di Vincenzo Di Maio
Penso che Israele è uno stato inesistente e inventato di sana pianta che si è appropriato di un concetto religioso relativo al nome dell’Angelo di Giacobbe e che quindi non è nazione e né stato ma un ideologia politica totalitaria, applicata e vivente che è la radice fondamentale del sionismo internazionale e che ha stravolto tutti i significati dei testi religiosi della Torah. L’unico stato-nazione che riconosco è una Palestina santa, laica e interreligiosa con Gerusalemme come capitale.
Lo stato di Israele non è neanche una postazione americana nei paesi arabi ma un frutto dell’ideologia sionista internazionale che detiene il controllo di determinati imperi geopolitici regionali, parzialmente o totalmente, attraverso i finanziamenti occulti e palesi dell’alta finanza globalista di stampo angloamericano. È l’ideologia sionista con i suoi sostenitori che domina la realtà mondiale, non il potenziale politico economico e culturale di uno stato.
In tal senso, si definisce uno stato inesistente quando esso viene istituito nella modernità come atto di puro colonialismo spinto da interessi meramente economici che mirano al contenimento delle popolazioni precedentemente presenti o addirittura che mira al genocidio costante e/o al completo sterminio totale.
Quindi da questa prospettiva anche tutti gli stati colonialisti istituiti nella modernità sono potenziali stati inesistenti.

