VERITA’ DELLA PUREZZA

a cura di Monaco Guerriero

Quando l’acqua torbida diventa limpida,
la sua trasparenza non viene da altrove;
diventa semplicemente libera dall’inquinamento.
Lo stesso vale per la purezza della tua mente.
La mente, che è sempre naturalmente luminosa,
è solo brevemente macchiata da difetti avventizi.
Non c’è altra mente a parte
quella naturalmente luminosa

Buddha Maitreya, Mahayana-sutra-alamkara-karika

VERITA' DELLA PUREZZA
VERITA’ DELLA PUREZZA

YALDABAOTH E SOPHIA

a cura di Monaco Guerriero

“Prima della creazione dei cieli e della terra, esisteva la Monade, lo Spirito invisibile e inconoscibile, che emanava il Pleroma, una pienezza d’esseri divini chiamati Eoni. Tra loro c’era Sophia, che, nel suo desiderio di conoscere la profondità della Monade, cadde in errore e diede alla luce un essere senza il suo consorte: un’entità dal volto di leone di nome Yaldabaoth. Cacciato dal Pleroma, Yaldabaoth rubò una parte del potere di Sophia e, nella sua ignoranza, si dichiarò l’unico dio. Con questo potere rubato, creò il cosmo, i sette cieli e gli arconti per servirlo. Plasmò Adamo dalla terra, ma Sophia Zoe, la figlia di Sophia, gli soffiò la vita, incorporando una scintilla divina. Gli arconti, invidiosi della luce di Adamo, cercarono d’intrappolarlo nell’ignoranza, ma un saggio istruttore, il serpente, rivelò la verità a Eva, esortandola a mangiare dall’Albero della Conoscenza. Così, gli occhi di Adamo ed Eva si aprirono, e riconobbero la loro natura divina, sfidando il dominio di Yaldabaoth. Questo mito insegna che il mondo materiale è una prigione e che solo attraverso la Gnosi la scintilla divina nell’umanità può tornare al regno senza re del vero Dio.

Da “L’origine del Mondo” (Biblioteca di Nag Hammadi)

YALDABAOTH E SOPHIA
YALDABAOTH E SOPHIA

Caschi Blu a Gaza?

di Giacomo Gabellini

Il cosiddetto “piano di occupazione” della Striscia di Gaza elaborato dal governo Netanyahu prosegue imperterrito, a dispetto delle critiche formulate – a costo di subire una procedura di licenziamento – dal Capo di Stato Maggiore dell’Israeli Defense Force Eyal Zamir e delle iniziative di contrasto assunte da Paesi come la Norvegia, il Brasile e la Colombia, il cui attivismo stride pesantemente con il collaborazionismo de facto degli Stati Uniti e dell’Unione Europea. Di fronte al disastro umanitario in atto, certificato ormai da anni dalle agenzie delle Nazioni Unite e negato strenuamente da Israele anche attraverso un’aggressiva campagna propagandistica diffusa a tamburo battente sui social media, una personalità di spicco come Richard Falk, professore emerito dell’Università di Princeton e relatore speciale per la Palestina delle Nazioni Unite, ha sottolineato che esistono allo stato attuale gli strumenti giuridici per avviare un’azione militare volta a impedire l’esecuzione del “piano di occupazione” israeliano della Striscia di Gaza, da condurre a livello di Nazioni Unite.

Tratto da: Il Contesto

Caschi Blu a Gaza?
Caschi Blu a Gaza?
Caschi Blu a Gaza?

Verso una nuova guerra nei Balcani?

di Chiara Nalli

«È giunta l’ora di smettere di assecondare l’autoritario presidente serbo. L’Europa deve aumentare la pressione su Aleksandar Vučić per evitare un ulteriore arretramento democratico». Titola così un infuocato editoriale comparso lo scorso 18 agosto sul «Financial Times» e sottoscritto dall’intera redazione, a commento della prosecuzione delle contestazioni rivolte contro il presidente Aleksandar Vučić. Una settimana dopo, il «Guardian» rincarava la dose, affermando che «i serbi che manifestano meritano più sostegno e solidarietà dall’Unione Europea di quanto ne ricevano. Autocratico e cinico, Vučić rappresenta una presenza maligna nella politica dei Balcani occidentali. Oltre i confini della Serbia, coltiva da tempo un’insidiosa e destabilizzante agenda etno-nazionalista in relazione al Kosovo e alla Repubblica Serba di Bosnia. In patria, è diventato sempre più una minaccia per la democrazia». Parallelamente, un gruppo di sedicenti “intellettuali” riuniti attorno alla figura di Dušan Janjić, fondatore e presidente del comitato esecutivo del Forum per le Relazioni Etniche di Belgrado, ha fatto pervenire a diverse ambasciate straniere e alla redazione del quotidiano serbo «Danas» una sorta di “manifesto” in cui si invoca una «transizione pacifica del potere», implicante la consegna delle leve gestionali del Paese a una commissione di esperti. Per l’ambasciatore russo a Belgrado Alexander Botsan-Kharčenko, questi indizi inducono a ritenere che «le affermazioni secondo cui la Serbia è sull’orlo di una guerra civile non sono del tutto prive di significato. L’Occidente ha bisogno di destabilizzare il Paese attraverso provocazioni, in modo che Belgrado perda il controllo della situazion». Ha inoltre sottolineato che «una caratteristica sorprendente e astuta della rivoluzione colorata in atto in Serbia è che i leader non sono ancora visibili […]. Questo è intenzionale. Ecco perché è impossibile stabilire un dialogo con loro».

Tratto da: Il Contesto

Verso una nuova guerra nei Balcani?
Verso una nuova guerra nei Balcani?
Verso una nuova guerra nei Balcani?

L’ascesa di Russia India e Cina come Stati-civiltà

di Alexander Dugin

03.09.2025

Aleksandr Dugin osserva che Vladimir Putin, Xi Jinping e Narendra Modi incarnano civiltà antiche che ora affermano la loro sovranità all’interno dei propri sistemi di valori.

I nostri Stati non sono identici: alcuni vantano un vantaggio demografico, altri una crescita economica, altri ancora una posizione geopolitica, risorse naturali, armamenti o tecnologia. Tuttavia, nessuno di essi dipende dagli altri. Si tratta di tre poli indipendenti, ovvero multipolarità. Al centro di ciascuno di essi vi è la propria religione, identità, cultura e una lunghissima storia. Ciò riveste un significato enorme.

La Russia ha finalmente smesso di considerarsi parte dell’Occidente e ha iniziato a vedersi come il centro di un mondo russo indipendente. Lo stesso sta accadendo con l’India e la Cina. Al centro dell’identità cinese c’è l’idea confuciana dell’Impero cinese. Il maoismo e il liberalismo di Deng Xiaoping erano metodi per modernizzare la società in modo che potesse difendersi dall’Occidente. Tuttavia, il nucleo rimane immutato. La Cina sostiene i propri principi e la propria metafisica.

Anche l’India, con l’ascesa del partito conservatore Bharatiya Janata Party di Narendra Modi, comprende sempre più la sua opposizione all’Occidente come civiltà vedica. Modi ha tracciato la rotta per la decolonizzazione della coscienza indiana e la persegue con determinazione, consapevole che il sistema occidentale non si adatta alla società indiana, strutturata su altri principi.

La civiltà russa affonda le sue radici nella società indoeuropea, ai tempi dei Sarmati e degli Sciti, quando emersero gli Slavi. Tuttavia, siamo diventati una vera civiltà aderendo al cristianesimo e al bizantinismo, con la sua eredità greco-romana. Siamo gli eredi della cultura del codice indoeuropeo.

Dopo il Grande Scisma delle Chiese nell’XI secolo, le nostre strade si sono separate da quelle dell’Occidente. Noi abbiamo continuato a portare avanti il codice, mentre l’Occidente se ne allontanava. Nell’era moderna, l’Occidente ha costruito una civiltà su principi anticristiani e antiromani, rompendo con la propria essenza. Noi, nonostante le deviazioni del XVIII e XX secolo, siamo rimasti portatori della fede ortodossa in cui ci ha battezzati il santo principe Vladimir.

Dopo la caduta di Costantinopoli, siamo diventati gli unici eredi del codice. Su di noi è ricaduta la responsabilità di essere il baluardo dell’ortodossia. Non è un caso che siamo chiamati la Terza Roma. Siamo eredi non solo di una tradizione millenaria, ma di un’eredità molto più profonda, che si estende alla Persia e a Babilonia, come scrive Konstantin Malofeev nel suo libro Empire. Negli ultimi 500 anni, noi russi abbiamo portato la corona dell’Impero, salvaguardando la civiltà che l’Occidente ha abbandonato.

Noi non facciamo parte dell’Occidente; piuttosto, l’Occidente è una versione degenerata di noi stessi. Loro si sono allontanati dalla civiltà, mentre noi le siamo rimasti fedeli. Sono figli prodighi che si sono smarriti nell’inferno. Noi rimaniamo i portatori della nostra antica cultura, proprio come i cinesi sono portatori della loro e gli indiani della loro.

Dopo epoche meno favorevoli, noi, tre Stati-civiltà rinati, ci incontriamo di nuovo, avendo riconosciuto la profondità della nostra essenza. Davanti a noi c’è un nemico comune: l’Occidente. Trump avrebbe potuto diventare un altro polo sovrano se avesse superato l’egemonia dei globalisti, come intendeva fare. Eppure ha fallito.

I tre poli del mondo multipolare esistono già. Ma il club del mondo multipolare è aperto. Nel BRICS, un formato più ampio rispetto all’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, c’è spazio per il mondo islamico, africano e latinoamericano. Più l’Occidente ci attacca, più ci avviciniamo gli uni agli altri. Anche Trump contribuisce a rendere questo processo irreversibile: sotto la sua pressione, l’India si è unita a noi.

C’è qualcosa di escatologico in tutto questo. Ora sentiamo noi stessi e il nostro destino in modo più intenso che mai negli ultimi 300 anni. Lo stesso vale per i cinesi e gli indiani. L’India, un tempo colonia, si sta risvegliando solo ora, proprio mentre la Cina ritorna al suo nucleo confuciano. Ciò che era all’inizio si rivela di nuovo alla fine.

Stiamo entrando nell’era degli Stati-civiltà, mentre l’Occidente, nel tentativo di mantenere la sua egemonia, crolla. È già chiaro a tutti: la sua egemonia è finita. Questa è la sua agonia.

Traduzione di Costantino Ceoldo

Tratto da: Geopolitika.Ru

L'ascesa di Russia India e Cina come Stati-civiltà
L’ascesa di Russia India e Cina come Stati-civiltà

Ucraina e Palestina: la coerenza geopolitica che l’atlantismo ignora

di Zela Santi

4 Settembre 2025

Ucraina e Israele in Palestina condividono lo stesso filo conduttore: USA e NATO sostengono entrambi i fronti. Solo i BRICS e paesi non allineati, come lo Yemen degli Houthi, hanno agito a favore dei palestinesi. La geopolitica impone coerenza scevra da sentimentalismi e scelte di campo precise.

Ucraina e Palestina: due conflitti legati dalla stessa matrice

Il dibattito sul rapporto tra il conflitto in Ucraina e la tragedia palestinese non è solo una questione accademica o diplomatica, ma investe direttamente la coerenza delle scelte geopolitiche globali. Due scenari differenti per storia, contesto e intensità, ma accomunati da un denominatore evidente: i principali sponsor militari ed economici sono i medesimi. Stati Uniti e NATO si trovano infatti al centro sia della guerra che devasta l’Ucraina, sia della crisi permanente in Medio Oriente.

Un eventuale ridimensionamento degli aiuti a Kiev da parte di Donald Trump non modificherebbe in alcun modo la posizione strategica di Washington, storicamente impegnata a sostenere l’espansione del proprio potere in Europa orientale.

Senza l’intervento statunitense, la separazione tra Russia e Ucraina probabilmente non avrebbe assunto le forme conflittuali attuali. In questa chiave, la guerra ucraina viene letta come la conseguenza diretta di un golpe orchestrato da Washington, volto a trasformare Kiev in una neo-colonia occidentale, con l’appoggio di gruppi nazionalisti con cui gli USA intrattengono rapporti da decenni (per alcuni storici si arriva a documentare contatti dagli anni quaranta).

Se si accetta questo presupposto, ne deriva una conclusione inevitabile: chi sostiene la causa palestinese non può ignorare le posizioni e le richieste della Russia nella guerra ucraina. Altrimenti, si rischia di adottare una posizione incoerente che ignora il ruolo unitario del blocco USA-NATO nei due scenari.

BRICS, Palestina e la questione della coerenza internazionale

In questo contesto emerge il ruolo crescente dei BRICS. Paesi come Russia, Cina, Iran, Brasile e Sudafrica hanno espresso con atti concreti il loro sostegno ai palestinesi. L’Iran ha combattuto direttamente contro Israele; Brasile e Sudafrica hanno deferito Tel Aviv alla Corte internazionale di giustizia. Tuttavia, è solo grazie all’appoggio strategico e politico di Mosca e Pechino che queste azioni hanno trovato la forza di imporsi sulla scena internazionale.

L’altro grande teatro, la Siria, ha visto il suo indebolimento a causa del tradimento turco in sinergia con Israele, privando così il fronte filo-palestinese di un tassello importante. Ciò ha reso ancora più evidente la solitudine del popolo palestinese, oggi descritto come vittima di un genocidio in atto.

La popolazione di Gaza e della Cisgiordania non ha strumenti reali per difenders.

Mosca, pur duramente provata dalle sanzioni e dal conflitto, ha comunque la capacità di difendersi e di resistere militarmente. In Ucraina la prospettiva dovrebbe dunque essere quella di una pace negoziata, mentre per la Palestina diventa urgente sostenere qualsiasi forma di azione che possa garantire la sopravvivenza del popolo sotto attacco.

La contraddizione emerge chiaramente quando alcuni movimenti o attivisti dichiarano sostegno simultaneo a Kiev e alla Palestina. Tale posizione, secondo questa analisi, appare priva di connessione con la realtà geopolitica. Essa è più figlia di nostalgie ideologiche novecentesche che di un esame pragmatico delle dinamiche odierne.

Il rischio è quello di rimanere prigionieri di utopie e di un’analisi superficiale del mondo contemporaneo.

Tratto da: Kultur Jam

Ucraina e Palestina: la coerenza geopolitica che l’atlantismo ignora
Ucraina e Palestina: la coerenza geopolitica che l’atlantismo ignora

LA SPIRITUALITA’ IN MEDICINA CINESE

di Felipe Guerra

1. I “Tre Tesori” (San Bao 三宝): Il Fondamento della Vita

Il concetto più importante per comprendere la spiritualità in MTC è quello dei Tre Tesori: Jing, Qi e Shen. Rappresentano tre livelli di energia, dalla più materiale alla più sottile e spirituale.

  • Jing (Essenza): È la base materiale, l’essenza fisica della vita. È ereditata dai genitori (Jing prenatale) e acquisita dal cibo e dall’aria (Jing postnatale). È immagazzinata nei Reni e governa la crescita, lo sviluppo, la riproduzione e la longevità. È il carburante più denso e prezioso.
  • Qi (Energia): Spesso tradotto come “energia vitale”, è la forza che anima il Jing. È ciò che muove, riscalda, trasforma e protegge il corpo. Circola attraverso i meridiani. Il Qi è il ponte tra il corpo materiale (Jing) e la mente-spirito (Shen).
  • Shen (Spirito): È il tesoro più raffinato. Rappresenta la coscienza, la luce della consapevolezza, l’intelletto, la mente e lo spirito di una persona. Ha la sua sede nel Cuore. Uno Shen forte si manifesta con chiarezza mentale, buona memoria, presenza, gioia di vivere e uno sguardo luminoso (“Shen nei gli occhi”). Uno Shen disturbato porta a confusione, insonnia, ansia o depressione.

L’obiettivo spirituale e di salute è conservare il Jing, far circolare armoniosamente il Qi e calmare e illuminare lo Shen.

2. Lo Shen e i “Cinque Spiriti” (Wu Shen)

Lo Shen non è un’entità monolitica. Si manifesta attraverso cinque aspetti specifici, ognuno associato a uno degli Organi Zang (Yin) e alla sua sfera emotiva e spirituale:

  1. Shen (Spirito del Cuore): Risiede nel Cuore. Governa la coscienza, il pensiero, la memoria e il sonno. È la sede della gioia e dell’amore. Uno Shen armonioso dona chiarezza e pace.
  2. Hun (Spirito Etereo del Fegato): È la parte “immortale” dello spirito, associata all’anima che sopravvive dopo la morte. Governa la pianificazione, i sogni, la creatività e la visione della vita. Un Hun equilibrato dona flessibilità e purpose.
  3. Po (Spirito Corporeo del Polmone): È la parte più fisica e istintiva dello spirito, associata al corpo e ai suoi bisogni primari (respiro, istinti, sensazioni fisiche). Un Po equilibrato dona presenza nel “qui e ora” e un sano attaccamento alla vita fisica.
  4. Yi (Intenzione della Milza): Risiede nella Milza. Governa il pensiero logico, lo studio, la concentrazione e la memorizzazione. Un Yi forte permette di dare forma alle idee (intenzione) e di realizzarle.
  5. Zhi (Volontà dei Reni): Risiede nei Reni. Rappresenta la forza di volontà, la determinazione, il potere di realizzare i propri obiettivi e la resilienza di fronte alle avversità. Uno Zhi forte è alla base della perseveranza.

La malattia, in questa visione, può essere uno squilibrio in uno di questi spiriti. Per esempio, un Fegato congestionato può portare a un Hun irrequieto (sogni agitati, frustrazione); Polmoni deboli a un Po depresso (lutto, tristezza); Reni esausti a una mancanza di Zhi (mancanza di volontà, paura).

3. Il Ruolo del Cuore (Xin)

Il Cuore è l’Imperatore, la sede dello Shen. Ha la funzione suprema di governare tutti gli altri organi e di ospitare la coscienza. Un detto della MTC recita: “Il Cuore ospita lo Shen” (心藏神, Xīn cáng shén).
La salute spirituale è quindi indissolubilmente legata alla salute del Cuore. Se il Cuore è calmo e ben nutrito dal Sangue, lo Shen è pacifico, la mente è chiara e la persona è centrata.

4. Spiritualità nella Pratica: Coltivazione e Trattamento

La spiritualità in MTC non è un’aggiunta opzionale, ma è integrata in ogni aspetto della pratica:

  • Agopuntura: Gli aghi non lavorano solo sul Qi, ma possono influenzare direttamente lo Shen. Punti come HT-7 (Shenmen) sul canale del Cuore sono specifici per “calmare lo Shen” e sono usati per ansia, insonnia e irrequietezza mentale.
  • Fitoterapia Cinese: Molte formule erboristiche hanno l’azione di “nutrire il Cuore e calmare lo Shen” (es. Tian Wang Bu Xin Dan) o di “armonizzare il Fegato” per placare un Hun irrequieto.
  • Qi Gong e Tai Chi: Queste pratiche di movimento e meditazione sono la quintessenza della spiritualità nella MTC. L’obiettivo è proprio quello di coltivare i Tre Tesori: conservare il Jing attraverso movimenti delicati, far circolare il Qi attraverso la respirazione consapevole e calmare lo Shen attraverso la meditazione in movimento. Il Qi Gong è una forma attiva di preghiera o di connessione con il Dao.
  • Dietetica: Anche il cibo ha un effetto sullo Shen. Cibi troppo pesanti, grassi o elaborati possono “appannare la mente”, mentre cibi leggeri e nutrienti la sostengono.

5. Il Concetto di Dao (Tao)

Sullo sfondo di tutto c’è la filosofia Taoista. Il Dao è la fonte primordiale di tutto, l’armonia naturale dell’universo. L’obiettivo ultimo della vita, e quindi della salute, è allinearsi al flusso del Dao, vivere in armonia con le leggi della natura (Yin e Yang, Cinque Fasi).

La spiritualità in MTC è quindi questo processo di allineamento: ascoltare il proprio corpo, equilibrare le emozioni, quietare la mente per ritrovare la propria natura originale, che è già in perfetta armonia con l’universo.

Conclusione: Differenza Chiave con l’Occidente

Mentre nella tradizione medica occidentale la spiritualità è spesso considerata un dominio separato (affidato a cappellani o a scelte personali), nella Medicina Cinese la spiritualità (Shen) è fisiologica. È una funzione del corpo, proprio come la digestione o la respirazione. Un fegato sano supporta un Hun creativo, dei polmoni forti supportano un Po presente, e un Cuore equilibrato è la sede di una coscienza luminosa e pacifica. Guarire il corpo significa quindi, inevitabilmente, nutrire lo spirito.

LA SPIRITUALITA' IN MEDICINA CINESE
LA SPIRITUALITA’ IN MEDICINA CINESE

LA PROGETTAZIONE DELLA REPUBBLICA MAGISTRALE EUROPEA

di Vincenzo Di Maio

Il progetto di ingegneria politica del PRIMORDIALISMO VISIONARIO – movimento politico internazionale è un progetto messo a disposizione proprio per permettere di attraversare la transizione in atto dell’Europa, e di conseguenza del mondo intero, dall’instabilità di un momento multipolare alla stabilità di un momento apolare, una Repubblica Magistrale Europea che si configura come una repubblica delle repubbliche, una repubblica confederale dei popoli d’Europa legittimata dal diritto naturale e da una visione laica delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche.

La situazione odierna è fondata su un’analisi complessa che parte da un livello di analisi nazionale nella nostra Europa, che è attualmente variegato e tendenzialmente è polarizzato politicamente tra proUE e antiUE, mentre nel livello di analisi di civiltà cardinali, l’Europa è un toponimo geografico dominato da una burocrazia sovranazionale che fa capo alla UE, a cui si aggiunge infine il livello di analisi continentale dove la polarizzazione è attualmente tra oriente e occidente, laddove l’Europa è succube di inglesi, americani, NATO e sionismo internazionale.

Questa composizione così strutturata permette di concepire il grado di complessità insito nell’attuale situazione internazionale delle parti in gioco a livello planetario, in quanto l’Eurasia così si impone come nodulo centrale nelle relazioni internazionali rispetto agli altri continenti, proprio come riporta la dottrina geopolitica classica della Heartland e della Rimland.

Pertanto in tutto ciò, quello che realmente manca per superare questa transizione è una guida oppure uno scopo, perché in ambito democratico, come ci ha inculcato la borghesia occidentale dal 1945 ad oggi, è che la maggioranza vince e tutti hanno diritto di poter esprimere la propria opinione, ma siccome una guida al momento è un soggetto che non esiste, o perlomeno non esiste ancora, ciò su cui ci si può soffermare è lo scopo, un obiettivo chiaro e intelligibile su cui aderire o meno al fine di realizzare uno spartiacque netto tra chi vuole davvero un ordine nuovo e chi vuole solo ribadire lo status quo, uno stratagemma utile per aggregare di nuovo i popoli in nome della gloria di Dio Altissimo: Ad maiora dèi gloriam.

Il che, in termini politici europei, significa avere non un programma politico ma bensì un “progetto di ingegneria politica”, formulato attraverso l’immaginazione sociologica dalla scienza politica, che definisce chiaramente chi, cosa, come, quando, dove, perché e affinché questo progetto deve realizzarsi, proprio come un architetto che progetta un edificio.

In sintesi, se vogliamo un Europa Nuova e diversa dalla UE, dobbiamo approntare questo progetto sintetico di ingegneria politica definito dal movimento politico internazionale del Primordialismo Visionario per diffonderlo e lanciare ovunque una campagna di adesione di persone fisiche, di persone giuridiche e di enti pubblici di qualsiasi ordine e grado, tale che poi essi si muovano a loro volta per sostenerlo e diffonderlo rispettando il pluralismo, la trasversalità e il dialogo con le istituzioni di governo.

Questo progetto stilato dal sottoscritto nel saggio “Impero”, secondo il metodi, i criteri e i principi del Primordialismo Visionario, è la Repubblica Magistrale Europea, una repubblica delle repubbliche, una repubblica confederale dei popoli d’Europa che sincronizza il voto con i livelli amministrativi di governo, che si basa su un sistema politico proporzionale con sbarramento al 7% che favorisce la disciplina del dialogo politico, che si struttura su un premio di maggioranza al 51% minimo per ottenere una buona governabilità politica da un lato e una visibilità chiara delle responsabilità politiche di governo, che si basa sulla valorizzazione delle regioni (sistema monocamerale tipico dei lander tedeschi) per la votazione delle liste locali nello stesso partito europeo e la votazione diretta del Magister Politicus del partito vincitore che si occuperà, insieme ai membri del suo partito, di nominare tutti i membri del suo partito per ogni livello amministrativo, che vige la diarchia di coppia (due teste un voto) tra marito e moglie o compagno e compagna nella dissertazione pubblica delle decisioni parlamentari, che infine i livelli amministrativi siano formati da non più di 108 coppie diarchiche a tutti i livelli amministrativi.

Questa, in linea di massima, è la nostra proposta politica su cui confidiamo di trovare adesioni e sostenitori, una proposta che al momento non si può fare altro che operare per portare avanti un simile progetto insieme.

LA PROGETTAZIONE DELLA REPUBBLICA MAGISTRALE EUROPEA
LA PROGETTAZIONE DELLA REPUBBLICA MAGISTRALE EUROPEA

La mistificazione di Enoch: dall’allegoria alla cronaca fantastica

di Lelio Antonio Deganutti

3 Settembre 2025

Il Libro di Enoch, uno degli scritti apocrifi più affascinanti e controversi della tradizione giudaica, ha subito nel corso dei secoli una vera e propria metamorfosi interpretativa. Nato come un’opera simbolica, ricca di immagini visionarie e parabole, è stato progressivamente letto come un resoconto storico o addirittura cosmologico. Questa trasformazione ha dato vita a una delle più radicate mistificazioni religiose: l’idea che la caduta degli angeli sia stata causata dal loro desiderio carnale per le donne.

Il nucleo simbolico del racconto

Nel passo di Genesi 6:1-4 si parla di misteriosi “figli di Dio” che si unirono alle “figlie degli uomini”, generando i giganti (nephilim). Il Libro di Enoch riprende e amplia questo racconto, trasformandolo in un dramma cosmico: gli angeli decaduti, attratti dalle donne, trasmettono all’umanità segreti proibiti, insegnano arti occulte, introducono pratiche magiche e violente. Ma questo linguaggio, intriso di simboli e allegorie, non intende descrivere episodi storici o genealogie di mostri, bensì illustrare la corruzione della sapienza divina quando viene usata senza radicamento nel sacro.

Il “dono” degli angeli – pietre preziose, conoscenze occulte, arti della guerra e della seduzione – non è altro che un’immagine della tentazione che accompagna ogni civiltà: sostituire la sapienza spirituale con i vantaggi materiali. In quest’ottica, l’unione tra figli di Dio e figlie degli uomini è la metafora della mescolanza tra lo spirito e la carne, tra il sapere puro e il desiderio di dominio.

L’errore degli antichi interpreti

Gli autori cristiani dei primi secoli – da Tertulliano a Giustino, da Lattanzio a Clemente Alessandrino – hanno ereditato questa narrazione, ma l’hanno letta attraverso una lente diversa, trasformandola in cronaca. Invece di cogliere il linguaggio simbolico, hanno creduto che angeli veri e propri fossero precipitati a causa della passione erotica per le donne, e che i giganti fossero la prova vivente di tale unione. La mistificazione nasce qui: la metafora morale viene trasformata in mito biologico, e l’allegoria spirituale in storia “naturale”.

Questa interpretazione, a sua volta, alimenta due conseguenze: da un lato il sospetto nei confronti della donna, vista come seduttrice capace di corrompere persino gli angeli; dall’altro la demonizzazione dell’eros, relegato a forza distruttiva e peccaminosa.

La sovrapposizione con gli elementali

Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, a questa lettura già distorta si aggiunge un nuovo strato interpretativo: quello ermetico e alchemico. Gli spiriti della natura – Silfi, Ninfe, Gnomi e Salamandre – figure mitiche presenti in molte tradizioni, vengono progressivamente identificati con i “figli di Dio” del racconto biblico. Nasce così un sincretismo singolare: gli elementali, esseri eterei legati ai quattro elementi, vengono interpretati come creature a metà tra uomo e spirito che cercano, attraverso l’unione carnale con gli esseri umani, di conquistare l’immortalità.

In questo schema, l’unione con una Ninfa o una Silfide diventa una sorta di “iniziazione”, capace di trasmettere l’eternità. La caduta degli angeli, originariamente simbolo della degenerazione della sapienza, si confonde con il mito degli elementali in cerca di un riscatto ontologico. La mistificazione si approfondisce: ciò che era parabola morale si trasforma in leggenda fiabesca, in cui il mondo invisibile e quello umano si intrecciano in nozze proibite.

Il rischio della lettura letterale

La storia della ricezione di Enoch mostra quanto sia pericoloso scambiare il linguaggio mitico per cronaca. Se letto alla lettera, il testo diventa una giustificazione teologica per spiegare la malvagità del mondo attraverso colpe cosmiche: gli angeli che peccano, le donne che seducono, i giganti che devastano. Ma così si perde la profondità del messaggio originario: il rischio che l’umanità corrotta dalla brama di possesso e di potere smarrisca la sua vocazione spirituale.

La mistificazione di Enoch è dunque duplice: religiosa e filosofica. Religiosa, perché attribuisce a esseri angelici reali peccati carnali; filosofica, perché trasforma l’eros in demonio anziché in forza ambivalente da sublimare.

Recuperare il senso originario

Oggi, tornare a leggere il Libro di Enoch come allegoria significa liberarlo da secoli di sovrastrutture. Gli angeli decaduti non sono creature sedotte dalla carne, ma immagini della sapienza che si degrada; le figlie degli uomini non sono donne fatali, ma simboli della materia che può assorbire o redimere lo spirito; i giganti non sono mostri storici, ma la proiezione della violenza che nasce da un sapere corrotto.

In questo modo, la caduta non è un evento remoto, ma una condizione che riguarda ogni epoca e ogni civiltà: ogni volta che il sapere si piega al dominio, ogni volta che lo spirito si lascia divorare dalla materia, si ripete la stessa parabola.

La mistificazione di Enoch è il risultato di un fraintendimento collettivo che, per secoli, ha confuso simboli con fatti. Ma proprio per questo, oggi, rileggere Enoch significa riscoprire la forza del linguaggio mitico e imparare a distinguere l’allegoria dalla cronaca, il mito dalla storia. Gli elementali, le Silfidi e le Ninfe, così come gli angeli caduti, sono figure interiori: non esseri da temere o adorare, ma specchi nei quali l’uomo può leggere le sue possibilità di corruzione e di riscatto.

Tratto da: La Voce del Parlamento

La mistificazione di Enoch: dall’allegoria alla cronaca fantastica
La mistificazione di Enoch: dall’allegoria alla cronaca fantastica

PROVE TECNICHE DI TERZA GUERRA MONDIALE?

di Fabio Filomeni

Trump, tanto osannato da una pseudo destra che si dice patriota e sovranista ha avuto il grande demerito di unire tre quarti di mondo contro l’Occidente. Sia chiaro, un Occidente che non mi rappresenta più da trent’anni, con le sue guerre per esportare la democrazia in Iraq, Afghanistan, Bosnia, Serbia, Libia, Siria, Gaza, Ucraina e sicuramente ne avrò dimenticate altre. A Pechino, alla parata più imponente di tutti i tempi in ricordo della vittoria nella Seconda guerra mondiale hanno partecipato altre potenze atomiche come la Russia e la Corea del Nord. Il mondo spaccato in due con un’Europa politicamente inesistente in balia di capi e capetti come Macron, Merz, Tusk a cui si affianca l’accoppiata Giorgia-Ursula, si avvia allo scontro finale. E con tutto ciò ci sono persone che ancora credono che l’unica via d’uscita sia abbandonare la UE e uscire dall’Euro. È come se da un palazzo in fiamme uno pensasse di salvarsi chiudendosi in bagno. Il Mondo potrebbe ritrovare la pace nelle relazioni internazionali soltanto se l’Europa prendesse coscienza delle sue potenzialità e acquisisse il ruolo che le spetta. Un ruolo che non può non tener conto della sua posizione geografica di contiguità con l’Asia dettata dall’essere un unico grande continente da vivere in pace con la Russia e con la Cina. Questo è realizzabile soltanto in una Europa Nazione, realmente Sovrana e Indipendente, autonoma dagli Stati Uniti e in pace con la Russia. Russia che, non mi stancherò mai di ripeterlo, è anch’essa stessa Europa.

PROVE TECNICHE DI TERZA GUERRA MONDIALE?
PROVE TECNICHE DI TERZA GUERRA MONDIALE?