Sudafrica fa causa contro Israele: aspettative e implicazioni

a cura della Redazione

13/01/2024

La guerra a Gaza è arrivata alla Corte Internazionale di Giustizia, dopo che il Sudafrica ha presentato una richiesta per avviare una causa contro Israele. Il Sudafrica ritiene che le azioni di Israele a Gaza contravvengano alle sue responsabilità stabilite nella Convenzione per prevenire e punire il crimine di genocidio. Ciò include accuse di aver commesso un genocidio contro i palestinesi a Gaza o di non essere riusciti a prevenirlo, compreso il mancato arresto di importanti funzionari israeliani e di altri individui che hanno incitato al genocidio. La denuncia chiede anche alcune “misure temporanee”, come l’immediata cessazione delle operazioni militari a Gaza.

Quali sono le aspettative e le conseguenze associate ad un reclamo presentato?

Meno di una settimana dopo che il Sudafrica aveva presentato la sua richiesta, la Corte ha annunciato che avrebbe tenuto udienze pubbliche giovedì e venerdì (11 e 12 gennaio) sulla richiesta di misure provvisorie. Successivamente, il tribunale dovrebbe determinare se applicare misure temporanee, un processo che potrebbe durare diverse settimane o mesi.

Nella sua decisione sulle misure provvisorie, il tribunale valuterà se ha giurisdizione originaria, il che include valutare se la richiesta del Sudafrica si basa su diritti e obblighi derivanti dal trattato considerati “ragionevoli”. Inoltre, il tribunale esaminerà se esiste una forte connessione tra le misure richieste dal Sudafrica e i diritti bisognosi di protezione. Inoltre, il tribunale valuterà anche se esista la possibilità di un danno irreparabile e di urgenza, entrambi i quali possono essere facilmente soddisfatti in queste circostanze.

Le possibili conseguenze del caso

La mossa del Sudafrica ha portato ad una maggiore attenzione alle affermazioni secondo cui l’intervento militare israeliano a Gaza costituisce una chiara violazione del diritto internazionale, in particolare delle norme dettagliate nella Convenzione sul genocidio.

Il caso sudafricano è indirettamente correlato a una causa nazionale, che è difficile da comprendere nella migliore delle ipotesi, ma può supportare le principali affermazioni della causa statunitense depositata presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti, dove c’erano argomenti simili. 

Anche le implicazioni per la legislazione sui diritti umani e per la Corte internazionale di giustizia sono più ampie. Se la Corte internazionale di giustizia consentirà al caso di procedere, rafforzerà il suo status di nuovo strumento significativo nell’applicazione del diritto internazionale sui diritti umani per tutti.

Il caso potrebbe collocare la Corte nel mezzo di complessi conflitti legali e politici, che potrebbero comportare rischi per la Corte stessa. Tuttavia, potrebbe anche essere utile in quanto porterebbe i dibattiti controversi sulla legalità dell’opera in un quadro giuridico, dove gli argomenti verrebbero esaminati dal tribunale. A sua volta, la Corte chiarirà la sua autorità legale al mondo, invece di aggravare le accuse e le controaccuse pubbliche. In definitiva, ciò è in linea con l’obiettivo di creare un sistema giuridico internazionale credibile ed efficace.

Sudafrica presenta ricorso esaustivo e motivato di 80 pagine

Se ignoriamo la possibilità che Israele si attenga a qualsiasi ordine della Corte Internazionale di cambiare le sue tattiche militari e di fermare qualsiasi atto considerato genocidio, il potenziale danno alla reputazione di Israele derivante da questa sentenza sarà significativo. Ciò potrebbe portare a un movimento internazionale più forte contro Israele e le sue politiche e metodi, influenzando direttamente la sua campagna militare e le relazioni internazionali. Inoltre, il fatto che Israele abbia scelto di difendersi davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, e sia firmatario della Convenzione sul Genocidio, rende difficile per loro ignorare qualsiasi risultato che contraddica le loro scelte. Pertanto, questa decisione di Israele costituisce un rischio significativo.

Il Sudafrica ha presentato alla Corte internazionale di giustizia un ricorso esaustivo e motivato di 80 pagine. L’affermazione fa ampio riferimento ai funzionari delle Nazioni Unite e ai loro rapporti, e si concentra costantemente sull’obiettivo principale di dimostrare “l’intenzione di Israele di commettere un genocidio”. Inoltre, gli avvocati che rappresentano il Sudafrica all’Aia sono di prim’ordine, e una parte significativa delle loro argomentazioni derivano dalla sentenza della Corte internazionale di giustizia sulle misure provvisorie nel caso del Gambia contro il Myanmar nel 2020.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Sudafrica fa causa contro Israele: aspettative e implicazioni
Sudafrica fa causa contro Israele: aspettative e implicazioni

Hamas radicato nella società palestinese

a cura della Redazione

12/01/2024

Rispondendo agli attacchi dei media occidentali, il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, ha affermato che il movimento di Resistenza palestinese Hamas è radicato nella realtà della nazione palestinese e non può essere eliminato.

“Anche se gli Stati Uniti e Israele continuassero la guerra a Gaza per altri 10 anni, non sarebbero in grado di distruggere Hamas perché è radicato nella realtà del popolo palestinese”, ha dichiarato lunedì durante un’intervista al Forum di Doha.

Hamas ha risposto a 75 anni di crimini israeliani

L’operazione Al-Aqsa Storm di Hamas affonda le sue radici 75 anni fa e il conflitto tra l’entità occupante e i palestinesi non è iniziato il 7 ottobre, quando è stata effettuata l’operazione. Ha inoltre ribadito che la Repubblica Islamica non era stata informata in anticipo dell’operazione, ma sostiene la lotta palestinese contro l’occupazione.

“Abbiamo chiaramente avvertito che se questi attacchi contro civili, donne e bambini continueranno, la portata della guerra si espanderà all’intera regione”, ha detto il capo diplomatico iraniano, riferendosi ai recenti scontri tra il regime sionista e i movimenti di Resistenza regionali in Iraq, Palestina, Libano e Yemen.

“Naturalmente nessuno di questi gruppi è un rappresentante dell’Iran, ma noi sosteniamo qualsiasi azione basata sul diritto internazionale che possa aiutare a porre fine all’occupazione. Forniamo ad Hamas e alla Resistenza un forte sostegno politico contro l’occupazione”.

Secondo Amirabdollahian, Teheran ha già presentato la sua soluzione per la questione palestinese, ovvero indire un referendum tra tutti i palestinesi, compresi ebrei, cristiani e musulmani, affinché decidano del proprio destino. “Hanno il diritto di esprimere la loro opinione dopo settantacinque anni per determinare il loro destino in un referendum indetto dalle Nazioni Unite e, in base al risultato, la questione verrà chiusa”, ha affermato.

Nel corso dell’intervista, Amirabdollahian ha criticato la sproporzionalità della risposta del regime occupante alla presunta uccisione di 1.200 coloni israeliani. Israele avrebbe dovuto rispettare il principio di proporzionalità, ha affermato, aggiungendo: “Uccidere 24mila civili per 1.200 significa osservare il principio di proporzionalità”?

Israele ha intrapreso una sanguinosa guerra a Gaza il 7 ottobre, dopo che il movimento di Resistenza palestinese Hamas ha effettuato un’operazione di ritorsione nei territori occupati a causa dell’intensificarsi della violenza del regime contro i palestinesi.

Tratto da: Il Faro sul Mondo

Hamas radicato nella società palestinese
Hamas radicato nella società palestinese

“Genocidio”: ora anche l’accusa all’Aja contro Israele

di Alberto Celletti

Roma, 11 gen – “Genodicio” di Israele contro i palestinesi. È l’accusa – pesantissima – presentata alla corte dell’Aja dal Sudafrica, come riportato dall’Ansa.

“Genocidio”: l’accusa del Sudafrica presentata all’Aja contro Israele

La sintesi si presenta così: “Israele ha commesso, sta commettendo e rischia di continuare a commettere atti di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza”. L’istanza è stata presentata da Pretoria il 29 dicembre scorso alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja, il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. E non sono mancate le reazioni, tra cui – ovviamente – la scontata indignazione di Tel Aviv. Un’accusa che verrà discussa tra oggi e domani in due udienze pubbliche al Palais de la Paix dell’Aja.

Gli oltre 23mila palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023, insomma, cominciano a fare rumore a tutti i livelli. Nella prima delle due giornate dedicate alla questione – quella di oggi – si dibatterà sulle argomentazioni dall’accusa, che verranno illustrate dalla delegazione sudafricana, guidata dal ministro della Giustizia Ronald Lamola: un team di diplomatici, avvocati e politici di cui fa parte anche Jeremy Corbyn, l’ex leader laburista britannico più volte accusato in patria – che strano-  di antisemitismo. Secondo il Sudafrica, Israele sta violando la Convenzione contro il genocidio che ha ratificato nel 1950. Ovviamente gli Stati Uniti, così come la Gran Bretagna, si sono immediatamente schierati al fianco di Israele.

L’intento di “distruggere i palestinesi in quanto gruppo nazionale”

Nelle 84 pagine presentate all’Aja,  si legge che gli “atti e le omissioni di Israele rivestono carattere di genocidio perché accompagnano l’intento specifico richiesto di distruggere i palestinesi di Gaza in quanto parte del gruppo nazionale, razziale ed etnico più ampio dei palestinesi”. Inoltre, Israele non adempirebbe “ai suoi obblighi di prevenire il genocidio, né a quello di perseguire” i responsabili “dell’incitamento diretto e pubblico a commettere genocidio” secondo quanto previsto dalla Convenzione.  Da qui la richiesta del Sudafrica  alla Corte di imporre “misure cautelari”, quali ordinare a Israele di cessare le uccisioni e “i gravi danni fisici e mentali inflitti” ai palestinesi di Gaza per consentire l’accesso agli aiuti umanitari nella Striscia.

La replica di Tel Aviv: “Accuse infondate”

Ovviamente, per Tel Aviv le accuse sono “infondate”, e domani sarà la squadra di avvocati di Israle, guidata anche dal britannico Malcolm Shaw, a spiegare le ragioni della guerra di Israele nella Striscia. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha dichiarato che “non c’è niente di più atroce e assurdo” della causa intentata dal Sudafrica, mentre il governo di Benyamin Netanyahu ha aperto un sito web “per mostrare al mondo alcuni dei crimini contro l’umanità commessi da Hamas”. Inoltre, “domani compariremo davanti al tribunale dell’Aja: questo sito aiuterà lo Stato di Israele nella sua missione di ricordare al mondo che siamo vittime dell’evento terroristico senza precedenti che abbiamo vissuto”, ha spiegato il portavoce del primo ministro.

Tratto da: Primato Nazionale

“Genocidio”: ora anche l’accusa all’Aja contro Israele
“Genocidio”: ora anche l’accusa all’Aja contro Israele

MUORI PRIMA DI MORIRE

di Mike Plato

La morte è la caduta della maschera. La caduta della maschera è la morte. La maschera (personalità) è il velo che l’uomo accetta (o subisce) di indossare e che crea ostilità tra L’UOMO E DIO. il problema è che quella maschera – velo DEVE CADERE IN VITA. Sarebbe troppo facile farla cadere con la morte. Essa deve cadere prima della morte, tradotto, per dirla alla Jalal Rumi : MUORI PRIMA DI MORIRE. Se muori con la maschera, te ne daranno un’altra (forse).

L’unico che abbia mai distrutto la maschera sappiamo chi è. Ma in un simile scenario, ove la maschera domina da secoli e millenni, l’umanità mascherata è da sempre in rotta di collisione con Dio, l’unico IO sempre e da sempre Essente.

L’intero antico testamento, in chiave metaforica, patla6della maschera umana e di come abbatterla. Gli stermini di YHWH sono un codice simbolico per alludere alla distruzione della personalità, con tutti i suoi vizi e debolezze (nemici di Israele che minacciano l’anima – terra promessa).

Chi va appresso a quei guru che bestemmiano YHWH PERCHÉ BURATTINATI DAGLI ARCONTI, avrà Mercede

MUORI PRIMA DI MORIRE
MUORI PRIMA DI MORIRE

Il potere dell’immaginazione: risveglia il Mago dentro di te!

di Gloria Moretti

Oggi desidero condurti in un viaggio attraverso il meraviglioso regno dell’immaginazione, un potente strumento che risiede in ognuno di noi, aspettando solo di essere attivato. L’immaginazione è un dono magico, che può trasformare la realtà, plasmando il mondo intorno a te e aprendoti le porte verso nuove possibilità. Tutto quello che devi fare, è imparare come utilizzarla per realizzare la Vita che desideri vivere e le esperienze che più vorresti poter fare.

In questo articolo, esploreremo insieme il grande potere dell’immaginazione, scopriremo come attivarlo e come incorporarlo nella nostra vita quotidiana. Faremo anche un esercizio pratico di attivazione e utilizzo dell’immaginazione.

In molti hanno scritto e parlato dell’immaginazione, ma solamente in pochi nella storia sono realmente riusciti ad utilizzarla per costruire per se stessi e gli altri una vita meravigliosa, appagante, avvincente. Siamo tentati di pensare a questa capacità come alla funzione della “fantasia”, quando in realtà si tratta di qualcosa di molto diverso. Cerchiamo di comprendere meglio insieme questa differenza.

Dal mio punto di vista, la fantasia è una qualità meravigliosa; grazie ad essa possiamo attingere al grande serbatioio di immagini appartenenti a tutta l’umanità. Possiamo così fantasticare di essere noi la principessa di una fiaba, oppure il mago di una saga fantasy; o ancora, l’eroe di una vicenda epica. Ci basta leggere un libro, guardare un film o una serie tv, per poter attivare in noi la fantasia di essere quel protagonista che ci piace, arrivando ad emularne pensiero e atteggiamenti, e può essere bello, ci può ispirare e aiutare veramente ad essere migliori.

Non per niente, negli ultimi anni hanno preso piede moltissime tecniche di crescita personale basate sulla lettura di particolari libri o sulla visione dei film!

Possiamo dire, in sintesi, che usare la fantasia è un pò come attingere ad un barattolo cosmico di storie, immagini, personaggi, avventure che sono state scritte o raccontate, uscite dalla penna di qualcuno o prese da vicende reali che sono state poi romanzate e fantasticate. 

Non mi fraintendere ora, la fantasia è meravigliosa, una dote che troppo spesso viene messa al bando perché tacciata di essere inutile nella vita pratica, scarsamente frequentata da chi si trova a vivere nell’adultità e che potrebbe fare del gran bene in tanti casi, e tuttavia, non è paragonabile all’immaginazione.

Tutt’al più, potremmo affermare che la fantasia può arricchire e definire l’immaginazione, ma certo non la sostituisce.

L’immaginazione infatti, non attinge a ciò che già esiste, a quello che è stato raccontato o inventato da altri, bensì crea; essa permette di realizzare qualcosa, trasformando un potenziale, un’idea, in qualcosa di molto concreto, tangibile, visibile, percepibile…

L’immaginazione è il ponte tra il manifesto e l’invisibile, il confine tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.

Quanto attivi il potere dell’immaginazione, apri la porta a nuove prospettive, crei opportunità che prima non c’erano, realizzi soluzioni creative e innovative a cui nessuno aveva mai pensato prima. E’ solo grazie all’immaginazione che l’umano diviene divino, creatore della sua vita, o se preferiamo, co-creatore con divino.

Per andare oltre il limiti, il conosciuto, il “normale”, abbiamo bisogno di immaginare!

L’Archetipo del Mago: la forza creativa più potente della nostra psiche.

L’archetipo del mago è il custode dell’immaginazione, colui che svela il potere nascosto nei territori inesplorati della mente. Tutti abbiamo un mago dentro di noi, per questo anche tu puoi imparare ad attivare e a dirigere questo potere, trasformando la realtà intorno a te! Non importa davvero quello che c’è, non conta cosa hai fatto fino ad oggi né la situazione in cui ti trovi, non esiste un’età né un limite a questo potere.

Il mago è quell’archetipo che ti domanda: “Cosa vuoi? Cosa desideri?”. E’ il genio della lampada. Richiede molta consapevolezza e capacità di guardarsi dentro, pena la manifestazione di realtà che sono tutt’altro che auspicabili.

SEI TU IL MAGO DELLA TUA VITA! E come tale puoi usare i tuoi poteri, la tua bacchetta magica, per materializzare quello che desideri avere introrno a te. Non si tratta di evasione, non vuol dire distaccarsi dal reale per starsene “con la testa fra le nuvole”, ma portare nel reale un pensiero, attraverso un atto immaginifico e creativo che non è dissimile da un incantesimo.

Ricorda sempre che: ogni immagine che porti dentro, che sia bella o brutta, è un’opportunità per te di manifestare.

Neville Goddard e l’arte del manifesting.

Neville Goddard, il visionario dell’arte del manifesting, ci ha insegnato che la nostra immaginazione è il terreno fertile dove seminare i semi dei nostri desideri.

Egli credeva che l’immaginazione fosse  la sola chiave per creare la realtà desiderata, sostenendo che “tutto ciò che possiamo immaginare è già reale.”

Le sue parole, e i suoi libri, ci invitano a esplorare i confini della nostra mente, a immaginare ciò che vogliamo manifestare e a credere profondamente che quello che vogliamo sia già nostro.

Come Attivare il Potere dell’Immaginazione con il Mago Interiore.

1. Connessione con il Mago Interiore

Inizia con la consapevolezza che dentro di te risiede un mago, un creatore di mondi. Trova momenti di silenzio per connetterti con questo aspetto più elevato di te stesso/a. Non avere fretta, né aspettative, poiché tutto questo nutre la paura di non avere mai il desiderato, e di fatto, blocca la sua manifestazione.

2. Entrare nella “foresta immaginale”

Puoi ricorrere alla pratica della meditazione, della mindfulness o della semplice visualizzazione, per aprirti le porte verso il regno dell’immaginazione. Ognuno ricorrerà alla tecnica più congeniale o conosciuta, l’importante è non perdere la connessione con il qui ed ora, poiché per creare qualcosa la presenza diventa un punto fondamentale. Ricorda che occorre avere solide radici per spingersi in alto. Se voli senza alcun radicamento, finirai per fantasticare, e magari sarà bello, ma non manifesterai quello che chiedi. 

3. Esplorazione dei Territori dell’Immaginazione

Lasciati condurre dal mago dentro la tua psiche ed esplora i territori della tua mente. Devi riuscire ad attivare parti del tuo cervello che nello stato di veglia e consapevolezza normali sono disattive. Puoi farlo visualizzando scenari, luoghi e situazioni che rappresentano i tuoi sogni più profondi. All’inizio potrebbe essere più difficile far questo, perché la mente sarà condizionata a farti vedere quello che per lei è conosciuto e sicuro. Potresti allora doverti forzare ad andare oltre, anche se potrebbe fare paura.

4. Manifestazione attraverso il Mago

Una volta che avrai costruito nuove immagini interiori di te e della tua realtà, entraci dentro con tutti i tuoi sensi, arrivando a vivere le emozioni e le percezioni sensoriali associate a quelle nuove situazioni. Lo scopo è sviluppare la convinzione che ciò che vedi sia già una realtà.

Fai un po’ di pratica! Non arrenderti alle prime difficoltà. 

All’inizio, ti consiglio di evitare di parlare di questo con altre persone. Se lo fai, il rischio è quello che i commenti e i pensieri di altri, dovuti alle loro convinzioni, possano limitarti e buttare giù la tua energia.

RICORDA SEMPRE CHE PER MANIFESTARE UN POTENZIALE, OCCORRE AVERE ENERGIA DA DARGLI!

Quindi,

inizia ad abbracciare la consapevolezza di essere autore, regista e attore della tua storia. Puoi plasmare il tuo destino con il potere del mago che è dentro di te. 

Per farlo, puoi ricorrere all’esercizio descritto qui sotto:

Un esercizio per lavorare con l’immaginazione.

  1. Trova un Luogo Tranquillo: Siediti o sdraiati in un luogo tranquillo dove puoi rilassarti senza distrazioni.
  2. Respira Profondamente: Fai alcuni respiri profondi per calmare la mente e rilassare il corpo.
  3. Visualizza un Luogo Magico: Immagina di trovarti in un luogo magico che ti ispira serenità e gioia. Può essere una foresta incantata, una spiaggia deserta o un giardino segreto.
  4. Esplora con Tutti i Sensi: Esplora questo luogo con tutti i tuoi sensi. Cosa vedi, senti, odori, assapori e tocchi? Sintonizzati con l’atmosfera magica del luogo.
  5. Manifesta un Desiderio: Una volta immerso completamente in questo luogo, visualizza un desiderio che vuoi realizzare nella tua vita. Vivi questo desiderio nel contesto di questo luogo magico.
  6. Ringraziamento: Ringrazia il luogo magico e senti la gratitudine fluire attraverso di te. Respira profondamente e apri gli occhi.

Questo esercizio può essere ripetuto ogni volta che desideri attivare il potere dell’immaginazione e manifestare i tuoi sogni nella realtà.

In conclusione, l’immaginazione è la chiave per aprire porte invisibili verso possibilità infinite. Attiva questo potere dentro di te, e sperimenta la magia che può portare nella tua vita quotidiana.

Che il tuo viaggio attraverso l’immaginazione sia illuminato da creatività, amore e consapevolezza.

Tratto da: VERDE POSITIVO

Il potere dell’immaginazione: risveglia il Mago dentro di te!
Il potere dell’immaginazione: risveglia il Mago dentro di te!

Altro che “locomotiva tedesca” in Germania gli agricoltori sono esasperati: ecco perché

di Aurelio Del Monte

Roma, 8 gen – La “locomotiva tedesca” non è così “locomotiva” come si pensa. Lo dimostrebbero i dati sulla precarietà, senza contare nemmeno troppo quelli macroeconomici recenti, ma in questo caso, il disagio viene sconvolto dal fatto che le regole austere, alla lunga e perdonateci il linguaggio non proprio forbito, rompano le scatole a tutti. In questo caso, rompono le scatole agli agricoltori tedeschi che, da ore e con previsione di continuare a “rompere” almeno fino a metà gennaio, protestano. E invadono le strade della capitale, come riporta anche Agenzia Nova.

La protesta degli agricoltori in Germania

In Germania il governo di Olaf Scholz non vive sonni tranquilli, nonostante la parziale marcia indietro sull’esenzione del bollo auto e le sovvenzioni per il diesel a favore dei mezzi degli agricoltori. Ma non basta, perché il quadro generale resta drammatico, visto che gli stessi sgravi verranno cancellati, gradualmente e inesorabilmente, fino al 2026. Insomma, il futuro è fosco, gli agricoltori lo sanno, fanno i loro conti e – naturalmente – protestano. “L’agricoltura non si tocca”, sembra essere il motto dei manifestanti. L’alternartiva è – banalmente – la morte. E allora la protesta si radicalizza, si intensifica e si incarognisce. Il partito dei nazionalconservatori Alternativa per la Germania (Afd), non può che cavalcarla, insieme a Terza Via e ad altre foze di opposizione.

La “locomotiva tedesca”…alla lunga paga dazio

Perfino la splendida e incontestabile “locomotiva tedesca” non riesce a sfuggire completamente alle politiche assassine dell’austerità e dei tagli. Magari la questione è stata tenuta “sotto banco” dal lordo che la Germania è riuscita a guadagnare in vent’anni di euro, dai livelli oggettivamente alti di occupazione e da tanti indicatori macroeconomici che però non possono nascondere, nel lungo periodo, l’esistenza di un mercato del lavoro, lì come qui o da qualunque altra parte dell’ordoliberita Unione europea, precario.

Tratto da: Primato Nazionale

Altro che “locomotiva tedesca” in Germania gli agricoltori sono esasperati: ecco perché
Altro che “locomotiva tedesca” in Germania gli agricoltori sono esasperati: ecco perché

Israele, la guerra di sterminio è un flop: il governo in bilico

di  Alberto Celletti

Roma, 8 gennaio– Israele e la sua guerra di sterminio a Gaza non sembra stiano riscuotendo enormi consensi, quanto meno sul fronte interno a Tel Aviv. Un fatto che si era evidenziato già nei giorni scorsi, con il governo di Benjamin Netanyahu nella bufera a seguito delle riunioni con i vertici militari. Una situazione di cui si sta avvantaggiando l’opposizione ma – ovviamente – anche Hamas.

Israele, lo sterminio non funziona: il terremoto interno a Tel Aviv

Come riporta l’Ansa, Israele e la sua guerra di sterminio a Gaza non pare stiano ottenendo significativi risultati e, soprattutto, non si sta generando compattezza sul fronte politico interno.  Le opposizioni rumoreggiano e qualche manifestante gli va dietro. Nella fattispecie, alcune decine di manifestanti del movimento “Changing Direction” e della coalizione “Elections Now” hanno bloccato questa mattina l’ingresso principale della Knesset, a Gerusalemme. La richiesta è precisa e diretta: elezioni anticipate con l’immediata sostituzione degli elementi considerati “estremisti” all’interno dell’esecutivo.

Un quadro politico instabile, ma storicamente difficilmente mutabile

Secondo i media israeliani, insomma, il quadro politico è tutt’altro che stabile. Chi ha organizzato la protesta ha tra l’altro affermato che  “ogni speranza che il governo si elevasse al livello dell’emergenza si è infranta alla luce della sua condotta fallimentare, che si riflette nelle disfunzioni, nell’abbandono dei rapiti, in una ferita mortale all’immagine dello Stato”. Va anche detto che la protesta si concentra – com’era logico che sia – non certamente sullo sterminio a Gaza ma sugli scarsi risultati in termin di recupero degli ostaggi israeliani. Questo senza contare la storia di Israele che su questo punto presenta davvero pochissime deviazioni: nessuno, nel quadro dirigente socio-politico di Tel Aviv, ha mai mostrato di andare in una direzione diversa a parte il ben noto caso dello storico premier Yitzhak Rabin. E questo, come ricordiamo sempre, qualcosa vorrà pur dire.

Tratto da: Primato Nazionale

Israele, la guerra di sterminio è un flop: il governo in bilico
Israele, la guerra di sterminio è un flop: il governo in bilico

Giorgio Locchi e il fascismo come «mito sovrumanista»

di  Corrado Soldato

Roma, 7 gen – Nel Novum Organum del 1620, Francesco Bacone individuava due tipi di cultori della scienza naturale: quelli che deducono le teorie da premesse a priori e quelli che, al contrario, si limitano a una raccolta disorganizzata di esperienze. Il filosofo inglese distingueva così tra scienziati razionalisti (o «dogmatici») e scienziati «empirici», definendo i primi «ragni» (che «ricavano da se medesimi la loro tela») e i secondi «formiche» (che «accumulano e consumano»). E con ciò dimostrava di apprezzare l’efficacia delle metafore zoologiche nel descrivere le differenti metodologie di indagine della natura; al punto da applicare al proprio sistema (una combinazione di ragionamento aprioristico e di raccolta selettiva dei dati) una terza figura, quella delle «api»: gli insetti, cioè, che «ricavano la materia prima dai fiori dei giardini o dei campi, e la trasformano e la digeriscono in virtù di una loro propria capacità».

«Storici-aquile» e «storici-talpe»

Il ricorso ad allegorie animali per rendere il senso di posizioni eterogenee, oltre a non essere un’esclusiva baconiana (si pensi al leone e al cammello nello Zarathustra di Nietzsche), rappresenta peraltro un efficace stratagemma esplicativo anche in storia della storiografia. Philippe Baillet, per esempio, si è mosso nel solco baconiano (e nietzscheano) in un testo dedicato a Giorgio Locchi e alla sua interpretazione del «fenomeno fascista» (Giorgio Locchi, l’essenza del fascismo e la rigenerazione della storia, 2015). Qui l’intellettuale francese, trattando di un autore – Locchi – che era storico e filosofo al tempo stesso, ricorre come Bacone e Nietzsche a una metafora zoologica, introducendo però – in luogo di formiche e ragni, leoni e cammelli – un uccello dalla vista acuta, l’aquila, e un mammifero scavatore, la talpa. Vi sono dunque, per Baillet, gli «storici-aquile» e gli «storici-talpe». E per quanto egli inviti a non contrapporre «in modo netto ma fondamentalmente falso» le due tipologie di studiosi, non è difficile ricondurre alla prima Locchi, e alla seconda De Felice. Locchi, anche per Baillet, è dunque il maestoso volatile che, scrutando dall’alto, coglie le «essenze» dei fenomeni storici; De Felice, invece, ricorda il laborioso mammifero che scava con fatica gallerie sotterranee «a colpi di monografie ultraspecializzate». E se la meticolosa attività di ricerca dello studioso reatino ci ha restituito una monumentale biografia di Mussolini, l’approccio «essenzialista» di Locchi ha cercato di svelare la «natura» intima del fascismo, vedendovi l’incarnazione di quel «sovrumanismo» da lui descritto nel saggio del 1982 Wagner, Nietzsche e il mito sovrumanista.

Fascismo e sovrumanismo

Ma cosa intende, Locchi, per sovrumanismo? Un’efficace definizione l’ha recentemente data il figlio dello studioso romano, Pierluigi, in una conversazione riportata dalla rivista francese «Éléments» e riprodotta nel quinto volume della rassegna «Prometheica». Il sovrumanismo, spiega Locchi (Pierluigi), è la «nuova tendenza storica il cui mito fondante è apparso quasi contemporaneamente nei drammi e nelle rappresentazioni sacre wagneriane e nella filosofia e nella poetica nietzscheane». Trattasi dunque di un concetto di matrice germanica, frutto della peculiare evoluzione della cultura e dell’arte tedesche nella seconda metà del XIX secolo; che va politicamente inteso come un anti-egualitarismo finalizzato alla ricostituzione delle comunità nazionali europee su basi organicistiche e gerarchiche; e di cui il fascismo rappresenta l’epifania novecentesca più significativa. Questa tesi del fascismo sovrumanista è esposta da Locchi nel saggio L’essenza del fascismo (uscito nel 1981 per il Tridente e da poco ripubblicato da Altaforte in una nuova edizione a cura di Adriano Scianca). Ed è dalle due sezioni di cui si compone il testo (la Riflessione storica sul fenomeno fascista e l’Intervista a Giorgio Locchi di Marco Tarchi) che occorre prendere le mosse per analizzare, senza pretese di esaustività e circoscrivendo l’indagine ad alcuni snodi fondamentali, questo importante aspetto della riflessione locchiana.

Il fascismo: un «discorso mitico»

La premessa dell’esegesi di Locchi proviene dall’Heidegger di Essere e tempo. Secondo lo studioso romano, infatti, ogni individuo, in quanto situato nello spazio e nel tempo (Da-Sein, «essere-nel-mondo»), ha uno sguardo proprio, una prospettiva specifica sulla realtà che lo circonda. E questa precomprensione, questo modo prospettico di intuire la realtà, questa Weltanschauung («concezione del mondo»), questo logos originario (nel senso del greco légein: «raccogliere in unità»), è il principio storicamente fondativo di ogni pensiero e di ogni logos (inteso qui come discorso «parlato») che lo esprime. È ciò che, insomma, dà coerenza all’insieme dei pensieri e dei discorsi di ognuno, inclusi quelli politici. Tale è il presupposto gnoseologico, che Locchi innesta in una storia delle «idee che mossero il mondo» (per dirla con Pino Rauti) la quale ha, come principio esplicativo, proprio la sopra menzionata identità di logos e Weltanschauung. Per Locchi, allora, il «discorso fascista» è una «concezione del mondo» che assume, nel presentarsi sulla scena della storia, la veste del «mito» e non delle due altre forme di discorso possibili, che sono l’«ideologia» e la «teoria sintetica». Le quali, a loro volta, rappresentano le forme discorsive sperimentate, al tempo del fascismo, da liberalismo, democrazia e marxismo: le incarnazioni, cioè, della tendenza opposta al sovrumanismo, quella egalitaria (nata anch’essa in forma mitica con il giudeo-cristianesimo). Nella battaglia delle idee del Novecento, il fascismo parlava dunque la lingua del mito, con la potenza di suggestione e la capacità mobilitante dei suoi Leitbilder («immagini-guida», «mitemi»); laddove il fronte avverso, l’egalitario, cercava di ricomporre nella sintesi teorica marxista la frammentazione ideologica succeduta alla crisi del mito fondativo giudeo-cristiano.

Ricerca delle essenze e reductio ad unum

Alcune conseguenze che Locchi deduce da tali premesse, va detto, non appaiono del tutto immuni alla critica. Come quando egli ingloba nel «concetto-genere» di fascismo sovrumanista due «termini-specie» così diversi quali il fascismo italiano e il nazismo tedesco (che De Felice invece distingueva in base alla dicotomia tra «tensione [progressiva] al futuro» e «restaurazione [reazionaria] dei valori»). O quando definisce «indifferente in sé», per i fascismi, l’opzione tra i sistemi economici della proprietà collettiva e della proprietà privata, così sottovalutando la rilevanza che aveva, almeno per il regime italiano, la terza via corporativa (non dichiarò forse Mussolini che «lo Stato fascista è corporativo o non è fascista»?). L’esegesi locchiana, in effetti, evidenzia talvolta il limite tipico dell’approccio «essenzialista» alla storia, la tendenza cioè a sacrificare le differenze concrete all’omogeneità astratta delle categorie concettuali. Un rischio, la reductio ad unum, comune ad altri filosofi della storia come Ernst Nolte; il quale, nel Fascismo nella sua epoca (1963), categorizzando il fenomeno fascista come «resistenza alla trascendenza» (opposizione, cioè, a un processo di globalizzazione che, dissolvendo i vincoli tradizionali, «minaccia di distruggere ciò che si conosce e si ama»), vedeva riflettersi nello specchio del fascismo, oltre ai volti familiari di Mussolini e Hitler, anche quello, per i più inatteso, di Maurras.

Il fascismo come reliquia o come possibilità

Eppure, nonostante tutto, la ricerca di un’«essenza storica» del fascismo tentata da Locchi conserva un fascino innegabile. Ed è, inoltre, portatrice di insegnamenti di cui tenere conto. Da un lato essa chiarisce che, se è indispensabile alla comprensione dei processi storici l’acribia filologica delle «talpe» (esemplificata dall’appello defeliciano a «pubblicare i documenti, acclarare i fatti»), lo è altrettanto l’acume intellettuale delle «aquile»; capaci, per dirla con Hegel, di cogliere «nella parvenza di ciò che è temporale e transeunte, la sostanza che è immanente e l’eterno che è presente». Dall’altro – essendo il sovrumanismo di Locchi intrecciato, osserva il figlio Pierluigi, a una «nuova visione del tempo storico» (la temporalità autentica di Heidegger) tridimensionale o sferica (né lineare, dunque, né ciclica) -, invita a vedere nel fascismo (quello italiano, perlomeno) non una reliquia da venerare, ma una possibilità da riattualizzare. D’altronde, ed è Locchi stesso a scriverlo, i progetti storici dei fascismi sono sempre da intendere come il richiamo a un’«origine» antica (si pensi alla «romanità» mussoliniana), che si proietta nel tempo futuro «come fine da raggiungere». Come un bene cioè che, se è andato perduto, è da «re-inventare e creare ex novo».

Tratto da: Primato Nazionale

Giorgio Locchi e il fascismo come «mito sovrumanista»
Giorgio Locchi e il fascismo come «mito sovrumanista»

L’ EGREGORE

a cura di Advanced Mind Institute Italia

Facciamo attenzione ai nostri pensieri e alle nostre emozioni.

“…Un’egregore è un soggetto energetico-informazionale del mondo sottile, creato dagli uomini e collegato ad alcuni stati, idee, desideri, aspirazioni umane.

Un’egregore sorge necessariamente in presenza dell’uomo e usa, anche inconsapevolmente, l’energia del pensiero, della parola, o dell’azione. In questo contesto le tradizioni, le usanze, i riti, le festività, i miracoli ed altre cose simili non sono altro che le azioni magiche. Più sono dettagliate e più sono osservate, maggiore è la loro influenza magica sulle persone.

Dal punto di vista della fisica, l’egregore come una formazione di campo rappresenta un solitone (un “pacchetto” ondulatorio), o un risonatore. Prendiamo un collettivo di lavoro: basta che soltanto il 4% dei colleghi sostenga intensamente un’idea: la loro coscienza collettiva inizierà a funzionare in qualità di risonatore, influenzando gli altri.

Ammalandosi, l’uomo si allaccia all’egregore di una certa malattia. Partono gli scambi tra lui e questa formazione. L’uomo alimenta questo parassita ondulatorio con i suoi pensieri, con le emozioni e sofferenze, mentre l’egregore alimenta la stessa malattia nell’uomo. I momenti negativi nell’attività delle egregore si manifestano quando queste iniziano ad appianare le individualità umane facendole corrispondere a certe idee; allora anche l’uomo inizia ad essere l’esecutore delle volontà delle egregore.”

(Boris Ratnikov)

Intanto si può continuare:

Esistono delle egregore naturali: del paese, della città, della famiglia. Andando a vivere in un altro paese l’uomo perde gradualmente il legame con questo tipo di egregore. L’azione delle egregore naturali si manifesta a livello genetico; per esempio, i prodotti alimentari cresciuti nel posto dove si vive apportano il maggior beneficio.

Le egregore artificiali:

delle religioni

dei movimenti sociali

dei partiti politici

del consumo (alcol, tabacco, giochi d’azzardo, shopping)

delle enti, delle organizzazioni

degli ordini magici, delle sette

delle correnti filosofiche

delle scuole creative… ecc.

Oggi le egregore dei soldi, dei partiti, dei paesi e delle religioni hanno raggiunto delle dimensioni notevoli. Forniscono ai loro adepti le informazioni/idee, ma li controllano anche. A volte spingono la gente a fare delle azioni che vogliono (nella maggior parte dei casi non è un male). Il problema sorge quando l’uomo cade sotto l’influenza delle egregore distruttive (terrorismo, dipendenze, alcolismo, sette ecc).

Anche la coscienza umana è una struttura energetico-informazionale che vibra con una determinata frequenza. Questa frequenza è individuale e la può influenzare soltanto un oggetto con una frequenza simile (“il simile attira il simile”). Una coscienza ad alta frequenza non può essere influenzata da un impulso con una frequenza bassa, una persona sviluppata spiritualmente è praticamente al di fuori dell’area delle influenze negative.

Tra una persona e un egregora si stabilisce un CANALE capace di trasmettere un segnale che influenza la coscienza umana, ed esiste anche il canale inverso, dall’uomo all’egregore.

L' EGREGORE
L’ EGREGORE

IL SESSO SACRO ROMPE I GUSCI DELL’EGO E FA USCIRE L’ANIMA

a cura di Wanda Osiris

Sei pronto per il sesso nell’anima?
Ovunque ci giriamo siamo bombardati di sesso: media, riviste, film, cartelloni pubblicitari. È ovunque e costante. Il marketing e la pubblicità usano il sesso per vendere di tutto, dagli hamburger, alle mutande, alle auto.
Come sapete il sesso stesso è un’energia incredibilmente potente che quando non viene compresa può essere fonte di molta confusione e sofferenza.
Il sesso normale è semplicemente una liberazione, o un alleviamento dallo stress. È il tipo che ti lascia profondamente insoddisfatto.
Mentre il sesso nell’anima è la comprensione che è davvero lo scambio di energie, le tue energie e quelle del tuo partner. È l’alchimia che quando siamo impegnati insieme nell’amore può aprirti e guarire te, la mente, il corpo, il cuore e l’anima. Il vero sesso è uno scambio energetico e la condivisione non solo un mezzo per liberare o soddisfare il corpo. Il tuo corpo può essere soddisfatto ma, se il sesso rimane solo a livello puramente fisico, sarà un’emozione fugace. Il vero appagamento non può essere trovato solo attraverso il corpo. Dolore e piacere vanno e vengono.
Il piacere del sesso che nasce semplicemente attraverso il corpo è incredibilmente transitorio. Il sesso nell’anima avviene quando riconosci chi sei e chi è l’altro. Prima di tutto, siete Anime, in un corpo fisico…che diventa il veicolo attraverso il quale le vostre Anime fanno l’Amore che diventa una danza….uno scambio…diventa comunicazione e gioco…
L’Amore diventa un dono all’altro
Quando ci si coinvolge sessualmente con la pienezza dell’amore e non vedi più il tuo partner come un sé separato o semplicemente come un altro corpo, un cambiamento profondo si verifica dentro di te e il tuo fare l’amore diventa profondo.Ecco… il vero scambio avviene a livello d’ Anima. …nasce così una comunione sacra, le illusioni della separazione tra te e l’altro cadono e tu ti dissolvi come UNO.
Quando vi rendete conto che non siete il corpo, ma siete Anime, diventate Tempio e portale
in una dimensione più profonda dell’Infinito. Ciò che ci si scambia attraverso i vostri corpi è l’energia dell’amore stessa….che diventa poi il vero senso dell’amore. State condividendo l’amore che siete in quel momento.
Quindi il sesso dell’anima è la resa di se stessi, non solo al partner ma anche al Divino che vive dentro di noi
Poi succede qualcosa di magico. Il sesso si muove dal bisogno di qualcosa, dal cercare di ottenere qualcosa, un gioco di potere e controllo….a un lasciar andare il controllo. Diventa una profonda resa a ciò che ci vive e respira tutti.
Il vero fare l’amore accade… più ti rendi conto…e più incarni ciò che sei… AMORE .
Quando fai l’amore, lasci andare. Allora non c’è nessun te o un altro. Esiste solo Ora. Esiste solo Libertà.
Forse è per questo che siamo così ossessionati dal sesso… Eppure ciò che stiamo davvero cercando non è semplicemente una liberazione momentanea, ma qualcosa di molto più profondo. Cerchiamo ciò che è senza forma e oltre il dolore o il piacere.
Alla fine stai cercando il tuo vero Sé.
Il sesso poi non diventa più una strada verso l’illuminazione, ma la manifestazione stessa dell’Illuminismo.
Il tuo fare l’amore diventa l’espressione della vera Luce di chi sei, manifestandosi come offerta attraverso il tuo corpo.
Quindi:
Rinuncia a tutte le tecniche, strategie e resistenze all’amore. Lasciati andare…
Lascia andare. Rilassati. Abbi Fiducia. Tuffati. Abbracciami.
Semplicemente arrendersi.
Quando ti arrendi, non c’è più te o un altro.
Non c’è più amore, amato o amorevole.
C’è solo Amore.
Amore. Ora.

IL SESSO SACRO ROMPE I GUSCI DELL'EGO E FA USCIRE L'ANIMA
IL SESSO SACRO ROMPE I GUSCI DELL’EGO E FA USCIRE L’ANIMA