di Elena Albertini
Non si può imprigionare il vento né contenere la fiamma che arde in noi. La libertà dell’anima non risiede nella mente, ma nel cuore, dove ogni vincolo svanisce. La vera bhakti non chiede permessi, non dipende da titoli. È un’espressione pura, senza motivazioni egoistiche, che nasce dal profondo senza imposizioni. Come dice lo Śrīmad Bhāgavatam (1.2.6), la bhakti è la più pura espressione dell’anima, non motivata da desideri personali.
Nel cuore c’è un luogo dove nessuna legge umana può arrivare. Lì, il Divino danza, senza prove o maschere. Non servono licenze per sentire il battito del cuore che risveglia l’amore divino. Come insegnano le Upaniṣad (Muṇḍaka 2.2.1), l’anima individuale e l’Anima Suprema coesistono, l’una osserva e l’altra sperimenta.
Il vero amore per Dio non nasce per guadagnare qualcosa, ma per il solo atto di amare. La sincerità e la devozione risvegliano l’amore dal cuore purificato. Kṛṣṇa afferma nella Bhagavad-gītā (9.30) che anche chi ha vissuto in modo impuro può essere santo, se si dedica a Lui con cuore sincero.
La libertà del cuore è la vera via. In un incontro intimo e senza formalità, nasce la bhakti. Non si può certificare né insegnare. Solo chi è pronto a risvegliarla nel profondo di sé comprenderà questa verità, come insegna il Caitanya-caritāmṛta (Madhya 22.108), dove il puro amore per Dio è già nel cuore, pronto a manifestarsi.

