GURDJIEFF E L’OCCULTISMO

Gurdjieff ha sempre avuto un atteggiamento molto preciso riguardo all’occultismo.
La sua dottrina è una cosa completamente diversa da quella esplicitamente satanista di Aleister Crowley, e lui stesso criticava le varie forme di occultismo moderno, lo spiritismo, la Teosofia, ecc… (come del resto faceva anche il massone René Guenon). Allo stesso modo, però, faceva intendere di aver conosciuto benissimo molte pratiche magiche (e sicuramente ne aveva fatto uso). Anche lo scrittore Aldous Huxley (1894-1963) definiva gli scritti di Gurdjieff «l’opera classica di un mago» 1.
Lo stesso Ouspensky inoltre racconta di come il «maestro», durante il periodo di soggiorno ad Essentuki, insegnasse ai suoi discepoli a riconoscere le manifestazioni soprannaturali dai trucchi:
«Quando fummo tutti riuniti, nel marzo 1918, vennero stabilite nella nostra casa regole molto rigide; era proibito allontanarsi, si stabilirono turni di guardia giorno e notte, e così via. E cominciarono i lavori più vari. Nell’organizzazione della casa e delle nostre vite furono introdotti principi molto interessanti.
Gli esercizi, questa volta, erano molto più difficili e vari di quelli dell’estate precedente: esercizi ritmici accompagnati da musica, danze di dervisci, esercizi mentali, studio dei diversi modi di respirare, e così di seguito. Particolarmente impegnativi erano gli esercizi di imitazione dei fenomeni psichici: lettura del pensiero, chiaroveggenza, manifestazioni medianiche, ecc… Prima di cominciare tali esercizi, G. ci aveva spiegato che lo studio di questi “trucchi”, come li chiamava, era obbligatorio in tutte le scuole orientali, perché senza aver prima studiato tutte le imitazioni e contraffazioni possibili, non era pensabile cominciare lo studio dei fenomeni di carattere sopranormale. Un uomo non può distinguere il reale dal falso in questo campo, se non quando conosca tutti i trucchi e sia in grado di riprodurli egli stesso. G. diceva inoltre che uno studio pratico dei “trucchi psichici” era di per sé un esercizio insostituibile, e che era quanto di meglio si potesse desiderare per lo sviluppo della perspicacia, dell’acutezza dell’osservazione, dell’avvedutezza e di altre qualità ancora, che il linguaggio della psicologia ordinaria ignora, ma che certamente devono essere sviluppate.
Ciononostante, il nostro sforzo era soprattutto basato sulla ritmica, e su strane danze destinate a prepararci a fare in seguito degli esercizi di dervisci» 2.
«Mi è stato spesso chiesto che cosa sia la “magia nera”, e ho risposto che non vi è nessuna magia rossa, né verde, né gialla. Vi è meccanicità, cioè “ciò che capita”, e vi è il “fare”. “Fare” è magico, e non vi è che un modo di “fare”. Non possono esservene due. Ma può esservi una falsificazione, una imitazione delle apparenze esteriori del “fare”, che non può dare alcun risultato oggettivo, ma che può ingannare le persone ingenue e suscitare in esse la fede, l’infatuazione, l’entusiasmo e persino il fanatismo.
Questo è il motivo per cui, nel vero lavoro, cioè nel vero “fare”, non è più possibile alcuna infatuazione. Ciò che definite magia nera è fondato sull’infatuazione e sulla possibilità di giocare sulle debolezze umane. La magia nera non significa, in nessun modo, una magia del male. Vi ho già detto che nessuno fa mai del male per amore del male o nell’interesse del male. Ognuno fa sempre tutto nell’interesse del bene così come egli lo comprende. Nello stesso modo, è del tutto erroneo affermare che la magia nera è necessariamente egoista, che nella magia nera l’uomo mira obbligatoriamente ad ottenere dei risultati per sé stesso. Niente è più falso. La magia nera può essere molto altruista, può perseguire il bene dell’umanità, può proporsi di salvare l’umanità da mali reali o immaginari. Ma ciò che può essere chiamato magia nera ha sempre un carattere definito. Questo carattere è la tendenza a servirsi delle persone per qualche scopo, anche il migliore, senza che essi lo sappiano o senza che comprendano, sia suscitando in essi la fede e l’infatuazione, sia agendo su di essi con la paura.
Ma Ouspensky è ancora più esplicito in questo passo, quando riporta l’opinione di Gurdjieff sulla magia nera:
Ma a questo riguardo occorre tener presente che un “mago nero”, buono o cattivo che sia, ha dovuto passare attraverso una scuola. Egli ha imparato qualche cosa, ha inteso parlare di qualche cosa, sa qualche cosa; egli è semplicemente un “uomo educato a metà” che è stato allontanato da una scuola, oppure che l’ha lasciata avendo deciso che ne sapeva ormai abbastanza, che si rifiutava di restare più a lungo sotto la tutela di qualcuno, e che poteva lavorare indipendentemente e anche dirigere il lavoro degli altri. Ogni lavoro di questo genere può produrre solamente risultati soggettivi, cioè non può che deludere sempre di più e aumentare il sonno invece di diminuirlo. Si possono nondimeno apprendere certe cose da un mago nero, sebbene in modo sbagliato. Può persino capitargli, per caso, di dire la verità. È per questo motivo che io vi dico che vi è ben peggio della “magia nera”. Per esempio, tutte le specie di SOCIETÀ “SPIRITISTICHE”, “TEOSOFICHE” E ALTRI GRUPPI “OCCULTISTICI”.
Non soltanto i loro maestri non sono mai stati in una scuola, ma non hanno nemmeno mai incontrato qualcuno che sia stato in contatto con una scuola. Il loro lavoro non è che scimmiottatura. Ma un lavoro imitativo di questo genere procura una grande soddisfazione. Qualcuno si prende per un “maestro”, gli altri si prendono per “discepoli” e tutti sono contenti. Nessuna realizzazione della propria nullità può essere ottenuta in questo modo; e se qualcuno afferma di aver raggiunto questo risultato, non fa che illudere e ingannare sé stesso, quando non si tratti di pura menzogna. Al contrario, anziché realizzare la propria nullità i membri di queste società realizzano la loro propria importanza e accrescono la loro falsa personalità» 3.
1 Cfr. L. Pauwels, op.cit.; si veda in nota a pag. 46.
2 Cfr. P. D. Ouspensky, op. cit., pag. 410.
3 Cfr. P. D. Ouspensky, pagg. 252-253.

GURDJIEFF E L’OCCULTISMO

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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