a cura di Augusto Bianconi
“21 giugno 1920. Solstizio d’estate. Ho dato ordine ai miei Cosacchi di accendere dei grandi fuochi sulle colline attorno a Daouria. I partigiani bolscevichi si stanno chiedendo che cosa stiamo preparando. Molto semplicemente un’altra Rivoluzione, un po’ più terribile della loro. Essi adorano la stella rossa. Noi celebriamo il sole giallo. Guerre di religione”.
“Il mio regno inizia con un bagno di sangue; non può iniziare altrimenti. Non sono entrato a Urga per portarvi l’amore ma la giustizia. Gli antichi pagani dell’Estonia avevano ragione quando dicevano: “Chi è buono con i cattivi è cattivo egli stesso”. Non si può venire a patti col bolscevismo.
La barbarie diventa ordine quando la civiltà diventa disordine. Come odio la civiltà che stanno costruendo. I commissari bolscevichi e i mercanti lavorano per lo stesso mondo. Orrendo, grigio.” – Roman Nicolaus Fedorovic von Urgen-Stemberg
(Jean Mabire, Il Dio della Guerra, Edizioni di Ar)

