FEDERICO FELLINI VISIONARIO PRIMORDIALE

di Vincenzo Di Maio

“L’unico vero realista è il visionario” diceva Fellini, in quanto il visionario riesce a vedere al di là della fisica, se non proprio anche al di là della stessa metafisica, un realismo patafisico che comprende la complessità della vita sociale sulla terra, attraverso sensibilità profonde di esperienze particolari che permettono di vedere oltre le apparenze materiali, l’osservazione soggettiva nelle crepe del tempo che ascoltano tanto le grida infernali quanto i canti angelici, lo sguardo oggettivo della spiritualità che permea l’anima di chi sente dentro di sé il richiamo della foresta, quell’istante selvaggio che permette all’impeto di reagire nella tempesta, imparando ad imperare per imperire e crescere così come un uomo nuovo, un realismo patafisico che permette di comprendere la realtà poliedricamente da più angolazioni contemporanee.
Infatti “se vivi nel tuo tempo certi libri li respiri nell’aria” affermava Fellini, poichè é lo spirito del tempo che permea ogni cuore sensibile a trasmettere il vero messaggio di amore e di onore che arriva dal mistero della profondità cosmica di Dio Altissimo Sommo Creatore, una creatività divina che permea l’universo attraversando i corpi umani che recepiscono il messaggio del divenire, presente nella coscienza cosmica della mente universale.
Di fatto il realismo del visionario primordiale non è erudizione ma è essenza magica, in quanto “nulla si sa, tutto si immagina”, tutto proviene da quella sensibilità che oltrepassa il presente prevedendo il futuro prossimo e remoto alle sensibilità più sveglie che parlano al mondo con le proprie iniziative.
Diceva Fellini, infatti che “un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”, e noi visionari primordiali siamo artefici del nostro destino in quanto autori di autocritica delle nostre proprie esperienze pregresse che, come le ideologie del novecento, vengono superate mediante la rettificazione dei nomi, la correzione delle parole chiave utili ad interpretare collettivamente la realtà condivisa nel quotidiano divenire che descrivono per ogni nome un destino.
Per questo motivo il realismo del visionario primordiale afferma con tenacia, come Federico Fellini, che “non voglio dimostrare niente, voglio solo mostrare”, perché la divina rivelazione progressiva dello spirito supera ogni aspettativa e permette di concepire creativamente, in una coproduzione condizionata, che la forma è sostanza ma ciò che conta sta nella sua essenza, invisibile agli occhi ma visibile al cuore.
Se negli anni ’70 vi è stata una convergenza parallela tra il movimento politico di Autonomia Operaia a sinistra e il movimento politico di Terza Posizione a destra, oggi è il momento opportuno che queste scie visionarie ritrovino le strade smarrite, un’opportunità che permetterà di assurgere come corpo unico benedetto da Dio Altissimo, che in ogni nazione si trasformi come un movimento politico internazionale fondato sul valore universale della Tradizione Primordiale, quale è il Primordialismo Visionario.

PRIMORDIALISMO VISIONARIO – movimento politico internazionale

FEDERICO FELLINI VISIONARIO PRIMORDIALE

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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