STRETTA DI MANO ADDIO? IL NUOVO SALUTO DI REGIME NEI MESSAGGI SUBLIMINALI DI HOLLYWOOD

di Obscene

Ogni film ha un «contenuto ideologico». E’ l’insieme delle idee, delle opinioni e delle valutazioni che esso trasmette, in relazione agli argomenti trattati. Narrando un fatto, un film prende sempre posizione: lui è buono e l’altro è cattivo; questo è giusto e quello è sbagliato; ciò è bene e ciò è male. Inoltre, narrando un fatto, c’è sempre una coreografia di oggetti e personaggi e uno sfondo di situazioni e di avvenimenti; questi sono stati oggetto di una scelta in genere precisa: viene deciso non solo ciò che si vede, e in che termini, ma anche ciò che non si vede.

Non necessariamente l’Autore opera tali scelte di proposito; in genere è così, perché si tratta di professionisti che sanno quello che fanno, ma questo è il risultato di ogni narrazione umana, sotto qualunque forma eseguita: dietro ogni topica c’è una presa di posizione e ci sono delle esclusioni. Il contenuto ideologico è più evidente nei film che trattano di politica, di guerra, di spionaggio e di fatti storici.

Il contenuto ideologico non riguarda solo grandi temi, sociali, politici o storici, e non riguarda solo idee normalmente oggetto di dibattito: come detto, ogni film ha un contenuto ideologico, che in genere riguarda la quotidianità. L’uomo che spende tanto tempo ed energie per conquistare la sua amata presuppone che così si debba fare, opinione non condivisa in vaste parti del mondo. Analogamente per l’uomo che lavora otto ore al giorno in una organizzazione, e la cui vita è predeterminata al minuto. La donna che armeggia in cucina con tanti elettrodomestici li rende scontati.

Sin qui siamo rimasti nell’ambito del contenuto ideologico avvertibile, sia pure in qualche caso a fatica. In moltissimi film sono poi stati inseriti – e sono inseriti – dei messaggi subliminali. La tecnica subliminale è nata quando si sono fatte le seguenti scoperte: che l’inconscio umano esiste; che percepisce ogni informazione che oltrepassa gli organi di senso, anche se per qualche motivo la coscienza non la avverte; che la elabora in modo meccanico, predeterminato e acritico; e infine che il risultato di tale elaborazione influenza il soggetto, anche se costui non se ne accorge.

Questo campo di indagine fu aperto da Freud, lo scopritore dell’inconscio; continuato negli anni Trenta da molti altri, fra psicanalisti, psicologi, psichiatri, sociologi e specialisti della comunicazione e della pubblicità commerciale e politica; e enormemente sviluppato negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale per migliorare l’efficacia della propaganda.

Un messaggio subliminale in un film è dunque un’immagine o una breve scena apparentemente innocua, sulla quale la coscienza non si sofferma, ma che l’inconscio afferra ed elabora in un modo previsto, influenzando quindi il pubblico a sua insaputa.

Se è chiaro che finita la pandemia da CoViD-19 gli abbracci non scompariranno, la stretta di mano potrebbe venire rimpiazzata per sempre da altri saluti meno “rischiosi”.

Decisa, sudata, molliccia… Ha molte sfaccettature, la stretta di mano, un gesto di saluto quasi globale e bandito dall’inizio della pandemia da CoViD-19. Le sue origini risalgono a migliaia di anni fa, e denotano l’intrinseca socialità dell’uomo. «Il fatto che ora, per evitare il contagio, ci siamo inventati il saluto “gomito contro gomito” dimostra l’importanza che diamo al contatto», spiega Cristine Legare, professoressa di psicologia all’Università del Texas a Austin.

Il contatto con il prossimo non è sempre stato di vitale importanza (o, perlomeno, c’è stato un periodo in cui non era ben visto): nella prima metà del XX secolo, molti psicologi erano convinti che i gesti d’affetto potessero trasmettere malattie ai bambini e causare loro problemi psicologici in età adulta.

Negli anni Venti del Novecento, l’American Journal of Nursing pubblicò diversi articoli che mettevano in guardia dalle strette di mano, veicoli di batteri, consigliando agli statunitensi di adottare l’usanza cinese di giungere le proprie mani in segno di saluto.

Il saluto romano, così detto perché in passato fu ritenuto derivare da una tradizione dell’antica Roma, è una forma di saluto utilizzata in varie parti del mondo nel periodo a cavallo tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, che prevede il braccio destro alzato di circa 135 gradi rispetto all’asse verticale del corpo con il palmo della mano rivolta verso il basso e le dita unite.

La cinematografia e la tradizionale iconografia hanno diffuso altri tipi di gesti di saluto: il saluto detto legionario che consiste nel battere il pugno o la mano destra tesa sul petto (usato in parte ancora oggi in certe forme di “presentat’arm” militare), e il saluto detto gladiatorio, consistente nell’affiancare l’avambraccio destro di chi saluta a quello di chi si vuol salutare e scambiarsi una reciproca stretta al di sopra del polso.

Insomma, finita la pandemia torneremo a stringerci le mani o sarà un buon motivo per smettere di farlo per sempre?

Anthony Fauci, immunologo in prima linea nella task force ingaggiata dal governo Trump, ha le idee chiare: «A essere sincero, penso che non dovremmo tornare mai più a stringerci le mani», afferma.

Liberamente tratto da Obscene

Rituali hollywoodiani?

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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