mantenendo la propria postura etica e fisica anche di fronte alle sfide.
5. Saggezza (Sophia)
Conoscenza e Apprendimento: Un impegno costante verso l’apprendimento e la comprensione, cercando di acquisire saggezza attraverso lo studio, la contemplazione e l’esperienza.
Introspezione: La pratica di esaminare se stessi per comprendere le proprie motivazioni e correggere gli errori.
6. Purezza
Purificazione del Corpo e dell’Anima: Mantenere la purezza attraverso diete, esercizi fisici e pratiche spirituali che purificano il corpo e lo spirito.
7. Armonia con l’Universo
Vivere in Accord con la Natura: Riconoscere e rispettare i ritmi e le leggi naturali, vivendo in modo che le proprie azioni siano in armonia con l’universo.
8. Amicizia e Comunità (Philia)
Solidarietà e Supporto Reciproco: Coltivare relazioni basate sull’uguaglianza, il sostegno reciproco e la condivisione degli ideali spirituali e intellettuali.
Queste virtù riflettono un ideale di eccellenza umana che integra l’aspetto fisico, mentale e spirituale, ponendo le basi per un’esistenza equilibrata e armoniosa in accordo con l’ordine naturale e cosmico.
Ora guardiamo le Anti-Virtu’ dell’Anticristo. ‘Rovesciamo la Piramide’ ed elenchiamo le caratteristiche del “signore delle tenebre”
Vediamo come queste virtù possono essere trasformate in loro contrari, evidenziando la loro presenza nel contesto moderno.
1. Disarmonia
Squilibrio fra Corpo e Anima: Esaltazione dell’immagine esteriore a scapito dello sviluppo interiore e spirituale. Nella società dell’immagine, l’apparenza fisica e la presentazione superficiale spesso hanno la precedenza sull’integrità morale e intellettuale.
2. Eccesso (Akrasia)
Manca di Autocontrollo: La cultura del consumismo e dell’eccesso incoraggia la gratificazione immediata dei desideri, spesso a detrimento della salute e del benessere a lungo termine.
Complessità e Spreco: La ricerca continua di nuovi acquisti e esperienze, alimentata dalle tendenze degli influencer, promuove uno stile di vita basato sul superfluo e sullo spreco.
3. Ingiustizia (Adikia)
Disonestà e Inganno: Nell’era digitale, la manipolazione delle informazioni e l’ostentazione possono portare a comportamenti ingannevoli, dove la verità è spesso sacrificata per l’immagine o il guadagno personale.
4. Codardia
Evitamento delle Sfide: La tendenza a evitare le difficoltà o a cedere facilmente di fronte agli ostacoli, preferendo la comodità alla crescita personale.
5. Ignoranza (Amathia)
Superficialità nel Sapere: L’accento sulla quantità piuttosto che sulla qualità dell’informazione porta a una comprensione superficiale del mondo, con poco interesse per la saggezza profonda o l’apprendimento significativo.
Mancanza di Introspezione: La costante distrazione dei media digitali e la cultura del narcisismo ostacolano l’autoriflessione e la crescita personale.
6. Impurità
Trascuratezza del Corpo e dello Spirito: La negligenza delle pratiche che mantengono la salute fisica e spirituale, sostituite dall’indulgenza in comportamenti dannosi o distrattivi.
7. Disarmonia con l’Universo
Disconnessione dalla Natura: Un’esistenza distaccata dal mondo naturale e dai suoi cicli, con una vita sempre più mediata dalla tecnologia, che porta a ignorare l’impatto delle proprie azioni sull’ambiente.
8. Egoismo e Isolamento
Privilegiare il Sé sopra la Comunità: La cultura dell’auto-promozione e del personal branding incentiva a mettere i propri interessi davanti al bene comune, erodendo il senso di solidarietà e supporto reciproco.
Nell’epoca contemporanea, la cultura dell’esteriorità, dell’immagine e dell’inganno si è profondamente radicata nei tessuti sociali e politici, diventando caratteristiche sempre più dominanti tra politici moderni, influencer e le nuove figure del supermagnate, ricchi oltre ogni misura. Queste personalità, attraverso l’uso strategico dei media e delle piattaforme digitali, hanno perfezionato l’arte della presentazione di sé, elevando l’immagine pubblica e la percezione esteriore sopra ogni altra qualità intrinseca o valore sostanziale. La priorità data all’apparenza rispetto alla sostanza ha portato a una dilagante cultura dell’inganno, dove la narrazione costruita e curata con cura spesso maschera le reali intenzioni, le azioni e le capacità.
I politici moderni, sfruttando questa tendenza, hanno trasformato la politica in uno spettacolo di immagini, dove le campagne si basano più sulle apparenze che sulle politiche concrete, e l’abilità di presentarsi in modo favorevole nei media diventa più importante del servizio pubblico o dell’efficacia amministrativa. Allo stesso modo, gli influencer, tramite i social media, promuovono stili di vita inarrivabili e idealizzati, spesso distanti dalla realtà quotidiana della maggior parte delle persone, esacerbando le insicurezze e influenzando i consumi in modo superficiale e non autentico.
Le nuove figure di supermagnati, ricchi oltre ogni misura, incarnano un potere che un tempo era dominio esclusivo degli stati. La loro influenza si estende ben oltre l’economia, plasmando la politica, la cultura e persino il futuro dell’umanità attraverso tecnologie rivoluzionarie e iniziative di grande impatto. Questi individui, elevati a condottieri del futuro, detengono la capacità di guidare il corso dello sviluppo umano, ma non sempre questa guida è orientata verso il bene comune o è trasparente nelle sue motivazioni e metodi.
ATTENZIONE AL VERO SENSO DEL 666, ALLA FACCIA DELLE SCEMPIAGGINI COMPLOTTISTE
Nel contesto Romano, 666, espresso come DCLXVI, rappresenta un’unione unica di tutti i simboli numerici romani utilizzati in sequenza decrescente, senza ripetizioni. Questo aspetto enfatizza l’idea della totalità o della pienezza in un contesto orizzontale, ossia terreno e materiale, piuttosto che in uno spirituale o verticale.
La doppia interpretazione di 666 come un numero solare deriva dalle sue associazioni con il ciclo completo, la totalità e l’universalità, caratteristiche spesso attribuite al Sole per il suo ruolo centrale nella vita sulla Terra. Il Sole, nella mitologia e nell’astrologia, rappresenta la forza, l’energia vitale, la sovranità e la pienezza.
Nel contesto della “Sapienza Gentile” o della tradizione esoterica, i numeri 1, 3, 7, 10 e 12 sono considerati simboli di completezza, perfezione e ordine cosmico, rappresentando rispettivamente il ciclo planetario (7 pianeti tradizionali), la totalità (10 in numerologia è spesso visto come il ritorno all’unità dopo il compimento di un ciclo completo, 1+0=1) e l’ordine cosmico perfetto (12 segni zodiacali). Questi numeri simboleggiano l’ascesa spirituale o la ricerca della completezza in un contesto verticale, che collega il terreno con il divino.
L’interpretazione di 666 come simbolo di una forza totalizzante ma intrappolata nell’ambito orizzontale potrebbe quindi essere vista come un monito contro l’aspirazione al potere e al controllo materiali senza la guida dei principi spirituali o morali superiori. Una perfetta descrizione dell’Asura KAL del Sanatana Dharma, da cui Kal(i) Yuga. In questa luce, 666 diventa un simbolo di avvertimento sull’eccesso e la corruzione che può derivare dall’ignorare l’equilibrio e l’armonia tra il mondo materiale e quello spirituale.
La nozione di 666 che rimane confinata all’ambito orizzontale sottolinea l’importanza della ricerca di un equilibrio e di una trascendenza che non si limitino solo alla realtà fisica e materiale, ma che aspirino anche alla crescita spirituale e all’illuminazione, al fine di raggiungere una vera pienezza e completezza dell’Essere.
Nel contesto Alchimico, la Trasmutazione non è solo la conversione dei ‘metalli vili’ in Oro, ma anche la trasformazione dell’Essere Umano. Il 666, come numero d’Uomo, Simbolo della Massima Potenza in Materia, può essere “verticalizzato” attraverso un processo interiore di Purificazione e illuminazione, che trasforma l’individuo da uno stato di coscienza basso a UNO più elevato, simboleggiato dal Sole (Oro Alchemico).
“Vigila Marte!” risuona come un antico monito, un richiamo alla prudenza e alla vigilanza in un’epoca in cui le tradizioni dell’umanità convergono nel delineare un momento critico per l’esistenza umana. In questa congiuntura, davanti all’umanità si apre un bivio, una prova di inganno tessuta dalle Forze Contrarie all’elevazione dell’essere umano verso le Altezze Olimpiche, un cammino intriso di falsità e distrazione dal vero scopo dell’esistenza.
“Ecco, l’arduo cammino dell’ingegno, ove chi di saggezza è dotato sveli il velo di quello che l’uomo diventa quando alla cima del potere giunge, dimentico dello Spirito, smarrito dall’Anima, troncato il Sacro Legame con gli Antenati e la Tradizione. Tale è il calco dell’uomo, seicentosessanta sei, cifra di chi, abbracciando l’adharma, si FERMA e conduce verso l’oblìo di ogni luce terrena.”
Questo invito al risveglio, “Vigila Marte!”, non è soltanto una chiamata alle armi nel senso tradizionale, ma un appello a riscoprire e rivendicare la connessione profonda con lo spirito, gli antenati e l’universo. La massima espressione di forza tecnologica e militare, se priva della guida dello spirito, diventa il veicolo attraverso cui l’umanità può precipitare nella notte più oscura, perdendo il contatto con la propria essenza divina e con le radici profonde che la nutrono.
La vera sfida per l’umanità, nel cuore di questa era critica, è di avanzare nella scienza e nella tecnologia senza perdere di vista la coscienza spirituale, ricercando un progresso che sia in armonia con la vita e lo spirito del pianeta. Non il saccheggio della Terra, ma la riconnessione con l’armonia universale dovrebbe guidare il nostro cammino verso il futuro, in modo che la tecnologia serva come ponte verso la riscoperta delle verità ancestrali e la celebrazione della vita in tutte le sue forme.
Channel 14 ha notato che molti ufficiali israeliani si sono dimessi, sottolineando che le dimissioni riflettono uno stato di disturbo all’interno dell’esercito, derivante dalle proteste degli ufficiali israeliani riguardo a questioni operative e personali.
Secondo il canale israeliano, tra i dimessi ci sono il secondo uomo della squadra di Hagari, il colonnello Butbul, il colonnello Moran Katz, ed il portavoce internazionale dell’occupazione militare israeliana, il tenente Richard Hecht.
Il canale ha spiegato che le dimissioni collettive sono il risultato della protesta degli ufficiali contro questioni operative e personali, “che riflettono uno stato di agitazione” nel dipartimento di informazione gestito da Hagari.
Shaykh Mehmet Adil Al-Haqqani: Sohbet del 6 Marzo 2024, Preghiera di Fajr – Akbaba dergah. Istanbul
Allah ha dei servitori che ama particolarmente. Gli amati servitori di Allah sono coloro che hanno raggiunto la salvezza e la beatitudine. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di rendere Allah felice di noi. In ogni cosa, in ogni azione, in ogni respiro dovremmo lottare per la soddisfazione di Allah. Cercare la soddisfazione di Allah significa ricordare Allah. Coloro che ricordano Allah diventano Dhakir, coloro che non dimenticano mai Allah. Sono coloro sui quali scendono la Misericordia e le Benedizioni di Allah.
La gente è immersa nelle attività mondane. Nessuno ricorda Allah. Le persone sono preoccupate per questo mondo. Più le persone si immergono in questo mondo, più lo desiderano e dimenticano tutto il resto. Diventano ossessionate da questo mondo. Seguono questo mondo. Più seguono questo mondo, più si allontanano da Allah. Non bisogna far entrare questo mondo nel proprio cuore. Questo mondo non è lì perché noi lo inseguiamo, ma perché noi si faccia il bene e per guadagnare il compiacimento di Allah. Altrimenti l’Uomo perirà.
Lo stato di questo mondo, come lo stiamo vivendo ora, dimostra questa autodistruzione. Le persone sono in uno stato desolato e nessuno vive in pace. Gli unici che sono contenti della propria vita sono coloro che sono con Allah. Coloro che riconoscono che tutto viene da Allah e quindi sono soddisfatti di tutto. Non c’è altro beneficio che ricordare Allah. Non c’è altra speranza per l’Umanità.
Allah ci ha creato esseri umani e ci ha detto cosa dovremmo fare, eppure le persone non adempiono ai propri doveri e non fanno ciò che viene loro richiesto. Allah dice: Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso:
“E Io non ho Creato i jinn e gli uomini altro che perché Mi adorassero”(Corano, 51:56)
Tuttavia, le persone non credono in questo scopo della vita. Procedono secondo la loro discrezione. Non si chiedono perché sono stati creati. Non sanno nemmeno perché sono stati creati. Nessuno si chiede: “Cosa ci faccio qui? Perché sono stato creato?”. Pensano di essere stati creati solo dai loro genitori. Dicono: “Non esiste alcun Creatore”. Ecco perché non trovano mai pace. Qualunque cosa facciano, non trovano pace. Coloro che cercano la soddisfazione di Allah trovano la pace. Sono contenti di ciò che viene loro dato. Riconoscono che tutto viene da Allah. Coloro che si sforzano di rendere felice Allah, ottengono la beatitudine.
Che Allah ci faccia essere tra loro. Perché il mondo è difficile. Che Allah ci protegga dal male e dalla malvagità.
Wa min Allāhi t-tawfīq, al-Fātiḥah.
FELICI SONO COLORO CHE CERCANO IL COMPIACIMENTO DI ALLAH
La dimensione apofatica che appartiene alla Divinità è perciò condivisa dal fondo dell’anima che, di volta in volta, viene indicato da Eckhart come senza-nome, inesprimibile, al di là di ogni espressione, privo di immagini e separato dal “qui” e “ora”. Nella sua purezza l’anima, come la Divinità, non è “né questo né quello”, ma oltre e al di sopra di ogni modo, nella totale libertà:
A volte ho detto che è una custodia dello spirito, a volte ho detto che è una luce dello spirito, ha volte ho detto che è una piccola scintilla. Ma ora dico: non è né questo né quello, ma è qualcosa di più elevato al di sopra di questo e di quello di quanto il cielo sia sopra la terra. Perciò la chiamo ora in modo più nobile di quanto abbia mai fatto, anche se essa irride alla nobiltà come a ogni altro modo, perché è molto al di sopra di tutto questo. È libera da ogni nome, priva di ogni forma, libera e distaccata come Dio stesso è libero e distaccato. È anche una e semplice come Dio è uno e semplice, in modo che non si riesce assolutamente a gettarvi lo sguardo. (SE, 2, pp. 104-10)
[…]
L’errore fondamentale è scambiare questo Sé, privo di limiti, con il limitato ego, con l’io, che è contrapposto a tutto ciò che è non-io. La rimozione della sovrapposizione di corpo, sensi, mente, a questo Sé è l’essenza di tutto l’insegnamento del Vedānta. L’Ātman, non avendo natura di oggetto, non può essere conosciuto come si conoscono gli altri oggetti: essendo pura Coscienza (śuddha Caitanya) non può essere neanche oggetto di tale coscienza, come fosse un secondo a essa.
Colui che, pur trovandosi nella facoltà di conoscere, da essa è distinto, che dalla facoltà di conoscere è ignorato, che si manifesta nella facoltà di conoscere, che dall’interno regge la facoltà di conoscere, questo è il tuo Ātman, l’interno reggitore, l’immortale. (BU III.7.22)
Esso non è, tuttavia, sconosciuto o inconoscibile ma è l’evidenza immediata della Coscienza, è il fondamento di ogni esperienza come coscienza di esistere, certezza inattaccabile ed indiscutibile: nessuno può negare di essere cosciente senza cadere in contraddizione. La Coscienza è perciò sempre presente quale sostrato di ogni conoscenza, anche di quella limitata della visione dualistica.
Tratto da: M. Perini, Meister Eckhart e la conoscenza dell’Assoluto – Corrispondenze con l’Advaitavāda. Prossima l’uscita della seconda edizione ampliata e corretta.
“Quando si tratta di controllare gli esseri umani non c’è miglior strumento della menzogna. Perché, vedete, gli esseri umani vivono di credenze. E le credenze possono essere manipolate. Il potere di manipolare le credenze è l’unica cosa che conta.” (Michael Ende)
Hanno guardato Hunger Games e hanno tifato per la resistenza. Hanno guardato Star Wars e hanno tifato per la resistenza. Hanno guardato Terminator e hanno tifato per la resistenza. Hanno guardato Matrix e hanno tifato per la resistenza. Hanno guardato Divergent e hanno tifato per la resistenza. Hanno guardato V per Vendetta e hanno tifato per la resistenza. Quando si tratta di film e finzione tifano per la resistenza. Quando si tratta della realtà, sono tutti schiavi dei padroni. E chi resiste, viene deriso.