RITORNARE AL MARE

di Matteo Brandi

Per quanto la consideri cancerogena, mi tolgo il cappello davanti alla potenza dell’egemonia culturale “de sinistra”. È lì che risiede il potere, e non smetterò mai di dirlo.

Scuole, università, produzione culturale. Una base ideologica forte, materialista ma con tutti i crismi di una religione (libri sacri, simboli, promessa del paradiso), capace di mostrarsi in mille forme diverse per poi, con un singolo richiamo, generare un collettivo riflesso pavloniano.

Un richiamo che diventa ancestrale, a cui quasi nessuno di coloro che è cresciuto in quell’humus può resistere. Come se si riattivasse un programma incastonato nel cervello.

Questa forza incanala, non può essere incanalata. Egemonizza. Non tollera né concepisce nulla al di fuori di sé.

Provare a cambiarla equivale a gettare cubetti di ghiaccio nella lava incandescente, sperando di raffreddarla. Invece la lava si pietrifica solo quando raggiunge il mare. Lì si ferma.

Al mare bisogna lavorare.

RITORNARE AL MARE
RITORNARE AL MARE

L’UNITA’ DELL’ESISTENZA

a cura di Luisa Scognamiglio

“Luce e tenebre, vita e morte, destra e sinistra, sono tra loro fratelli. Non è possibile separarli. Perciò né i buoni sono buoni, né i cattivi sono cattivi, né la vita è vita, né la morte è morte. Per questo ognuno si dissolverà nel suo stato originale. Ma coloro che sono al dì sopra del mondo sono indissolvibili ed eterni.”

(Vangelo di Filippo)

L'UNITA' DELL'ESISTENZA
L’UNITA’ DELL’ESISTENZA

LA VIA DEI DUE SERPENTI

di Alessandro Maini

La Via?

È purezza; e veleno.

-Veleno?

Si: perché dovrai estrarre da te il veleno del mondo. Ma non tutto: per ricordarne costantemente il sapore, da riconoscerlo quando ti sarà offerto col miele. E vedi, il veleno che resterà in te potrà ucciderti, se te ne farai sedurre.

È la Via dei due serpenti, questa: del bronzo e dell’Oro.

A quale appartieni tu?

LA VIA DEI DUE SERPENTI
LA VIA DEI DUE SERPENTI

LA SPORCA COERENZA DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA

di Luciano Tovaglieri
Segretario Nazionale di IGNIS 🔥 Fuoco Italico

5 ottobre 2025

La sporca coerenza della politica estera americana: da carcerare a lodare un terrorista

C’è un’immagine che più di mille parole racconta l’ipocrisia della politica estera statunitense: quella di Ahmed al-Sharaa, autoproclamato “presidente” della Repubblica araba siriana, e del generale David H. Petraeus, già comandante delle forze d’occupazione in Iraq e poi direttore della CIA, mentre condividono compiaciuti il palco del Concordia Annual Summit 2025 allo Sheraton New York Times Square. È il 22 settembre, e i due si scambiano sorrisi sotto i riflettori, davanti a una platea di potenti e media compiacenti.

Ma il vero protagonista della scena è un altro: Abu Mohammed al-Jolani, il cui nome evoca anni di sangue, terrorismo e guerre. Quello che Petraeus definisce con enfasi “un leader dalla visione potente e chiara”, un uomo dal “comportamento impressionante” per il quale l’ex capo della CIA arriva ad augurarsi pubblicamente il successo, con tanto di “Inshallah” di circostanza. Non è un lapsus: Petraeus afferma apertamente che “il tuo successo è il nostro successo”. Parole pronunciate a un ex comandante di Al-Qaeda in Iraq e Siria, non a un capo di Stato legittimo.

Eppure, poco più di vent’anni fa, era stato proprio lui — Petraeus — a guidare la macchina militare americana che catturò Jolani in Iraq. Nato dalla costola di Al-Qaeda, il giovane jihadista era arrivato nel Paese nel 2003 per combattere l’invasione statunitense, guadagnandosi rapidamente una reputazione sinistra per l’uso sistematico di attentatori suicidi contro la popolazione civile. Nel 2005 venne arrestato dalle forze USA e internato a Camp Bucca, la famigerata prigione che divenne l’incubatrice di molti futuri leader dello Stato Islamico.

Nel 2009 Jolani fu rilasciato. Da lì iniziò la sua ascesa: divenne emiro dello Stato Islamico dell’Iraq (ISI) a Mosul e, due anni dopo, attraversò il confine per riversare la sua esperienza di guerra in Siria. Obbedendo agli ordini del leader di Daesh, Abu Bakr al-Baghdadi, fondò il Fronte al-Nusra, la filiale siriana di Al-Qaeda. Nel giro di un anno, la galassia jihadista si riorganizzò e al-Nusra si fuse con altre milizie, dando vita a Hayat Tahrir al-Sham (HTS), oggi uno dei principali gruppi armati che controllano porzioni della Siria nord-occidentale.

Paradossalmente, mentre il Dipartimento di Stato americano inseriva Jolani nella lista dei terroristi nel 2012 e ne annunciava una taglia di dieci milioni di dollari, la CIA cominciava a finanziare e armare proprio l’HTS, considerandolo un utile strumento per rovesciare il governo siriano. Quell’uomo che un tempo era stato catturato come nemico, poi ricercato come terrorista, oggi viene invitato ai summit internazionali e pubblicamente elogiato da uno dei massimi strateghi della macchina bellica statunitense.

Questo episodio non è un’eccezione ma una costante della politica estera americana: guerreggiare con ferocia, seminare morte tra civili in nome della “democrazia”, e poi abbracciare i peggiori criminali quando tornano utili ai propri obiettivi geopolitici. Dittatori sanguinari, signori della guerra e terroristi sono stati alternativamente demonizzati o celebrati a seconda della convenienza del momento.

Jolani, da jihadista anti-americano a interlocutore “promettente”, è soltanto l’ultimo emblema di una strategia cinica e spietata. Una strategia che non esita a sacrificare intere popolazioni pur di piegare la realtà agli interessi di Washington.

E mentre a New York Petraeus sorride compiaciuto, migliaia di vittime civili in Iraq e Siria restano la testimonianza muta di quella sporca coerenza: gli Stati Uniti non hanno amici né nemici permanenti, ma solo strumenti da usare, gettare e, all’occorrenza, da celebrare.

LA SPORCA COERENZA DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA
LA SPORCA COERENZA DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA

OPERAZIONE PIAZZE ROSSE

di Roberto Siconolfi

Mentre i piani di pace di Trump fanno il primo passo, con l’accettazione, seppur con riserve, di Hamas, con il sostegno dei paesi arabi, persino Pakistan, Egitto e Turchia, la sinistra occidentale continua a far salire la tensione con la sua operazione “piazze rosse”.

La Global Sound Fighetta, gli scioperi illegittimi degli zombie della CGIL, e le squallide manovre anti-Meloni di Conte e Schlein, hanno un fine diverso dalla causa palestinese.

Il loro fine è infatti quello di far saltare gli accordi di Pace, far cadere il “legittimo” governo Meloni, piaccia o meno, e provocare una specie di rivoluzione colorata “islamo-comunista” che si opponga al risveglio anti-globalista dei popoli d’Occidente.

Dal mio punto di vista la pace in Medio Oriente può arrivare solo dalla politica internazionale, implementando e rafforzando il piano di pace di Trump, che fa fermare le stragi, disarma tanto i sunniti più estremisti che i sionisti più estremisti, e torna far parlare di autonomia per la striscia di Gaza.

Buona visione!

OPERAZIONE PIAZZE ROSSE
OPERAZIONE PIAZZE ROSSE
OPERAZIONE PIAZZE ROSSE

LA MATRICE ARCHETIPICA DEL FEMMININO

di Katray Israel

“TRE CAMMINAVANO SEMPRE CON IL SIGNORE: MARIA, SUA MADRE, SUA SORELLA, E MARIA MADDALENA, CHE È CHIAMATA LA SUA COMPAGNA.

INFATTI, ‘MARIA’ È LA SUA MADRE, SUA SORELLA E LA SUA SPOSA.”

Stupenda é come appare la matrice archetipica della morte, rigenerazione, resurrezione e come sia esaltata la funzione del sacro femminino, che media la rinascita.

Se consideriamo la radice egizia di Mariah ≈ come mw cioè acque, troviamo il corrispettivo dell’anima. E l’anima è colei che genera, cioè madre, colei che condivide la storia e la memoria cioè sorella, e colei che ama fino all’unione trasformativa sposa/compagna. Allo stesso modo Isis con Osiride ed Horus. Nel mito egizio dell’ anima che ricompone se stessa e si ridona vita. Egualmente si ripropone nel corrispettivo ebraico della Nefesh, Ruah e Neschamah. E ciò che si perde e si riconquista, ciò che piange e ciò che incorona, ciò che ama e lo fa fino a trasformarsi in altro da sé.

LA MATRICE ARCHETIPICA DEL FEMMININO
LA MATRICE ARCHETIPICA DEL FEMMININO

RITRATTO DI SAN FRANCESCO ANCORA IN VITA

di Tania Perfetti

L’unica immagine di San Francesco ritratto ancora in vita è conservato a Subiaco. L’autore e’ conosciuto come un anonimo “Maestro di Frate Francesco”ed era probabilmente un frate artista sconosciuto che dimorava all’interno del monastero. L’opera è anteriore al 1224, anno in cui San Francesco ricevette le stimmate, che infatti non appaiono, come non appare l’aureola, ad indicare che il santo, in quel tempo, era ancora vivente.

Il santo viene ritratto con un cartiglio tra le mani dove sono scritte parole : “Pax huic domui” ossia “Pace a questa dimora” Nella parte superiore, ai due lati della testa del Santo, c’è la scritta “Fr(ater) Fra(n)ciscu(s)”. Colpisce il particolare degli occhi. Sono infatti presenti i segni conseguenti a una grave forma di tracoma da cui Francesco era affetto. Questo dettaglio ci da la misura di quanto il ritratto fosse realistico e probabilmente eseguito da chi lo aveva conosciuto di persona. Il suo biografo Tommaso da Celano non fa alcun cenno della visita del Santo al Sacro Speco ma sappiamo che la sua fama era già così diffusa che i monaci benedettini vollero ritrarlo nell’attuale Cappella di S. Gregorio.

A dire il vero abbiamo diversi indizi che accertano la presenza del poverello di Assisi a Subiaco. Lo storico tagliacozzano Giuseppe Gattinara (sec. XIX) riporta, al n. 7 dell’elenco degli uomini illustri di Tagliacozzo: “Giovanni VI abate di San Benedetto in Subiaco che ospitò San Francesco d’Assisi allorché fu colà a visitare il sacro Speco, e gli donò la Chiesa rurale di San Pietro nei deserti di Subiaco, ed è propriamente quella presso la quale sorge ora il Convento de’ Padri riformati. Mori nel 1227”. Inoltre nell’affresco posto a sinistra della finestra dove si trova l’immagine di S.Francesco, troviamo la rappresentazione del cardinale Ugolino, vescovo di Ostia, divenuto poi papa col nome di Gregorio IX, dipinto nell’atto di consacrare la cappella a San Gregorio Magno. Molti riconoscono nella figura che si trova accanto ad Ugolino lo stesso San Francesco, che avrebbe assistito a tale consacrazione.

Fonti:

Catalogo generale dei beni culturali; Giuseppe Gattinara (sec. XIX) r n. 7 dell’elenco degli uomini illustri di Tagliacozzo.

Immagini:

1 – San Francesco Cappella di San Gregorio al Sacro Speco a opera di Anonimo Maestro di San Francesco.

2 – Cardinale Ugolino, vescovo di Ostia, divenuto poi papa col nome di Gregorio IX, dipinto nell’atto di consacrare la cappella a San Gregorio Magno. Molti riconoscono nella figura che si trova accanto ad Ugolino lo stesso San Francesco, che avrebbe assistito a tale consacrazione.

3 – Ritratto di San Francesco sofferente agli occhi autore sconosciuto. Convento di Greccio. Rieti.

RITRATTO DI SAN FRANCESCO ANCORA IN VITA
RITRATTO DI SAN FRANCESCO ANCORA IN VITA

UNA GIUSTIFICAZIONE PER FEDE

di Mike Plato

Perchè Paolo parlò di GIUSTIFICAZIONE PER FEDE e non per OPERE? Ovvio, sapeva che tutto era predestinato, quindi l’uomo non si salva per cio che fa, solo se è scritto che si salvi. Se tutto è predestinato, anche le scelte lo sono, quindi non puo esistere una giustificazione per le opere che dipendono dalle scelte. Posso fare tutte le opere buone o cattive (è gia difficile capire cosa siano davvero), posso iniziarmi, posso diventare un grande spirituale, un superbo mistico, un formidabile iniziato, ma se non sono SCRITTO IN QUEL LIBRO, non passerò. Ovvio che ci si salva per fede, ma come funziona? Occorre leggere Genesi 15:5-6

Poi YHWH lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

Che significa tutto ciò? Significa che DIO CONVOCA QUELLI CHE HA SCELTO DALL’ETERNITA, E PARLA LORO…E FA LORO SAPERE CHE ESSI SONO DA LUI AMATI. IL FIGLIO COMPRENDE E DEVE CREDERE ALL’ASSURDO. NON è L’ATTO DI FEDE A SALVARLO, MA è LA SALVEZZA GIA COMPIUTA PERCHE SCRITTA CHE SPINGE IL PRESCELTO AD AVERE FEDE….

Questa è l’economia della predestinazione:

Romani 8,30 …. quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

QUINDI LE OPERE BUONE TU LE FAI PERCHE SEI PREDESTINATO AL PASSAGGIO, NON IL CONTRARIO, ovvero OPERO E SONO GLORIFICATO

L’uomo si salva solo se è SCRITTO

…Apocalisse 20,15 E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

MA NON PRIMA DI UNA BATTAGLIA TERRIFICANTE E CONCLUSIVA NELLA TERRA DI MEZZO

UNA GIUSTIFICAZIONE PER FEDE
UNA GIUSTIFICAZIONE PER FEDE